domenica 31 gennaio 2010

ANGOULEME, ATTO FINALE

Provo sentimenti e sensazioni contrastanti. Non è la mia prima angouleme. Quasi dieci, sino ad oggi. Il problema di sempre, però, è il ruolo che si vuole ricoprire, per non correre il rischio di fare del semplice turismo, un lusso di questi tempi. Quindi bisogna affrontate i soliti nodi: il progetto, le risorse, e... l'investimento personale che si vuole garantire.

Il discorso della superiorità della Francia sull'Italia lascia il tempo che trova.
Anche perché tutto il mondo è paese, e anche un festival come questo può contribuire a coprire mali e sofferenze sociali. Non è un caso che un paio di mostre scomode fossero allestite presso l'alternativa Casa dei Popoli e della Pace, una sul caso di una fabbrica inquinante e l'altra sui Gitani. Invece, altri temi scomodi, come l'omosessualità di Fabrice Neaud, riguardando la sfera individuale, assumono un sapore diverso e possono dare ad una manifestazione un profilo artistico, l'ideale per garantire cerimonie e inaugurazioni.
Arte, mercato, personalità, equilibrio. Possono essere quattro parole chiave per spiegare il successo della manifestazione e del fumetto francofono.
In Italia, a parte la mancanza di equilibrio, le tre parole rimanenti assumono significati molto diversi.

Bene. E' ora di chiudere. Domani si ritorna e forse da martedì potranno riprendere le comunicazioni.
Intanto posso dire che lo stand del Cfapaz è andato piuttosto bene e che qui sono stati fatti tanti discorsetti interessanti. Che forse aiuteranno ad affrontare i nodi posti ad inizio post.

sabato 30 gennaio 2010

SINDROME DI BLUTCH

Semplicità, originalità, classe ed esaustività.
Sono alcune delle caratteristiche che si possono apprezzare visionando le mostre di Angouleme. Mica come... vabbehlasciamoperdere.
Poi ci sono i contenuti.
E la mostra dedicata a Blutch, per quanto "breve" mi ha lasciato attonito per la bellezza e originalità delle opere.

Non solo il bianco e nero, d'istinto, estro di getto, che conosciamo bene, anche per l'ironia, il sarcasmo. Ma anche con il colore (colore...) Blutch dà saggio della sua straordinaria arte.
E come i veri grandi artisti, sono proprio i soggetti femminili a far risaltare le sue capacità.

E ovviamente un bel video, ben girato e montato, da vedere tra un quadro e l'altro.

Ok.
Stop all'emozione.
In breve.
Museo meraviglioso per l'impostazione. Interessante il confronto operato con la mostra Cent pour cent, a cui ha collaborato per l'Italia Matteo Stefanelli. Suntuoso buffet in occasione dell'inaugurazione. Ho rivisto Munoz e Mattotti insieme. Le strade principali sono arredate con dei palloni rossi sospesi. E ora, con la neve che cade, è ancora più suggestivo.

venerdì 29 gennaio 2010

ANGOULEME E' NOSTRA!

Il gusto della Francy e della ChiaraO. ha consentito l'allestimento di uno stand carino e funzionale, approfittando della mia assenza per mal di schiena e dell'esistenza di cartolerie dotate di cosette sfiziose!
Ci troviamo accanto ad altri italiani: a sinistra Passenger, che sta raccogliendo molto interesse tra i visitatori, e Canicola, che in Europa è già da tempo una delle realtà più note.
C'è anche 001, il cui stand fa da base da appoggio per le relazioni tessute dall'intraprendente Antonio Scuzzarella. Ma al di là dei tanti italiani presenti (una sessantina di autori della scuola internazionale di Comics di Firenze!!!!!) è giusto ricordare il rilievo che la Bd continua ad avere in Francia. In edicola si trovano diverse riviste di attualità sul fumetto, bene impostate dal punto di vista giornalistico, con servizi fotografici e interviste che riguardano anche gli autori più difficili da raggiungere.
Finalmente oggi pome potrò visitare (soffrendo) il Museo de la BD, nuovo e vero.
Intanto, lo stand sta andando benino. Non solo si vende più che a Cartoomics, ma tante persone si fermano a sfogliare incuriosite. Come dire, delle persone veramente interessate al fumetto e ai contenuti proposti.
Nella foto qua sotto, una simpatica dedica disegnata di Salvatore Oliva, che si sta divertendo a giocare a nascondino con l'amico di sempre, Giorgio Zambotto, prob. ancora ignaro dello scherzetto...


giovedì 28 gennaio 2010

DALLA FRANCIA!

Che scalognaccia la schiena bloccata! Ma mi sono quasi ripreso (grazie Fabio e Monica) e la squadra Cfapaz funziona benissimo: Francy e Chiara O. sono super da ogni punto di vista.
Quindi, viaggio ok senza problemi, insediamento in appartamento eseguito, stand allestito, casella stampa ok, connessione internet a posto, primi acquisti eseguiti, vari contatti avviati, posso passare ad un po' di resoconto.
Per quel che possiamo percepire, tutto ottimamente organizzato. E già c'è pubblico. Paradossalmente, la prima cosa che ho fatto stamattina è stato esaminare i book di alcuni allievi della Scuola Internazionale dei Comics di Firenze, purtroppo non ancora pronti per l'arena francofona. Poi, dicevo, alcuni acquisti di autoproduzioni semplicemente ottime! Spero oggi pome di visitare finalmente il Museo della Bd. Un vero Museo. Vero. E ci siamo capiti...
Ma la prima news che vi dò, oltre a rivelarvi che Salva Oliva ha voluto scherzare gioiosamente con Giorgio Zambotto (i reportage francofoni dei due su Fumo di China sono stati sempre "the best"), vi annuncio che il sottile Matteo Stefanelli si è fatto prendere ed ha aperto anche lui un blog. Così il tasso intellettuale della rete sale un briciolo ed io ed altri ci sentiremo un po' meno soli... Andate a vedere e se volete che gli porti i vostri saluti... ce l'ho qui di fianco... ;-)
A presto!

lunedì 25 gennaio 2010

QUANDO LA POLITICA ITALIANA E' ANCORA VIVA, MALGRADO...



La cosa più bella sono le persone che stanno alle sue spalle.
Fossi stato pugliese, sarei stato con loro.
Pur rendendomi conto dei limiti che nonostante tutto anche Vendola ha.
Eppure.... cacchio....
Eppure.... cacchiaccio..! dico.... proprio uno come Vendola volevano sacrificare per fare l'esperimento con l'UDC?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?
Anche qua a Cremona, per trovare il candidato per la Regione stanno sgerlando....
Sob!

domenica 24 gennaio 2010

QUANDO IL FUMETTO ITALIANO E' ANCORA VIVO, SUO MALGRADO...

