mercoledì 28 gennaio 2009

ANGOULEME. RICORDI E SPERANZE

Come si chiamava la gentile signorina che ci concede l'onore di posare con noi, rudi e trasgressivi (?!) visitatori dell'edizione '99 di Angouléme? A quei tempi, lei era il fulcro organizzativo di Lucca Comics, una dei tanti protagonisti che, nel bene e nel male, si sono caricati sulle spalle il peso di questa ormai esagerata manifestazione. Scusami, ma al momento non ricordo il tuo nome!!!!
Invece, i maschi nella foto, da sinista a destra sono: Alberto Pagliaro, Francesco Ciampi in arte Ausonia, Andrea Stefanoni, Gigi Rizzi, il sottoscritto con più capelli, Andrea Rossetti e Alessio D'Uva.
Sono proprio manifestazioni come queste che mi hanno legato per sempre a determinate persone.
Domani ritorno ad Angouléme. Questa volta, la mission è valorizzare i nostri Alessandro e Francesca, oltre che preparare il terreno per una partecipazione con stand nel 2010.
Nell'attesa, scaturiscono ricordi di ogni tipo.
E crescono le aspettative. Fumetti e autori nuovi. Stile e tendenze moderne. Esempi da seguire. Spunti da cogliere.
Ci rivediamo lunedì prossimo!

domenica 25 gennaio 2009

AUTOVELOX

Stavo attraversando una città, quando con mia grande sorpresa vedo un'apparecchiatura nera, grande come una poltrona, sotto il vicino porticato, che puntava sulla strada. Non avevo mai visto un autovelox così grande e complesso. Era una specie di boccione, con il dorso curvato. In testa, sporgeva una specie di piccolo cilindro, che doveva contenere la macchina fotografica.
Ero stupito ma tranquillo. I limiti di velocità cerco di rispettarli sempre (in passato sono stato un po' meno attento nei parcheggi...). Mi lasciava però inquieta la forma dell'autovelox. Senbrava quasi un robot. Ed era di un nero lucido così profondo che mi lasciava una sensazione spiacevole. Passo oltre. Pericolo scampato. A quel punto però comincio a perdere l'orientamento. I segnali, il traffico, la ZTL... non riesco più a lasciare la zona dei portici. Mi viene un colpo. Più avanti un altro autovelox, uguale al precedente. Cerco di rimanere calmo. Lo supero. I portici proseguono. Mi viene un altro colpo- Questa volta gli autovelox sono tre, ad una decina di metri di distanza l'uno dall'altro. Comincio a provare terrore. La sensazione di disagio è fortissima. E' allora che Marcolino comincia a salirimi addosso ed a piagnucolare... Mi ritrovo nel lettone assieme a lui. Era un piccolo incubo vissuto un po' di notti fa.

Come quello che ho provato stanotte e che mi ha fatto svegliare presto stamattina. Non so più insieme a chi ero, ma combattevo gli alieni... Ovviamente non si sono visti nel sogno, ma avevano lasciato una sagoma umanoide, lunga kilometri, attraverso un grande parco. La mia squadra (ma non eravamo militari) doveva andare loro incontro, non so bene per fare cosa. Ma spuntavano delle lance di plastica rossa dall'erba. Allora, per evitarne il contatto, comincio a surfare sull'erba.... Non ricordo molti altri dettagli, compreso quello fondamentale che ha determinato il mio risveglio.

A questo punto potrei partire con un po' di riflessioni, come quelle che erano piaciute ad Elena Accenti, qualche settimana fa.
Mi limito a formlarne una.

