martedì 31 agosto 2010

DONNE PREDE

Prendo l'Ansa come una sorta di "Gazzetta Ufficiale" dell'informazione. Posso solo immaginare gli equilibrismi e la tensione di quei giornalisti che devono riportare le notizie nel modo più aderente possibile a quanto accaduto, senza correre il rischio di apparire di parte.
Ecco dunque la cronaca della visita di Gheddafi in Italia, in questi giorni, che sta scatenando polemiche e sberleffi.

Mi soffermo sull'episodio delle hostess. Gheddafi ne ha fatte selezionare alcune, per circondarsene come arredo. E tre si sarebbero convertite. Un piccolo miracolo del leader, sembrerebbe... Che ha anche affermato che in Libia le donne sono trattate meglio che nell'occidente.

Beh... dipende dai punti di vista... Sta di fatto che cercando con google una foto di hostess per aprire questo post, ho trovato al 75% donne nude o quasi. Ho fatto fatica a trovare quella che vedete qua sopra, e che ricorda la battaglia ormai dimenticata del personale Alitalia di un paio di anni fa.

Possiamo constatare che Gheddafi è stato molto furbo, perché ha messo in luce una delle nostre contraddizioni più evidenti, quella della donna apparentemente libera e disinibita, che invece rimane oggetto: forza lavoro, apparato riproduttivo, strumento di piacere, target per la pubblicità.

Così ha fatto anche Lui, nobilitandola, a suo modo e si fa per dire, come preda per il suo giardino delle meraviglie.

Il tutto mi sembra agghiacciante...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

L'Ansa riporta anche Avvenire:

ROMA - Un' ''incresciosa messa in scena'' firmata dal colonnello Gheddafi o ''forse solo un boomerang'', ''certamente e' stata una lezione, magari pure per i suonatori professionisti di allarmi sulla laicita' insidiata''. Il quotidiano dei vescovi, Avvenire, in un editoriale firmato dal direttore Marco Tarquinio tira le fila della visita del leader libico a Roma, tra affari e provocazioni.

''Incontrarsi serve comunque e sempre'', premette Tarquinio lodando la ''nuova stagione'' e la ''riconciliazione'' tra Roma e Tripoli. Pero' - sottolinea il giornale della Cei - non si possono sottacere ''aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche'' della visita cosi' come ''momenti incresciosi e urtanti'' quali l'incontro per ''una sessione di propaganda islamica (a sfondo addirittura europeo) tra il leader libico e hostess appositamente reclutate''.
Avvenire si chiede quindi come Gheddafi - nella ''tollerante e pluralista Italia'' dalle ''profonde e vive radici cristiane'' e al tempo stesso capace di ''una positiva laicita''' - abbia potuto ''fare deliberato spettacolo di proselitismo (anche grazie a un Tg pubblico incredibilmente servizievole...). Non sapremmo dire in quanti altri paesi tutto questo avrebbe avuto luogo o, in ogni caso,avrebbe avuto spropositata (e stolida) eco''.

''Probabilmente e' stato un boomerang - conclude l'editoriale -una dimostrazione di quanto possano confondersi persino in certo islam giudicato non (piu') estremista piano politico e piano religioso''.

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