La notizia è nota.
L'ultimo Dylan Dog, sceneggiato da Roberto Recchioni e disegnato da Massimo Carnevale, ha richiamato l'attenzione dei media per aver toccato i temi della malattia, dell'accanimento terapuetico e dell'eutanasia.
Naturalmente, lo stesso Roberto Recchioni ha informato tramite il suo blog il migliaio di persone che lo segue quotidianamente, replicando con dignità e ironia, sia al Sottosegretario Roccella che a disinformati e imbarazzanti giornalisti.
Rimando quindi al suo blog per conoscere punti di vista, reazioni e quant'altro. Da notare che la casa editrice non è ancora intervenuta, lasciando che si esprimesse l'autore, circostanza questa abbastanza insolita.
Provo invece a proporre qualche riflessione più di fondo.

Antonello Caporale, su Repubblica di oggi, nella sua tagliente rubrica intitolata "Breviario", riporta una delle frasi pronunciate dalla Roccella: "Sull'eutanasia non è vero quel che dice Dylan Dog". E' una frase surreale. Come dire "Non sono d'accordo con Pinocchio" Oppure "Questa volta Spiderman ha sbagliato". Ma la Roccella non è pazza. La sua dichiarazione ci dice che il confronto è tutto simbolico. Dylan Dog, anche se è un personaggio dei media, vale quanto Grillini o Ezio Greggio o Alba Parietti. Vale quasi quanto un politico noto... All'interno della logica di marketing politico, Dylan Dog può fare opinioni. E quindi, indirettamente, potenzialmente, muovere voti.
Ma soprattutto li muove la Roccella, prendendo a puro pretesto Dylan Dog.
Poi, lanciato il sasso, ecco la valanga. Rimanendo in ambito fumettistico, l'abbiamo visto poche settimane fa con la Ministronza di Spataro. E qualche mese fa, un lavoro di Sara Pavan è stato srumentalizzato in modo incredibile (rimando al blog di Plazzi).
Il fumetto, da tanto tempo, si presta perfettamente per interpretare il ruolo di corruttore o pietra dello scandalo.


Questo modo di fare opinione, di fare politica non mi piace e non ci piace. Ma ci dovremo fare i conti a lungo.
Nel frattempo, ecco un fumetto tradizionale italiano, seriale, basato su personaggi, impostato su storie lunghe pubblicate con cadenza seriale, venduto ad un prezzo contenuto, in tutte le edicole, cioè nel circuito commerciale più importante, ecco, dicevo, un fumetto tradizionale italiano che fa parlare di sé, conquista l'interesse dei media e quindi della opinione pubblica.
Questo albo sembra aver messo d'accordo un po' tutti.
E' piaciuto.
E non certo perché difendesse l'eutanasia. Anche perché non la difende per niente...
Ma riesce a centrare tutti gli obiettivi: fare intrattenimento, stimolare la riflessione senza imporre punti di vista, stare nell'attualità.
E rimanendo nella tradizione Bonelli. Un buon prodotto che rimane nel solco della tradizione, rinnovandola il giusto.
Dando per acclarata la bravura di Carnevale, Mater Morbi ci consegna un autore finalmente maturo che si trova nelle condizioni professionali di dare veramente.
Sino ad oggi Roberto Recchioni ci ha mostrato solo parte delle sue potenzialità. Ci ha divertito e fatto arrabbiare. Ci ha emozionato e deluso. Ma ora è sostenuto da una vera struttura editoriale, possiamo sperare che sia sbocciato un ottimo scrittore di fumetti.

Voglio mandarte a Roberto un forte in bocca al lupo personale, che la salute lo assista sul serio, e che ci dia ancora storie e personaggi così.

ps immagini trovate in rete, correlate alla parola chiave "Eutanasia". Mi dispiace non aver reperito gli autori. Magari rimedierò...
ps2 ho rieditato alcune parti, mezz'oretta dopo la pubblicazione del post.

venerdì 22 gennaio 2010

ANCORA UNA VOLTA

Ad Angouléme.
Ancora una volta. Potrebbe essere la nona.

Dal '95 al '99 con stand nell'area internazionale. Che viaggi! In treno, incontrando il clan di Laura Scarpa o Salvatore Oliva, che non conoscevo, ma che mi conosceva lui. E le traversate in auto, con l'affidabile Cauzzi, capace di guidare per dodici ore quasi consecutive.
Ricordo ancora quando qualcuno ci disse che i nostri Schizzo Presenta, quelli con Staffa, D'Agostino, Zattera... erano un po' troppo commerciali. Mentre Sergio Rossi scriveva su Fumo di China che erano incomprensibili.
Il fascino per gli splendidi allestimenti delle mostre. La scoperta di un vero Museo del Fumetto e di un Centro Nazionale con una trentina di dipendenti.
Però non mi piaceva più il modo con cui partecipavamo. Poco concreto.
Basta con lo stand, fino a quando non si sarà in grado di tornare con uno spirito rinnovato.

Come visitatore altre tre volte.
E' il 2003. E quelli del Comicon sono stati capaci a portare la nostra Futuro Anteriore proprio ad Angouléme (e in seguito in Corea!). Giusto esserci come rappresentanza. Che situazione! C'era pieno di italiani. E naturalmente editori nuovi, collane nuove, autori straordinari. Però il festival inizia a perdere qualche colpo. Nell'aria si sentono polemiche. Ma rimane lo stesso una super manifestazione. Tra l'altro hanno rifatto il teatro. Suggestivo ma cadente il precedente (ricordo una mostra dedicata a Pratt). Meraviglioso il nuovo. Costruito da un anno all'altro. Mica come in Italia...
Ancora nel 2005 (o 2006) e nel 2007 (o 2008). Sempre come visitatore, tentando di portare le nostre produzioni e acquistando un po' di saggistica per la biblioteca, sempre curiosando qua e là per imparare.

L'anno scorso finalmente qualcuno del Cfapaz viene con me. Il Fusari e la Follini (link qua a fianco) vogliono vedere come stanno le cose. Ne viene fuori un viaggione che rappresenta un piccolo punto di svolta per tutti e per il Cfapaz. Finalmente non sono più il solo ad aver visto...
La Maison des autors per esempio... un pensionato finanziato dallo Stato francese a disposizione degli autori che hanno bisogno di un periodo sabbatico per riprendersi e tornare a creare. Mica come in Italia...

