lunedì 28 settembre 2009

HIC HIC... HURRA'!

Fumetti in Tv è andata abbastanza bene!
Ottima accoglienza per i nostri autori. Ottimo rapporto con gli organizzatori. Ed anche una positiva visita del nostro nuovo Assessore, venuta apposta da Cremona, che ha apprezzato il nostro lavoro.
Ottima anche la cornice cittadina, i ristoranti, gli aperitivi ed i vini.

Per non parlare degli amici incontrati.
Ecco per esempio, Fausto, che con Cristina porta avanti la Galleria Miomao di Perugia.
Eccolo in tutta la sua estensione!

Quest'uomo che sà dare sicurezza ha anche un volto, che vedete qua sotto accanto al mio, mentre attendiamo di sederci da Muscoli's.

Come ogni anno, è stato predisposto un piccolo buffet per gli espositori. E vi devo dire delle signore e di Silvio, quelle delle bottiglie...

Il Mago Forest subisce il fascino fumettistico della Francy e compra i due volumetti di Progetto Uranus!

Alberto Ponticelli è molto molto bravo. Una parte delle tavole di Blatta erano esposte assieme a quelle dei nostri autori.

Da sempre ammiro anche Paola Cannatella. E sua madre mi ha detto una cosa molto bella: proprio Paola che ormai vive altrove, dimostra, con i suoi fumetti, di conoscere ed amare Catania molto più di lei.

Concludo la carrellata con questa foto ricordo. Non sono teneri?


ps: l'immagine d'apertura, suggestiva, immortala il Ponte Malvasia...

venerdì 25 settembre 2009

FUMETTI IN TIVVIIIII, FUMETTII IN TIVIVIVIVIIIIII

Treviso, la seconda città dopo Lucca che ho maggiormente frequentato per i fumetti.
Dopo le prime volte che si mangiava in posti squallidi, ho cominciato ad inserirmi nel tessuto sociale della città e ho conosciuto i Due Mori, il Canevon, L'Oca Bianca, Muscoli's, quel postino in Piazzetta Beccherie e Toni del Spin.

Oggi ci torno. Il Cfapaz è espositore come editore e porta le tavole di Francy Follini, Alex Fusari e un piccolo assaggio di Marco Morandi. Forse domenica passa anche Valentina Rosset (tutti i link qua di fianco), ma non è sicura, perché è ospite a Schio, con un'apposita presentazione del suo raffinato "Singolare femminile", uscito per Schizzo Presenta. In Veneto le manifestazioni le fanno tutte nello stesso week end...
Ecco, non c'è nessuna correlazione tra la qualità della gente e il livello della cucina e dei vini.
I trevigiani si lamentano dei trevigiani e di Treviso, la città del Sindaco sceriffo, che tanto scandalo ha destato ma che sempre è stato rieletto e ancora oggi conta.
Una volta c'era Treviso Comics di Silvano Mezzavilla. Oggi c'è Fumetti in TV di Alpo, Max e soci.
Ecco, non c'è nessuna correlazione tra la qualità di una manifestazione e il livello di chi la organizza. O meglio, delle correlazioni ci sono. Se no il Comicon non sarebbe il Comicon. E Lucca non sarebbe mai rinata in centro storico.
Raffinata e innovativa la vecchia Treviso quanto alla mano e costruita con sofferenza quella nuova. Rimane il tema conduttore. Rimane lo sguardo sul fumetto alternativo. Ma manca il rapporto con le tendenze internazionali.
Non è finita. Prima c'era l'elite. Oggi c'è il gruppo dei pari. Ma rimangono gli stessi espositori di sempre: una curiosa miscela di antiquari e piccole e medie case editrici. Rimangono anche gli autori a portata di mano.
E rimangono infine i ristoranti, i bar tipici, i locali dove scolarsi gli spritz, le vie suggestive con i canali.
Sarò là in ottima compagnia sino a domenica sera.
Se vedum là!!!!
;-)
ps Anno Zero niente male. Notevole la protesta degli ingegneri licenziati. Fondamentale per far vedere un po' di Italia vera. Ma il dibattito in studio è spesso insostenibile. Bleahh...

mercoledì 23 settembre 2009

IL FATTO E' CHE...

... che a Cremona non è uscito. Non ho così avuto il piacere di acquistare, sfogliare, leggere un nuovo quotidiano che forse (forse) potrebbe ridare senso a questo genere editoriali in crisi.
Certo, scorrendo i titoli dell'edizione scaricabile in pdf, si rischia di pensare ad un Libero al contrario, ad un Il Giornale alternativo. Letta, Berlusconi & c. tutti cattivi e lestofanti.
La sfida di un giornale che ha scelto di chiamarsi Il Fatto Quotidiano è proprio quella di provare a dimostrare ciò che sostiene, dando così un contributo di sostanza per il consolidamento di un'opinione pubblica alternativa a quella di regime. Devo quindi leggerlo, anche se, conoscendo gli scritti dei giornalisti cooperativizzati in questa impresa, non rimarrò certo deluso.

Il Cotta si è intanto interessato e mi ha fatto sapere che hanno deciso di distribuire il giornale solo in alcune regioni, per stare in occhio con le spese iniziali. E io che avevo subito pensato ad un primo boicottaggio!

