domenica 30 maggio 2010

TUTTI A SISSA!


Dopo il pistolotto dell'altro giorno su facebook e sulla deriva digital-privatistica in corso, meglio tornare ad argomenti più divertenti.
Sabato ho accompagnato mia madre a ritirare un riconoscimento letterario-scientifico a Sissa, ridente paesino del parmigiano (non reggiano) che da molti anni eroga premi per me non del tutto comprensibili a persone che si sono distinte in vari campi artistici e culturali. Il loro premio si chiama Padus Amoenus. Si tratta della classica situazione in cui persone eleganti e distinte, con motivazioni ampie e poetiche, premiano per merito altre persone, non sempre altrettanto eleganti e distinte, davanti ad una platea quasi tutta elegante e distinta, che applaude energicamente, in media ogni minuto.
Beh, un po' scherzo. Questo premio deve avere una sua storia importante e ci sono stati momenti di commozione e siparietti curiosi tra gli organizzatori, le autorità e gli ospiti, tra cui la sindachessa leghista e di colore, italo-americana di Viggiù (quella dei pompieri) in provincia di Varese... chiamata da Madame Capasso, antillana di lingua francese, e vedova del poeta Aldo Capasso, a consegnare un premio all'ideatrice del premio stesso. Il tutto sotto lo sguardo molto femminile ma fermissimo della sindachessa di Sissa, la Signora Cavanna, che mi sembrava vestire una maglia leopardata, sotto un completo giacca pantoloni in seta e la fascia tricolore.

In quell'ora e mezza di discorsi e applausi, il treenne Marcolino (mi ero portato dietro anche lui...) è riuscito a fare cose incredibili con la classica poltrona cinema, compiendo evoluzioni ginniche strepitose, ma soprattutto rumorose...
Io, oltre ad applaudire e cercare di sedare Marcolino, soprattutto quando con la manina puntava alla permanente della signorona davanti, mi sono letto un notevolissimo opuscolo distribuito all'entrata: "Sissa 2010", calendario delle manifestazioni 2010.
E guardate cosa ci siamo già persi... Dal 16 gennaio al 7 febbraio, la Fiera di Sant'Antonio Abate, il mese dello stracotto d'asinina e la distribuzione di ceci caldi ed altre leccornie attorno al Gran Falò, detto Fuoco di Sant'Antonio. Il 14 febbraio, i concorsi Re Tortello e Regina Lattuga. l'11 aprile la Porcolonga di Primavera. Il 1 maggio la torta fritta e salumi indetta dalla CGIL. Il Nutella Party del 16 maggio.
Ma ci possiamo rifare prossimamente con: Irish Guinnes Party dal 3 al 5 giugno. Festa del pescegatto presso la vicina Coltaro il 12 e 13 giugno. Il 23 giugno Tortellata di San Giovanni. E il 24 e 25 luglio probabilmente il top dell'anno: Apoteosi della "Spalla cruda di Palassone" - dal cuore della Bassa, la qualità per passione... presso il Parco della Montagnola! Segue penitenza il 25 luglio con l'iniziativa "Puliamo il Po e il Taro". Dopo un agosto standard, culminante con la Festa dei Norcini del 21, a settembre si riprende alla grande con la Festa delle Torte il 4, la Torta fritta d'asporto il 5, in contemporanea con un'altra Porcolonga e la sagra annuale di Coltaro.
Ma è a novembre che il programma si intensifica in modo parossistico, come testimonia addirittura un prodigioso cambio di font, che passa al rosso grassetto con lettere contornate a filo nero! Il 6 si inaugura "Antichi sapori e tradizione" Vasta esposizione di stand gastronomici con prodotti tipici locali e nazionali, pulenta consa, maiale, musica e birra a fiumi, stand gastronomici riscaldati (!), spettacoli e musica sino a tarda notte. Il 7 il tutto riprende con la "Dimostrazione della LAVORAZIONE DELLE CARNI SUINE a cura di maestri macellini (è scritto proprio così) e la dimostrazione della LAVORAZIONE DEL LATTE IN CALDAIA per trasformazione in Parmigiano-Reggiano. E, occhio!, alle 16... "degustazione GRATUITA del MARIOLONE PIU' GROSSO DEL MONDO"!!!!!
Si chiude a dicembre con consueti concertini natalizi.
Preciso che questo ben di Dio di programma meraviglioso è inframezzato per tutti l'anno da classicissime gare di briscola a coppie, tombolate, gite e tutto il repertorio da sana pro loco che possiamo immaginare.