Quest'anno si torna ancora e... si prende lo stand!
Nell'area alternativa, l'unica alla nostra portata economica. Ma è anche giusto, visto le nostre particolari produzioni. Il Fusari è infortunato. Veramente peccato! Mi mancherà parecchio. Ci sarà invece la Francy, che da poco ha una pagina di fans su Facebook!, e la nostra super volontaria del Servizio Civile, Chiara. La tenacia della Francy e la potenza della Chiara saranno le nostre migliori armi.

Però sento molto questa trasferta e le conseguenti responsabilità mi stanno togliendo il sonno. Grazie a questo blog posso fare un po' di esorcismi: la famiglia lontana, il lungo viaggio da affrontare, le relazioni da gestire, lo stand e le pubblicazioni da valorizzare, il materiale da preparare, gli acquisti che non potrò fare. Soprattutto il viaggio e le relazioni. Ne farei volentieri a meno. Mi piacerebbe andarci in incognito, mettermi in fila per le dedicace, scrutare gli stand senza essere riconosciuto, rivolgermi agli autori e fare le domande più ingenue e beate, trascorrere tanto tempo a vedere le mostre e leggere tutte le didascalie, partecipare agli incontri come spettatore, assaggiare tutte le birre e i vini dei bistrot. E magari fare tutto ciò con la famiglia al seguito, facendo da guida turistica tra le vie del centro storico, rievocando i tanti episodi belli di questi anni. E mostrare loro le splendide veduta panoramiche circostanti (Angouleme sta in cima ad un cole).

Invece ci sono le responsabilità. E ci sono dei risultati da raggiungere, che, nonostante la presunta esperienza (appunto, c'ero dal '95...) sono tutt'altro che scontati.

Ok... ora finisco di leggere Magico Vento e posso finalmente addormentarmi.

giovedì 21 gennaio 2010

AVATAR, PARLARE A RAGION VEDUTA


(premessa: nel testo seguente ci sono accenni di spoiler...!)

Ok. Il film merita di essere visto.
Le immagini sono stupende. Il pianeta Pandora è meraviglioso. La storia ha una sua etica e rivela lo straordinario senso di colpa della nostra occidentalità che, anche nel futuro, anche su altri pianeti, proseguirà l'opera di spoliazione e sfruttamento che ben conosciamo.
Il film, come sempre nello stile Cameron, alterna adrenalina pura e sentimento, con almeno due scene a rischio lacrime. Mi sarei lasciato andare anch'io se non avessi avuto davanti degli esseri azzurri con la coda.

Gli attori capaci il necessario. Non erano mostri sacri prima, Sigourney Weaver* a parte, dubito lo diventeranno prossimamente. Ma abilissima la regia e tutto lo staff autoriale.
Qui, appunto, il ruolo degli autori, grazie alle tecniche digitali, può mettere su schermo ormai qualunque cosa. Non solo paesaggi, mostri, universi che non sono una novità. Ma le espressioni dei protagonisti sono efficacissime anche al di là e nonostante le capacità degli attori.

E naturalmente, quanto scritto prima di vederlo un paio di post fa, è stato splendidamente contrastato dalla realtà della visione. La storia mi è piaciuta più del previsto. Invece il 3D è meno incredibile di quanto ci avessero fatto credere. Il film è stupendo anche in visione tradizionale. Certo, quando le scene sono lente, puoi apprezzare meglio la tridimensionalità degli ambienti, soprattutto all'inizio. Ma durante le scene veloci, di combattimento, non ci badi più di tanto
Dunque, la mia previsione relativa ad un passaggio di tutte le piattaforme dotate di schermo in 3D si avvererà forse, e se sì con tempi più lenti.
Rimango invece convinto che il fumetto potrà trarne ulteriore vantaggio.

Qualche difetto nella storia però c'è.
Alcune scelte individuali dei protagonisti sono troppo inverosimili. Eppure indispensabili alla prosecuzione della storia, come si può vedere per il pilota interpretato da Michelle Rodriguez.
Il film, ad un certo punto, sfugge di mano, per dare ovviamente spazio alla battaglia, al coraggio, alle emozioni, alla vittoria impossibile dei buoni contro i cattivi.
Dunque, Avatar si può vedere. Merita di essere visto.
Ma ricordandoci che è solo puro intrattenimento, completamente privo di una sua portata morale e politica. Avatar non cambierà il mondo. Anche se può aiutare ad eleggere un Obama.
Ma non può avere conseguenze.
Perché quanto si racconta nel film, cioè la favola in cui il potere economico cattivo e immorale distrugge una civiltà nativa empatica con il suo mondo, ci consegna definitivamente un nuovo mito (già raccontato in tanti film, libri e fumetti) rielaborato in chiave globale. Un mito, appunto, che ci ricorda non quello che l'uomo potrebbe fare e non dovrebbe.
Ma tutto ciò che ha già fatto.
Purtroppo né i pellerossa, né gli etiopi, né gli aborigeni australiani, né gli indios yanohama hanno potuto contare su cattivi che passavano dalla loro parte e su una natura capace di rivoltarsi con loro.
Ed è andata a finire come sappiamo.

* Incredibile! Nella prima stesura di questo post, ho scritto, dove avete visto l'asterisco nel testo, Susan Sarandon... Invece, Drink mi segnala "ehm... Sigourney Weaver non Susan Sarandon...". Evidentemente è stato colpa del 3D... Per tutto il film ho creduto di vedere la Susanna e invece era la Sigurna... In 2D non mi sarei certo confuso! Forse...

lunedì 18 gennaio 2010

300 + 1

Ogni cento albi ne esce uno a colori.
E' la tradizione degli albi Bonelli, quasi mai violata.
Quindi vanno festeggiati anche gli ognicento post.
Solo che questo è il 301 e non ricordo se ho festeggiato il 100 e il 200 (beh, va a vedere, no?!?!).
Beh, fa lo stesso... festeggiamo!
Ieri (sabato 16/1), al termine di una produttiva riunione al Cfapaz, abbiamo tagliato l'ultimo panettone della stagione. Ne ho mangiato due fette e giuro che mi sono contenuto con sofferenza per non mangiare la terza. E' un vero peccato che appetito e salute non vadano completamente d'accordo... Praticamente, dopo il giro di boa dei 25 anni, il nostro apice fisico, buona parte di ciò che mangiamo complotta contro di noi.
E il glutine... e gli zuccheri... e gli alcolici... e i salumi... e i fritti... e le associazioni sbagliate... e i conservanti ... Persino l'acqua che beviamo, i radicali liberi, l'esposizione al sole...
E infine, le diete talebane del Dott. Mozzi...
E' veramente durissima.
Per questo ho gioito oggi pomeriggio (17/1) quando gli zii di Elena sono venuti a trovarci con un cabaret di frittelle e chiacchiere! Che bella coincidenza! Ieri l'ultimo dolce natalizio e oggi il primo carnevalizio.
Unica nota stonata, il "ciccio" ha un po' di gastroenterite e abbiamo dovuto crudelmente opporci alla sua gioia di treenne golosone. Qualcosa è riuscito a sbafare (pagano quasi subito) ma è cmq un'ingiustizia.

