
Venerdì scorso sono entrato nel negozio di prodotti bio "La Magiostra" di Cremona e ho spiegato alla commessa, quella alta alta, che volevo fare una torta, la mia prima torta. E ho chiesto consigli. Con me anche i miei due piccinini, appena ritirati dalla scuola materna. Già prefiguravo il momento in cui avrebbero collaborato impastando e rimpendo le uova. Un ottimo modo per stare insieme a fare qualcosa di utile, stando lontano dalla TV.
La prima torta della mia vita. Mai fatta una prima. Mangiate tante, ma fatte mai.
La ragazza del negozio, con infinita disponibilità e gentilezza, mi regala addirittura una ricetta facilissima, senza lievito e con la crema pasticcera. Mi scrive tutto su un bigliettino, compro le cose mancanti, tipo il burro che a casa è completamente assente dalla nostra dieta.
Torniamo a casa e ci mettiamo all'opera. La ricetta prevede due fasi distinte: nella prima si impasta la base e nella seconda si prepara la crema. C'è un atmosfera eccitata. In particolare su chi rompe le uova! Ma prima c'è da preparare il tavolo e riunire gli ingredienti. E qui commetto il primo abominio... Suggestionato da tutte le menate sul glutine (vi parlerò prima o poi del Dott. Mozzi), scarto la farina normale e prendo quella cosiddetta senza glutine, con la speranza di fare cmq una torta buona ma più rispettosa della fisiologia del nostro corpo.
Peso la quantità necessaria e la verso su una piattaforma di legno rotonda.

E' il momento delle uova. Ne serve una per la base e tre per la crema. L'accordo è che Marco rompe la prima e Viola le altre tre. Marco ha tre anni e deve rompere l'uovo e versarlo intero in una tazzina. Viola invece deve separare la chiara dai tuorli. Mentre opero con inaspettata maestria, ma anche con timore, Marco agisce. Mi giro per guardarlo e lo vedo molto perplesso... Quasi dispiaciuto. Guardo meglio è vedo che nella tazza c'è il guscio e sul tavolo l'uovo... Meraviglioso! Lo rincuoro e recupero l'uovo con una paletta e lo verso nella farina.
Ebbene, a nessuno deve venire la folle idea che ho avuto di usare la farina senza glutine per fare una torta. E' bastato avvicinarmi alla farina che il semplice spostamento d'aria ha cominciato a sollevare alcune nuvolette di farina. Lascio andare l'uovo nel mucchio e la farina comincia a sbuffare dappertutto... Sembrava zucchero a velo, mica farina!
La farina ritorna a terra, cioè sulla piattaforma in legno. E' il momento di versare il burro fuso con lo zucchero nell'impasto. Per scioglierlo, avevo messo la quantità prescritta in un pentolino, a propria volta immerso in uno più grande pieno di acqua scaldata sul fornello. Nel burro faccio anche sciogliere lo zucchero. Naturalmente zucchero di canna bio.
E qui compio il secondo abominio. Nel prendere il pentolino con il burro, mi avvicino con troppo timore e me lo faccio scivolare nella pentola più grande. In un attimo, l'acqua bollente invade burro e zucchero, rovinando parzialmente il fondamentale liquido.
Mi riprendo e cerco di razionalizzare, sforzandomi in modo sovrumano di contenere sottovoce le numerose bestemmie che scaturiscono copiose dalle mie labbra. C'è poco da razionalizzare. Lo zucchero di canna è finito. Tra l'altro mi accorgo anche di aver invertito la quantità destinata alla base con quella per la crema. Allora, faccio così: aggiungo l'olio al posto del burro perso e aggiungo zucchero bianco (ormai a cristalli perché non lo usiamo mai) a quello di canna.
Mescolo il tutto e rovescio sulla farina. Che naturalmente, essendo quella senza glutine, lo ricordo, mi degna ancora una volta di grandi feste, sollevandosi nell'aria in grandi nubi.
Intanto i bambini, pur divertendosi, cominciano ad annoiarsi. Ma mi guardano impastare.
L'impasto sembra funzionare, anche se la pasta non mi sembra molto morbida.
Cmq, alla fine ottengo una palla. La avvolgo con un tovagliolo e la metto in frigo per quindici minuti, come da copione.
E' il momento della crema.