Così passerà del tempo, prima di averlo in mano. Il pdf non mi soddisfa. Vorrei vedere che carta hanno scelto, com'è stampato. Intanto mi sembra che la grafica funzioni. Ma non sono affidabile, visto che mi piaceva anche quella della nuova Unità.
Ci sono vignette, il fumetto di Disegni e persino i programmi TV.

Spero che riesca ad essere un giornale vario, aperto e non monomaniaco.

In bocca al lupo a Padellaro e Travaglio & C.!

martedì 22 settembre 2009

FURBI CONTRABBANDIERI MACEDONI

Come dicevo poco tempo fa nel ps di questo post, si è svolta a Skopje in Macedonia l'edizione 2009 dei giovani artisti del mediterraneo, a cui ha partecipato la Francy per il fumetto e Siria per le arti visive. Francy, che si sta conquistando giorno dopo giorno un bel seguito, ha raccontato sinteticamente l'esperienza sul proprio blog.
Come Cfapaz abbiamo provato ad informare il mondo del fumetto italiano di questa importante partecipazione. Su circa un migliaio di artisti, i fumettisti presenti erano una decina. E gli italiani solo due. Una era appunto Francesca e l'altro era il bolognese Matteo Farinella. Tra l'altro, ironia della sorte, ho fatto parte delle giurie che hanno selezionato entrambi gli autori. Farinella è arrivato alla Biennale dopo aver vinto la sezione fumetto del concorso Iceberg, di cui appunto ero giurato. Ma dicevo della news inviata, raccolta solamente da lospaziobianco.it, almeno sino a quando ho controllato.

Dunque, la solita Italia mediocre. Senza occhi mandorla, costumi sgargianti, stelle da ranger, giubbotti da avventuriero, graphic novel d'attualità, è difficile suscitare interesse.
Questo accade perché chi si occupa di fumetti, generalmente, e decide di scriverne, di solito, esprime la sua passione, i suoi gusti. Non gli passa neanche per l'anticamera del cervello di cercare, confrontare, studiare, esplorare. No. Parla dei fumetti che legge, che gli piacciono. Il resto non esiste. Ci sono però anche persone un po' più sveglie che ne parlano confidando in futuro di collaborare con case editrici o altri soggetti professionali. E allora lì la cosa è ancora più meravigliosa. Perché ogni recensione, ogni intervista, ogni approfondimento speciale rappresenta un personale biglietto da visita. In altre parole, una piccola marchetta.

Beh, mica è sempre così, per fortuna. Non necessariamente siamo tutti santi o dannati. Certo le differenze ci sono. E questo comporta conseguenze, contribuendo a rallentare lo sviluppo del fumetto italiano.

Non per dire, ma attraverso le varie rubriche ed il lavoro appassionato di venticinque anni, ho provato nel mio piccolo a scovare e proporre. Certo mi sono fatto delle illusioni. Molte promesse sono state tradite. Ed inoltre devo ancora sistematizzare quanto ho trovato, sia tra gli scaffali casalinghi, sia tra le tasche del mio bagaglio intellettuale (ehm ehm...). Per questo mi trovo naturalmente bene con coloro che hanno lo stesso approccio. Possiamo anche pensarla diversamente, ma c'è un feeling speciale, che con tanti altri e inesistente. Le mani vanno però strette lo stesso. Sono tenuto ad un certo protocollo.

Questo non vuol dire che rinunci alle mie passioni!
Tex, prima di tutto, come sanno perfettamente tutti quelli che mi conoscono.

Così, qualche giorno dopo la conclusione della Biennale, ecco che mi consegnano un numero di Tex edito in Macedonia! Riconosco immediatamente la copertina, che vedete all'inizio del post: La paga di Giuda, Tex n. 106. Anche l'interno corrisponde (non sempre è così nelle edizioni estere). Sono quasi commosso!
Grazie a Francy, Claudio, Siria ed Ettore!!!


ps Avevo già deciso di parlare sul blog di questo bel regalino. E ieri pomeriggio Siria, diretta come sempre, mi dice qualcosa del tipo maalloraquandoneparlisulblog! Ma io sono un po' lungo e anche la mia esposizione è abbastanza divagatoria. E ci ho messo qualche giorno... Ma io adoro lo stesso Siria. E Claudio. Ed Ettore. E poi, da qualche mese, hanno l'opel Combo a metano anche loro!

psbis Le foto di Siria linkate sono mie. Claudio fa fumetti ed è molto bravo. Siria è molto brava pure lei e potrebbe anche fare fumetti. Ettore vedremo ;-)

UN'ALTRA VERSIONE

Lo confesso. Arrivai ad acquistare e leggere "La versione di Barney" perchè lo vedevo citato spesso su Il Foglio.

Non che fossi un lettore abituale del quotidiano di "proprietà" di Veronica Lario, ma mi capitava in mano e ne sentivo parlare anche nelle rassegne stampa di Radio Radicale.
Insomma, questo "Barney's Version" mi incuriosiva. Dava l'idea di qualcosa di interessante, arguto senza essere capzioso.
Lo compro ed inizio a leggerlo.
Le prime decine di pagine sono quasi incomprensibili. Lo inizio da capo perché non mi voglio arrendere. Non capisco dove voglia andare a parare. Sì, è divertente. Ma non riesco a seguire il filo dei ricordi del protagonista. Il libro, appunto, è una sorta di autobiografia di Barney, che vuole raccontare la sua vita.
E soprattutto dare la sua versione su tutta una serie di disgrazie, di cui lui è accusato e quindi praticamente colpevole marchiato a fuoco.
Ma non è vero. Non è mica andata come dicono! E vuole far sapere com'è andata veramente. Anche se non sempre neppure lui lo sa...
Solo che il libro entra veramente nel vivo quando muore la prima moglie.
E qui c'è il primo vero picco.
Perché non te l'aspetti. Il tono grottesco. I pensieri assurdi. L'atteggiamento di totale irrresponsabilità del protagonista. Nulla ti fa presagire il primo degli incredibili drammi che il libro racconta.
Da lì ho cominciato a divorare le pagine del libro.
E' stata quasi una cavalcata, fino al doppio finale: tragico ed al tempo stesso irriverente e comico.