Intanto sto ascoltando Jamiroquai su Youtube. Mi intrattiene bene la musica ritmata, un po' funky, un po' jazz. A casa nostra, in questi giorni, va invece forte un bel dvd dedicato a De André, allegato alla raccolta di tutti i testi delle sue canzoni, uscita qualche anno fa per Mondadori. Viola, cinquenne, guarda con interesse il concerto live pubblicato, di grandissima qualità e canticchia alcune delle canzoni più difficili. Marcolino, il "ciccio", è un poco più distante e rivendica i cartoni, scontrandosi dialetticamente con ciò che chiama Andre, con l'accento sulla A...

Ma appunto, comincio ad essere un poco ossessionato da due temi: ora che tantissimo è a disposizione quale percorso posso costruire per l'educazione dei nostri figlioletti? Cioè, quale percorso coerente possiamo immaginare? Certo, già loro respirano quanto si sono trovati attorno. Curiosano, esplorano, si informano, cominciano a commentare...
Ma c'è anche l'altro tema complementare: ha ancora un senso il percorso umanistico predisposto dal nostro sistema scolastico? Già i dubbi sulla Storia che ci hanno insegnato, che ho saputo ripetere diligentemente conquistando 7 e 8, sono numerosi. Già la scelta di non sincronizzare Le Storie della Musica, Religioni, Arte, Società, Economie, Guerre...
Ma... ma... tutta la letteratura del 900, che non sarebbe solo scritta...!? Non dico di farsi influenzare dagli uffici stampa degli editori, ma qui ci sono enormi problemi da affrontare in termini di scelte. Scelte di autori, opere, brani, generi... E in che ordine presentarli.

Però in rete c'è tutto.

Prima pochi scrivevano per tanti. E prima ancora tutti raccontavano e tramandavano con rispetto e timore.
Oggi tutti scriviamo per i non pochi che ci stanno attorno.
Non illudiamoci però, senza struttura commerciale difficile arrivare molto più lontano dei nostri 100/500 amici su facebook.
Però abbiamo modificato i nostri comportamenti. Per rapportarci con gli altri... usiamo la tastiera... Certo, faccio parte di una comunità virtuale, composta da persone che appartengono a luoghi e tempi diversi della mia vita.
Prima frequentavo coloro che stavano attorno a me "qui e ora". Prima...

Mattarozzi, Gigliotti, Carboni, Lazzari, Omodei: sono i primi cognomi dei miei compagni delle elementari che mi vengono in mente.

Sbrosi, Duchi, Maffezzoni, Pagliari, Bissolati, Salti, Bevilacqua, Venturini: medie.

Bianchini, Corbari, Zanotti, Cigoli, Valecci, Valorsi, Donati, Uggetti, Bazzana, Bertoglio, Cigala, Rizzi...: le superiori.

D'Auria, Fiorentini, Mazzini, Maris, Zanotti, Allegri, Bodini, Paolini, Bonali: gli scout.

E poi l'Università, le attività estive del Comune, l'Arci, la FGCI politica, la FGCI degli arbitri, il Cfapaz... e tante altre situazioni... Fino ad un certo punto sono state vissute e lasciate alle spalle, in fondo senza rammarichi o nostalgie particolari, perché si è sempre fatto di meglio.
Ma ora, la rete me li fa ritrovare tutti. Almeno potenzialmente.

Mi sento altrettanto re-invaso dall'immaginario collettivo di cui mi sono nutrito. Tex e i Pink Floyd rimangono sempre presenti. Accanto a loro si sono aggiunti tutti gli altri, da Kaki King a Chris Ware. Un invasione che non è solo mentale, ma è anche fisica: in casa convivono ormai i supporti più diversi: vinili, cassette, CD, Dvd, pennette, fotocopie, serigrafie, litografie, ritagli di giornale, spillette, adesivi, libri di ogni formato e rilegatura, biglietti da visita...

Quindi, riassumendo: 301 post in circa due anni. Quasi 500 amici su facebook, che riassumono buona parte della mia vita passata e presente. Una partecipazione contenuta su forum e sui blog altrui. Meno male che tutto ciò accade adesso che ho 44 anni. Considerando gli errori fatti in alcune circostanze anche recenti, meno male che tutto ciò non era a mia disposizione vent'anni fa...!!!!

Quindi, in realtà non sono in rete per promuovermi, parlando di fumetti. E' successo qualcos'altro. Mi sto lentamente rileggendo. In attesa di sistematizzare quanto ho accumulato fino ad oggi. Non so ancora se per proseguire o ricominciare altrove.

Intanto, due sorprese, per festeggiare.

Qui il mio nuovo blog! Se mai lo aprirò (è un po' complicato) vorrei utilizzare il nuovo per parlare di narrazioni grafiche e proseguire questo come diario quotidiano. L'individuo dietro di me è il buon Gigi. Lo scatto è mio, presso il Teatro del Giglio all'ultima Lucca. La cosa curiosa è che questo blog ancora vuoto registra delle visite... 12 il 7 gennaio...

Qui invece il mio nuovo sito, dove vorrei pubblicare e riordinare i tanti articoli scritti un po' ovunque. La foto propone un boucquet dei meravigliosi formaggi della cascina Lagoscuro (Mozzi, tiè!!!). Qui l'aggiornamento sarà un poco più problematico, dato che non ricordo più la password...

Dunque vedete ancora ben poco: solo le home page. Il resto prossimamente...
Se mai riuscirò a realizzarli sul serio...
;-)

ps: acc... dannaz... malediz... non ho detto nulla su argomenti trattati, chiavi di ricerca, post particolarmente apprezzati o il contrario... vabbeh... alla prossima.

domenica 17 gennaio 2010

AVATAR, PAROLE A VANVERA

Oh, chebbello pontificare su qualcosa senza averla ancora vista...
Avatar di James Cameron, in preparazione da almeno dieci anni, cambierà il cinema, cambierà il modo di fruire l'intrattenimento, sarà un'esperienza sensoriale dopo la quale niente sarà più come prima.

Succede come nel mondo del fumetto (come nel mondo dei prodotti). Corriamo ad acquistare il nostro fumetto già contaminati dal paratesto che ci hanno sbrodolato addosso.
Così i film e Avatar, che "non si può non vedere".