Ci trasferiamo a Sissa?

CALANDA

Mi sembra in gamba...

sabato 29 maggio 2010

RITROVARSI E PERDERSI

Per forza di cose sono tra gli utenti più anziani di facebook. Chi dice 27, chi 35, sta di fatto che vado per i 45 e sono cmq over. Piano piano, però, comincio a ritrovare qualche compagno di classe, qualche collega di lavoro.
Ci sono stato tirato dentro un po' a forza, perché FB mi appariva come qualcosa di inutile e sbagliato. Invece... Non è che ci passo la vita, però lo guardo quasi tutti i giorni.
Non ci gioco. Non mi diverte. E in genere accetto o cerco solo amicizie con persone che già conosco. Non mi interessa ammassare "amici", ma ritrovare o conservare quelli che ho già.
Non so se la mia attività sia assidua o meno. In genere apro la home, faccio gli auguri di compleanno, segno con "mi piace" qua e là e lascio qualche commento, senza poi necessariamente vedere com'è proseguita la cosa. Piuttosto linko spesso i post di questo blog e talvolta anche altri siti. Probabilmente ci tengo a far sapere come la penso.
Difficilmente partecipo a cause, attività che mi sembra abbastanza inutile, salvo eccezioni. Non guardo quasi mai le notifiche di eventi: sono troppe!
Mi piace invece guardare le foto delle varie gallery. E infatti metto volentieri anche le mie.
E qui entrano in gioco forse le motivazioni più profonde che mi fanno rimanere all'interno di questa cosa che è anche molto inquietante: un'entità privata, con proprie regole, che ospita e conserva pezzi consistenti delle nostre vite e dei nostri comportamenti.
Però in cambio delle nostre... abbiamo quelle degli altri.
E così recupero pezzi di passato e di presente di amici, ormai lontani, ma a cui sono affezionato. Vengo a conoscere le loro famiglie, in vacanza, in casa. E i loro figli! Ma guarda un po' com'è cresciuto quello. Ah! Ne ha avuto un altro! Come somiglia alla mamma.
E poi si scoprono le mille relazioni! Miei cugini che scopro amici di miei amici. Come si saranno conosciuti? Scuola? Attività sportive? Magari un aperitivo e una simpatia improvvisa.
Ecco, facebook sfrutta la nostra "animalità" sociale, quella voglia positiva di essere assieme agli altri, parte di comunità.
E davanti ad un monitor, i nostri avatar tendono sì a distinguersi nelle immagini dei profili, ma anche ad uniformarsi nei comportamenti.
Le immagini dei profili mi colpiscono. C'è chi si nasconde o si fa rappresentare da oggetti, chi da caricature. C'è chi mette foto uniche e quelle rimangono per sempre. C'è chi le cambia in continuazione, in alcuni casi in modo quasi ossessivo. C'è chi mette una propria immagine e chi si propone sempre in coppia con qualcun altro, l'amico o l'amica del cuore, quasi come a dire dài fammi compagnia, sostienimi! Soprattutto i ragazzini si propongono in coppia, magari fingendo bacetti, più di solidarietà o scherzo che di desiderio.

Forse tutto questo non ha senso. E' un mondo virtuale. Forse anche malsano? In fondo quel mio vecchio amico non lo vedo più perché la scuola è finita, l'università è finita, quell'esperienza di lavoro è finita, l'avventura negli scout è finita. Abbiamo preso strade diverse. Forse non siamo più quelli che eravamo in quel contesto. Anzi, sicuramente non lo siamo più. Nel bene e nel male è andata come è andata. Grazie a tutto ciò ci siamo formati e siamo cresciuti. Rimangono i ricordi.
Allora perché ci dobbiamo ritrovare su Facebook? Perché mi fa piacere quando capita?
E perché consentiamo ad un'entità privata e commerciale di accedere così profondamente nelle nostre vite?

