domenica 19 dicembre 2010

VIVERE E SOGNARE


Cominciamo dalla fine.

Alle21,30 ero già a nanna, alla fine di una giornata intensa, ma piacevole o significativa per vari motivi.
Poco prima avevo visto Franca Valeri da Fazio.
Credevo se ne fosse già andata. Mi è venuto un mezzo colpo. Forse è stata colpa di una trasmissione su Rai Tre di qualche mese fa, dove si ricostruiva la splendida carriera televisiva e teatrale di questa donna straordinaria. Intelligente, acuta, piena di grande dignità, un'icona del riscatto che la donna italiana ha vissuto nel novecento.
E me la trovo ospite a Che Tempo che Fa. Superato il sussulto iniziale, mi siedo e ascolto. E mi viene una stretta al cuore. La Valeri ha il parkinson. Per questo è ancora più commovente la lucidità con cui risponde, la fierezza con cui sorride. Io ed Elena siamo rimasti molto colpiti. Ancora una volta una grande lezione di vita.

Ero arrivato in ritardo a cena, perché prima c'era stata un'iniziativa presso la sede di Tapirulan.
French mi aveva telefonato dicendomi che ci sarebbe stato un aperitivo per augurarci buone feste.
Non avevo guardato il loro sito, così è stata una sorpresa scoprire che c'era anche un incontro con uno scrittore.


Che si chiamava Alberto Grossi ed era di Parma. Presentato molto bene da Alberto Calorosi, questo Grossi ha rappresentato una bella sorpresa. Ma prima dovreste immaginarvi la situazione... La sede di Via Voghera è uno spazio molto piccolo, diciamo un quindici metri quadri. In quei quindici metri quadri c'erano: una personale di disegni originali di Guido Scarabottolo, un grosso divano da due per autore e presentatore, sedie per gli ospiti, scaffalature con i libri, tavolino rinfresco. E mano a mano che la presentazione procedeva, continuavano ad arrivare persone. E tutti quelli che entravano riuscivano in qualche modo a sedersi....! Alla fine eravamo almeno in venticinque, violando decisamente le leggi della fisica. Forse sarà stato merito anche del meraviglioso prosecco servito alla fine, veramente eccellente.
Comunque, lo scrittore mi ha convinto. L'antologia "Il cane lupo alla pompa di benzina" è composta da una serie martellante di racconti brevi. Quelli letti mi hanno dato l'idea di un filo conduttore un po' nostalgico rispetto a come si stava una volta, e un po' critico verso il come si vive oggi. Divertente anche un siparietto avvenuto con una signora del pubblico che ha "accusato" lo scrittore di tendere troppo a voler stupire il lettore. Ho pensato ad un'incomprensione generazionale. Perché invece io mi sono trovato molto in sintonia con il Grossi.


Siamo andati alla presentazione io e Valentina Mauri, reduci dall'Assemblea del Cfapaz, lei con in braccio la sua bella creatura, il Catalendario.
Bilancio preventivo e attività 2011. La dicussione è andata bene anche se alla fine, dopo quasi tre ore di riunione, si è un po' sorvolato sugli ultimi argomenti.
Mi piacerebbe scrivere più spesso del clima umano che si crea sempre al Cfapaz. Vedere dialogare, e addirittura scherzare, assieme assessori, volontari, autori, consiglieri comunali etc. è uno spettacolo. Ed è anche la dimostrazione che certe volte gli strumenti partecipativi e istituzionali possono funzionare bene.
Ddopo tanti anni di attività, il Centro è considerato una risorsa importante da tutti. Per questo motivo, ci sono le condizioni per affrontare i problemi che già stiamo vivendo. Il bilancio del Centro si compone di finanziamenti pubblici e autofinanziamento. Su entrambi i versanti ci sono criticità. Il Governo ha tagliato agli enti locali cifre incredibili. Al Comune di Cremona la mannaia porta via più di due milioni di euro. E sull'altro versante, stipendi che non crescono, persone che perdono il lavoro... anche pagare le quote di un corso o comprare un fumetto diventa sempre più difficile.
Eppure l'ottimismo non viene meno e anche nel 2011 riusciremo ad organizzare una serie di cosette interessanti e soprattutto utili. Faremo la nostra parte come sempre.