Penso di dovere molto a questo libro. Che parla di come si vive.
Delle contraddizioni di cui siamo la manifestazione vivente.
E dei mille modi con cui gli altri ci vedono.
La verità alla fine sembra non esistere.
E quando viene rilevata, è ormai troppo tardi.

Da questo libro stimoli e domande.
Ho comprato gli altri due Adelphi allora disponibili. Ma quello sul biliardo ho dovuto mollarlo. Non riuscivo proprio a seguirlo. E l'altro su Gerusalemme riposa statuario e intonso sugli scaffali della nostra libreria.

Dunque le domande. L'autore è ebreo. E la sua condizione sociale e religiosa è tra gli argomenti principali del libro. Che è spassoso! Penso che nessuno possa parlare male di un ebreo, meglio di quanto possa fare un ebreo stesso. Ci sono poi tutta una serie di modi di dire, considerazioni e aneddoti che, non so come dire, sembrano collegarsi ad un modo di esprimersi comune. Che ho visto per esempio nei fumetti di Sfar. Oppure nelle immagini di Koren Shadmi.
C'è una complessità nello sguardo e nella rappresentazione delle cose della vita che mi sembra proprio di una certa cultura ebraica. Che forse mi piacerebbe conoscere meglio.
Ma chissà se ne avrò la forza e il tempo. Mi chiedo però perché il modo di vedere le cose di questi intellettuali trovi invece nei politici dello Stato di Israele un corrispondente duro, rigido e violento. Come se la comprensione verso di sé fosse equilibrata da una irriducibile intransigenza verso gli Altri.

Ne parlo oggi, perché ho saputo che se ne sta facendo un film.
I film si nutrono molto spesso di libri. Difficilmente il contrario.
Ultimamente i film si nutrono anche di fumetti. Quando per decenni è stato il contrario.
Le scritture e le fruizioni sono comunque diverse.
Per cui non sarà mai la stessa storia.
Sarà sempre e comunque un'altra versione.

domenica 20 settembre 2009

MARAMALDO, TU UCCIDI UN UOMO MORTO (INTANTO C'E' ANCORA MARIO LODI)

Il titolo cita la frase sferzante che Jena ci propone su La Stampa di oggi, a proposito dell'invito rivolto dall'energumeno tascabile di andare a morire ammazzati ad una certa sinistra: Maramaldo, tu uccidi un uomo morto.
Mentre lo spettacolo continua, per fortuna ci sono ancora in giro persone straordinarie che hanno alle spalle una vita fatta di cose concrete e importanti. Per esempio nel campo della didattica, dell'educazione ed espressività infantile. E' l'autore di uno dei libri che in questo momento stiamo leggendo ai piccoli, Cipì: Mario Lodi. Il Maestro per definizione è protagonista di un'intervista pubblicata ieri, sempre su La Stampa, all'interno dell'inserto Tuttolibri.
Per saperne di più, cliccare sul link alla Casa delle arti e del gioco.

sabato 19 settembre 2009

IL PIENO DI METANO E LE PUPE AL BANCO

Dovete fare metano o gpl? State a Cremona o dintorni?
Beh, di gpl ce n'è ormai ovunque, ma di metano meno.
Lo storico posto di rifornimento a Costa Sant'Abramo è sotto sequesto per un incidente durante un rifornimento. C'è n'è un altro a Pieve San Giacomo e, da qualche mese, ce un Keropetrol sulla strada per Malagnino, appena fuori città.

Fare metano richiede sette/otto minuti di tempo.
Quindi ci sta come minimo un caffé. Ma anche un bell'aperitivo.
Giustamente, stanno sorgendo bar dentro le stazioni di servizio come foruncoli.
Di solito propongono le solite schifezze.
Ma questo nuovo che vi dico ha una discreta scelta di vini e girandole di spuntini assortiti.
Come se non bastasse, ci sono almeno tre ragazze carine e allegre che servono al banco.
Carine il giusto, intendiamoci. Sobrie, intendo.
Ma una, ieri pomeriggio, aveva una specie di camicetta leopardata con uno spacco ampio come il grand canyon.
Così il gioco era fatto. Al banco c'era pieno di uomini rilassati e felici.
Tanti sorrisi, bocconi e bicchieri.
E chissà che si rimedi qualcosa in futuro, avrà pensato qualche aitante conducente.

Anch'io ero contento mentre sorseggiavo un bicchiere di ottimo Traminer fresco. E Marcolino pure, mentre si pappava una brioche francamente enorme.

