mercoledì 24 febbraio 2010

LA CITTA' DEL FUMETTO


Internet, non è più solo un mezzo di comunicazione, uno strumento, ma un ambiente. Bella scoperta, ovviamente. Un mondo virtuale, eppure vero, ma virtuale, ma vero, in cui ci si frequenta, conosce, relaziona...
Forse per età, un po' per come sono fatto, mi sono limitato a ricostruire in rete una parte delle relazioni che già avevo ed ho nella... realtà!
Ho conosciuto pochissime persone nuove. Non ho considerato le richieste d'amicizia di sconosciuti. Non ho quindi chattato, se non con amici e parenti. Se mi arriva una richiesta strana su skype la segnalo subito come ingerenza.

In questo ambiente spesso e volentieri cambia la qualità dei rapporti con le persone con cui mi rapporto anche nella realtà. Questo accade anche con la posta elettronica, dove il rischio di fraintendimenti e conseguenti litigate è molto alto.

Per fortuna non è l'unico ambiente che frequento. Oltre a quelli scontati, ce n'è uno un po' speciale, che chiamerò per praticità "del fumetto". E' un ambiente piuttosto grande, di cui fanno parte tante persone, che riconosco, che saluto quando le incontro, con cui sono in alcuni casi in contatto più o meno costante. Il fumetto rappresenta il nostro comune interesse, ci siamo conosciuti per una comune passione, per ammirazione, per caso.
Tra di loro autori, lettori, editori, studiosi, organizzatori, e, talvolta, rispettivi compagni e compagne, figli...
Ovviamente con tutte queste persone ci si vede saltuariamente, quando c'è una fiera o un'inaugurazione. Può capitare diverse volte in un anno, ma anche una volta ogni tre. Viviamo infatti quasi sempre in città diverse.
Sta di fatto che conosciamo tante cose delle nostre rispettive vite: matrimoni e separazioni, lutti e nascite, malattie e guarigioni, soddisfazioni e delusioni...
Insomma, è come se abitassimo in una stessa città, una città "del fumetto" dove, pur incrociandoci saltuariamente, quando accade, riprendiamo come se niente fosse discorsi e temi trattati magari sei mesi prima, o più lontano ancora.
Rimango stupito e compiaciuto dalla forza di certi legami che si sono creati nel tempo. E' per questo che la scomparsa di Antonella ha rappresentato un dolore reale, non di circostanza. Non mi è stato possibile partecipare al funerale e ho sofferto per questo. Il nostro non è stato solo un rapporto editore-autore, anche perché editore è una parola inappropriata e, forse, riduttiva.
C'è stata una sintonia che si è mantenuta nel tempo. Un'amicizia poco praticata. Ci saremmo visti al massimo una dozzina di volte, da quando la notai tra gli Struwwelpeter di Laura Scarpa, circa quindici anni fa. Eppure, quando ho saputo della malattia e quando ci ha lasciato sono stato consapevole che non mi era indifferente. A sua volta, mi ha fatto osservazioni, dato consigli, detto cose che mi hanno colpito. Rimane il suo ricordo e starà a noi tenere viva la memoria di quanto ha realizzato.

I legami tra le persone sono tra le cose belle della vita.
Ma dopo? Cosa ci sarà? Ci sarà qualcosa?
Quando, ogni tanto (tranquilli!) mi pongo queste domande, mi ritorna in mente un filmone, che mi è piaciuto molto: Underground di Kusturica. Un film vivace, anche se corposo. I protagonisti sono vitali, si battono, lottano e alla fine, a morale raggiunta, c'è questa chiusura meravigliosa dove tutti si ritrovano "dall'altra parte" a celebrare un grande banchetto a suon di musica, amici e nemici.

Se fosse così, sarebbe bellissimo. Finalmente ci rivedremo tutti!
Immagino un banchetto dove ognuno propone le sue ricette e le sue musiche.
E naturalmente i suoi fumetti!


ps: nel cercare in rete la foto per il post, ho trovato questo sito che ripropone una gallery e un commento del film. Poi, ho cliccato per sbaglio sulla home page, dove ho scoperto una super top dei migliori fumetti del decennio...! Bella lavorata! Li conoscete tutti? Io no. Magari ne riparliamo in occasione dell'imminente uscita della famigerata Top Ten de lospaziobianco.it

6 commenti:

Eta ha detto...

