Repubblica propone una gallery di sette immagini, che ritraggono una video installazione proiettata su alcuni muri importanti di Roma. Si tratta di un'immagine di denuncia rivolta alla Chiesa e al Papa in particolare. Il suo abito è macchiato, con chiaro riferimento agli scandali emersi negli ultimi anni.
Il Papa attuale non ha la popolarità del precedente. C'è chi teorizza un complotto, anzi più complotti, che vedono convergere separatamente lobby di vario tipo. Può darsi. Ma c'è anche una Chiesa che deve fare i conti con la modernità, una maggiore istruzione e indipendenza intellettuale dei suoi fedeli. C'è chi critica e c'è chi al contrario cerca di vivere la fede nel modo più autentico possibile, allontanandosi dalle gerarchie.
In questo contesto, il gesto provocatorio dell'artista, il cui nome non ho ancora trovato in rete (solo Repubblica per ora ha messo on line le foto e questo fa pensare ad una "specie" di "esclusiva"...) assume un valore particolare. Non è la presa di posizione di un partito o di un'associazione o di un giornale. Non è una legge del Parlamento o la sentenza di un tribunale. E' un gesto creativo che ha un carattere simbolico e una evidente rilievo comunicativo.
Un po' come il video di Gipi, che ho linkato ieri da youtube, a proposito dei commenti feroci postati su facebook e rivolti allo zio assassino di Sarah Scazzi. Un po' come il dito medio alzato in Piazza Affari.
Naturalmente l'arte, o il tentativo di espressione artistica, possono piacere o meno, risultare offensivi o esaltanti, suscitare dissenso o consenso. Però sono gesti che possono risultare utili anche ai destinatari delle critiche. In particolare questo.
Benedetto XVI è per forza un uomo di potere. Ma è anche una persona, oltre che un predestinato alla santità. Centinaia di milioni di persone, in tutto il pianeta, credono in lui e molti di loro sono convinti che proprio questo Papa stia facendo pulizia morale. Arriva invece una persona che si qualifica come artista e che riesce a proiettare a più riprese quell'immagine a Roma, città simbolo del cattolicesimo. Arriva anche la polizia. Ma è difficile ipotizzare un reato, a parte eventuali sanzioni amministrative nel caso (probabile) non fossero stati richiesti i permessi previsti.
Il punto vero è che un atto di questo tipo può sicuramente dare fastidio ad un "potere" che ha "interessi", ma può stimolare la sensibilità morale di credenti e non. Il messaggio che mi sembra di cogliere rivela proprio un'esigenza di etica, coerenza, pulizia, forse ingenua di questi tempi ma assai necessaria.
L'alternativa è non credere più a nulla. Un'eventualità che voglio rifiutare con tutte le mie forze.
Buona Domenica.

2 commenti:
intervista all'autore, per il momento effettivamente anonimo
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/10/news/papa_proiettato-7912109/
mah... che rimanga anonimo mi sembra abbastanza deludente. o forse può avere senso come simbolo di una coscienza collettiva diffusa. o forse l'autore teme ritorsioni? l'iniziativa non ha fatto molta notizia ed è vista come anticlericale.
http://www.violacentrica.com/?p=1112
http://www.uaar.it/news/2010/10/10/papa-macchiato-sui-muri-roma/
sembra già in archivio.
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