Ma anche alla pompa non si scherza.
Ed uno degli addetti è sempre simpatico con tutti, battuta pronta e particolarmente galante e premuroso con le donne.
Risultato: nessuno di noi si tira indietro quando c'è da fare il pieno.
Però così il metano sta diventando un po' meno conveniente...

venerdì 18 settembre 2009

DI RITORNO DA BOLOGNA IN TRENO

Mi piace vestirmi di blu.
Ma preferirei vestirmi con giacca e camicia senza cravatta. Mi devo un po' riorganizzare, oltre che rimpolpare il guardaroba (si gradiscono svendite...!).

Tornando di notte in treno dalla sponda piacentina, si notano le luci della raffineria Tamoil, edificata alcuni decenni fa alle porte di Cremona.
L'anno scorso è diventato di pubblico dominio che ha perso quantità notevolissime di idrocarburi nel terreno e nelle falde circostanti.
Ne hanno sofferto innanzitutto le società sportive edificate proprio a fianco della raffineria.
Potrebbero averne sofferto centinaia di cremonesi affetti da patologie tumorali varie ed assortite.
A Cremona ci sono molti casi di tumore.
Eppure crea più allarme sociale la presenza di stranieri.
La Lega è infatti andata discretamente alle ultime elezioni.
I Verdi invece non sono pervenuti. Dopo quasi vent'anni in cui hanno fatto solo una gran pena. E di argomenti ne avevano...

Erano pensieri a zonzo mentre tornavo poche ore fa da Bologna, in treno via Fidenza.
Ho partecipato alla riunione della giuria del premio Komikazen, che rientra nell'ambito dell'omonimo festival e che conta anche sulla collaborazione del Cfapaz.
C'erano Elettra Stamboulis, Gianluca Costantini, Daniele Brolli ed Edo Chieregato. Concorrerà al verdetto finale anche Sara Colaone.
Abbiamo discusso abbastanza bene.
Poi aperitivo e cenetta con Palumbo e signora, a parlare ovviamente di fumetti e di cose personali. Ottime le lasagne con i funghi! Anche se avremmo gradito porzioni più sostanziose. Mica quelle normali da degustazione! Ma forse sono io che sono goloso...

Poi il treno per fa decantare, riflettere e divagare con la mente.
Mi sono letto varie cose, tra cui quasi tutto l'ultimo numero di Inguine, Repubblica, La Stampa e Suole di Vento.
Ho saputo nel pomeriggio dei sei soldati italiani morti in Afghanistan.
Non mi sembra giusto dire che se la sono cercata, che potevano fare una scelta diversa. Come ovviamente non posso accettare la retorica patriottica.
Perché sono morti? Per proteggere quali interessi?
Ma chi alza la voce per denunciare l'inutilità di questa pseudoguerra, che produce l'ennesimo leader corrotto che trucca le elezioni?
In questo momento sembra essere la Lega a chiedere il ritiro delle truppe italiane...

Si è parlato anche di politica. Elettra ha scelto Sinistra e Libertà, come anche parecchie persone che conosco a Cremona. Alle ultime elezioni ho dato proprio a loro uno dei tre voti disponibili. Gli altri due al PD. Ma il PD fatica a riprendersi.
In italia, bene o male, il dibattito vede i principali protagonisti nel centro destra.
A Cremona, il principale quotidiano locale costruisce il racconto delle nuove giunte PDL-Lega, penso oltre le aspettative degli stessi interessati. E l'opposizione, anche quando può contare su ragioni comprensibili e potenzialmente efficaci, fatica a comunicare.
Mi dispiace che ci sia questa divisione a sinistra. Mi piacerebbe un soggetto unico, capace di tenere insieme valori, culture, patiche politiche, soggettività territoriali, generazionali e sociali...

Sui giornali che ho letto oggi, cioè ieri, gli intellettuali spiegano che il ruolo, appunto degli intellettuali, è sempre più marginale, che la cultura è sempre meno considerata.
Ma durante l'aperitivo si ricordavano i finanziamenti che persino gli editori indipendenti di fumetti percepiscono ogni anno in Francia. Decine di migliaia di euro ciascuno.
E fanno cose bellissime, che contribuiscono a mantenere ed innovare la cultura nazionale francese, tra i leader del fumetto di tendenza mondiale.
Al contrario di noi che siamo leader nel consumo dei fumetti fatti dagli altri...
E produrre fumetti è sempre più difficile.
Su Inguine, c'è una lunga intervista ai titolari della Fantagraphics, che rievocano i gloriosi trascorsi, spiegando che oggi come oggi stanno cercando di correre ai ripari aprendo nuove linee editoriali dedicate alla narrativa e forse al cinema. Non bastano più neanche i fumetti della Eros Comix...

Tutti fanno fatica. E si sta sprecando una grossa opportunità. Gli autori hanno bisogno di essere seguiti, incoraggiati, accompagnati, per realizzare i romanzi che devono raccontare la contemporaneità. E invece molto è lasciato al caso. O alla pervicacia di alcuni.
Come Gianluca Costantini, che in pochissimi anni è uscito con almento cinque libri, almeno due dei quali importanti.

Ne parlerò prima o poi...

La foto è presa da qua.

mercoledì 16 settembre 2009

LIBERTA' DI FAR SAPERE CHE...

Ma questa Ansa è eversiva...
Flop del premier..?!?!