Tema: la verità.
Contesto: In un'epoca dove tutto è comunicazione, dove esiste solo quello che è comunicato, dove il potere deriva dalla capacità di gestire la comunicazione, dove i rapporti interpersonali avvengono sempre di più attraverso tecnologie digitali, che spazio rimane alla verità?
Motivazioni: Sono i sogni di cui sopra che mi hanno stimolato, ma sono anche tanti piccoli fatti e circostanze. Una mostra a Milano che si rivela storicamente incompleta, una riflessione sulla critica pubblicata su un blog, un amico che sta dando i numeri perché si è convinto di una cosa che non è successa, il senso di un conflitto armato che ha provocato migliaia di morti (molti bambini) in pochi giorni, la rilettura di fumetti letti trent'anni fa, un approfondimento notturno del Tg2 che contrapponeva un Berlinguer stalinista e perdente con un Craxi riformista e vincente, discussioni casalinghe sul presunto ordine/disordine, la revisione stradale in corso a Cremona che avrebbe dovuto portare ad un miglioramento del traffico cittadino, il significato dell'attuale crisi economica, l'ultima puntata di Desperate Housewives...

Dove stanno torti e ragioni? Dove sta la verità?
Mi sembra che alla fine abbia ragione il buon vecchio Tex/GLBonelli: chi picchia più forte ha sempre ragione. Oggi il detto si traduce in: chi comunica meglio ha sempre ragione e impone la sua verità. I destinatari della comunicazione, i "picchiati", possono così godere delle verità che sono state loro proposte in modo piacevole, allegro e sensuale...

Se tutto ciò non dovesse soddisfare, l'unica alternativa è.... studiare. Documentarsi, trovare le fonti, valutarle, confrontarle. Tutte le volte che ho dovuto affrontare situazioni difficili ho studiato. E ho scoperto come stavano veramente le cose. O, perlomeno, ho raggiunto un grado di approssimazione più soddisfacente.

Studiare richiede però tempo. E magari risorse. E alla fine, il risultato potrebbe costingerti a metterti in discussione. Noi viviamo invece nella cultura della rimozione. Si sa tutto, ma non si ricorda nulla. Si rimuove. E ci si riduce a campo coltivabile (e spesso concimato...) per la piantumazione di verità costruite altrove, per interessi altri.

venerdì 23 gennaio 2009

NON E' MERAVIGLIOSA?

Troppo in gamba Laura Scarpa! Qui l'ho ritratta all'inaugurazione della mostra sul Corriere dei Piccoli, dove dimostra di essere, come sempre, una donna di spirito.
Per la cronaca, la mostra non tratta tutto l'ultimo periodo. Lo rimuove. Laura se ne era occupata proprio negli ultimi anni, assieme ad altri ottimi autori. Ed era stata una collaborazione che aveva prodotto risultati dignitosi. Vedere le relative annate (al Cfapaz per esempio) per credere.

giovedì 22 gennaio 2009

LA MILANO CHE NON C'E' PIU'

Ieri mi sono recato assieme al Bruso a vedere l'inaugurazione della mostra dedicata al Corriere dei Piccoli. E' stata una bella festa, con tanti conoscenti ed amici. Sulla mostra sono critico... Và vista, perché merita per la scenografia e la qualità del materiale esposto. Ma è lacunosa e discutibile sul piano della ricostruzione storica. Ma ne parlerò un'altra volta.
Prima di andare dal Corrierino, avevamo pensato di vedere anche quella dedicata a Crepax, alla Triennale. Giunti alla Triennale, abbiamo realizzato che dovevamo andare invece alla Triennale della Bovisa.... #§#*zzz!
Avendo tempo, abbiamo allora deciso di muoverci a piedi. Siamo passati un attimo da Buscemi dischi e abbiamo trovato un atmosfera di smobilitazione... sigh...
Abbiamo proseguito a piedi, verso la Rotonda della Besana. I ricordi hanno cominciato a scaturire copiosi. Ho fatto una certa fatica ad autolimitarmi, anche per non annoiare il Bruso, un po' più calato nel contemporaneo... Solo che saltava fuori l'Università, l'anno in appartamento, gli spostamenti, i negozi tipici, i fumetti acquistati sulle fornitissime bancarelle di una volta... ci siamo messi a rievocare Pinelli, Calabresi, Sofri, le palestre dell'odio... (noi che manco quasi avevamo l'età...) La Milano di ieri e quella di oggi, insomma...
In zona Magenta, siamo però passati a fianco della somma pasticceria che vedete nella foto, presso la quale DOVRO' ASSOLUTAMENTE TORNARE!
Giunti in prossimità della Besana, ho potuto riprendermi grazie ad una maiuscola cioccolata allo zenzero consumata in Corso Porta Vittoria, alla cioccolateria Per Vivere Meglio (....c'è scritto così sullo scontrino...).
Siamo arrivati in anticipo. Io ero contento.
Era contenta anche Letizia Moratti quando, alta, sorridente e quasi sbarazzina..., ha attraversato la fila in attesa, per aprire ufficialmente l'evento. Dietro a lei un piccolo codazzo di personaggi serissimi...