Ma forse il problema va posto in un altro modo: buona parte della nostra vita si svolge ormai davanti a schermi, sempre più piatti, sempre più interattivi, sempre più privati. Quello che sta venendo meno è il ruolo del "pubblico", custode e promotore degli interessi collettivi. Oltre ad essere sempre meno "gestore" diretto, il "pubblico" sta anche rinunciando ad esercitare il proprio ruolo di legislatore, cioè di decisore di regole e sanzioni, se non sulla questione della privacy, che è un problema delicato, ma anche una bella scusa per arrovellarsi sul nulla. A me non pare che si stia andando verso una democrazia della rete. Perché non esiste democrazia senza istituzioni. E perché un privato avrà sempre e per forza interessi individuali in conflitto con quelli generali.
Ma d'altronde... sarebbe surreale nazionalizzare facebook... Anche perché queste nuove istituzioni (facebook, youtube e ikea SONO istituzioni in quanto soggetti che stabiliscono regole, comportamenti e "sanzioni") sono internazionali.

Non sono certo io a scoprire che gli Stati nazionali stanno riducendo il loro spazio, le proprie funzioni. Anche i tagli alla spesa pubblica si traducono in una consegna delle fasce meno attrezzate finanziariamente a sé stesse. Sempre meno stipendi, pensioni, servizi, formazione, istruzione. Un crescente "liberi tutti", "costruite il vostro destino, che è nelle vostre mani", "arrangiatevi...".

Però possiamo chattare su facebook (a proposito, non chatto quasi mai), disegnare il nostro salotto all'Ikea, ordinare le pizze con il telefonino, mettere i nostri video su youtube, scaricare film di ogni tipo, divertirci con video giochi e wii vari e chissà cos'altro.
Tutto questo è bellissimo, certamente. Infatti c'è anche la possibilità di costruire dal basso reti di relazioni e conoscenze, come wikipedia.
Ma dobbiamo anche rifletterci su un po' di più.
Perché sarebbe paradossale ritrovarsi su facebook e perdersi il vero bello della vita.

venerdì 28 maggio 2010

OGGI UOMO FABER A CREMONA


DLIN DLON!

ANNUNCIO PER OGGI

In Piazza Roma a Cremona, presso i giardini pubblici "Giovanni Paolo II", venerdi' 28 maggio alle 18.30 si terra' l'inaugurazione della rassegna letteraria "Aspettando le corde dell'Anima", con la presentazione musicale di 'Uomo Faber' di Ivo Milazzo e Fabrizio Calzia, scrittore che ha conosciuto Fabrizio De André, al quale è dedicato il romanzo a fumetti pubblicato della De Agostini Novara e da Repubblica. I due autori saranno accompagnati dal trio cremonese Heartplain che suonerà brani del cantautore- poeta genovese.

La rassegna e' organizzata dall'ASCOM (Associazione Commercianti) di Cremona.


giovedì 27 maggio 2010

FUMETTO, COMICS ETC...

In attesa di capire bene quanto il Comics Day abbia effettivamente funzionato, alcuni commentatori della rete hanno criticato l'utilizzo del termine "comics" a scapito di "fumetto". In particolare, Luigi Siviero ha anche criticato l'elencazione dei vari "sinonimi" manga e graphic novel (termine che gli fa ribrezzo).
La denominazione di ciò che noi chiamiamo "fumetto" è un problema culturale e identitario italiano probabilmente irrisolvibile.
Ci sono in corso studi per capire quando si è cominciato a chiamarlo fumetto, abbandonando le precedenti denominazioni come "storie illustrate" o "cineromanzo a fumetti".
Sta di fatto che il termine "fumetto" si è imposto.
E si è imposto con una valenza anche negativa. Vedasi le definizioni sui vocabolari. Vedasi l'utilizzo spesso dispregiativo e futile che se ne fa nel mondo della politica e della comunicazione.
Da qui, il tentativo di nobilitare opere e autori usando altri termini, come "graphic novel", che di fatto è diventato un marchio commerciale. Oppure l'atteggiamento spontaneo di chi si sente esclusivamente lettore di "manga".

A me non dispiace la parola "fumetto". Mi piace il suono. Mi piace l'aspetto. Leggo fumetti. Non sento nessun complesso di inferiorità. Ho perfettamente presente che si va da Jim Toro a Munoz, da Quadratino a Chris Ware.
Però sono anche perfettamente consapevole del tragico errore che contiene.
Perché "fumetti" sono anche quelli senza nuvolette. E non è detto che se un'immagine ha una nuvoletta sia un "fumetto". E da qui tante definizioni disgraziate ed un modo di presentarlo, nella scuola per esempio, con possibilità di utilizzo bolse e limitate.

