
Sono rimbalzato da Cremona a Milano, da Milano a Roma (la prima foto è scattata dal finestrino della Freccia Rossa), da Roma a Milano e infine a Cremona e poi ancora Milano. Per Fumetti Partigiani e per Cartoomics, dove parteggio per i nostri autori e per il fumetto.Ma non siamo tutti dalla stessa parte.
Me lo dovevo aspettare.
Su sedici edizioni, abbiamo partecipato a circa la metà.
Mai è andata bene a Cartoomics.
Fin dall'inizio, quando collaborava Gianni Bono, la manifestazione è stata impostata a favore dei collezionisti, più che delle case editrici. Poi si sono imposti anche giochi di ruolo, cosplayer e gadgets.
Oggi, Cartoomics è una marmellatona dove si può andare per promuoversi. Non certo per autofinanziarsi. Il Cfapaz ha preso uno stand piccolo, l'ultimo rimasto. Qualche genio della cartografia ha posizionato questi ultimi stand in un cul de sac assurdo, pur potendo contare su un padiglione mastodontico.
Partecipazione disastrosa, come altre volte del resto.
Anche altri editori hanno faticato, pur su proporzioni diverse.
Visitatori tanti. Quindi biglietti.
Cartoomics rimane un affare per la Fiera.
Non certo per il mondo del fumetto, che raccoglie qualche briciola di considerazione e qualche spicciolo.
La Fondazione Fossati cura la parte culturale. L'anno scorso ci hanno fatto arrabbiare, perché non hanno promosso la nostra mostra su Pazienza. Allora abbiamo rinunciato a prendervi parte.
Ma non è rimasto nessun rancore. C'è da capirli. Penso che il loro sia volontariato. E si fa quel che si può. Umanamente capisco. Le idee invece le contesto. Le loro iniziative non sono per niente d'attualità. Non sono neanche nostalgiche. Mi sembrano fuori tempo. Certo, espongono materiali preziosi, interessanti, spesso mai visti prima. Questo è meritorio. Ma poi tutto è valorizzato all'incirca. E poi i temi di fondo, la fantascienza, con una grafica veramente scadente. Ok Toppi, ma messo lì. C'erano anche gli erotici, messi forse da Bartolomei. Ma a parte l'Anna e qualcosina qua e là... Mah...!
Insomma, questa non è promozione culturale. E' buona volontà, senza dubbio. Ma basta?
Ma poi è giusto?
Se la manifestazione vede una partecipazione di un 70% di cosplayers e giocatori, ma perché le iniziative culturali non sono allora principalmente dedicate a loro?
E' un modello ben strano... La manifestazione è soprattutto sul fumetto. Ma il fumetto ha un ruolo sempre più residuale. Il pubblico non viene per quello. La maggior parte intendo.
Insomma, il movimento lo fanno gli altri, ma ufficialmente la manifestazione tratta soprattutto di fumetto. E la parte culturale, legittimamente, è gestita da un'associazione del settore.
Tra l'altro, la Fondazione Fossati ha avuto i suoi bei problemi con gli allestimenti, che sono stati tardivi e per niente puntuali, come tutti hanno visto dietro le quinte... Anzi, prima ancora che le quinte fossero costruite! Quindi, onore al merito, ai Fossatiani, intendo.
Insomma, non ce l'ho con nessuno. Se non con noi stessi che ancora una volta abbiamo perso del gran tempo prezioso.
A tutti gli altri, quelli del fumetto, dico: ragazzi, ma ne vale la pena? Per quanto andremo avanti ancora così?
PS: dedico il post a chi del CFapaz è stato in trincea per tre giorni a Cartoomics. Nella foto due delle attuali colonne portanti del centro: Valentina Comellini e Alberto Barcellari.










