sabato 29 agosto 2009

BRACCIO DI FERRO

Questa foto, nella sua immediatezza e veridicità, rappresenta in modo chiaro ed esaustivo la situazione vigente in famiglia in termini di rapporti di forza.
In altre parole... sono sotto come una rana!
Però, devo dire, che il ruolo di Poldo non mi dispiace del tutto...
Ah.. ciao, sei tu?
Cosa sto facendo?
Ma no, niente... cioè...
ma si scherza...
no...
nooooo....
SOCK
AHI!
DENG
CRASH
ahiiiiiii!!!!
;-)

venerdì 28 agosto 2009

IL TAPIRULAN DELLA CREATIVITA'

Tra Cremona e Parma si muove l'associazione Tapirulan. Artisti e volontari insieme per promuovere l'arte e la creatività: dalla poesia all'illustrazione, dal racconto breve al fumetto.
Hanno una caratteristica non da poco: sono organizzati e capaci di fare.
Ne hanno un'altra: sono originali, cercano sempre soluzioni brillanti.
Un'altra ancora: sono molto bravi a editare. Basti vedere il sito, chiaro e coerente, e le varie pubblicazioni uscite, dai calendari annuali alle antologie. Tutti prodotti stampati bene, dalla grafica ineccepibile, dai contenuti per lo meno interessanti.

Insomma, mi trovo bene con loro. E così sono possibili collaborazioni tra il Cfapaz e Tapirulan che funzionano. Mai menate e discussioni sempre concrete, nel rispetto reciproco.
Cose abbastanza inusuali, forse incredibili, ammettiamolo...

Ecco dunque le prossime collaborazioni in corso.
Il bando per il calendario Tapirulan 2010, che avrà in giuria Sergio Toppi e Giovanna Zoboli, innanzitutto. Qui la news. Qui il modulo di partecipazione. Qui il regolamento.

E poi... ta-daaam!!!
UN'ANTOLOGIA A FUMETTI!
Si tratterà di un'antologia di racconti brevi sul tema della saggezza popolare!
Stiamo procedendo in parte per inviti e in parte per selezione. Chi volesse partecipare, clicchi qui e troverà la news. Qui invece le linee guida per partecipare: numero di tavole, misure, indicazioni sui contenuti. Il termine è il 15 ottobre, con pubblicazione ad inizio 2010. Ma non è detto che non possa essere anticipata. Attenzione, puntiamo sul bianco e nero al tratto e tenteremo di realizzare un prodotto il più possibile coerente.

PS: ci sono diverse persone simpatiche dentro Tapirulan, come Andrea Rampi, Laura, Lorena con le torte di famiglia, Alberto e soprattutto il longilineo e vagamente assomigliante a Nicholas Cage in versione hippy Fabio Toninelli alias French! French deve per forza fare sempre gli onori di casa, essendo il Presidente. E come tale commette delle inevitabili gaffes... proprio le sue gaffes sono oggetto della vignettona che Silver (nella giuria del calandario 2009) gli ha dedicato durante l'inaugurazione della mostra tenutasi a Cremona la scorsa primavera, e che ho inevitabilmente immortalato con il cellulare.
ps2: a proposito, con quelli di Tapirulan si mangia sempre bene!

giovedì 27 agosto 2009

LO SCONTRO QUOTIDIANO. CHE IN ITALIA NON VUOLE PROPRIO ESSERCI.

La pubblicazione in italiano, per Coconino, della parte conclusiva de "Lo scontro quotidiano" propone l'ennesimo spartiacque tra fumetto tradizionale e fumetto innovatore, tra fumetto consolatorio e fumetto indagatore dei nostri tempi. Insomma, da una parte il fumetto di eroi, di intrattenimento, che magari dice anche le cose, ma tra le righe. Dall'altro il fumetto che parla delle persone vere, con le loro vite, in cui magari rispecchiarsi, riconoscersi.

Questa opera diventa anche uno spartiacque pesante tra chi l'ha letta e apprezzata e chi ancora non la conosce, oppure, peggio, l'ha letta e non l'ha gradita. Ma questa seconda ipotesi è più difficile, perché il fumetto è francese ed è quindi realizzato con tutte le gradevolezze e rassicurazioni grafico stilistiche che il fumetto francese notoriamente sa offrire, almeno apparentemente...

