
Via Volturno 38 era l'indirizzo della storica federazione del Partico Comunista Italiano di Cremona. E' rimasta anche la sede dei soggetti politici successivi, sino ai Ds. A quel punto si è cambiato sede, un taglio con il passato, per arrivare nuovi alla formazione del Pd. La palazzina è stata quindi venduta, presumo, ed è ancora in corso la sua ristrutturazione. Se ho interpretato correttamente il cartello del cantiere, laddove c'era la sala riunioni, ci saranno garage per auto. E così anche per la saletta dove si ciclostilavano volantini e giornalini (tra cui il nostro Reds). Mi viene un poco di malinconia. In quelle sale ho fatto politica da giovane, ho proseguito la mia esperienza di partecipazione iniziata poco prima nell'Arci. In quelle sale ho coltivato sogni e speranze, ho vissuto battaglie interne ed esterne, ho discusso, elaborato e litigato. Ho conosciuto anche persone fondamentali per la mia vita, come Elena, poi morosa, poi moglie, poi madre dei nostri figli, sua sorella Laura, Gigi Rossetti, Turo, Mimmo e tanti altri, forse non tutti veri amici, ma comunque compagni e comunque non certo persone che mi sono rimaste indifferenti. Fino al '89/'90 avevamo dato un senso all'essere comunisti. Direi, a posteriori, dei comunisti... anti-comunisti... O comunque decisamente anti sovietici, decisamente democratici. Poi il crollo del muro. Poi la svolta di Occhetto, poi la giunta anomala Pci-Dc di Cremona e il fenomeno Lega, che prefiguravano l'emarginazione del Psi, poi il Pds, poi Mani Pulite, la guerra nei Balcani di cui non si sapeva nulla a due passi da noi, poi Berlusconi... Tutto ha cominciato a correre veloce, tra alti e bassi, speranze e delusioni, stop and go, si è sviluppato un processo profondamente negativo e pericoloso che sta forse trovando in questi giorni il suo esito finale: il potere nelle mani dei gruppi di interesse, la fine della partecipazione, la democrazia delle veline e delle celebrità e della retorica, il migliore intrattenimento di tutti i tempi funzionale alla peggiore alienazione sociale mai vista prima.
Chissà se ancora una volta l'Italia e gli italiani saranno capaci di stupire. Nella storia è capitato diverse volte. In Francia, un De Gaulle che sembrava invincibile perse un referundum nel 1969 e concluse la sua storia politica. Per tornare all'Italia, nel 1953 fu promulgata una legge che avrebbe dovuto assicurare un premio di maggioranza. Una legge fatta a misura della DC, che il PCI definì Legge Truffa. Gli elettori non fecero scattare il premio previsto per 60.000 voti. Pochi voti in più fecero invece vincere Prodi nel 2006. Un altro referendum storico, quello sulla preferenza unica, nel 1991 fece fare una omerica brutta figura a Craxi che incitò gli italiani ad andare al mare, senza votare.
Ma appunto, la battaglia che si è consumata in questi quindici anni ha avuto come terreno il controllo dell'opinione pubblica. Il controllo della maggioranza utile ovviamente. C'è libertà se la tua platea è limitata. Infatti Alessio Spataro, finchè pubblica con piccole case editrici o passeggia sulla rete, può permettersi di sbeffeggiare il Papa, Berlusconi e Maurizio Costanzo, senza subire ritorsioni o scomuniche. Il Vernacoliere può permettersi la sua satira pesantissima, finché rimane nel territorio tra Livorno, Pisa e Lucca. Ma se si arriva al grande pubblico della Televisione, quello dello share, degli indici di ascolto, della prima serata, delle reti più importanti, allora le cose cambiano. Bastonate a Santoro e Vauro. Bastonate verbali, si intende. Ma sono comunque intimidazioni, censure, punizioni, necessarie per convincere l'opinione pubblica utile a conservare il potere.
In questa battaglia la società civile si è battuta. La sinistra parlamentare molto poco. Berlusconi non vince per le TV. Noooooo, certo che noooooooo. Stendiamo un velo pietoso..
Sì, il clima culturale generale, la crisi dei valori, la globalizzazione, il trend...
Sì, tutto questo, ma la sinistra aveva le sezioni, era tra le persone e nelle istituzioni culturali. Ha quasi completamente abbandonato le pratiche di relazione quotidiana che l'avevano resa un soggetto radicato nel territorio per trasferirsi nelle sedi di direzione e gestione. Ora nel territorio, al suo posto, spesso, c'è... la Lega. L'ho già fatto presente più volte con un piccolo esempio simbolico: al Centro Fumetto (che è gestito da un organismo di nomina politica dal 2001) i politici più presenti e attivi sono stati in questi anni l'Assessore uscente di Rifondazione Celestina Villa e Emiliano Ferrari che da giovane padano è diventato segretario cittadino della Lega.