mercoledì 21 gennaio 2009

A MILANO, DAL CORRIERINO!

Oggi dalle 18.00.
Ci si vede là?
Ci vado con il Bruso e prima facciamo una capatina anche a quella di Crepax, se ce la facciamo.

sabato 17 gennaio 2009

INDECENTE!

La puntata di Annozero dovrebbe essere visibile qui.
Riguardo all'accaduto mi sento rappresentato dal'intervento di Norma Rangeri su Il Manifesto di oggi. Aggiungo solo che quando si incontrano due persone di sinistra qualificabili come Oca Maestra e Permaloso-HoSempreRagioneIo, i risultati prodotti sono quelli visibili sui media di oggi, annullando completamente i contenuti positivi della trasmissione: la voglia di pace e di dialogo, il riconoscimento delle rispettive colpe, l'interrogarsi sul perché sta accadendo quello che si è visto.
Invece... Cmq, alla pagina linkata qua, oltre all'originale dell'articolo, trovate anche i commenti dei navigatori della rete.
Norma Rangeri
"Annozero", è bufera su Santoro

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, telefona al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, per dirgli che «è stato superato il livello di decenza». Il capo del governo, Silvio Berlusconi, si esibisce in una nuova versione del celebre “si contenga”. Il governo israeliano, attraverso l'ambasciatore Gideon Meir, scrive una lettera al presidente della Rai, protestando «la mancanza di professionalità, inadatta alla televisione pubblica italiana». Indecente non è il massacro di Gaza, ma un programma di Michele Santoro dedicato all'atroce carneficina.
Uno stato estero, la terza carica della repubblica italiana, il presidente del consiglio sparano cannonate contro un Annozero sulla guerra dei bambini uccisi sotto gli occhi del mondo, in diretta tv, come è accaduto ieri, quando mentre era al telefono con un'emittente israeliana, Ezeldin Abu el Aish, ha visto atterrargli in casa una bomba e cinque sue figlie morirgli accanto.
Sull'attenti la risposta di Petruccioli: «Santoro merita critiche severe». Del resto, per scatenare l'offensiva del partito filoisraeliano basta denunciare il carattere “punitivo” dell'offensiva, definendola «un massacro non una guerra», come ha fatto Massimo D'Alema, nel silenzio dei suoi compagni di partito.
Quella dedicata alla strage degli innocenti di Gaza, non è stata una delle migliori serate di Annozero. Andamento confuso, atmosfera nervosa, interventi ripetitivi, protagonismi degni di miglior causa. Come la teatrale uscita di scena di Lucia Annunziata, ospite della strasmissione di Santoro. Più che alla «guerra dei bambini», l'ex presidente della Rai, sembrava interessata a discutere dell'impostazione del programma di cui era ospite. Rubando il mestiere a un Mastella qualsiasi, dopo aver ripetutamente accusato Santoro di “faziosità”, offesa dalla replica dell'amico e collega («non dire le fesserie che tutti dicono contro di noi, ma quali meriti pensi di acquisire?»), si è alzata e se ne è andata. Su un tappeto rosso di complimenti bipartisan, una valanga di dichiarazioni che per tutto il giorno hanno intasato le agenzie di stampa.
La politica si era meritata la performance migliore nella sfuriata finale di un Santoro urlante contro la luna, contro la politica «che non fa un tubo, che è impotente».
Mirando però al bersaglio sbagliato («Veltroni andasse a Gaza anziché in Africa»), visto che il leader del Pd, almeno per i bambini sterminati dalla fame, prova a fare qualcosa.
E quale sarebbe la colpa? Aver fatto confrontare giovani palestinesi con giovani israeliani? Aver mostrato l'ospedale di Gaza? Non aver rappresentato in par condicio le ragioni degli uni e degli altri per mettere in primo piano «le cose che stanno accandendo per come stanno accadendo?». Sul punto Santoro ha ragione da vendere. Politicamente e giornalisticamente. Quando i morti sono uno a mille, quando i bambini uccisi sfiorano i quattrocento, il giornalista ha il dovere di titolare “la guerra dei bambini”. Per poi chiedere ai suoi interlocutori cosa si propone Israele con questa guerra e cosa si prevede per il dopo.
La materia incandescente richiedeva però di scartare dal solito copione. Meno voci, più profondità, più governo delle emozioni, più informazione (quanti italiani sanno dov'è Gaza, cos'è la Cisgiordania, quale il reddito dei palestinesi...), più attenzione alla difficoltà di decodificare il tasso di manipolazione. Ma questi sono appunti e considerazioni che riguardano un gruppo redazionale. Se invece a insegnare come si fa giornalismo, come si declina l'attualità sono stati e governi, allora comandano solo gli elmetti.