Eppure non si usa più solo questa parola. Se ne usano anche altre, ormai da tempo.
Il termine "comics" viene valorizzato in particolare nella prima edizione di quella manifestazione che diventerà Lucca Comics e che si tenne a Bordighera nel 1965: vedasi locandina in apertura post. Notare la triplice dicitura:
- Salone internazionale dei Comics
- Salon international des bande déssinés
- International exhibition of comics

Nulla da dire sulle ultime due: intestazioni in francese e in inglese, essendo una manifestazione con ambizione di internazionalità.
Ma la prima: perché non l'hanno chiamata Salone internazionale dei fumetti?
Non penso sia stata una scelta superficiale. Basti vedere chi c'era allora. Nel comitato direttivo Rino Albertarelli, Alain Resnais (il regista), Claudio Bertieri, Romano Calisi, Umberto Eco...
Probabilmente si è ritenuto il termine nostrano come limitato, insufficiente a riassumere una storia che evidentemente è stata ritenuta legata ai media contemporanei, alla storia dell'occidente e degli Stati Uniti in particolare. I comics come fenomeno mediatico e sociologico di massa.
Scelta giusta o sbagliata che fosse, ha riverberato l'utilizzo del termine anglofono nei decenni, ovunque.
Ecco le manifestazioni Lucca Comics (& Games, ovviamente), Torino Comics, Padova Comix....
Le fusioni di parole diverse, come Romics, Cartoomics, Comicon....
Le riviste come Comic Art, Comics, Comix...
Ed oggi i siti come Comics Blog, ComicUs....

Come di fa a dire che il termine "comics" sia estraneo alla nostra cultura e non abbia senso utilizzarlo per un comics day?
Quando, d'altro canto, per tante giornate nazionali analoghe abbiamo gli Open Day, i Family Day, i Gay Pride....

Questo per dire che l'opzione Comics Day non è stata una scelta insensata. E non è vero che non richiami i fumetti. Sono cinquantanni che li chiamiamo quotidianamente anche "comics". E' stata una scelta corretta.
Come poteva essere corretto anche il "Fumetto Day" sostenuto da Matteo Stefanelli, anche se pure conteneva l'inglese "day", per i motivi di cui poco sopra.

Se una discussione simbolica sul nome può aiutare a consolidare il progetto e a chiarire meglio l'oggetto del nostro interesse, ben venga.
Ma niente crociate, per carità!
Perché l'utilizzo contemporaneo di termini diversi (manga, fumetto, comics etc) non fa altro che dimostrare che, almeno in questo, ognuno alla fine fa ciò che vuole: un vocabolo non si impone con editti o decreti, ma spontaneamente, quotidianamente e inesorabilmente.

mercoledì 26 maggio 2010

OPINIONI CONTRASTANTI

martedì 25 maggio 2010

CHI DI VIGNETTA FERISCE...


Il mondo del fumetto è incredibile...

Da tanti anni, è in corso di realizzazione un Museo del Fumetto a Lucca. Un'occasione straordinaria per valorizzare il nostro giocattolo preferito. Ovviamente un'occasione anche per la città di Lucca, che ha utilizzato ingenti risorse per ristrutturare lo spazio, pagare iniziative e prestazioni varie, con l'obiettivo di consolidare il proprio ruolo nel settore, anche sotto il profilo culturale.
Risultato: un vero Museo del Fumetto ancora non esiste. E tonnellate di polemiche si sono susseguite.
In pratica funziona così: le amministrazioni che si susseguono decidono di affidare il Museo a determinati soggetti, senza poi più entrare nel merito di quanto viene fatto. Puntualmente, dopo un certo periodo di tempo, gli incarichi si concludono e vengono attribuiti ad altri. Altrettanto puntuali le polemiche su l'apporto inadeguato di chi è venuto prima e sul valore di quanto si sta facendo ora.

Negli ultimi anni, l'incarico è stato dato ad Angelo Nencetti, collezionista e già collaboratore di alcune edizioni di Lucca Comics.
Sulla gestione e sugli indirizzi del Museo, con tutto il rispetto dovuto, ci sono dei dubbi. Dubbi che il Centro Fumetto "Andrea Pazienza" ha espresso pubblicamente alcuni mesi fa.
Lo potete leggere qua. L'avevamo anche inviato a Fumo di China, come lettera-intervento. Ma il suo Direttore, Paolo Guiducci, non l'ha voluto sinora pubblicare... Mi ha detto che la nostra lettera non può considerarsi una notizia...

