martedì 30 novembre 2010

MONICELLI SPIETATO, LUCIDO E POPOLARE


La morte di Monicelli era ampiamente attesa, vista la prontezza con cui sono state pubblicate gallery di foto e approfondimenti... D'altronde l'età era avanzata, 95 anni. Ma anche la lucidità, da quel che ho letto/saputo in questi anni, era impressionante.
Il profilo su wikipedia è stato immediatamente aggiornato. Si riporta anche la motivazione per cui ha voluto vivere solo gli ultimi anni, senza la sua ultima compagna, l'illustratrice Chiara Rapaccini. Da lei una figlia a 74 anni. Si può capire il discorso dello stare soli. Ma che durezza... Dubito che potrei vivere senza avere vicino la persona amata.
Ha voluto rimanere il più vivo possibile. E quando è stato informato che la malattia sarebbe stata pesante ha deciso di farla finita. E questa scelta ci riporta al dibattito sulla possibilità o meno di staccare la spina. Lui ha potuto e voluto scegliere.

Ho visto parecchi suoi film. Ma quelli che ho rivisto negli ultimi anni, da persona ormai matura (anzianotto qualcuno mi scherza) mi hanno pesantemente impressionato. Tra "I soliti ignoti" e "Amici miei" ci sono le due nostre italie: quella della speranza e quella della disillusione, dell'arrangiarsi per ottenere e del gestirsi per mantenere. Sono due film diversamente allegri e diversamente amari, che non hanno eguali nel cinema di oggi, dove non c'è la capacità o la disponibilità per fare un discorso "completo" sulla nostra società. E di successo, in grado di arrivare a tutti.

Mi chiedo chi oggi sta creando o ha recentemente creato opere popolari che ci rappresentano in modo così spietato e lucido. Mi riferisco a tutti i linguaggi, fumetto, teatro, canzoni, telefilm. A chi viene in mente qualcosa che abbia un tale peso? O forse dobbiamo guardare ad "opere assemblate" come le trasmissioni televisive, come Vieni via con me? Ma queste non si riguardano/rileggono come un film o un fumetto.

Che ne pensate?

PS Massimo Bonfatti aveva disegnato per lui il film mancato Capelli Lunghi e lo ricorda oggi con un post.

4 commenti:

GiovanniMarchese ha detto...

Spietato, lucido e popolare, hai sintetizzato alla perfezione, a mio modo di vedere, il lascito di questo grandissimo uomo, una eredità che secondo me noi narratori di storie sotto qualunque linguaggio siamo tenuti a osservare.

kingsimon ha detto...

ciao michele ginevra

MicGin ha detto...

ehilà! quanto tempo!

Anonimo ha detto...

l estremo collasso vince il destino,
decanta il passo amaro dell' esistenza fin da quando vinceva il canto amato,cosi amaramente non destinato si
incoraggia di condurre l esistenza senza dolore all ormai antico passato

convincendo che l esistenza è senza fato


per Mario Monicelli

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