giovedì 15 gennaio 2009

BASTA!

Nella foto, alcuni dei pericolosi terroristi di Hamas, finalmente eliminati, così non potranno più lanciare razzi...
Mi auguro che i singoli esponenti del Governo d'Israele possano rispondere un giorno davanti ad una Corte Internazionale per crimini di guerra. Anche il pacifismo israeliano si è mosso per denunciare il massacro incivile in corso. Se questo deve essere il modo per difendere la sicurezza di uno Stato...
Intanto, folli irresponsabili, residenti in Palestina e nei paesi arabi, gridano che gli ebrei saranno sterminati e che Israele sarà cancellata dalle cartine geografiche.
Si andrà avanti così, sino a quando non sarà rimasto più nessuno vivo in tutta la regione?
Intanto il ministro degli Esteri italiano, l'attore Franco Frattini, farà un tour diplomatico in medio oriente. Già prenotati gli alberghi.

ps: aggiorno il post, fornendo il link di un'iniziativa adottata da un pezzettino di mondo del fumetto, che vuole promuovere la causa palestinese nel rispetto dei diritti di tutti, per la pace, contro ogni forma di sopruso: http://visualintifada.blogspot.com/ A cura di Gianluca Costantini e Ottokin.

lunedì 12 gennaio 2009

DE ANDRE', UNA STUPENDA SERATA SU RAI TRE

Abbiamo assistito ad una bellissima serata dedicata a Fabrizio De André su RaiTre, organizzata da Fabio Fazio per chetempochefa. Si sono superati. Hanno partecipato e cantato dal vivo e in modo coinvolto Franco Battiato, Gianna Nannini, Antonella Ruggiero, Piero Pelù, Tiziano Ferro, Edoardo Bennato, Ivano Fossati e altri, con un finale al porto di Genova dove Mauro Pagani e Cristiano De André hanno eseguito Creuza de ma. Non è tutto. Collegamento in diretta con la PFM che hanno eseguito Bocca di rose, colegamento in diretta da Spoon River, dove c'era Jovanotti...! Collegamento in diretta con l'Istituto Comprensivo De André, dove Roberto Vecchioni ha spiegato e poi cantato La guerra di Piero.... E altro ancora.
Sono rimasto colpito dal modo discreto con cui Dori Ghezzi è intervenuta.
Non sono un gran conoscitore dell'opera del cantautore ligure, ma ricordo bene di averne conosciuto le canzoni con gli scout (cattolici). Tra il '77 e l'82, tra di noi andavano forte proprio le canzoni dei cantautori, oltre che naturalmente quelle più prettamente religiose. I più suonati e cantati (bastava la classica chitarra) erano Guccini, Bertoli e De André. Direi che quei testi hanno influito. E anche quel modo di condividere la musica.
Durante la trasmissione pensavo che un programma del genere, dove gli autori hanno ideato tutto, senza compromessi, per ricordare alla grande un grande, poteva essere possibile solo su una Tv pubblica. E in particolare, forse, su RaiTre. Per diversi motivi. La Tv commerciale ha gli sponsor. Chissà quante inopportune interruzioni ci sarebbero state... Ma poi c'è anche la credibilità di una rete, che consente di collocare in modo naturale una trasmissione speciale come questa. Non come certe private, dove altrimenti ci si sarebbe trovati stretti tra volgari e bugiardi telegiornali e aghiaccianti reality (mmhh... solo le private?!).