(comoda agenzia comunque... ^__^)

2009-09-16 21:32
BERLUSCONI IN TV: POLEMICA SU ASCOLTI, LITE PDL-OPPOSIZIONE
di Marco Dell'Omo

ROMA - "Porta a Porta" amara per Silvio Berlusconi. Solo il 13% dei telespettatori ha seguito, in prima serata su RaiUno, la puntata con il presidente del Consiglio in occasione della consegna delle prime case ai terremotati dell'Aquila. Nonostante la cancellazione di Ballarò e di Matrix dai palinsesti di RaiTre e Canale 5, gli italiani hanno preferito all'intervento del premier nel salotto di Bruno Vespa le avventure del bel tenebroso Gabriel Garko nella fiction 'Onore e rispetto', che è stato seguito dal 20% dei telespettatori, e le partite della Champions League trasmesse da Sky. Un vero e proprio flop, secondo le opposizioni, del tutto imprevisto da chi aveva costruito l'appuntamento di Berlusconi in prima serata sfidando l'accusa di voler fare una tv di regime. Per i vertici Rai si prepara una settimana di polemiche: il direttore generale di Viale Mazzini Mauro Masi è stato convocato dal presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli per martedì. Berlusconi tace, ma si sa che avrebbe preferito andare in seconda serata, registrando la puntata di 'Porta a Porta' dall'Aquila. Una convinzione rafforzata dal risultato della serata e dalle polemiche che sono seguite: già nel salotto di Vespa il premier, tra il serio e il faceto, aveva detto che, fosse stato per lui, avrebbe preferito passare la serata guardando la partita del Milan in Champions. Nel frattempo, l'opposizione si fa beffe del magro risultato raggiunto da Berlusconi. Lo fa, con il suo proverbiale sarcasmo, Massimo D'Alema: "Non parlerei di insuccesso. E' già notevole che il 13% degli italiani abbiano scelto di vedere questa sorta di bollettino di regime mandato in onda con Porta a Porta". "E' stato il flop del'arroganza", attacca Pier Luigi Bersani. Al limite dell'irriverenza il capogruppo dell'Idv Massimo Donadi: "I vertici della Rai ieri hanno proposto un soliloquio di Berlusconi quasi a reti unificate. Gli italiani hanno risposto con un pernacchio, cambiando canale". Battute e sberleffi sul flop e sulla vittoria di Garko su Berlusconi si sprecano, ma al centrodestra l'esultanza della sinistra non fa né caldo né freddo. "Parlare di flop è una sciocchezza. Mica si possono misurare gli ascolti come una fiction", commenta scrollando le spalle il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa. Invita a spostare l'attenzione sui risultati del governo il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri: "I dati d'ascolto crescono e diminuiscono. Invece cresce il consenso per il governo e l'azione di Berlusconi. Fare case per i terremotati, affrontare la crisi economica: il governo dei fatti gode di un crescente consenso nel Paese ed è questo il vero dato di gradimento che conta di più". Ma l'opposizione non considera per niente archiviato il problema del controllo dell'informazione. Per il segretario del Pd Dario Franceschini è quello il punto su cui concentrarsi: "I dati auditel - non mi interessano. Ieri sera è stata fatta una scelta di violenza rispetto alla libertà di informazione". I senatori Democratici hanno chiesto che Berlusconi parli in Aula "entro 15 giorni" per rispondere dei suoi attacchi alla stampa (e, già che c'é, anche alle domande di Repubblica fatte proprie dai senatori democratici). A puntare l'indice contro Masi e Vespa è invece Antonio Di Pietro: il leader dell'Italia dei Valori imputa loro il danno economico subito dalla Rai per l'insuccesso della puntata di Porta e Porta e sostiene che dovrebbero essere loro a "colmare questo buco nelle casse pubbliche".

LIBERTA' DI GUARDARE ALTRO (SOB!!!!!)

Sempre sul pericoloso e trasgressivo sito dell'Ansa, si riporta una notizia gravissima...

TV, GARKO BATTE PORTA A PORTA

ROMA - La fiction 'L'onore e il rispettò, su Canale5 batte
'porta a porta': la trasmissione di Mediaset infatti ha avuto il 22. 61% di share con 5.750.000 di spettatori contro il 13.47% e 3.219.000 spettatori della puntata di Vespa su Raiuno con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La fiction è andata in onda dalle 21.16 alle 23.20, mentre 'Porta a porta' dalle 21.12 alle 23.45.


Acquisito ciò, siamo comunque messi molto male...
Sob...

martedì 15 settembre 2009

LIBERTA' DI PARTECIPARE E OMAGGIARE

Dal pericolosissimo e trasgressivo sito dell'Ansa...

FRANCESCHINI NON ANDRA' A PORTA A PORTA. VESPA: MOTIVAZIONI PRETESTUOSE ROMA -"Caro dottor Vespa, Le scrivo per comunicarle la mia indisponibilità a partecipare alla puntata di Porta a Porta del 23 settembre". E' quanto scrive il segretario del Pd Dario Franceschini in una lettera inviata al conduttore televisivo. "Quando nei giorni scorsi il mio ufficio stampa ha ricevuto l'invito dalla sua redazione a partecipare alla trasmissione ho comunicato la mia disponibilità ritenendo si trattasse della programmazione ordinaria. Leggo ora alcune sue dichiarazioni secondo le quali la mia presenza a Porta a Porta sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l'incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell'azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d'Abruzzo. E' un'operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo", conclude.