Michele, io non ho mai avuto, per ora, l'occasione di incontrarla - da lettrice. Perciò, a rigor di logica, non dovrei essere nella situazione di empatizzare questo lutto. Ma, dopo aver letto entrambi i tuoi post, un po' vorrei poterlo dire, o almeno dire con sincerità che mi dispiace, perché, nonostante tutti i limiti della scrittura e della rete, per l'appunto, si può sentire parte di ciò che provi, o si può immaginare ciò che vorresti comunicare...

...Però devo confessare cos'ha dato il colpo di grazia: l'immagine del post, che mi ha attirato a leggere il blog prima, e a entrare profondamente nello spirito del discorso, poi.

E' da quando ho 12 anni che sogno che anche le Nostre Storie (quelle delle persone che conosco, e la mia), possano avere esattamente il finale di Underground.

Colpita e affondata.

Quel film è un caposaldo irrinunciabile della mia formazione, a 360°.

Un altro, altrettanto antico nel mio cuore, sai qual è dalla prima volta che ci siamo parlati... Ricordi? :) PF!

MicGin ha detto...

il ricordo più lontano rimanda ad un Crock festival in cui rotolavi dalle risate sotto la tenda dove c'erano i banchetti... mi sembra ci fosse Caparezza. ma dubito che tu alluda a lui.
allora forse ti sei presentata al cfapaz con la Paula che diceva qualcosa del tipo che eri la sua discepola...
ma l'antico a cui alludi non scaturisce dalla mia memoria...

cmq adesso sappiamo dove ci ritroveremo
;-)

Eta ha detto...

L'evento che ricordi è quello, yes!
Ma un indizio per capire a cosa alludo... Ricordi che maglietta indossavi?
Dai dai dai! :)

MicGin ha detto...

ma... ma.. ma....
come ho fatto a non capirlo subito...!!!!!!!!!!!
PF!!!!!! Loro! I Pink Floyd! La musica definitiva!
Qualcuno ha coniato per loro la definizione "Musica da camera del novecento"

Effettivamente, soprattutto con loro, sta accadendo da anni quello che che accade normalmente per la musica classica: vengono continuamente eseguiti da vari gruppi che replicano i pezzi e, nel limite del possibile, gli spettacoli.

Insomma, tanto per dire...

latte e sangue ha detto...

Caro Michele,
quando una persona ci lascia resta sempre un vuoto. E non ha importanza quanto vicino sia stata nella nostra quotidianità. Ci si sente molto vicini a persone che non vediamo mai, che non frequentiamo spesso perchè ci sono affinità, "chimiche" inspiegabili.
Quei vuoti che vengono lasciati però si cerca di colmarli con promesse, con valutazioni migliori nei confronti della vita.
Le persone che ci lasciano, ci costringono a sbattere la faccia nella realtà vera della vita, ci impone per qualche tempo di riconfrontarci con domande più serie che spesso dimentichiamo nel tram tram di ogni giorno.
Il fumetto reale, quello virtuale, le idee, quello che si vuole fare, quello che si riesce a fare, quello che si vorrebbe dire e i battibecchi inutili ed utili sono cose sempre belle. Perché vive, perchè le sentiamo sulla pelle nel bene e nel male.
Vorremmo tutti un non tempo a bere e mangiare per dicutere delle cazzate che abiamo fatto in vita condividendo il tavolo con amici e nemici. Ma già il pensiero, il desiderarlo o volerlo ci rende coscienti dei veri valori della vita: la nascita di un figlio, il successo di una persona a cui vogliamo bene, la felicità di chi ci sta accanto e il riposo nella nostra memoria dei nonni, dei genitori e degli amici che ci hanno lasciato.

latte e sangue ha detto...

Ho riletto... e invece di scrivere tran tran ho scritto tram tram (suono onomatopeico più milanese) ... volevo essere seria... eppure ... ;)

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