E' la storia di Marco, fotografo non più giovanissimo, che cerca di costruirsi una vita. Ma che ha le sue insicurezze ed ha bisogno dell'analisi. Il racconto inizia proprio nello studio di un'analista, che però Marco vuole abbandonare. Poi il racconto prosegue con il fratello, i genitori, l'ambiente di lavoro che era del padre, l'amicizia con un simpatico vecchietto che vive in campagna, ma che nasconde un passato tremendo. E poi una giovane veterinaria di cui si innamora e che contribuisce decisamente a mettere in discussione le sue insicurezze/certezze.

Il tono è molto gradevole. Il disegno carino. I dialoghi brillanti: si passa senza soluzione di continuità dalle battute scherzose alle considerazioni profonde.

Questa vignetta è stata così tradotta in italiano: "Se la legge autorizza i padroni a tirar su le fabbriche nel terzo mondo, bisogna proprio essere ipocriti - o dei socialisti - per prendersela se poi quelli lo fanno sul serio!"
Il libro è pieno di frasi come queste. E anche di comportamenti che ne sono il corrispettivo. Gesti anche estremi che ti rendono questo romanzo in quattro capitoli qualcosa che non può rimanerti indifferente.
Per esempio una delle tante lapidarie frasi lasciate dal padre: "20 giugno 1995: presto arriveranno i turisti. l'autunno ripulirà la costa da questo affronto".
Per me, che sarò in vacanza nel momento in cui questo post uscirà, questa frase potrebbe apparire come cartello di benvenuto per tante località turistiche disturbate dal chiasso bastardo ed effimero di un turismo vorace ed egoista.
C'è poi quell'operaio che spiega perché ha votato Le Pen, il Fronte Nazionale francese, le cui motivazioni potrebbero benissimo essere trasferite pari pari per gli operai italiani che votano Lega o PDL.
E poi c'è la questione algerina, con cui la Francia, pur essendo notanotoriamente innovatice e progressista, non ha ancora fatto completamente i conti.
Nel superare progessivamente e dolorosamente le proprie ansie e paure, Marco ci accompagna in un percorso riflessivo sull'evoluzione della società europea (non banalmente occidentale). E alla fine ne usciamo tutti con le idee un po' più chiare. Anche rispetto al valore che hanno le cose.
Marco è un'artista. Il suo linguaggio è la fotografia. La magia del fumetto, e soprattutto del suo autore, ci consente di cogliere la profondità delle immagini fotografiche rappresentate necessariamente attraverso... disegni...!
Così scopriamo che anche Larcenet è artista, oltre che scrittore.
Lo si vede anche dal suo disegno. Molto tradizionale nel primo capitolo. Si evolve nei successivi, liberandosi di forme precostituite, eppure rimanendo stilisticamente riconoscibile e attribuibile al suo autore.
Ecco, questo autore, dalla biografia un po' vivace, andrebbe visto dai nostri.
Non è un obbligo, certo, ma un corrispettivo de Lo scontro quotidiano, italiano, non riesco proprio a ricordarlo. Eppure abbiamo anche noi i nostri operai, la nostra Algeria, i nostri Le Pen...
Ma l'italiano sembra avere un'indole diversa.
E così, lo Scontro quotidiano, invece di seminare e provocare, rischia di rimanere un pezzo da collezione sui nostri scaffali.

mercoledì 26 agosto 2009

PROGETTARE ARTE E MUSICA

La realizzazione del progetto 7 Note, che rientra nel più generale Pianeta Giovani, mi mette un po' in apprensione. E' un progetto complesso, che coinvolge un numero non indifferente di artisti, curatori, associazioni e personale organizzativo vario.
Il progetto consiste nella realizzazione di eventi che fanno dialogare generi musicali e linguaggi artistici, tra cui il fumetto. E' anche una scommessa forte sulle persone che ci stanno lavorando.
Il tutto procede, ma con difficoltà di vario tipo, come è normale che sia.
Dietro l'angolo il rischio dell'autoreferenzialità, dell'approssimazione, della non comunicabilità con il quotidiano. Ma anche l'opportunità di mettere in luce giovani di valore (non sono mancati gli spunti interessanti) e fare incontrare l'arte con la società. Che già naturalmente vivono l'una accanto all'altra.
Auguriamoci allora in bocca al lupo!