VESPA: MOTIVAZIONI PRETESTUOSE
'Caro Segretario, debbo dirLe confranchezza che le motivazioni del Suo rifiuto mi paiono pretestuose': cosi' Bruno Vespa risponde al segretario del Pd,che in una lettera al conduttore ha declinato l'invito apartecipare alla puntata di Porta a Porta del 23 settembre prossimo.'Non Le consento - sottolinea Vespa in una lettera aFranceschini - di definire una nostra trasmissione che Lei ancora non ha visto, come una vetrina al servizio del presidente del Consiglio. Esigo da Lei lo stesso rispetto rivolto ad altretrasmissioni che dal pluralismo di Porta a porta hanno tutto da imparare'.'Nei giorni scorsi - spiega Vespa - abbiamo invitato il presidente del Consiglio come facciamo da 15 anni (si veda ilcaso di Prodi, D'Alema e Amato) per la seconda serata che aprela nostra stagione. Contestualmente, fedeli alla correttezza che ci ha sempre caratterizzato, abbiamo invitato il leader dell'opposizione. Nello scorso fine settimana, la direzione generale della Rai ha deciso di portare in prima serata l'evento di oggi e non vedo come questa scelta possa essere attribuita anoi e stravolgere il senso dell'invito che Le abbiamo rivolto'.

LIBERTA' D'INFORMAZIONE CONDIZIONATA (OPPURE: TE L'AVEVO DETTO IO... ... SPLATT!)

Mah... mi è arrivata una strana mail, dall'Arci... di tono leggermente paranoico...
Si parla di minaccia alla libertà d'opinione...
Mah... eppure ognuno di noi può avere le opinioni che vuole...
Non capisco...
Mah...
La riporto qui per conoscenza. C'è una manifestazione a Roma, sabato 19.
Per me sono tutti pazzi...

stanno oscurando la libertà di opinione

FERMIAMO IL NUOVO REGIME MEDIATICO !

i nuovi vertici Rai sospendono "Ballarò"

per lo show propagandistico di Berlusconi a "Porta A Porta"

Con una decisione senza precedenti, il vicedirettore generale della Rai Marano ha imposto al direttore di Rai 3 di sospendere la prima puntata di "Ballarò" prevista per questa sera. Cosa è successo di così grave da giustificare una simile intrusione nel palinsesto di una rete che dovrebbe decidere in autonomia la sua programmazione? L’Italia è stata invasa? Ha dichiarato guerra? Ha subito una catastrofe naturale? No, nessun evento straordinario o imprevisto, nessuna emergenza nazionale, niente di ciò che, in passato, a causare uno stravolgimento improvviso della programmazione del servizio pubblico.

Succede che i vertici del servizio pubblico hanno deciso che nulla deve disturbare il preannunciato “mega-spot” del Presidente del Consiglio che verrà messo in scena da "Porta a Porta", uno show propagandistico allestito sulla consegna di alcune case a dei terremotati abruzzesi.

Senza più alcun pudore, la Rai rende palese la sua trasformazione: da televisione al servizio dei cittadini a macchina di consenso agli ordini del capo del governo. Uno stravolgimento nello stile del ventennio fascista, quando i cinegiornali si asservivano alla propaganda di regime.

Del resto, tutta la vicenda abruzzese è segnata dalla peggiore disinformazione. La ricostruzione doveva diventare uno dei fiori all’occhiello del governo e per ottenere questo risultato non si è esitato a nascondere alla maggior parte dell’opinione pubblica la realtà drammatica con cui fa i conti ogni giorno la popolazione d'Abruzzo colpita dal sisma.

Oltre 30.000 persone sono ancora sfollate e circa 16.000 vivono nelle tende; solo alcune decine di persone sono potute rientrare nelle proprie case; molte scuole resteranno chiuse.

Oggi Berlusconi consegnerà 200 abitazioni ad altrettante famiglie di Onna - case offerte dalla provincia di Trento... - e ha deciso di farne un grande evento mediatico. Non importa se a sei mesi dal terremoto la situazione non consenta tanto entusiasmo. Per il nostro presidente-comunicatore si sa che la realtà è quella che appare, basta affidarsi a giornalisti di provata fede come Vespa, abolendo qualsiasi altro spazio informativo non allineato.

All’indignazione per l’ennesimo attacco alla libertà di informazione, non si può non aggiungere l’amarezza per il cinismo con cui il potere si serve persino di un evento così drammatico, che tante sofferenze sta ancora provocando alle genti abruzzesi, per meschine finalità di propaganda.

E’ ora di dire basta! La manifestazione del 19 settembre, convocata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana in difesa della libertà di stampa dopo gli ennesimi attacchi all'autonomia dell'informazione, è il primo grande appuntamento di quella parte del Paese che non si rassegna ad assistere impotente ai colpi violenti che quotidianamente vengono inferti alle libertà democratiche.

Per la libertà di conoscere e informare,

giornalisti, cittadini, società civile democratica

insieme a Roma il 19 settembre!

Perché solo una società che sa e dice

è una società libera di essere.

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Sabato 19 Settembre, a Roma

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

PER LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE

"L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla FNSI - la libera organizzazione di categoria dei giornalisti italiani - si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo, dalle ore 16.

La Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa.

La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.

Appelli e informazioni:

www.fnsi.it

Anche da Cremona,

DIAMO VOCE ALLE LIBERTA' CIVILI!