Durante la trasmissione ho ripensato anche a come sono stati celebrati i venti anni dalla scomparsa di Andrea Pazienza, forse anche meglio dei dieci anni, ma cmq nulla di paragonabile a De André, che è stato ricordato con iniziative in tutta Italia e con la messa in onda di una sua canzone, alle 22,30 circa di ieri sera, su trecento radio.
Penso si possa dire che Pazienza è stato per il fumetto quello che De André è stato per la musica.
La distanza organizzativa, di fantasia e di eventi tra le due diverse ricorrenze segna tutto il distacco che intercorre ancora oggi tra la musica e le narrazioni grafiche in generale.

sabato 10 gennaio 2009

POST A RAFFICA (3): LA NASCITA DEL FUMETTO - UNA BATTAGLIA PERSA

Mi sembra doveroso fare la mia parte per far sapere che è disponibile la pubblicazione digitale Mosso. Così si presenta:

MOSSO
periodico gratuito in pdf
redazione: Chiara Dattola, Paolo Interdonato, Pasquale La Forgia
progetto grafico: Roberto La Forgia
E la potete ricevere (forse) scrivendo a: rivistamosso@gmail.com

Il secondo numero celebra la nascita del Corriere dei Piccoli.
L'occasione mi consente di tornare sul problema della data di nascita del fumetto. Che non sarebbe un problema, se non mi capitasse ancora di leggere che il fumetto nasce con Yellow Kid.

Leggo sul n. 11 di Dada, rivista trimestrale d'arte, edita da Artebambini, a pagina 5: "Il fumetto come lo conosciamo oggi, appare in appendice ai quotidiani americani, la domenica, e la sua nascita viene fatta risalire al 1895, quando sul New York World compare Yellow Kid.... I testi sono inizialmente dentro dei cartelli, poi il bimbo prende voce attraverso il suo camicione: solo un anno dopo parlerà per mezzo di una nuvoletta. Tuttavia questa non è una novità assoluta: i veri precursori furono infatti Topfer e Busch...." Il pezzo è firmato da Deborah D'Alessandro ed è un evidente puzzle di nozioni rimediate qua e là.

Leggo (sob) nella rubrica settimanalmente pubblicata sul Tex di Repubblica, firmata da Sergio Bonelli e curata da Graziano Frediani: "Tutti considerano i fumetti come un mezzo espressivo nato più di un secolo fa, nella sua versione moderna, industriale e a diffusione di massa, con Yellow Kid .... Ma i fumetti, in fondo, non sono che storie disegnate e, nell'Ottocento, c'erano stato illustri antesignani che si possono definire come narratori per immagini pre-fumettistici ..."

La seconda affermazione è meglio articolata della prima, forse anche perché espressa da due vecchie volpi del fumetto italiano.
Ma sono entrambe da confutare.
Yellow Kid non è nato in una forma neanche minimamente paragonabile a come lo conosciamo oggi, come si scrive con grande superficialità su Dada.
E non si può far risalire la nascita di un linguaggio (almeno tale si presume che sia) dalla data in cui un suo prodotto incontra il successo commerciale, come scrivono Bonelli e Frediani.