Allora, così per divertimento, voglio provare a mettere giù qualche riflessione, tanto per vedere un domani cosa ho imbroccato, cosa ho equivocato, cosa non ho capito e come mi/ci hanno fregato ancora una volta.

Innanzitutto la storia. Non mi aspetto nulla di innovativo. Il bene contro il male nella versione moderna. Il male incarnato dalle corporation, crudeli, impersonali, infallibili, immorali. Il bene dall'individuo che faceva parte del sistema ma che sceglie di mettersi dalla parte dei più deboli, riscattando sé e l'umanità. Oggetto del contendere la natura da sfruttare. In genere, bene e male sono ovviamente americani. Tanto per sottolineare ancora una volta che noi siamo solo gli spettatori paganti. In questo caso, penso che la scoperta di un nuovo pianeta rientri nel tema più ampio della nuove frontiera e del rapporto con essa. Prima era da conquistare per poterci portare le nostre speranze, rimuovendo psicologicamente e materialmente chi vi risiedeva prima di noi. Oggi invece sarebbe da rispettare, tutelare.
Vedrò tutto questo?
Vedremo.

Gli attori. Non ho neanche badato chi sono. Ma ha importanza chi sono, con un film del genere?
Vedremo.

La visione in 3D. Non è una novità. Ma questa volta tutto è stato assemblato alla grandissima, si dice. Per cui ipotizza che chi vedrà Avatar in 3D non potrà poi più tornare al bidimensionale come nulla fosse.
Sapremo.

Quindi l'obiettivo del film mi sembra chiaro: lanciare la nuova piattaforma mediatico - sociopsicologica di intrattenimento della prima metà del nuovo secolo.
Ho quindi il netto sospetto che i dieci anni necessari per la lavorazione del film siano in realtà serviti anche per preparare le nuove apparecchiature che ci permetteranno in futuro di produrre e fruire in 3D: non solo cinema, ma anche TV e computer e computer. E chissà cos'altro. Diciamo tutto quanto possiamo vedere su uno schermo in 2D è destinato a passare in 3D nel giro di, mettiamo, dieci anni.

Avatar simboleggia questo nuovo upgrade planetario.

Forse sarà più divertente per tutti. Forse più istruttivo. Sicuramente molto più emozionante. Basti pensare alla possibilità di produrre porno in 3D...
Dunque un virtuale che assomiglia sempre più al reale. Un virtuale che di fatto diventa reale. Come vivremo questa contraddizione? Ci ridurremo a soli spettatori-consumatori? E il protagonismo, la partecipazione, la creatività?
O sto solo esprimendo l'ansia, la paura che si manifesta regolarmente per il nuovo, come è successo, per dire, con la bicicletta e i viedogiochi?

Ma forse esagero. E' solo intrattenimento. Che certo non potrà essere, presumo, creato da autori e registi (registi?) indipendenti e alternativi, almeno per un po'.

E il fumetto?
Di fronte ai precedenti upgrade il fumetto era stato dichiarato preventivamente sconfitto, morto ammazzato, irrecuperabile. Ma siamo ancora tutti qua, magari con meno copie vendute, ma con un numero di titoli e uscite mai viste prima. Il seriale si è riconfigurato in più moduli. E l'autoriale classico si è evoluto nel graphic novel, che allungherà di parecchio la vita del fumetto, anche nonostante il 3D.
A proposito, i fumetti in 3D c'erano già, magari più come originale diversivo che come pratica regolare. Perché se compri un fumetto in 3D a prima vista vedi le linee dei colori sfasati, che non è un bel vedere. Devi compiere un passaggio logico in più, non necessario quando entri in sala con dotato di occhialini.
Si innoverà anche in questo caso? Avremo fumetti in 3D di nuova concezione? E se sì, come la metteremo con lo spazio bianco, il fumetto ha le sue regole e tutta la compagnia di certezze a cui ci si aggrappa quando si parla (a vanvera) di fumetti?
Vedremo...

venerdì 15 gennaio 2010

FOSSI COSI' FORTE...




Ma guarda po'...
Da Ponyo approdiamo a Nausicaa e poi mi viene in mente "Sei forte papà" e scopro che esiste questo semplice ma efficace cartoncino animato.
Ci facciamo tutti e tre una bella cantatina, pensando a questo papà morandiano che salva gli animali.

La realtà è un po' diversa... Ho diverse defaillance fisiche e intellettuali. Anche perché sul lavoro, che non è solo lavoro, ci sono problemini di vario tipo, che vedono interagire livelli tra loro lontani e avversi come politica e razionalità, aspettative e realtà, affetti e antipatie, strategie perfide e reazioni istintive.

Tutto dipenderà molto dal contesto. Non credo agli eroi. Però so che qualcuno deve metterci qualcosa in più. Per questo ci sto. Tutto il resto però non dipenderà solo da me.

ps post 299. Il prossimo è il 300...

lunedì 11 gennaio 2010

UNA BELLA FESTA CON TAPIRULAN!

Sabato 9 gennaio tour de force cremonese con incontri di lavoro, ale fusari al Games Accademy e infine presentazione e premiazione Calendario 2010 Tapirulan!
Nella foto di Corrado mi vedete mentre agito le manine di plastica a 'mo di applauso!
Alla mia sinistra il prestante Andrea Gualandri e il mitico French, autore di una performance notevole, condita di genialità, battute e gaffes (meno del solito, va detto!) che hanno reso il pomeriggio molto simpatico! Noi del Cfapaz abbiamo fatto la nostra parte, ma i complimenti vanno tutti all'Associazione Tapirulan che, anche questa volta, ha operato con gusto, simpatia e intelligenza.

Per pura pigrizia, copio e incollo il testo della newsletter del Cfapaz!


CHE BEL SABATO, CON ALE FUSARI E TAPIRULAN!

Il maltempo avrebbe potuto condizionare negativamente gli eventi cremonesi in calendario sabato scorso: l'incontro con Alessandro Fusari al Games Accademy e l'inaugurazione della mostra del Calendario 2010 di Tapirulan, premiazione compresa.
Invece, il pubblico ha partecipato!

Piena la saletta del Games Accademy, dove il nostro Alessandro Fusari ha preparato una serie di slides molto tecniche con le quali ha rivelato i segreti che stanno dietro alle sue splendide tavole, concludendo con una bella sorpresa: la prima tavola di un nuovo progetto a cui sta lavorando e che per la prima volta non è destinato alle pubblicazioni del Cfapaz. Un bel segnale, sia per il nuovo stile che sta sperimentando, sia per la maturità che l'autore sta raggiungendo. Da parte nostra la soddisfazione di aver sostenuto un autore ormai pronto per affrontare sfide sempre più impegnative.