ps: nella foto, inquadratura esterna di una riunione di curatori tenutasi in una galleria d'arte milanese. Trovate altre foto relative al progetto ed alle sue iniziative su Flickr.

martedì 25 agosto 2009

ELOGIO DI PAOLONE


Tra le persone più belle che conosco, ma che purtroppo frequento ormai occasionalmente, c'è sicuramente Paolone, cioè Paolo Renzi. Un grande personaggio: vero compagno, appassionato di fumetti e rock, autore di strips per un certo periodo, più per le nostre insistenze che per sua vocazione, ma autore di alcune piccole perle pubblicate qua e là da Arcicomics e Cfapaz.
Certo, una parte dei suoi fumetti, soprattutto i primi, erano incomprensibili a chi non conosceva il suo giro di persone. Ma poi ci ha preso gusto, regalandoci veri e propri componimenti grafici.
Un paio di settimane fa era in servizio all'Arci Festa di Cremona, presso il suo regno, il suo habitat consolidato: il reparto griglia. In questi quindici anni non ha praticamente mai mancato una sera. Ha cucinato, assieme ai suoi collaboratori ammirati e inorgogliti dalla sua esperta e sicura presenza, migliaia di salamelle, spiedini e fettine di polenta.
Instancabile, inossidabile, puntuale, inesorabile, inappuntabile.
Non si hanno notizie di spiedini troppo crudi o troppo bruciati. Sempre perfetti, abbondanti il giusto, buoni.
Secondo me ne sono stati cucinati a occhio quindicimila. Non oso immaginare come un'animalista possa tradurre in capi l'enorme quantità di carne cucinata in tutti questi anni, che si è tradotta in copertura delle spese per la Festa e un briciolo di autofinanziamento per l'Arci.
D'altronde, la salamella e lo spiedino sono per le feste popolari il carburante che fa muovere tutto: le persone, i soldi, le idee...!
In tutto ciò Paolone non è mai mancato.

E se volete fare quattro chiacchiere su La Storia del West e la storia dei gruppi rock più indipendenti degli ultimi trent'anni sarà a vostra disposizione.
Invece per quanto riguarda la politica, lasciamo perdere per adesso. Se no il fegato ne risente... Altro che indigestione di birra e spiedini... sob!

sabato 22 agosto 2009

DE NOOOV IN VACAAANSAAA

Nualter fuum en'altra setimana de vacansa, dopo qela de gieugn a Roseto. Partum lunedè en sul prest, e sperum de rivaaa enter mesdè, se i putei i faraààà i braaav...
Sta'olta 'ndom al Tombolo Giannella, tra Orbetel e l'Argentarii, visèn ala Maremma Maiala, 'nsomma.
Ne aprofiterum per insegnaaa en po' de dialet cremunees ai noster fioi e a qei degli alter, che, sicurameeent, i spèta mia alter.
Sperum anca de truvaaa 'na qual usteria per beer del bon vin! Càsso!
Vuraresi cuntave cuma me mujer la g'ha prenutaat el post, perché l'è trop diverteent... Ma poi riscium che la se ufeend e poi gliè càsi meee. Mei lasaaa perdeer!
Comunque (cuma se diis "comunque" en dialet...?!) ve làsi miaa da sool, e g'ho bèle prepaaraat en po' de post che andarà su automaticameeent, nei pròsim dee.
Scuseme per la grafia miaa taaant cùrèta, ma g'ho miaa faat dialet a scoola.
Ai meeei teemp se insegnavaaa amooò l'italiaan.
Però, g'ho impaaraaat vergotta in del bar del'uratoori, con gli scaaut, e sopratutt quan g'ho lavuraat cuma apreendist verniciatuur (en pratica en schiavet), che me disiva semper: li dùni... meteghe en cànel in maan e el te moola peu! Te ghè de daghe le martelaadeee (seguivano risate operai presenti ndr)!!!!

Boon!
G'h0 diit teut. Adès ve saluti e cuminci a preparaaa i bàgai!
Se sentum e se vedum!
Me racumaandi... fiii beeel!