INVIAMO LA NOSTRA ADESIONE MORALE:

infofnsi@tin.it

lunedì 14 settembre 2009

PIOVE! QUINDI E' UFFICIALE... SI RICOMINCIA... OLE'!

Piove, c'è buio, la temperatura si è abbassata.
Tutto ciò non mi dispiace!
Solo che tutto ciò ufficializza la conclusione di questa strana estate.
Basta distrazioni. Si ricomincia a lavorare sul serio.
Conferenze stampa, torroni, Treviso, Lucca, Self Area, Xilom, Gaki, ComicUs, FdC, Komikazen, Francoforte, 7 Note, Mondo Musica, politici e chissà cos'altro mi attendono con le fauci spalancate...

Intanto, mitici piccinini!

Il disegno è di Eric Drooker, autore di un graphic novel meraviglioso, "Flood".

giovedì 10 settembre 2009

PERCHE' NON PIANGERA' LA CHIUSURA DI JOHN DOE: I COMMENTI...!

Una volta mi incavolavo quando leggevo i commenti del blog di Paolo Sparidinchiostro! Anche non tantissimo indietro nel tempo. Poi lui mi ha scritto che siamo distanti. Ma per me non è vero. Non così tanto in fondo. Spero anche di non averlo offeso dicendogli più volte che il sito e il libro che ne è stato tratto un paio di anni fa sono innanzitutto uno splendido testo narrativo, prima ancora che critico.
Comunque lo seguo sempre e mi abbeverò delle sue considerazioni. Mentre invece mi sa che le mie gli servono in negativo, per costruire riflessioni alternative...!
Infatti scrivevo (ma non certo solo io, anzi!) della chiusura di John Doe. Che non piango, ma mi dispiace, e che rivela anche la piccolezza umana e professionale del mondo dell'editoria a fumetti italiana. Almeno di alcune delle sue componenti maggioritarie. Facevo anche un accenno al postmoderno, un po' come hanno fatto altri.
Mentre il dibattito prosegue sui forum, ecco arrivare Spari sul tema.
C'era da aspettarselo. E abbondano le riflessioni interessanti. Anche quando è impossibile essere d'accordo.

Ma sono i commenti ad essere spettacolari, puro genio!
Quasi tutti anonimi. Fatti da un numero esiguo di persone, però scafatissime nel prendersi per il sedere a vicenda. Siamo di fronte a pura letteratura.
E quindi vi riporto i link ai post e i commenti accanto!

Buon divertimento!

lunedì, settembre 07, 2009

01. Perché non piangerò la chiusura di “John Doe”
Un raccontino morale in tre parti

COMMENTI (CHE DOVETE LEGGERE DALL'ULTIMO - IL #6 E' MIO)

#13
volevo salutare tutti quelli che mi conoscono!

l'autore Unicum



utente anonimo
22:34, 08 settembre, 2009

ciao, sono John Doe, e volevo dire a tutti i fans che si trovano in questo fichissimo blogghe: non disperatevi, dài!!
Tornerò quando meno ve lo aspetterete. Più pimpante di prima, con degli occhiali da sole troppo giusti, e con tante belle avventure postmodernissime!

Morte all'Eura! Viva Deleuze!

Vostro John


utente anonimo
22:30, 08 settembre, 2009

l'autore Unico tornerà. A Maggio. E vi farà piangere lacrime amare.
Preparate le cedole.

Agenzia delle Entrate


utente anonimo
22:29, 08 settembre, 2009

vada anche per l'autore unico.
Ma l'Autore Unico, questo no.
La ritengo un'indecenza.

Tarcisio Bertone


utente anonimo
12:40, 08 settembre, 2009

io invece volevo dare dello stronzo a quell'altro!

l'Autore Molteplice


utente anonimo
12:10, 08 settembre, 2009

dare al padrone di casa dello stronzo è una trovata davvero geniale

l'Autore Unico


utente anonimo
10:07, 08 settembre, 2009

Il cuore di John Doe era indubbiamente decostruzionista. Quel decostruzionismo dell'assenza, della frammentazione, e della molteplicità.
Assenza di originalità, frammentazione del senso, molteplicità di calchi.

Francesco Lyotardo.


utente anonimo
08:46, 08 settembre, 2009

I commenti sotto sono pura letteratura digitale contemporanea.
Complimenti a tutti e geniale se l'autore fosse unico!
^___^

utente anonimo
21:38, 07 settembre, 2009

@Sugar: Prima di tutto, devo dirti che ti ho sempre amata. Quanto alla questione del postmodernismo, adesso ci arrivo... forse.

@#2: qualcosa che non so, per favore.

@Gustavo: Boh

@Paolo: Portavoce nelle due direzioni? Perché qualcosa da dirgli ce lo avrei...
Utente: sparidinchiostro Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sparidinchiostro
19:48, 07 settembre, 2009

Niente di nuovo: i soliti insulti della sinistra.

Paolo Bonaiuti


utente anonimo
19:36, 07 settembre, 2009

Sogno un paradiso della bonellità, ma semplice. Quella postmoderna, sì, ma tranquilla.
Sogno un grande prato verde, dove saltellano felici John Doe, Brad Barron e i loro fratellini Gregory Hunter e Detective Dante . E chissà, forse, se ci sarà spazio anche per Greystorm?

Gustavo Zagrebolsky



utente anonimo
19:34, 07 settembre, 2009

Perché non piangerò la chiusura di “John Doe”?