Stracolma la Sala Alabardieri di Palazzo del Comune!
Il Presidente di Tapirulan, Fabio Toninelli, ha condotto l'inaugurazione e la premiazione in modo decisamente brillante, contribuendo a creare un'atmosfera piacevole, che ha divertito tutti i presenti. A cominciare dalle autorità locali, Vice Sindaco e Assessore Politiche Giovanili, intervenute per valorizzare l'iniziativa. Presente anche l'illustratore Tony Wolf, notissimo autore che, pochi sanno, è un cremonese.
I premi in concorso sono andate alle bravissime Sara Gavioli (Premio Popolare, cioè navigatori di internet) e Daniela Volpari (premio della critica). Ma il livello del concorso è stato molto alto. E c'erano altre opere (Arianna Papini, per fare un esempio) certamente di caratura non inferiore.
Forse occorre prendere atto che il Concorso Tapirulan, per numero di partecipanti (350) e livello tecnico è ormai diventato uno dei più importanti concorsi del settore. Toninelli ha infatti auspicato che Cremona possa diventare un punto di riferimento per l'illustrazione così come lo è già per il fumetto.
Assente il Presidente del Cfapaz, per un imprevisto, è toccato a Michele Ginevra portare il saluto del Cfapaz e ricordare l'importanza del contributo dato dal grande Sergio Toppi e da Francesca Zoboli (TopiPittori), entrambi assenti, che hanno fatto parte della giuria.

Si diceva dell'atmosfera piacevole... Quelli di Tapirulan dimostrano sempre gusto e originalità... L'anno scorso i diplomi di partecipazione erano legati ai dei palloncini colorati. Quest'anno sono state invece distribuite al pubblico delle manine di plastica, che, agitate, producevano un suono tipo applauso...! Potete immaginare il festoso chiasso che ha seguito la presentazione di ogni autore o gli interventi pronunciati...

Per conoscere o rivivere alcuni dei momenti più belli del pomeriggio, cliccate sulla fotogallery pubblicata sul sito dell'associazione by Fabio Iaschi oppure by Corrado Ignoti

Ricordiamo infine che il bel calendario 2010 è ancora disponibile: presso le edicole cremonesi (in questo caso a soli 6,00€!!!) e presso le sedi di Tapirulan e del Cfapaz. Può anche essere spedito su richiesta. Ecco come.

sabato 9 gennaio 2010

LO SCORRERE... DELLE SCALE

Sob... devo rinunciare alla cena con gli illustratori di Tapirulan... I doveri famigliari hanno avuto la precedenza. Nulla da eccepire, dato che Elena doveva andare con un'amica a vedere una di SOS Tata in visita a Cremona... Visto però che i bimbi sono "già" a letto posso parlare di una cosa che covo da un po' e che ha a che fare indirettamente proprio con Tapirulan...

Ci ho messo un po' perché abito qui dalla fine del 2003... Ma da una delle finestre del nostro appartamento si vedono le scale del palazzo di fronte. Si vedono molto bene, soprattutto di sera, quando si accendono le luci interne. Così mi capita di girarmi verso la mia finestra, guardare all'esterno e vedere le scale del palazzo di fronte, scale che quando ero piccolo ho percorso più volte per andare a trovare l'anziana Zia Amelia. Quando ci abitava lei, siccome era povera, l'immobile era molto più trascurato. Poi finì in un appartamento del Comune, sino a quando, persa l'autosufficienza, non restò che l'ospizio. Nel frattempo quel palazzo è stato ristrutturato ed è diventato una residenza di buon livello. Quelle scale non sono esattamente quelle che percorrevo io almeno trent'anni fa. Ora sono più belle ed illuminate.
Ma sono a mia vista. E mi sembra di vedere il mio fantasma di ragazzino che sale, talvolta un po' di malavoglia, pensando alla zia che non parlava molto, talaltra più contento, pensando al the e biscotti. Ricordo un appartamento buio, con mobili in legno povero, e un pavimento di pietra ruvida, non sempre livellato.

Dunque, la mia finestra che diventa uno schermo capace di visualizzare un pezzo del mio passato... Questa suggestione è diventata forte dopo aver visto uno dei vincitori del concorso fotografico di Tapirulan. A parte la genialità di inventare due sezioni, una dedicata alle foto orizzontali e l'altra a quelle verticali... sono rimasto colpito dalle opere di Franco Monari.
Uno dei suoi soggetti preferiti, a quanto pare, sono proprio le scale... Ha partecipato al concorso con due scatti e con uno di questi ha vinto proprio la sezione A, quella verticale...

Se andate sul suo sito, trovate delle gallery dedicate a luoghi abbandonati. Le immagini possono essere definite intriganti o inquietanti. Comunque le si recepiscano, non lasciano indifferenti. Non voglio scrivere altro per non apparire banale, visto che la fotografia non è certo il mio campo. Ma non posso rinunciare ad esprimere le sensazioni forti, intense, che quelle foto mi suscitano. Innanzitutto per le geometrie speciali. Poi l'autore è stato capace di registrare delle luminosità particolari, straordinarie anche quando la stessa foto è pubblicata sia in b/n che a colori. Infine è il concetto stesso di scala, che richiama lo scorrere avanti e indietro del tempo. Il tempo delle persone. Che magari non ci sono più.

L'arte è ricerca. Sia per l'artista che la pratica che per lo spettatore che ne fruisce.
Un concorso che ha prodotto una selezione di opere, esposte in mostra, raccolte in un catalogo, che mi è capitato tra le mani, mi ha permesso di ritornare consapevolmente indietro nel tempo.

venerdì 8 gennaio 2010

BEST 2009: L'ASSOCIAZIONE PIU' GANZA

Scherzo... è per mantenere il ritornello degli ultimi post...!
Domani giornata campale a Cremona: prima alle 16.30 con Ale Fusari al Games Accademy e poi alle 17.00 tutti da Tapirulan!
Olè!