Qualche giorno fa, un vignettista lucchese ha voluto porre, con la classica formula delle dieci domande, una serie di interrogativi sulla gestione del Museo e sulla sua reale consistenza.
Il Direttore Nencetti ha risposto in modo beffardo con alcune vignette realizzate di suo pugno, qui e qui.
Oggi la replica devastante di Sesti... La sua micidiale vignetta apre questo post e viene da qua.

Ora... Da una parte il MUF è questione lucchese. Sono cose loro. Ed è veramente difficile (e poco raccomandabile) entrare nei meandri della politica locale, che ha organizzato sotto due diversi assessorati le competenze inerenti al fumetto, museo da una parte, fiera dall'altra.
Il risultato è una concorrenza continua, condita da scambi polemici, più o meno infiorettati.
Per me l'unica è non prendere parte ma ragionare progetto per progetto, collaborazione per collaborazione, cercando di tenere presente l'interesse del fumetto.

Interesse del fumetto è poter disporre di una struttura moderna, bene organizzata, stabile, che proponga una rilettura storica del fumetto, che consenta di accedere a documenti, che contribuisca a rendere spettacolare e interattivo l'approccio al fumetto, ai suoi autori ed alle loro opere. E' interesse di tutti anche valorizzare il patrimonio storico e conoscere le tendenze in corso, internazionali e tecnologiche.
Mi sembra che il Museo attuale, che in realtà per ora è uno spazio mostre, stia operando prevalentemente sul versante della valorizzazione del patrimonio storico.

Spero che prima o poi, un vero progetto possa prendere piede ed essere sviluppato. Affinché non accada per l'ennesima volta che un probabile "dopo-Nencetti" si traduca in un ricominciare da capo.

Intanto, ecco un vero Museo, quello di Angouléme, che è già il secondo.

lunedì 24 maggio 2010

OK SECONDO ROUND

Bene.
Non vedevo proprio l'ora che anche la seconda parte del Comics Day, la 24ore su Fumetto & Rock, avesse termine e riscontrasse almeno risultati dignitosi.
E così è stato! Una dozzina di autori, soprattutto provenienti dai nostri corsi di fumetto, hanno disegnato le loro storie. E quattro di loro sono stati capaci di stare in piedi tutta la notte. Tra cui l'eroico Claudio Arisi che si è presentato con 38 di febbre e tutto l'apparato necessario di pastiglie contro l'influenza e il mal di gola. Proprio Claudio è stato capace di concludere in modo egregio la sua performance, con un lavoro che speriamo magari di pubblicare dentro la collana Cartigli.
Poi c'è stato il ritorno di Pippo Bernardoni! Che in epoca pre web, per un tre anni circa, è stato una delle colonne portanti di Schizzo e del Centro Fumetto. Proprio il Comics Day gli ha fatto tornare la voglia di disegnare. E pur reduce da un'operazione di ernia... si è presentato la mattina di domenica, con alcune tavole iniziate di notte a casa, ed ha proseguito con noi, sino all'ora di pranzo. E c'era ancha Chiara Abastanotti da Firenze, talentuosa autrice emergente molto molto brava. E poitutti gli altri eroici Alessio, Eleni, i due Matteo, Riccardo, Rossella, Dario, Martin e Sara (però loro due solo all'inizio!).

Nel nostro Comics Day abbiamo messo al centro il disegno e i nostri giovani (anche se vi ho parlato soprattutto dei due più "anziani", che hanno avuto una bella occasione per mettersi alla prova). E abbiamo cercato visibilità, sia rispetto alle istituzioni della città, sia rispetto a chi la vive. Così la performance ai Giardini, luogo di passaggio, così le mostre in alcuni frequentatissimi bar del centro storico.
Il tutto con spese economiche ridicole, ma con tanto lavoro professionale e volontario a supporto. E qui mi piace citare Francy, Bert, ChiaraO, Trape, Alice, RobRez che a vario titolo e in vari modi hanno dato tanto. E ovviamente il personale delle Politiche Giovanili, semplicemente straordinario per la disponibilità prestata in tanti frangenti.