Perche' sei uno stronzo


utente anonimo
12:19, 07 settembre, 2009

Non capisco. Devoto al postmodernismo significa che Recchioni si è costruito, un po' alla Doinel, altarini di Lacan Foucault Derrida Deleuze Lyotard e Feyerabend, oppure che la sua scrittura è postmoderna? Perchè nel secondo caso avrebbe anche ragione: fa fumetti come si facevano tra gli anni 50 e 60.

Zucchero Kandisky


utente anonimo


mercoledì, settembre 09, 2009
02. Perché non piangerò la chiusura di “John Doe”

COMMENTI (IL #5 E' MIO)

Commenti
09:33, 10 settembre, 2009

Siete meravigliosi e sono l'unico che vi vuole bene veramente! E che rimpiange quando eravamo tutti assieme.
Sono decisamente un po' retrò...

utente anonimo
00:15, 10 settembre, 2009

Guarda, ms, che la questione della definizione del postmoderno è una roba sconfinata. so bene che in università avete, da qualche parte, un libro che contiene la definizione standard iso9000 che vi è lecito virgolettare e citare in nota, ma ce ne sono un casino d'altre (e, figurati, vengono finanche utilizzate con profitto curriculare da altri baronati).
Questo non significa che alcune sono migliori d'altre. Solo che, quando ci si strappa di mano il cadavere continuamente, l'autopsia produce risultati sbagliati: credevi di guardare il cranio e, invece hai inciso un coglione.
Il senso di quello che ho scritto è (ma se avessi letto invece di fermarti a verificare l'aderenza al canone accademico lo avresti colto) che quelli che raccontano e parlano di postmoderno, di solito, usano un'etichetta che nobiliti il loro piatto di resti.
Poi, lo sai, sono ignorante come una capra e mi ostino a leggere i testi di cui parlo.
Utente: sparidinchiostro Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sparidinchiostro
23:41, 09 settembre, 2009

Esempi capziosi (sinonimo snob di cazzoni): Gaiman è noioso spesso. Non sempre. Ed è spesso postmoderno, ma non sempre.

Vedi Sandamn: alla fine era noioso (anche all'inizio), ma alcuni archi erano avventure metaforiche praticamente ottocentesche (con lessico novecentesco). Metafore moderne - altro che postmoderne.

Al solito: fai il maestrino della minchia, usando gli strumenti sbagliati. Per una definizione di postmoderno usi il dizionario Garzanti?? Mah. Non confondere critica del progresso e giustapposizione con il postmoderno. Sono corollari, mica la ciccia che conta. Il postmoderno è "indeterminatezza del senso" (contrapposta alla determinatezza del moderno, strategica e finalistica).

Sìsì, Gaiman ha usato qualche strumentino tipico del postmoderno (anche l'intertestualità). Ma il suo lavoro, perlamiseria, è più che altro roba molto "vecchio stile": favole morali, fiabe, racconti fantastici all'antica. Moderno. Un po' vintage, semmai - ma niente affatto post-.

E il Fumetto postmoderno? Sono altri gli esempi. Di Sclavi abbiamo già parlato. Perchè non lo citi qua?

Ehi: anche John Doe, di postmoderno per me ha poco. Giusto l'apparenza di qualche aggeggino linguistico, tipo l'ammiccare citazionista. Ma mi pare più da kitsch (ricordi? "Kitsch = emulazione fallita di un modello alto"). Un kitsch divertente, qualche volta, prevedibile a volte, noioso talaltre. Ma postmoderno...no.
Non mi dirai che Martin Mystère, ingolfato nell'intertestualità, è per questo postmoderno?? Lui, così pedagogizzante quanto un vecchio sussidiario, didascalico quanto un Salgari?

ms


utente anonimo
12:19, 09 settembre, 2009

Perché? Ti ho sempre pagata.
Utente: sparidinchiostro Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sparidinchiostro
11:28, 09 settembre, 2009

Gaiman sarà noiosissimo ma tu resti sempre uno stronzo

La chica del barrio


utente anonimo


giovedì, settembre 10, 2009
03. Perché non piangerò la chiusura di “John Doe”

Commenti
11:24, 10 settembre, 2009

Mhh... passavo di qua per invitare il proprietario del blog a tenere un ciclo di conferenze sul 'tebeo' a Barcellona... ma vedo dai commenti che forse non è il momento giusto. Fa niente. Mi saluti Vittorio Spinazzola e i ragazzi di Tirature!

Umberto Eco


utente anonimo
10:45, 10 settembre, 2009

rocco: ad avercelo...
Utente: sparidinchiostro Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sparidinchiostro
10:20, 10 settembre, 2009

Allora girati che te lo metto

rocco 'n doe


utente anonimo
09:46, 10 settembre, 2009

Punti di vista, boris. Il sesso per il sesso, secondo me, è un atto d'amore.
Utente: sparidinchiostro Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sparidinchiostro
09:12, 10 settembre, 2009

john doe è sesso cattolico.

zucchero kandinsy


utente anonimo
08:54, 10 settembre, 2009

Fammi capire.
John Doe non è un atto d'amore.
Allora cosa sarebbe? Puro sesso?

Perchè sesso per il sesso è quello che cerco io, e in quella roba lì non ne ho mai trovato!
Utente: borisbattaglia Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente borisbattaglia

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