El voster cremunees micgin

venerdì 21 agosto 2009

ANCORA PIU' SETE

Impossibile affrontare il caldo, l'afa, l'umidità tipicamente padana di questi giorni senza l'ausilio di uno spritz quotidiano. Siccome mi chiedono se lo voglio con l'Aperol o con il Campari, mi sono posto qualche domanda, che mai prima mi ero fatto... Anche perché di solito non mi chiedevano niente. E' una bevanda che ha una sua storia, non pensavo! Nel bresciano lo chiamano Pirlo e in un posto, quei pirla, me lo servivano senza ghiaccio... Ho scoperto di preferire la versione con l'Aperol. Ma dipende anche chi te lo fa. A Cremona è una meraviglia quello della Cioccolateria. Ne ricordo un altro incredibile in un vecchio locale nel centro di Lodi. Ma impossibile ricostruire nome e posizione.
Gli orari migliori per goderselo sono quelli ovvi dell'aperitivo. Dopo le 11 e intorno alle 19.
Non è necessario spiluccare qualcosa durante la bevuta.

Meno male che c'è lo Spritz!

ps: vorrà dire qualcosa se uno preferisce quello con il Campari o quello con l'Aperol? E se uno lo facesse con la spuma al ginger? E il due con che si beve nelle osterie...?

giovedì 20 agosto 2009

SETE

Ruhm e succo d'ananas! Avevo del succo d'ananas in frigo e mi sono ricordato che assieme a ruhm e ghiaccio salta fuori qualcosa di veramente buono e dissetante. Poi mi hanno ricordato che con il cocco è ancora meglio! La foto illustra una delle tantissime versioni possibili.

venerdì 14 agosto 2009

TEX WILLER DIFENDE IL DIRITTO ALL'ACQUA PER TUTTI. NESSUNO ESCLUSO.

E' un bel periodo per il nostro ranger preferito, viziato dalle ottime sceneggiature di Mauro Boselli e Gianfranco Manfredi (finalmente!). E così, nell'albo ora in edicola (n. 586 "Giochi di potere", disegni di Civitelli), Tex difende il diritto all'acqua di nativi e contadini, riuscendo anche ad interrompere una sanguinaria lotta tra poveri. E senza ideologie. Con il suo consueto buon senso. E con la consueta calibro 45. Ehm ehm...

Buon Ferragosto!

LA CASCINA E' UN MONDO E IL FUMETTO E' UN LINGUAGGIO

Solo chi conosce Massimo Galletti può apprezzare quanto sto per raccontarvi, comprenderne il senso e l'essenza, immaginarne l'estetica.
In un mondo del fumetto dove molti scelgono la soluzione facile, la produzione banale, l'iniziativa bolsa e inutile, l'alleanza di comodo, aggiungendo magari il nulla al nulla, c'è chi invece cova e rimugina idee, spunti, velleità.
Una di queste persone si chiama Massimo Galletti, personaggio complesso, tanto piacevole quanto irritante, a sua discrezione soprattutto.
Beh, immaginatevi la scena... Sono al Centro Sportivo Stradivari per accompagnare Viola al corso di nuoto. Noi non siamo soci, ma possiamo accedere proprio per il corso. Massimo e famiglia sono invece soci e ci eravamo già incrociati altre volte. Ma non l'avevo ancora visto in costume da bagno!! Cosa in sé normalissima. Ma per chi conosce Gallo... Beh, dal matrimonio in poi si è molto, come dire, normalizzato.
Ma lui cova sempre idee. E così, in costume da bagno, mi ha poco dopo raggiunto per vendermi gratuitamente un'idea che mi aveva già abbozzato l'anno scorso e che si può riassumere nella frase che dà il titolo al post: la cascina è un mondo e il fumetto un linguaggio.
L'idea è molto valida. Che si possa realizzare non so proprio.
Ci vorrebbe coraggio e sostegno. Per esempio da parte di chi gestisce la Cascina Cambonino, il luogo dove l'idea potrebbe manifestarsi concretamente.
Intanto, abbiamo passeggiato per mezz'oretta nel Centro Sportivo, seguendo le evoluzioni ludiche di Marcolino, io in borghese e lui in costume da bagno, immaginando allestimenti, ospiti, contenuti...

Nonostante tutte le tensioni accumulate in circa ventisei anni , siamo ancora qua a fantasticare su cosa si potrebbe fare. E la cosa mi ha fatto senza dubbio piacere.