giovedì 7 gennaio 2010

BEST 2009: IL LIBRO PIU' IMPORTANTE

Ho avuto modo di conoscere l'autrice, Antonella Agnoli, che mi chiamò almeno un decennio fa a condurre un laboratorio presso la Biblioteca di Spinea, che allora dirigeva (tra l'altro, in quell'occasione, ho scoperto successivamente di avere avuto tra i miei "allievi" Piero Macola). Tornando ad Antonella Agnoli, personaggio senza dubbio speciale, ho potuto apprezzarne il rigore, la competenza e la lucidità.
A Pesaro ha realizzato una biblioteca di pubblica lettura concepita su basi nuove che ha visto iscriversi qualcosa come un terzo della popolazione locale...! Leggere qui, qui e qui.
Questo libro non è solo un bilancio della propria esperienza, ma è anche una preziosa guida che ci spiega come valorizzare un servizio che sembra sempre più in difficoltà a causa della digitalizzazione della comunicazione. Solo che questo processo di digitalizzazione ha assunto un profilo pesantemente commerciale, e quindi discriminante ed esclusivo. C'è poi il discorso delle politiche di settore, che sembrano non cogliere le potenzialità di sviluppo di questi servizi.
Le nuove biblioteche possono trasformarsi nelle nuove piazze del sapere, dove conoscenza e relazioni costituiscono opportunità a disposizione di tutti.
Mi sento in sintonia con il pensiero dell'autrice, dalla quale avrei molto da imparare, semai ne avrò la possibilità.
Ma già per conto mio avevo capito (grazie anche alle progettualità presenti nel mio territorio) che una biblioteca oltre a conservare deve saper proporre, essere viva, consentire l'aggregazione, le relazioni, coniugando semplicità e modernità... Senza questi valori, il Cfapaz avrebbe probabilmente chiuso da tempo. Mi piacerebbe che questo libro lo leggessero gli operatori del fumetto, affinché percepiscano la distanza siderale tra come si custodisce e si propone il patrimonio fumettistico e come invece si potrebbe fare se si mettesse al centro del progetto il lettore e non la venerazione al limite dell'esoterico di un passato che ormai non c'è più.

Mi piacerebbe che lo leggessero anche gli attuali politici...

BEST 2009: COLPITO NEL PROFONDO

La serie Walking Dead, in Italia per Saldapress, mi inquieta costantemente.
E' la migliore serie a fumetti di questi ultimi anni. Però essendo apparentemente strettamente di genere, non se ne coglie la portata.

Sono rimasto scosso anche dalla lettura di due romanzi: La solitudine dei numeri primi ed Emmaus di Baricco.
Le tre opere, molto diverse tra loro per intenti, linguaggio, stili, tirano però pesanti pugni allo stomaco del lettore.
Poi c'è sempre la realtà a superare la fantasia.
Però la fantasia è più strutturata.

Dimenticavo La confraternita dell'uva. Ma qui andiamo in un certo senso sul tema famigliare.

BEST 2009: LE SODDISFAZIONI PIU' BELLE (IN AMBITO COMICS!)

Giusto citarne diverse:
- Il viaggio ad Angouléme con Francy e Alessandro
- La pubblicazione del secondo Gaki, a cui nessuno credeva ;-)
- La pubblicazione di Rose, il gioiello che Anna Merli realizzo nel corso della nostra 24 Hic del 2006
- La preparazione di Futuro Anteriore Giallo e Fumetti Partigiani

Ma al top sta la riuscita definitiva della Self Area, che al suo terzo anno si è affermata come uno degli spazi migliori della manifestazione. Un modello, non perfetto, ma più che soddisfacente di collaborazione tra Cfapaz e Lucca Comics, che ha avuto un esito concreto: mettere a disposizione uno spazio accessibile per presentare, sperimentare e incontrare, magari vendendo anche.

Ps: la foto è prelevata da questa Gallery!

BEST 2009: IL TEMA PIU' RICORRENTE

Non saprei neanche dire quante volte ho avuto occasione di discuterne. "Non ricordo più niente...". "Ho problemi di memoria...". Le donne sembrano vivere questo problema con un'apprensione speciale, che prende la forma di una delusione che porta frustrazione. In questi casi mi impegno sempre a fondo per dimostrare con esempi concreti che in realtà siamo sottoposti ad una miriade di stimoli, riceviamo informazioni, siamo costretti ad aggiornare continuamente le nostre competenze lavorative... Ovvio che abbiamo qualche problema di memoria. Ma non riesco ad essere convincente.
Anche perché davanti c'è lo spettro di un decadimento precoce, e magari anche qualcosa di più. Chi ha letto La versione di Barney mi capisce perfettamente...

BEST 2009: L'INIZIO PIU' BRILLANTE


E' mia madre, appassionata di antropologia e tradizioni popolari, a spiegarmi che la maschera di Arlecchino ha origini antichissime, che pochi potrebbero immaginare. Quando ho aperto Sabato Tregua di Andrea Bruno, pubblicato in un albo già di per sè notevole per formato e stampa, ho apprezzato molto l'inizio spiazzante ed evocativo. Qui c'è tutta la sequenza del racconto edito da Canicola e MioMao. Poi però il racconto procede con ritmo sempre più compassato, fino a spegnersi lentamente, come Andrea Bruno ci ha abituato da tempo.
Intendiamoci, è un lavoro pregevole, che ci conferma la sensibilità e la bravura di uno degli autori contemporanei migliori. Ma dopo un inizio così brillante mi aspettavo qualcosa di diverso.
La buona notizia, però, è che Andrea ha ripreso a tempo pieno la sua attività artistico-narrativa.
Vai e azzanna!

BEST 2009: LA MIGLIORE MANGIATA!

Chi segue il blog conosce la mia passione per la buona cucina, nonché il mio proverbiale appetito. Nella classifica Best 2009 non poteva mancare un riferimento a questa mia... debolezza?
Ebbene... La migliore mangiata dell'anno è avvenuta in quel di San Severo il 20 giugno presso la famiglia di Antonello Vigliaroli che non ringrazierò mai abbastanza per l'ospitalità che hanno riservato a me ed alla mia famiglia. Piatti tipici e genuini, abbondanti e numerosi, accompagnati da un rosato meraviglioso (una specialità enologica del posto).
La sera prima avevo tenuto una conferenza su Pazienza presso il locale Museo, diretto con competenza e intraprendenza da Elena Antonacci.
Ci crediate o no, dopo lo straordinario pranzo, siamo partiti per una settimane di vacanza a Roseto degli Abruzzi, distante due ore circa di auto, guidando tranquilli senza risentire più di tanto delle prelibate pietanze consumate.
Ma un pranzo non è certo e solo un momento banalmente alimentare... Se no, dovrei considerare anche i pasti consumati da solo... Appunto, sono occasioni conviviali, dove si fa conoscenza e si parla. Quel pranzo a San Severo non è stato indimenticabile solo per i piatti serviti, ma per tutto il contesto, il sud, la dignità della famiglia, la serietà e la simpatia di Antonello e di tutto l'ambiente di San Severo, che opera in un ambito dove tante cose non sono scontate e ovvie come al nord, ma dove comunque le comunità locali sono ancora molto legate ai loro luoghi.
E' un'altra Italia, per la quale provo da sempre un fascino naturale.