Per il Cfapaz il Comics Day è stato estremamente positivo, sia per la visibilità nazionale e locale, sia per aver perseguito il vero obiettivo di fondo: fare rete.
Il Comics Day mostra e dimostra l'esistenza di un tessuto fumettistico di tutto rispetto.
Tutti sono abituati a lavorare per conto proprio. Questa volta si è operato assieme in tanti e penso ne sia valsa la pena.

Difetti del Comics Day? Problemi? Criticità?
Ebbene sì. Mai nascosto. Sempre detto in tutte le occasioni.
C'è un bell'elenco di cose che non sono andate e altre da migliorare.
Un bell'elencone, che prima passava in secondo piano, rispetto alla sfida che avevamo ingaggiato.
Ora le criticità, assieme ai risultati raggiunti, saranno il nuovo banco di prova da affrontare nei prossimi mesi.

Il Comics Day 2010 rimarrà un episodio a sé stante (un finanziamento governativo occasionale alla città di Lucca da spendere) oppure sarà l'inizio di un percorso veramente promozionale, partecipativo e inclusivo per tutti i soggetti del mondo del fumetto (anche senza finanziamenti specifici)?

Intanto mi rimane il piacere di aver dato un contributo e di aver collaborato con un gruppo di persone degne, tra cui cito in particolare Giovanni Russo, Matteo Stefanelli e Paolo Gallinari. Anche per ribadire che, date le condizioni poste, è stato veramente fatto il massimo.

ps foto by Trape, tutte su facebook, visibili anche in chiaro qui.

sabato 22 maggio 2010

OK PRIMO ROUND!

Bene!
Senza esagerare, senza folle esultanti, ma con un viavai dignitoso, i nostri ragazzi hanno performato per il Comics Day cremonese ai Giardini Pubblici.
E' passato anche il Sindaco, con alcuni assessori e consiglieri, e questo è un buon segno per il futuro del Cfapaz. E poi Sergio Tarquinio, che ha sempre molto da dire cose preziose da ascoltare...
Lo vedete nella foto sotto, a destra. Alla mia sinistra il Bruso.
Insomma, è andata. E sta andando anche in tutta Italia.
Su Flickr le prime foto provenienti un po' da tutta Italia.
Spettacolare il balloon umano di Piazza Anfiteatro a Lucca.
E i Giardini Bonelli a Milano.
Ora si prosegue con la nostra 24ore in S. Maria della Pietà, dentro Arcipelago 7.
Magari farò qualche post notturno.
Peccato non possa vedere la partita!!!

venerdì 21 maggio 2010

COMICS DAY: IL FUMETTO VISTO DA CALANDA

Immagine un po' più leggibile qui.

L'ULTIMO WEEK END

Tre giorni di fuoco, tra Comics Day, Gemine Muse, chiusura Arcipelago 7.
poi sarà finalmente tempo di bilanci e riflessioni.
Finalmente.

mercoledì 19 maggio 2010

E LUCE (NERA) FU!

Sono contento per Andrea!
Che sta raccogliendo consensi sempre più convinti, dopo anni di sperimentazione coerente.
Un piccolo riepilogo di quanto accaduto negli ultimi anni e in particolare negli ultimi mesi:
- la collaborazione con Canicola e la realizzazione di BDN;
- Sabato Tregua, collaborazione con MioMao;
- l'incontro pubblico a BilBolbul con Fofi e Gipi (il link porta alle foto su Flickr. Cercare quelle intitolate: "Raccontare l'Italia. Guerre ai margini");
- la mostra al Comicon, allestita sino al 5 giugno, con libro catalogo di Nicola Pesce Editore;
- il premio attribuito all'ultimo Comicon per Sabato Tregua;
- l'intervista a lospaziobianco.it
- la recensione di mangaforever;
- la pagina su Facebook...!
- link vari e assortiti raggruppati da liquida...!

Ho dimenticato qualcosa?
Se il mondo del fumetto riesce a riconoscere il valore di Andrea Bruno in modo così trasversale e intenso, vuol dire che siamo messi un po' meglio di quello che spesso temiamo!

lunedì 17 maggio 2010

COMICS DAY A CREMONA! CHI C'E' ALLA 24H?!

Il primo vero Comics Day, la giornata nazionale dedicata al fumetto che si terrà in tutta Italia il prossimo 21 maggio, ha raccolto un numero di adesioni ben superiori alle iniziali aspettative. Infranto il numero delle cento iniziative, si andrebbe verso le centocinquanta...!