Anche perché entrambi i testi fanno riferimento a "veri precursori" e "illustri antesignani" che di fatto hanno fumetti decisamente più vicini a quelli successivi di quanto lo sia stato Yelo Kid...

Eppure si continua a sostenere questa favoletta, continuando a raccontare di un fumetto che nasce nel 1895, e che non è ancora tale... e di un prefumetto, precedente, che invece è tale....
Si tratta di un fenomeno inquietante di rimozione, tipico di un certo modo di ragionare, applicato a tanti altri settori.

Mi dispiace che nonostante gli ormai numerosi studi sull'argomento si continui a presentare in questi termini la nascita del fumetto, perché vuol dire sminuirne la portata: i fumetti nascono quando incontrano il successo e finiranno quando non lo avranno più...
Questo modo di vedere le cose, ci spinge da trent'anni a parlare di "crisi del fumetto", mentre invece sono nati e cresciuti migliaia di nuovi autori in tutto il mondo, che hanno scritto e disegnato decine di migliaia di fumetti, non di rado autentici capolavori.
Questo modo di vedere le cose ci impedisce di cogliere e valorizzare appieno le tante innovazioni in corso.

Piuttosto, tornando al Corriere dei Piccoli, possiamo notare come il fumetto si afferma negli Stati Uniti come forma di intrattenimento di massa. In Italia invece come testimonial per un progetto educativo e formativo della società italiana.

POST A RAFFICA (2): BELLO FACEBOOK...

Avevo dichiarato che non mi sarei mai lasciato prendere da Facebook...
Mi sono parzialmente sbagliato... Un po' mi sono lasciato prendere...
E vedo che non sono il solo... C'è chi annuncia che diventerà papà (bravi Dario e Susanna ^___^). C'è chi organizza e chi partecipa ad eventi di ogni tipo. Certe volte è lo stesso facebook a giocare alcuni scherzetti, tipo l'annuncio automatico del matrimonio tra Sara e Trape...
Così ho accumulato circa 230 amici, ho ritrovato alcune persone veramente perse di vista, come il birichino Felice, mitico bibliotecario nel Cfapaz dei primi anni '90, e Sara Ambrosiani, valida operatrice in ambito aggregativo giovanile, nel frattempo divenuta mamma.
Ho come contatti fissi anche alcuni parenti, che altrimenti vedrei solo alle feste.
Ho praticamente sullo stesso monitor la vita di 230 persone mentre accade.
Alcune risorse sono efficacissime. Incontro invece qualche difficoltà con alcune richieste, formulate in modo che non capisco. Ho apprezzato invece il regalo di Daniele, un'autentica leccornia cremonese, che però non trovo più sulla mia pagina di facebook...
Insomma, mi sono lasciato prendere e ho pubblicato un album di foto scattate durante il pranzo natalizio della famiglia Ginevra, dove eravamo una quarantina...
Ma mi piace sottolineare che l'amicizia n. 100 l'ho stretta con Federica Del Preposto, e la n. 200 con Cristian Neri.
Mi va anche di premi simbolici alle migliori foto utilizzate per il profilo. Vincono per autorironia e genialità: Giulia Sagramola, Luigi Bernardi, Daniele Cauzzi, Alessio D'Uva e Claudio Sacchi.
Il premio al più bel gruppo di amici va senza ombra di dubbio a Jorge, registrato come TangoDj punto y branca: c'è una lista di donne esageratamente affascinanti, provenienti praticamente da tutto il mondo!
Ma rimane una nota dolente: non ho ancora trovato il vero Roberto Baggio. Al momento ci sono tre Roberto Baggio che mi sembrano degli evidenti fake. Senza la sua amicizia non mi sento completamente realizzato...