Qui niente scherzi: latte intero. Bio, ma intero. Rifuggo dalla tentazione di usare latte di riso o di soia. Però... però... uso anche questa volta la farina senza glutine... Mescolo ed è tutto un grumo. Aggiungo i tuorli e lo zucchero e mescolo. Accade un fenomeno strano. Non solo i grumi aumentano, ma, come dire, si solidificano rimanendo tra loro separati. E' chiaro che la ricetta non può essere così. NON PUO'!
Allora mi ricordo che la ragazza della Magiostra, nel spiegarmi come fare la crema, mi aveva parlato del Bimbi, o qualcosa del genere, un robot da cucina tuttofare, che noi non abbiamo e che pare faccia miracoli. Ma, appunto, non abbiamo il Bimbi. Allora razionalizzo e prendo il minipimmer e comincio a mescolare a cottura in corso.
Qualche risultato arriva, i grumi si scompongono e la crema comincia a prendere una forma famigliare. Ma è densissima. E il minipimmer fa rumori strani. Capisco che devo aggiungere del latte (ma che misure ho fatto...?!?!) e la crema migliora. Certo che cuocerci insieme il minipimmer in plastica non è il massimo. E dopo un po' mi accontento. La assaggio e per fortuna è buona.
Nel frattempo è passato il quarto d'ora. E' il momento di stendere la palla di pasta sulla teglia.

Non è facile, ma neanche impossibile. Solo che... Terzo abominio! Dimentico di imburrare la teglia... Quindi stacco il disco di pasta, imburro e aggiungo un velo di farina (sempre quella...) e riapplico la pasta sulla teglia. E ovviamente la crepo in diversi punti. E mentre sano una crepa, se ne apre un'altra... Lascio perdere. E' il momento di stendere la crema.
La verso sulla pasta. Ma... non viene giù niente. E' troppo densa! Mi aiuto con un cucchiaio. E la stendo alla meglio. Gasp... No comment...
Intanto il forno è pronto. Almeno questo: portare a 200° senza sbagliare...
Inforno il tutto. Sono previsti quaranta minuti.
L'eccitazione è altissima! Arriva anche la mamma Elena, stupita di questo exploit!
Si spande un profumo buono nell'aria e i bambini chiedono centinaia di volte quandolatortaèpronta e selamangiamosubito. Spiego che deve raffreddarsi ed è meglio aspettare. Anche per poterla eliminare a far dimentica nel caso il disastro annunciato dovesse avere luogo.
Dopo mezz'oretta il profumo buono comincia a cambiare. Elena mi fa presente se 200° non sono troppi. In effetti... si era detto 180°... Inoltre, probabilmente, la stramaledetta farina senza glutine cuoce prima! Aspetto un paio di minuti e spengo.
Estraggo. Aggiungo lo zucchero a velo vanigliato e colloco sul davanzale della finestra.
Si apre la caccia alla torta. Dov'è. Quando la mangiamo. Dov'è. Quando la mangiamo.
Passa un quarto d'ora e, parecchio incerto, preparo la torta sul tavolo.
Irruzione immediata in cucina di tutta la truppa. Taglio delle fette. Azzannamento e...
E non è da buttare via.
Grazie al caso, la fortuna o la provvidenza. O meglio ancora la qualità degli ingredienti e la facilità estrema della ricetta. Grazie a tutto ciò la torta si può assaggiare. La crema è decente. la base ha un sapore discreto ma si è un po' scurita e soprattutto sembra fatta di sabbia. Forse mancava un po' di burro. Forse la maledetta farina.
Cmq, nonostante tutto è andata. Anche se due giorni dopo, la crema era diventata gomma e la base sabbia...
La settimana prossima si riprova!
ps: le prime foto sono state staccate in una maiuscola pasticceria di Napoli, in Via Scarlatti e le seconde da Medagliani a Pavia. Gnam gnam!!!