martedì 28 luglio 2009

QUESTA E' UN'OPERA ORIGINALE

Parafrasando nel titolo almeno due pezzi grossi (uno un po' di più), prendo spunto dal simpatico post di Elena per fare assieme un piccolo esercizio tecnico sulla notissima immagine utilizzata da decenni per promuovere gli album delle figurine panini. Il disegno raffigura la celebre rovesciata di Carlo Parola, gesto tecnico compiuto dallo juventino, contro la Fiorentina il 15 gennaio 1950. Praticamente questa immagine rappresenta un simbolo del calcio italiano. Wikipedia ci dice che è stata riprodotta in duecento milioni di copie, in quasi tutte le lingue del mondo.

Il post di Elena ironizzava sul "caso Ferrario", che ha tenuto banco in questi giorni in rete, per l'utilizzo da parte dell'autore, per lo meno disinvolto (ma per molti fraudolento) di disegni altrui per realizzare il proprio fumetto per Panini Comics (leggete i miei post precedenti). La battuta prende di mira quindi la politica evidente di ricalco aziendale portata avanti da sempre da Panini, nelle sue varie articolazioni. Ecco. Mi raccomando! E' una battuta! Uno scherzo. Ironia. Ok?!

Ma ricalco di cosa? Di questa foto che ha appunto immortalato il gesto atletico di Parola.

Vorrei allora provare con la vostra eventuale collaborazione un piccolo esercizio per ricostruire tutta la catena di diritti connessi a questo utilizzo.

Partiamo dalla rovesciata.
Trattandosi di uno spettacolo, dove c'è un interprete (il calciatore che compie il gesto sportivo), qui sorge un diritto d'immagine. Qui non sono ferratissimo ma presumo che nessuno avrebbe potuto sfruttare l'immagine di Carlo Parola senza il suo consenso, o senza il consenso del soggetto che gestisce (gestiva) i diritti d'immagine dei calciatori. Certo, può essere che nel 1950 questa problematica non fosse all'ordine del giorno. E quindi il problema non sia mai stato affrontato. Provate ad immaginare cosa accadrebbe oggi se un'azienda che produce figurine utilizzasse una trasposizione del goal di Messi nella finale di Champions senza preoccuparsi di regolare il dovuto.

Comunque, non conosco i dettagli e passiamo allo step successivo.
Legittimamente o meno, il gesto è stato fotografato. Bene, qui sorge un diritto d'autore in capo al fotografo. L'autore della foto è il detentore originario dei diritti di questa immagine. Diritti che probabilmente sono stati trasferiti all'editore o agli editori che l'hanno pubblicata. L'autore della foto o gli aventi diritto ne sono titolari per settanta anni.

Proseguiamo. Ad un certo punto, Panini, l'azienda di figurine, commissiona ai propri collaboratori grafici la realizzazione di un'immagine, un marchio da utilizzare per visualizzare il prodotto. Viene scelto di rimandare proprio alla celebre foto. Ed un disegnatore ne realizza la versione illustrata.
Il disegnatore è il detentore originario dei diritti di questa immagine, diritti che sicuramente sono stati trasferiti per contratto, in modo immediato, a Panini.
Panini può quindi agire in giudizio contro coloro che volessero utilizzare in modo sleale la stessa immagine per veicolare i propri prodotti. Anche perché questo disegno assurge al rango di marchio, con tutte le protezioni del caso.

Il diritto d'autore europeo distingue in modo teorico e concreto tra diritti economici e diritti morali. La distinzione è utile per approfondire la filiera di diritti appena ricostruita.
Panini può agire in giudizio per tutelare i propri diritti economici.
Ma il disegnatore potrebbe, se volesse, se è ancora vivo, se se lo ricorda (o i suoi eredi) rivendicare la paternità dell'opera, cioè il fatto che quel disegno l'ha fatto lui.

Lo stesso vale per l'agenzie o per l'editore eventualmente titolare dei diritti sulla foto.
Lo stesso vale per l'autore della foto che potrà sempre rivendicare di averla fatta. E direi che aver scattato una foto del genere nel 1950 rappresenta una bella prova di abilità e intelligenza!

Beh, ci credete che se un domani qualcuno ricalcasse i famigerati disegni di Ferrario, lo stesso autore e l'editore potrebbero opporsi? Sarebbe incredibile ma tecnicamente possibile.