BEST 2009: LA PIU' BELLA PERSONA CHE HO CONOSCIUTO

In generale non mi posso lamentare delle persone che conosco e frequento. Sono piuttosto fortunato a conoscere e lavorare con persone come la Francy, Cesare, la Vale, la Marghe... Non posso fare a meno dei Bruso, Fents, Cotta, Darione... Sono ovviamente fortunatissimo ad avere la famiglia che ho e non mancano neanche i parenti che stimo tantissimo. Li vedo di meno, ma sono molto legato agli Alino, EmilianoR, AnnaM, LauraS, hameliniani vari, Elettre varie, Salva etc... Mi trovo bene con i vari French, MicBoz, colleghi delle Poltiche Giovanili, consumatori del G.A.S., compagni dell'Arci...
In questo mio personale piccolo mondo, formato da tanti mondi, c'è una new entry che spero possa essere duratura: Lucio Perrimezzi, calabrese, coinvolto nella Futuro Anteriore del 2009, avvocato, fumatore, bevitore e buon gustaio.
Mi piace la persona, l'accento, la simpatia. A Napoli abbiamo avuto l'occasione di chiacchierare e scherzare nel modo più classico e informale: davanti al domicilio, di notte, a fine serata.
Ovviamente, tenendo famiglia, mi capita di rado. Ma in passato era un classico, la chiacchierata notturna davanti ad una delle nostre case, o all'uscita da una riunione, senza magari sentire il freddo, senza preoccuparsi di chi avrebbe potuto ascoltare i nostri proclami, invettive, pettegolezzi, sfoghi.
E' capitato con questo consistente Lucio, che, mi auguro, possa fumettare a lungo.
Detto ciò, arrivederci alla prossima Napoli Comicon, come minimo!

BEST 2009: MIGLIOR VIDEO

Eccolo qua il mio miglior video!
Non è esattamente il mio genere, ma l'idea del video, correre senza sosta nelle vie deserte della città, senza auto, addirittura accelerando ancora, trovando altri compagni notturni di strada... mi ha molto suggestionato.
Non mi stanco di riguardarlo.

mercoledì 6 gennaio 2010

SPAZZATURA


Pare che sia andata così.
Luca Boschi ci ha dedicato un post, a sua volta lanciato da Gianfranco Goria con Af News.
Entra in gioco la conoscenza personale di Claude Moliterni, di cui è stata buttata per strada una parte della propria biblioteca personale, unitamente a documenti vari, evidentemente ritenuti non importanti.
Ne è nata una sorta di discussione a margine del post, a cui partecipo anch'io. E penso che in vari luoghi della rete se ne stia parlando e se ne parlerà. E' una cosa che fa effetto, al di là del valore reale del materiale abbandonato.
La linea che seguiamo come Cfapaz, nell'acquisire i documenti, è di raccogliere tutto e semmai scartare dopo adeguata riflessione. Quello che può sembrare inutile oggi, può diventare cruciale domani. D'altronde, essendo per ora il patrimonio fumettistico in gran parte fisico, reale, è chiaro che nessuno può pensare di possedere spazi e risorse tali da poter conservare tutto.
Per non fare scelte crudeli, occorre distrubuire in più punti il patrimonio esistente e costruire una rete per garantire l'accesso e la conoscenza dei fondi esistenti.

Nel mondo del fumetto italiano non si riesce a raggiungere questo obiettivo. Alcuni si ritengono i migliori di tutti. Altri non sono in grado per carenze congenite. Siamo comunque in pochissimi. E senza mecenati privati facoltosi, difficilmente si potrà conservare decentemente il patrimonio fumettistico del novecento.
Magari non finirà in strada o in discarica (anche se è già capitato...). Probabilmente se ne gioveranno collezionisti e appassionati. Ma questo non aiuterà certo a fruire decentemente di questo pezzo importante della nostra cultura.

lunedì 4 gennaio 2010

SALDI DI INIZIO ANNO


In queste settimane, chi avesse percorso alcune delle vie del centro di Cremona, avrebbe notato la mostra a cielo aperto dedicata al fotografo Ernesto Fazioli. Buona l'idea dell'allestimento: collocare gli ingrandimenti delle foto della Cremona di ieri, tutte dedicate alle grandi opere eseguite durante il periodo di Farinacci, negli stessi luoghi, come sono oggi.
Mi appassiono sempre a scoprire come si è trasformata Cremona, le chiese e le torri, il grande castello che non c'è più, i tracciati diversi del Po, i nomi antichi delle vie...

Ci penso anche quando cammino nella Cremona di oggi, dove quasi tutti non sanno niente. In questi giorni di saldi, dopo alcuni primi successi (tre pantaloni a 30€ cad.), ho pensato di entrare in un negozio un po' chic, sperando di trovare qualche bel maglione a prezzi accettabili. Ho trovato una commessa belloccia, ma non più giovane, un po' sbrigativa. Provato il primo maglione, le ho fatto notare che allargando le braccia verso l'alto, le maniche si accorciavano un po' troppo. E' scoppiata a ridere, tipo le risate folli dei personaggi di Rat-Man. E' stata anche simpatica, a suo modo. Diceva che mai nessuno aveva guardato un dettaglio del genere e che il maglione mi stava benissimo. Probabilmente chi indossa quel tipo di maglione rimane sempre molto composto. Dentro di me pensavo però anche a quella pezze di pelle lucida sul gomito che mi sembravano un po' allucinanti.
Ne ho provato un altro. Troppo stretto. Le varie deformità panciali pre e post natalizie emergevano senza pietà. Inoltre anche questo aveva qualcosa di eccentrico: le maniche, questa volta molto lunghe, ripiegate a risvolto...
Accertato che gli sconti erano contenuti e i prezzi rimanevano alti, ho salutato, abbandonando questi capi d'abbigliamento da classici ricchi annoiati. Perché accontentarsi di un maglione con un bel filato? Le pezze sul gomito e le maniche risvoltate mi sono sembrate vezzi di chi non vuole mischiarsi più di tanto con la nuova plebe dell'ex ceto medio. Aggiungo a mio discapito che non mi piacciono i maglioni a V, sicuramente meno stravaganti di quelli che ho provato.
Ho avuto la sensazione che il negozio non sembrasse entusiasta di fare i saldi, consentendo magari ad una piccola massa di parvenue di vestire indumenti di cui non sarebbero stati degni.
In effetti tutti quei vestiti sono comunque comprati tutto l'anno da chi se li può permettere.

Beati loro! Non resta dunque che proseguire con fiducia la caccia al saldo conveniente!

BUON 2010!

ps: ho rieditato alcune frasi poco chiare.

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