Dunque è un principio fisico: se lasci un vuoto lo colma qualcun'altro.
Intanto, nonostante tutto questo, la maggior parte delle persone che stimo sono rimaste a sinistra e in buona parte nel Pd.
Però non mi sono mai iscritto né al Pd, né al Pds, né ai Ds. Ho partecipato più volte a momenti di discussione ed elaborazione. Ma non ho mai fatto il passo successivo, quello della militanza. Elena mi prende in giro per questo, lei che sta un po' più a sinistra. Più volte sono stato sul punto di fare il passo. Ma c'è sempre stata qualche circostanza importante ad impedirmelo. Come il bombardamento della Serbia con D'Alema Presidente del Consiglio. O come certe posizioni ambigue sui terreni dell'etica e della ricerca. O come certe riforme confuse in vari ambiti.
Così, se una volta ero una persona che si impegnava a convincere gli altri, ora non lo sono più. Non ci riesco. Ho difficoltà a controbattere. Riesco a richiamarmi a principi etici, che mi rendono alieno al berlusconismo. Ma sono alieno anche al monetarismo, alla privatizzazione dei servizi e delle infrastrutture, alla costruzione continua di strade e autostrade. Non capisco la timidezza con cui si è intrapreso la strada indispensabile delle energie rinnovabili. Sono per un tenore di vita decisamente più sobrio. Ritengo l'immigrazione/emigrazione inevitabile e comunque un diritto. Piuttosto va repressa la criminalità che ne approfitta. Non può non esserci pane e lavoro per tutti, in un presunto paese cattolico poi...
Non c'è nessun partito oggi in grado di trattare tutti questi temi insieme e inquadrarli in una visione complessiva. Ci sono invece corpi e soggetti sociali che ci riescono. Come Arci, Caritas e Acli. Loro ci riescono. Perché lavorano sulle cose e non devono rendere conto ad elettori distratti, ipnotizzati dai media, eccitati dai bassi umori.
La politica invece si è ridotta a dare conto non di quello che fa ma di quello che sembra fare.
Ci si batte per sembrare. In definitiva, come ha perfettamente capito Berlusconi dal 1994, per vendere un prodotto. Il suo prodotto l'ha ormai imposto su tutti gli scaffali.
Ed ora ha lanciato l'Opa sugli enti locali. Questa volta l'obiettivo è realmente perseguito. Come in una partita di Risiko, Berlusconi è vicino alla conquista dei famigerati 24 territori e potrebbe anche distruggere l'armata avversaria.
Questa vittoria gli consentirebbe di gestire i propri affari su qualunque scala.
Si tratta di affari. Ormai è evidente. In politica, da destra e da sinistra, si entra per fare affari: sanità, edilizia, rifiuti, viabilità, appalti, pulizie, reti informatiche, festival, teatri.
Si fanno affari. Se possibile leciti, amministrativamente ineccepibili. E' più lo stile del centro-sinistra e delle amministrazioni del centro nord in generale. Se conviene, gli affari diventano serenamente e candidamente illeciti. E questo è più lo stile del centro destra e delle amministrazioni del centro sud in generale.
Bene. Che cosa dico allora ad un giovane?
Cosa gli spiego della politica? Non riesco a dire a nessuno "guarda, devi assolutamente votare questo soggetto perché...". Al massimo, riesco a dire: "guarda, hanno questi difetti innegabili, ma hanno anche fatto queste cose e non sono come gli altri che hanno fatto quelle altre".
Con mia mamma candidata nella Lega come possibile futuro consigliere comunale ho parecchie difficoltà dialettiche ultimamente. Lei sminuisce gli atteggiamenti esteriori che invece io giudico inacettabili e discriminanti, e che m fanno alzare la voce sdegnato. Lei insiste su altre cose, come un certo tipo di identità e una sorta di riscatto sociale e culturale di cui la Lega si fa portavoce. E io mi rendo conto che questi tratti erano del... PCI. Infatti anche lei era una sostenitrice di quel partito.
Ho già detto che non la voterò. Non posso votare Lega. Mi dispiace molto per lei, ma non posso sostenerla in questo percorso. I miei anticorpi me lo impediscono. Posso solo sperare che riesca a vivere un'esperienza gratificante.
Nella foto, un momento del dibattito acceso e con tifo da stadio, che ha opposto qualche sera fa Perri e Corada.Eccoci dunque a Cremona.
Gli uscenti sono Torchio per la Provincia e Corada per il Comune.
L'anno scorso sembrava ovvia la riconferma di Corada. Più ardua quella di Torchio.