Il diritto d'autore è un diritto soggettivo, ma è anche un diritto composito, che per poter essere gestito ha bisogno di altri istituti giuridici quali quello del contratto, che può anche non essere scritto.

4 commenti:

latte e sangue ha detto...

Che fai ?! Mi rubi le battute ??? Guarda che voglio i diritti ! ;)
No seriamente Mic, qui si rischia di fare un bel po' di confusione su un tema molto difficile e delicato e finisce che si rompe qualche vaso e i cocci te li lascio volentieri...
Anche nella storia dell'arte da millenni si prende SPUNTO da un'altra opera d'arte. E' anche probabile che si sia saccheggiato un'idea e mostrata poi come ideona originale, ma haimé allora internet viaggiava su tavolette di cera e in un giorno come questo l'informazione rischiava di sciogliersi durante il viaggio. Oggi al massimo arriva completamente diversa come il gioco del telefono senza fili che fanno i miei figli (questo gioco non muore mai ! :) )
Paragonare due tempi diversi e due MODALITA' diverse non toglie e non aggiunge niente a quello che è stato detto su internet su sta storia. Il problema del diritto d'autore s'è fatto appunto molto più forte nel secolo scorso proprio perchè l'informazione cominciava ad essere più veloce (radio, televisione e oggi internet) e quindi guardare l'idea di un altro era più accessibile.
I problemi sono due e due soltanto: legale e morale.
Sul piano morale ( e questo è un pensiero assolutamente personale) posso dire una cosa. Visto che sto osservando Pollock per lo spettacolo che sto scrivendo, ti posso dire che molto della sua opera lo deve a una mostra di Europei che ha cambiato il suo pensiero e trasformato pian piano la sua opera fino ad essere quella riconosciuta del grande Pollock. Ora dove sta la sottigliezza ? Che il suo agire non è stato un semplice IMITARE, ma una difficile RILABORAZIONE visiva, filosofica, ideale etc.
Ora senza togliere niente al FUMETTO, anzi PROPRIO PER NON TOGLIERE NIENTE AL FUMETTO, auspico che questo ragionamento venga fatto anche, appunto, in questo ambiente.
Cosa altra è il piano legale che è ben diverso da 50 anni fà. Si stilano delle percentuali e si stabiliscono dei casi limite. Il caso limite in quella storia delle "Cronache" non c'è perchè si è oltrepassato e di tanto la percentuale. In tribunale non si stabiliscono morali, ma al massimo precedenti e secondo me si sono perse cause di questo genere per molto meno.
Ora io sinceramente non ti seguo... la mia era una battuta e ho commentato sull'omaggio e sullo spirito.
Fai una domanda secca e fuori dai denti perchè ti vedo un po' uscire dal seminato...

elenA

MicGin ha detto...

Ma questo post voleva essere ed è semplicemente un'esercizio teorico. Non aggiunge nulla e nulla toglie alla vicenda di questi giorni.

Piuttosto allargo la riflessione sul diritto d'autore. Che è un tipico diritto in perenne evoluzione, per le spinte delle imprese e per quelle della società.
C'è chi teorizza l'utilizzo libero delle opere altrui. E ci sono anche paesi che lo consentono.

D'altronde, il tema legale-commerciale è fortemente intrecciato con quello autoriale e culturale.

ps: nell'ordinamento italiano il precedente ha valore relativo ed eventuale, al contrario del diritto anglosassone.

Lario3 ha detto...

Bellissimo post... complimenti.

Ti ringrazio tanto per il bel commento :-D

CIAO!!!

latte e sangue ha detto...

Ciao Mic, non ho dimenticato di risponderti, ma sono stata molto presa per la chiusura dei lavori dello studio... così finalmente è tempo di migrare.
Riprenderemo il discorso a settembre, con un cervello più riposato. Io sui diritti d'autore non ho la competenza tale da poter tenere banco, posso solo giudicare i casi estremi e semmai il piano morale, ma sul discorso che avevi tirato fuori sulla situazione del mercato e dell'editoria fumettistica nostrana mi interessa molto.
Un caro saluto alla famiglia e soprattutto ai componenti più piccoli :)

elenA

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