Ps: la foto è stata pubblicata sul catalogo dedicato ai vent'anni di Schizzo. E' stata scattata nel 1986. Da sinista a destra: Giancarlo Felisari, Michele Ginevra, Massimo Galletti e Paolone Renzi con in mano il numero zero di Schizzo, esposto alla Festa dell'Unità dell'epoca.

giovedì 13 agosto 2009

L'OSSESSIONE DEL CATTOLICESIMO ITALIANO. CRESCE LA VOGLIA DI STARNE DISTANTI...

Ecco un classico della letteratura contemporanea che ha goduto di un'eccellente trasposizione a fumetti. Si tratta dell'inquietante, ma intelligente inquisitore professionista nato dalla fantasia dello scrittore Valerio Evangelisti: Nicholas Eymerich.
Il personaggio si è poi un po' perso per strada, di volume in volume, ma la prima trilogia rimane una lettura impagabile.
Jorge Zentner e David Sala sono gli autori della trasposizione più riuscita, che in Italia è disponibile nel catalogo delle Edizioni BD e prodotti in Francia da Delcourt.
Ecco un'operazione decisamente di più alto profilo rispetto a quella compiuta sulle Cronache del Mondo Emerso, al centro delle polemiche web di queste settimane, e oggetto anche di alcuni recenti post di questo blog. Al di là della scelta incredibile del disegnatore principale delle Cronache, di appropriarsi di disegni già esistenti per realizzare i propri, è tutta l'operazione ad essere discutibile come impianto generale. Dal formato alle caratteristiche artistiche, per quanto plausibili e ragionevoli rispetto al contesto culturale e produttivo italiano.

Ma il contesto culturale e produttivo italiano appare sempre più straniante e discutibile, soprattutto se lo accostiamo, forzosamente ma necessariamente, con quello etico, politico e religioso.
In Italia si ragiona molto per pregiudizi. Invece di aprirsi al nuovo, all'inedito e impostare e affrontare le relative sfide, ci si accontenta del già visto, del prodotto sicuro, della quotidinaità rassicurante.
Un certo cattolicesimo sembra voler imporre per definizione, come dato di fatto, la propria presenza pervasiva nella scuola e nelle istituzioni. E se qualcuno si oppone alle sue esagerazioni, alle sue esondazioni in terreni che non gli appartengono, ecco un apparato mediatico prontissimo a denunciare l'offesa, la discriminazione subita.
MA COME!!!
Ma come!? Urlano alcuni vescovi, subito seguiti da pennivendoli e politicanti da strapazzo.
Queste persone sono maestre nel mettere insieme ciò che insieme non può stare.
Se la scuola è pubblica, questa è incompatibile con una religione che di fatto vuole essere considerata di stato, vuole imporre i propri crocifissi in tutte le aule, mette a carico dello stesso stato i propri insegnanti, pretende di partecipare agli scrutini che riguardano anche studenti non credenti.
Il T.A.R. del Lazio ha preso una decisione francamente ineccepibile, che non intacca moralmente la presenza della Chiesa nella scuola italiana. Ma le reazioni che ne sono seguite, con l'accusa lanciata verso il tribunale di cadere nel più bieco e negativo illuminismo, dimostrano che è in corso una guerra di posizione, che il Vaticano gioca in modo strategico, senza cuore e senza amore, per consolidare la propria rendita di posizione politica tutta italiana.
E taluni, per farsi perdonare certi peccatucci..., sono pronti a sotenere un'organizzazione clericale che lascia spesso e volentieri perplessi anche i propri fedeli.

Perché poi ci sono per fortuna anche i cristiani veri, che praticano la loro fede senza prepotenze verso gli altri, ma magari subendole.
A Cremona, un oratorio importante come quello di Sant'Ilario rischia di chiudere perché l'area demaniale in cui si trova sarà presto messa all'asta. Un oratorio vivo, punto di riferimento per famiglie e ragazzi. Da non credente sarei pronto a battermi affinché non chiuda, perché ritengo sia una struttura socialmente utile. Cosa faranno in merito le istituzioni e quei politici così devoti quando si tratta di sminuire e ridurre la laicità dello stato, per avere qualcos'altro in cambio?