POST A RAFFICA (1): BIONDE PROBLEMATICHE



Sono rimasto affascinato i mesi scorsi da queste tre donne.

La prima è Joan Allen. Ha un viso strano. Ci sono delle sproporzioni tra la fronte, gli occhi e gli zigomi. Ma in tutti i film che ho visto dimostra una personalità intensa. Mi piace soprattutto il combinato della sua postura, dritta e orgogliosa, con le sue classiche espressioni del viso accigliate e preoccupate. Valida attrice che interpreta spesso ruoli da "cattiva", che poi si rivelano postivamente attenuati.

La altre due sono meno significative, nell'ambito cinematografico. Sono infatti tra i protagonisti di due serial televisivi: Lost e Invasion. La prima è Elisabeth Mitchell, che fa la parte di Juliet.
La seconda si chiama Kari Matchett e interpreta la Dottoressa Mariel Underlay.

Entrambe mi hanno colpito per la loro ambiguità nelle complesse vicende dei due serial. Da che parte stanno? Chi amano veramente? Quale scelta faranno al momento opportuno?
La loro ambiguità sembra essere resa possibile anche dal loro comune aspetto fisico: bionde, magre, visi allungati con zigomi magri, capacità di assumere un aspetto triste.

Mi viene da pensare che di attrici italiane così non ne abbiamo. O no?

mercoledì 7 gennaio 2009

A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI

Se Joe Sacco dovesse oggi raccontare ancora una volta quanto accade in Palestina, disegnerebbe un genitore che mostra il proprio figlio ucciso. Quello che indigna, commuove e fa rabbia è la totale insensibilità del governo israeliano nel condurre l'azione militare in corso a Gaza.
E' un massacro.
Spesso e volentieri di persone innocenti. E Hamas promette vendetta, dirigendo il suo movimento e l'intera nazione palestinese verso il suicidio collettivo.
Mi è difficile non esprimermi su quanto sta accadendo. La reazione dello Stato d'Israele è evidentemente sproporzionata. E si aggiunge alle tante rappresaglie di guerra che hanno contrassegnato la storia dell'umanità. Niente di nuovo, in fondo.
Però, ho parlato con persone che dicono testualmente "Gli ebrei stanno facendo strage di...". E altre che replicano: "Gli arabi non vedono l'ora di poter annientare...". Queste frasi sono false e pericolose. Ci sono persone che hanno deciso per tutti di portare avanti in modo sanguinario questo conflitto, che, a quanto pare, deve essere permanente. E le varie parti in causa, giocano con le parole. E in tanti ci cascano.
Gli ebrei... come se fossero una razza aliena, che cerca di governare il mondo, a dispetto di tutti...
Gli arabi... come fossero solo dei rozzi fanatici maschilisti, che vogliono imporre il loro credo a tutti, con la violenza.
Queste convinzioni sono diffuse. E sono false. Ci si deve ribellare innanzitutto a queste idee sbagliate, perché sono queste idee sbagliate che poi giustificano i massacri. Gli ebrei uccidono i nostri bambini? Morte agli ebrei! Gli arabi fanno strage di noi? Morte agli arabi.
Volendo, potremmo poi pensare ad un altro parallelismo: i palestinesi come gli indiani di una riserva, che si ribellano; gli israeliani come gli Stati Uniti della frontiera, che vedono il sacrificio di alcuni dei loro coloni e che reagiscono con le loro ben più potenti giacche blu...

Mentre tutto questo accade, in Italia disponiamo di un governo composto da molte persone belle e abbronzate, sazie ed eleganti, che curiosamente non stanno muovendo un dito.
Mi secca ammetterlo, ma l'altra sera D'Alema ha fatto un figurose a Matrix, parlando della crisi in corso. Sembrava un vero statista, una persona mossa da forti convinzioni etiche e in grado di offrire soluzioni concrete.
Sul fronte partito, invece, la situazione è pesante.