Lo celebriamo anche a Cremona!
Con alcune iniziative collegate, che vedete descritte nei due francy-jpg che illustrano questo post!
Venerdì 21 maggio, dalle 16,30, performance di autori! Ai Giardini Pubblici.
Performance preparatoria della ventiquattrore del week end successivo: la classicissima sfida creativa inventata da Scott McCloud, 24 tavole in 24 ore.
Si può partecipare all'una o all'altra, o anche a entrambe.

Chi viene?
Si può partecipare!
Autori, o aspiranti tali, iscrivetevi! Contatta il Cfapaz!
Oppure si può venire a nasellare (cremonesismo per dire "dare un'occhiata"), anche a notte fonda...!

E poi, si può anche fare un giro di aperitivi presso i locali che vedete in elenco qua sotto.
Ci trovate originali e riproduzioni di Margherita Allegri, Marco Spadari e Beatrice Brignani, direttamente dalla riuscitissima "Nuvole tra le mura" di Pizzighettone!

venerdì 14 maggio 2010

SALVE, SONO IL SUBSTRATO

Allora. Carmine Di Giandomenico si accorge che un autore emergente ha ripreso per la sua storia pubblicata su Scuola di Fumetto alcune sue vignette e lo racconta nel suo blog, con toni tutto sommato disponibili, "pedagogici". Più che altro si rivolge a chi ha fatto da "editor", che avrebbe dovuto accorgersi del problema.
Roberto Recchioni riprende sul suo blog. Anche Roberto parla dei supervisori che non se ne accorgono. Data "l'audience" che ha Robbe, subito piombano i commenti negativi sul blog dell'autore, Andrea Giardini, che, a modo suo, si scusa per l'accaduto.
Questa vicenda, a molti, ricorda il caso delle Cronache del Mondo Emerso, dove l'autore Giuseppe Ferrario si rifece pesantemente a tanti lavori di Miyazaki, scatenando l'ira degli appassionati e ponendo anche alcune delicate questioni di diritto d'autore. Allora scrissi alcuni post, tra cui questo.
Anche Laura Scarpa, direttrice di Scuola di Fumetto interviene su questa situazione, scusandosi cmq per l'accaduto.
Ebbene, per farla breve, anch'io ho detto qualcosa nelle pagine dei commenti dei blog di Robbe e SDF, sostenendo che occore distinguere tra il professionista e l'esordiente e che conta il metodo di lavoro. Poi è arrivato un commento anonimo, bellissimo, che riproduco qua sotto, perché me lo voglio mettere da parte!
Buona Lettura!

Anonimo ha detto...

Salve, sono il substrato.
Uno di quei milioni di individui che comperano e leggono fumetti, con la segreta ambizione di poterne - un giorno radioso - vedere pubblicato uno proprio.

Non accadrà mai.

Ma per quello che mi riguarda avrei commesso in proporzione uno ad uno la stessa ingenuità dell'esordiente in questione.
D'altronde il primo Manara, se non rammento male, ricordava da vicino un certo Jean Gireaud (non ricordo se fosse già Moebius).
Capisco bene le ragioni dell'autore.
Non si è "infervorato" per lesa maestà, ma perchè il lavoro è sacro in generale.
Quando coinvolge una forma d'arte, è sacro due volte.
Ma non credo che il ragazzo fosse minimamente in mala fede.
E' entrato da dilettante nel mondo dei professionisti e ne ha pagato lo scotto.
Ha pagato la sua ingenuità.
Ha scoperto a sue spese che le regole del gioco "grosso" sono diverse da quelle delle leghe minori.
E non mi pare abbia problemi a riconoscerlo.
Stesso discorso per l'editor.
L'editor non possiede l'occhio di Sauron che tutto vede.
E ne paga lo scotto, ma credo - pur non operando nel settore - che una svista non basti a minare la professionalità di un lavoratore.
Detto questo:
Magari delle magagne del genere capitassero a me.
:)
Significherebbe stare seduti su di una vetta che io vedo in lontananza.
E molto sfocata.

p.s.

Per quanto riguarda il fumetto in generale. Mi spiacerebbe vedere questo mondo ridotto ad una serie di vignette tutte uguali e prive di personalità. Ma altrettanto mi spiace vedere una reazione da shock anafilattico (eccesso di risposta del sistema immunitario) di fronte a questioni del genere.
Non è un segno di salute.
Ovviamente non mi riferisco all'autore, che ha tutto il diritto di dire quel che dice, ma al coro di segnalazioni indignate.
Mah...