Eymerich rimane un geniale personaggio di fantasia, che ci dà un'idea di come il potere possa rendersi perverso in nome di un fine. Ma nonostante questa ossessione che investe società, politica, immaginario... non so se abbia senso attivarsi in modo anticlericale o, per esempio, sostenere la pratica dello sbattezzo. Non mi interessa essere "contro" qualcosa.
Certamente sta aumentando e aumenterà ancora la mia distanza da tutto questo.

domenica 9 agosto 2009

AMICI E CALCETTO

Che bella serata ieri sera!
Gruppetto di amici per festeggiare i dieci anni di uno dei figli.
Situazione essenzialissima: tavolino in un cortiletto di una ex frazione alle porte di Cremona. Riso freddo, patatine, pizzette, vino e bibite. Riappare anche una persona che non vedevo da almeno quindici anni.
Poi, piano piano, scivoliamo a gruppetti nel campetto dell'oratorio lì a fianco.
In breve nasce una mega partitella a calcetto che ha visto in campo tutte le persone presenti in grado di muoversi, con persino i bambini del posto!
Da Marcolino (che si è preso due pallonate senza dire "bau") di quasi tre anni a... (no, non ero io il più stagionato..., ma quasi!) ai quarantacinque di Giovanni, tutti a rincorrere la palla, cercando di scartare gli avversari e fare goal!
Abbiamo giocato almeno un'ora, divertendoci come dei matti. Ha giocato anche la Viola che ad un certo punto ha esclamato "Fa sempre goal il papà!".
Cara Violetta! Ovviamente le spiegherò quali sono le mie reali capacità calcistiche. Sono solo un corridore, scarsissimo nel controllo della palla, ma in grado di tirare in porta, soprattutto in occasioni come queste ^__^ dove basta il più scalcinato degli oratori, collocato in uno dei più minuscoli paesini del mondo, Picenengo, per vivere un match di portata mondiale!

Siamo tutti tornati a casa contenti, dicendoci durante i saluti, "cosa facciamo domani sera?".
Come ai vecchi tempi.


Ps: la foto viene da un sito di Taggia dove si parla anche di scout.

venerdì 7 agosto 2009

EDITORI PERCHE'?

Il fumetto cosiddetto bonelliano nasce per essere consolatorio. Nasce e si sviluppa in un'epoca, ormai morta e sepolta, in cui il fumetto era una lettura destinata all'infanzia. Per questo, lo scontro si concentrava sulla sua funzione educativa e pedagogica. I fumetti a striscia della famiglia Bonelli si affermarono gradualmente, conquistando progressivamente il primato assoluto nel settore. Il consolidamento editoriale avvenne anche con una varazione di formato, che consistette nell'allestimento di contenitori di misure e dimensioni sempre più ampie.
Il cosiddetto formato Bonelli influenzò tutta l'editoria di settore e costrinse anche gli altri generi successivamente affermatisi ad allestire contenitori e formati di grandezza superiore a quelle delle produzioni originali.
I comic books statunitensi di 24 pagine da noi non attecchiscono. Servono più pagine, pur mantenendo le misure. La pubblicazione a puntate dei seriali nipponici funziona solo attraverso volumetti che raccolgono tante puntate. La periodicità ideale di questi prodotti rimane mensile.
Il primato Bonelli ha anche solide basi economiche. La distribuzione anticipa già una parte dei ricavi al momento della consegna in edicola. E l'editore investe moltissimo sulle risorse umane: gli autori bonelliani sono i meglio retribuiti e percepiscono diritti e compensi su tutte le riedizioni, sia gli autori originari che tutti gli autori che successivamente hanno avuto un ruolo creativo. L'editore investe anche in figure redazionali che seguono e coordinano la produzione, garantendo la coerenza con i valori di fondo della Casa.