Ero uscito un po' presto per preparare le ultime cose per l'Assemblea.
Il pranzo a casa si era comunque svolto in modo sì caotico, ma anche divertente. Pensavo che i bimbi avrebbero mangiato il prosciutto e invece si sono scatenati su una coppa biologica, talmente buona, che si avvicinava al crudo! E poi tutte le altre cosette preparate con ingredienti bio o provenienti dal commercio equo solidale. Che costa di più, ma appaga meglio e ti fa sprecare meno.

Il sabato mattina giro sempre per i mercatini e i negozi bio.
L'azienda agricola di Stefano Maggio procura, per esempio, verze super, sedani molto saporiti e finocchi aromatici. E poi è sempre frutta e verdura di stagione.
Il negozio Magiostra della Chiara è pieno di diavolerie di ogni tipo. Non solo alimentari ma anche saponi, profumi, essenze etc. Certo, proprio i negozi di questo tipo hanno prezzi alti, perché la materia prima è selezionata e costa di più produrla, ma ci siamo resi conto che ne vale la pena. Su affettati, latte, pane, uova, pasta non c'è confronto.


Ieri mattina mi ero alzato presto per andare dal barbiere ed essere servito subito, in modo da fare tutte le cose previste per la giornata. A cinque alle otto ero lì davanti alla bottega, con il mio pacco di giornali e fumetti. Cinque minuti prima dell'apertura. Ebbene, la bottega era già aperta e due anziani erano già sotto i ferri, impegnando i due barbieri disponibili. Non solo. Mentre chiedevo la bici, un terzo cliente mi superava sul filo di lana...
Mi siedo sconfitto e comincio a sfogliare La Stampa, Cronaca, il Tex a colori di Repubblica, l'Almanacco del Mistero. E rileggo le cronache degli scontri, gli intrighi del Parlamento, le difficoltà della vita quotidiana. Chiudo velocemente i giornali e passo ai fumetti.
Mi tocca un barbiere diverso dal solito. Lui mi lascia leggere Tex, iniziando a conversare solo verso la fine. E mi chiede dei fumetti, del lavoro che faccio e salta fuori che il Centro Fumetto lo conosce bene e conosce anche alcune persone che lo frequentano.
I barbieri sanno tutto!


In realtà (realtà?!) questa lunga giornata era cominciata con un sogno.
Per questo prendo in prestito un immagine dal fumetto esistenziale di Sandman.
Ma quello che ho sognato è impossibile da descrivere. Ci provo lo stesso per condividerlo con voi.
Ho sognato di trovarmi un un'altra città, famigliare ma dal nome ignoto, in una zona dove vivevano persone che conosco veramente. Solo che le loro case erano speciali. Erano antiche, con vetri colorati. E all'interno arredi stranissimi, bellissimi, con spazi in alcuni casi immensi, con oggetti enormi e stranissimi. Ricordo una specie di gigantesca bolla ambrata, all'interno della quale c'era qualcosa tipo telescopio o giroscopio.
Alcune di queste case, in mattoni rossastri o scuri, avevano all'esterno delle vasche d'acqua, piuttosto complesse, ma molto belle.
Poi saltava fuori che dovevo prendere il treno e ripartire per non so dove. E la stazione era molto vicina a tutto questo.
Ecco, ci fosse un'applicazione in grado di stampare immagini del genere...

Non dico sia stata una giornata particolarmente eccezionale.
Eppure sarà una giornata che ricorderò molto più di altre.

Vale la pena vivere!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
su indicazione della signora Franca Valeri, di cui sono amico e produttore teatrale, desidero segnalare che la signora Franca Valeri non è affetta dal MORBO DI PARKINSON, bensì si tratta di un comune TREMORE ESSENZIALE (http://it.wikipedia.org/wiki/Tremore_essenziale) e, più specificatamente,TREMORE FAMILIARE in quanto ha una base genetica.
Un cordiale saluto.
Franco Clavari

MicGin ha detto...

grazie di cuore per la precisazione assai gradita. quando vedemmo quella puntata rimanenno impressionati per la forza della persona ed era spontaneo pensare a quella malattia. in rete si menzionava proprio il parkinson, e così ho scritto. questa attribuzione è presente ancora adesso su molti siti, tra cui wikipedia, che non sarà la verità assoluta però è piuttosto controllato.
http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Valeri
in bocca al lupo da parte nostra alla signora Valeri che per noi rimarrà sempre un mito!

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