La si pensi come la si vuole, ma il PD è un soggetto importante per la partecipazione politica. Ma per il momento è preda degli attuali notabili, le persone che occupano, più o meno opportunamente, le varie cariche statutarie e che non riescono più a interfacciarsi con i cittadini.
Non so ancora se sentirmi del PD, nonostante abbia partecipato a tutte le primarie avvenute negli ultimi due anni. Però sento di dover/voler partecipare. E il PD è l'unico aggregato politico che potenzialmente può tradurre la partecipazione in politica e amministrazione.
Ho scritto allora due messaggi sul forum del PD cremonese. Il primo riguarda un tema locale, i Centri di Aggregazione Giovanili. Il secondo vuole essere un invito a confrontarsi. Il secondo messaggio era molto più lungo e articolato, ma poi mi si è cancellato e l'ho riscritto in forma sintetica. So che molti dei miei conoscenti ed amici sono scettici rispetto alla politica e al PD in particolare. Ma faccio presente che senza forme di partecipazione ed aggregazione politica rischiamo di consegnare l'intera società a soggetti che la utilizzeranno per sfruttarla e spolparla, come in parte sta già avvenendo.

giovedì 1 gennaio 2009

BUON ANNO CON GLI EPIGONI (7)






Ordunque. La prima in alto è Sara Pavan. L'ho vista per la prima volta un discreto numero di ani fa, al seguito di Davide Toffolo e animatrice di una fanzine, da dove sono spuntati anche altri autori come Emanuele Rosso. La ragazza è vistosamente alta e simpatica, seria ma spiritosa. Per me entra nella storia, nella leggenda, per aver realizzato un breve racconto autoprodotto, piegato a forma di tramezzino, dove parla di un posto in Friuli che fa tramezzini di una bontà strepitosa. L'ultima volta che l'ho vista mi parlava di un programma radiofonico che avrebbe dovuto curare, sul tema del sesso.
Stefano Visinoni fa parte di Double Shot, associaziozione toscana, che pubblica fumetti e che per il momento non ne ha sbagliato uno...!
Ed ecco, terzo dall'alto, Salvatore Oliva! Non lo conoscete? Può darsi... Ma è probabile che lui conosca voi... Assieme a Giorgio Zambotto solca gli avventurosi mari del fumetto europeo alla perenne ricerca della qualità. E' un tipetto tosto, polemico, ma sincero, perché se deve dirti qualcosa in faccia te lo dice! Un grande.
E chiudo questa carrellata con Roberto Recchioni, di cui non mi piace tutto quello che fa/dice/bacia/lettera/testamento ma che è un vero professionista ed è cmq una persona che non vuole mai ripetersi o fare cose scontate. Da seguire sempre e cmq.
Ma quanto andrà avanti 'sta storia degli epigoni?
Ancora per poco, tranquilli... Ne ho ancora un gruppetto raccolto a Ravenna lo scorso ottobre, durante Komikazen. Questi di questi giorni sono stati scattati a Fumetti in TV.
Quando li avrò pubblicati tutti, partitrà il referendum popolare per il migliore epigono, che riceverà in regalo una copia dell'ultimo libro di Luigi Bernardi, da Bernardi stesso, il grande uomo che ha avuto l'autoironia di fotografarsi per primo in questa posa e di cui siamo tutti un po' epigoni... ;-)

ANCORA UN CALOROSO BUON ANNO A TUTTI!!

BUON ANNO CON GLI EPIGONI (6)




Dall'alto, Paolo Di Orazio, Paolo Cossi e Massimo Semerano. Il primo Paolo è scrittore e fumettista, tipo tranquillo e alla mano. Sul secondo Paolo mi sono già speso più volte: è di un talento imbarazzante. Aspetto il filotto di capolavori che prima o poi dovrà per forza arrivare. Intanto mi accontento delle sue opere sempre piacevoli. E poi Massimo Semerano, da più di vent'anno sempre e immancabilmente autore espressione del nuovo. Ma quando finirà Rosa di Strada...?

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