Un certo numero di editori ha provato a entrare nella scia di questo formato, proponendo prodotti alternativi, chiamati ad un certo punto "bonellidi" (termine che, non vorrei rivendicare un primato inesistente, è stato probabilmente utilizzato per la prima volta proprio da noi di Schizzo).
Qualcuno ricorderà Jesus, negli anni '70 e '80. Poi Balboa della Play Press, Lazarus Ledd, della Star, il più longevo.
Da alcuni anni esce in edicola John Doe. Un prodotto post moderno, come Dylan Dog, ma dotato di una sua continuity e di una sua filosofia, come Preacher della Vertigo. Un prodotto realizzato con mezzi ridotti, rispetto a quelli messi in campo da Bonelli. Ma che ha sempre avuto una sua dignità. Gli autori hanno articolato la serie in stagioni di 24 episodi, come i telefilm... Il protagonista vive delle saghe di portata cosmica, al termine delle quali il suo ruolo e il contesto complessivo sono completamente ridefiniti.
In edicola c'è il n. 75, che aprirebbe la quarta e ultima stagione. Ma gli autori hanno annunciato che usciranno ancora solo due numeri. Gli altri quattro già pronti usciranno a puntate sul settimanale Skorpio. Gli autori hanno riportato la decisione dell'editore e hanno spiegato che c'è stato un cambio di proprietà e quindi di politica aziendale. L'ha spiegato in particolare Roberto Recchioni, utilizzando i mezzi digitali oggi disponibili: twitter, il blog, facebook, i forum (qui e qui).
I navigatori della rete si sono scatenati anche questa volta.
C'è anche una petizione on line, che pure io ho firmato.
Come finirà non lo so.
Ma c'è lo spazio, anche questa volta, per alcune considerazioni.

Il fumetto in questione, innanzitutto, non era (non è...) niente male. Veloce, diretto, sarcastico. Innovativo rispetto al formato, ma in continuità con vari filoni contemporanei, anche e soprattutto estranei al fumetto. Certo, i limiti della produzione si vedevano. Disegnatori non sempre all'altezza, alcuni spunti un po' troppo insistiti. Ma tutto comunque più che dignitoso, puntuale. Piacevole o comunque accettabile. Buona parte degli autori hanno avuto proprio in John Doe un ottimo e definitivo trampolino di lancio per altre collaborazioni.
Ed ecco qua un primo punto. Un editore che si accontenta del piccolo guadagno, che non investe innanzitutto sulle sue risorse umane. O meglio, ci investe, magari finanziando altre iniziative parallele, come Detective Dante. Ma non sfrutta a fondo la squadra che si è creata. Quando qualcuno lascia per compensi migliori, ecco ingaggiato un nuovo giovane di belle speranze.
Insomma, una politica da squadra di calcio semiprofessionistica, che alleva i talenti e li lascia andeare. Senza però... guadagnarci nulla.

In edicola c'è il numero 75. Uno dei più rappresentativi della serie, casualmente. Infatti, appunto, inizia la nuova stagione. E' un bel numero, disegnato da Andrea Accardi, con tutti i punti di forza della serie. Un fumetto consolatorio per giovani e adulti, che fa sorridere e non dispiace per niente. Ne usciranno solo altri due. Per bizzarre ragioni economiche.

Mi chiedo allora, in cosa consiste il mestiere di editore di fumetti in Italia.
Ma mi chiedo anche, visti tutti i precedenti, se in Italia ci possa essere qualcun'altro in grado di proporre il formato Bonelli, al di fuori di Bonelli stesso.
E mi chiedo infine se questo formato abbia ancora un futuro. Già all'estero non è facile piazzare i nostri personaggi, che seguono regole e canovacci sempre più lontani dal gusto dei lettori degli altri paesi. Con Volto Nascosto e Caravan, siamo di fronte ad un reale rilancio o ad uno splendido tramonto?
Se questa epoca dovesse essere vicina alla fine, non vedo però i sostituti. Parlo di fumetti prodotti in Italia, naturalmente.
E questo vorrebbe dire che il fumetto italiano si è quasi completamente e definitivamente giocato il rapporto con i propri lettori bambini e adolescenti, ormai preda e target di altri formati, altri stili, altri media, altre narrazioni.
D'altronde non c'è scritto da nessuna parte che l'Italia debba essere una grande nazione produttrice di grandi fumetti...

SE LO DICE LUI....

Se lo dice lui, che ha condiviso, sostenuto, appoggiato, militato...
Leggere per credere, almeno sino a quando sarà on line...
Temo però che ormai sia troppo tardi...

mercoledì 5 agosto 2009

UN VENERDI' SERA A PIACENZA, IN PIAZZA, CON LA BANDA...