Il Comune ha un elettorato di centro sinistra. La Provincia il contrario.
Invece potrebbe realizzarsi la situazione opposta.
Il PDL-Lega ha candidato l'ex campione del mondo di canoa Perri per il Comune e il giovane manager ciellino Salini per la Provincia. Perri è decisamente impreparato, ma è molto popolare e sta piacendo la sua estraneità al potere. Promette che si documenterà, che si affiderà sempre agli esperti. Inoltre soffia il malcontento in città. Il Comune ha fatto un'incredibile quantità di cose, ma i giornali e l'opinione pubblica si sono concentrati su viabilità, cantieri, zone a traffico limitato, commercianti che chiudono, centri commerciali che aprono... sembra sempre colpa del Sindaco uscente.
Poi c'è stata la vicenda della raffineria Tamoil. E' emerso un pesante (ma non sorprendente...) inquinamento del suolo circostante all'impianto. Nel 2008 è emerso pubblicamente. Ma gli uffici conoscevano questi dati da diversi anni. E quindi anche i politici, in teoria... La vicenda è complessa. L'amministrazione uscente ha forse tutte le attenuanti che vuole. Ma il centro sinistra governa dal '90. E a casa, sui materiale di Pci degli anni '80 che ho conservato, si esprimeva preoccupazione per l'impatto ambientale della raffineria...
Certamente ci si aspettava di più da questa giunta.
Che invece è stata notevole per quanto riguarda le politiche giovanili, educative e sociali.
Sul tema della cultura i giuidizi sono più articolati (leggi "polemici") ma la città è comunque piena di eventi. E da poco è stato inaugurato anche il Museo Archeologico.
Insomma, in Comune la partita è apertissima. La volta scorsa Corada vinse al primo turno. Questa volta potrebbe perdere subito, a causa del clima politico sfavorevole. Oppure ballottaggio. Peseranno le altre liste: UDC, una lista dissidente dei Circoli della Libertà che potrebbe sorprendere, le due liste comuniste che potrebbero recuperare un po' di delusi. Un quindici per cento potenziale complessivo che potrebbe pesare e favorire uno dei contendenti principali.
Anche in Provincia, però. Torchio, democristiano doc, è ovunque. E' sempre presente, preparato, convincente. Politico di razza. E infatti gli hanno opposto Salini, un giovane preparato, preciso, convincente e ... legato alla compagnia delle opere. Se perde, pace amen, si è comunque messo in luce. Ma se vince, questo giovane Salini potrebbe diventare un nuovo protagonista della politica locale.
Ci sarebbero anche le europee, dove c'è un Cofferati che mi ha deluso, dove c'è una Bonino che ho molto apprezzato in questi mesi. Ma c'è anche Vendola, la cui rappresentazione dei problemi mi convince. Però mi aspetto anche che sia convincente come governatore della Puglia, se no siamo sempre da capo. Certo, alle europee dovremmo votare candidati seri, preparati... Pd, dunque?
Cosa farò? Senza dubbio voterò per Corada e Torchio, ma devo ragionare sulle preferenze, conosco parecchie persone personalmente che mi piacerebbe votare. Ma ne posso scegliere una sola...!
Per le europee sono molto combattuto. Valuteremo in famiglia... Non si esclude una decisione all'ultimo momento in cabina elettorale.
Dunque, chi vincerà e chi perderà?
Sono scaramantico e preferisco non dire nulla. Anche perché se parlo con il cuore mi rendo conto di essere ridicolo... Quello che pensa il cuore non esiste più, se mai è esistito. Se invece provo a ragionare con la testa, mi rendo conto che pur sapendo molto, non so abbastanza... Se devo pensare al sociale, centro sinistra netto e sicuro. Devo però dimenticare altre cose. Altrimenti sarebbe probabilmente voto di protesta o non voto.
Preferisco tutelare il sociale e la solidarietà. Siamo in un periodo dove i servizi scolastici e sociali vanno difesi con le unghie e con i denti. Non vorrei trovarmi future spiacevoli privatizzazioni o svalorizzazioni. A Cremona si è lavorato bene in questi settori e mi sembra giusto riconoscerlo.
Mi appiglio dunque a queste considerazioni. Me le faccio bastare.
Comunque andrà perderà la politica come visione d'insieme, come opportunità di intervento strategico e di condivsione delle grandi scelte, nel segno di una continuità tra simboli e realizzazioni, tra principi etici e gestione del quotidiano.
Vincerà la politica dell'interesse particolare, dei soggetti forti, della notorietà pche prevale sulle competenze, del pensiero unico del Pil e dello svilupo ora e sempre, dell'ipocrisia e discrezionalità dei valori.
A meno che, gli italiani non ci sorprendano ancora una volta...