Eravamo stati invitati a partecipare ai Venerdì Piacentini, una manifestazione analoga ai Giovedì d'Estate di Cremona, con spettacoli, incontri e un po' di tutto. Dovevamo portare la nostra mostra Mondi Fantastici, dedicata agli autori di Collezione 100% Schizzo. Dovevamo tenere un incontro pubblico, con i nostri Marco Morandi e Francesca Follini, e avere un banchetto per le nostre pubblicazioni. Ottima la location! Il porticato del Palazzo Gotico, in Piazza Cavalli, pieno centro, la sede di ben due fredde Fullcomics. Arrivo alle 19,00, già orfano del forfettario Morandi (cioè che ha dato forfait) e mi accolgono un forte vento freddo e il quasi vuoto assoluto. Allestiamo con gli organizzatori alla buona. Ma già incombe minacciosa una banda popolare di ottoni, che potrebbe schierarsi in simultanea con il nostro incontro... Insomma, sembrava di essere in un piccolo pasino di anziani e non in una presunta metropoli emiliana... Arrivano la Francy e Bert e andiamo dove già sapevo avremmo potuto pasteggiare in abbondanza e introiettare le calorie necessarie ad affrontare una probabile serata allucinante...
Ma...

Ma... nel frattempo, sotto i tetri e vuoti porticati, è arrivata Teleducato che ha allestito una postazione-salotto per intervistare gli ospiti della manifestazione! L'atmosfera si ravviva! C'è la TV, con simpatici divanetti, con la nostra mostra come sfondo!
E c'è anche la radio, forse 95RadioSound (sono pronto e editare...) che mi intervista subito assieme ad una riluttante e selvatica Francesca. Che però se la cava bene. E poco dopo può passare al divanetto! Un conduttore "Lui" intervista la Francy, che va benissimo!

Viene anche chiamata a disegnare! E qui si può fare un discorso sulla bellezza, che si può ammirare veramente solo quando chi la possiede la esprime. E la Francy la esprime bene proprio quando la si vede disegnare. Lei è fatta per disegnare. Lo si vede dai movimenti, le espressioni del viso, la serenità e la naturalezza con cui fa scorrere il pennarello e dà un'anima ai suoi personaggi. E attorno a lei, telecamera, macchine fotografiche, microfoni e curiosi!
Tutti ad ammirare la bravurezza(bellezza+bravura!) di un'autrice che si sta facendo conoscere sempre meglio, giorno dopo giorno.

A proposito! A me tocca invece una conduttrice "Lei". Mi sembra si chiami Stella. Ho cercato notizie in rete, ma non ne ho trovate. Si è partiti da zero, ma le domande sono state snocciolate con criterio e ho potuto dire quello che dovevo.

Poi, finalmente, l'incontro con il pubblico... Il pubblico era quello della foto che apre questo post! Abbiamo parlato direttamente alla piazza, durante l'intervallo del concerto degli ottoni e tamburi!! Età media visibile sessant'anni. Tutti silenziosi, in attesa della ripresa delle baldanzose musichette.

Ma è servito anche questo! Una mamma è subito andata al nostro banchetto, presieduto dagli ottimi Alberto e Matteo, e ha comprato tutte le pubblicazioni degli autori esposti! Intanto erano venuti a trovarci anche la Marghe (andate a vedere le sue vignette!) con Riccardo.

Anche la mostra è stata visitata!
A proposito, sono sicuro che qualcuno vuole saperne di più sulla conduttrice. Eccola con il cameramen, mentre discutono la scaletta. Scusate la qualità delle foto. Si vede comunque che è bella gente.

Ma ecco la vera chicca di questo post...
IL VIDEO!
Manco su iutub lo trovate! Grazie al mio prode cellulare, potrete assaporare uno dei momenti clou della serata, con un sonoro da sballo, che vi dà l'idea del livello (acustico, si intende) della manifestazione.
Insomma, alla fine dei conti, una serata decisamente gradevole, che ha fatto conoscere una volta di più il Cfapaz, le sue iniziative e i suoi autori.

video

martedì 4 agosto 2009

BLACK HOLE A BULOGNAA




BilBOlbul 2009.
Era primavera. Il miglior festival del fumetto italiano. In un certo senso forse l'unico vero festival del fumetto italiano. C'era una mostra dedicata Charles Burns. E ci siamo messi a fare un po' gli sciocchini (cioè ho chiesto a tre persone serie di prestarsi al giochetto che vedete nelle tre foto e mi hanno gentilmente accontentato...).
Ecco il risultato...
Potrebbe essere l'occasione per tornare alla mia rubrica degli elogi, a favore di Enrico Fornaroli, Emilio Varrà e Daniele Barbieri, tre cervelli perennemente in moto.
Ma è piena estate.
Rimaniamo leggeri!

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