Ah..
Sì, lo so.
La logorrea è un brutto male.

mercoledì 12 maggio 2010

DI STUDENTI, BATTAGLIE E RADIO

Domani giovedì 13 maggio, tempo permettendo, una parte del centro storico di Cremona si animerà come ogni anno con iniziative musicali, espressive e artistiche organizzate dalla Consulta Studentesca, con la collaborazione delle Politiche Giovanili.
Quest'anno collabora anche il Cfapaz! Naturalmente la Comix Fighter si ispira alla Comics Battle di Monipodio! che fu un gradito evento delle prime due Self Area lucchesi.
Ma qui mi piace sottolineare l'intesa che si è creata tra i giovani della Consulta Studentesca e il fronte giovane-adulto del Cfapaz, guidato dalla nostra Francy. Domani animerà lo spazio espressivo e performativo dedicato al fumetto, assieme ad Alberto e ChiaraO.

Sempre giovedì 13, andrà in onda alle 11.00 (replica alle 19.00) un'intervista che ho rilasciato alla locale Radio 883. Fabio Canesi mi ha chiesto di raccontare le attività del Centro Fumetto, gli autori che abbiamo incontrato e le iniziative previste per l'imminente Comics Day. Qui un'anticipazione delle nostre, tra cui una 24ore... Chi volesse partecipare, si faccia avanti!
L'intervista durerà una mezz'oretta e sarà collocata all'interno della rubrica di approfondimento "Incontri sotto il Torrazzo"... Per chi non la potesse seguire... ebbene, dovrebbe poterla "podcastarla" qui, dove tra l'altro troverete parecchie altre interviste ad autori "big" come Gianfranco Manfredi e Giancarlo Berardi.

lunedì 10 maggio 2010

SABATO POMERIGGIO - DUE


Sabato pomeriggio si è tenuta la lezione aperta di danza presso la scuola Danzarea Slapstick di Cremona, frequentata dalla nostra seienne Viola.

Le bambine hanno eseguito vari giochi ed esercizi, suscitando continui applausi e commozione nei genitori e nonni presenti.

Naturalmente ognuno ha potuto riconoscere nella propria figlia l'allieva migliore, quella che andava più a tempo o con i passi più delicati. Naturalmente la migliore era la nostra… ;-)

In realtà tutte e nove le bimbe presenti erano meravigliose. Innanzitutto la complicità che dimostravano con la loro maestra Monica. Poi i sorrisi naturali, aperti e sinceri. I momenti di perfetta concentrazione armonica e gli inevitabili inciampi, i passi scoordinati, i movimenti da orsetti impacciati, inevitabili e simpatici.

Per esempio una bambina, a cui darà come nome di fantasia Matilde, che pur essendo meno esile e alta di altre, era molto attenta e scrupolosa nell'eseguire i movimenti. Veramente brava!

C'era poi la più piccola di tutte, che chiamerò Giada, commovente per come si impegnava e come riusciva a fare quello che facevano le più grandi. E' bello notare che quando girano i piccinini ce n'è sempre uno più piccolo degli altri. E quando compare, magari per ultimo/a, scatta l'ammirazione per come un corpicino così minuto riesca a compiere gli stessi gesti di tutti gli altri.


Da notare anche i genitori… nove bambine, un venticinque adulti variamente assortii, con una rappresentazione totale della vita e della famiglia di oggi: famiglie mezze, intere, ridotte e allargate. Quasi tutti però dotati di telecamere e macchine fotografiche digitali. Non c'è un istante della lezione che non sia stato ripreso da almeno tre angolature diverse e da altrettanti apparecchi! Anzi questo sarà un tema da riprendere: la fruizione e registrazione digitale di eventi.


Ala fine mi sono complimentato con Monica anche per una cosa importante: la scelta delle musiche.

Musiche da danza contemporanea, tanto moderne quanto classiche, ma mai banali, mai da mini veline... ma con sonorità e ritmi insieme orecchiabili e di alto livello.

Mi è piaciuta l'idea di una danza che vuole entrare in sintonia con qualcosa di più profondo.


Brava Monica!

Ma del resto per me le Slapstick non erano una sorpresa.


SABATO POMERIGGIO - UNO

Sabato pomeriggio è passata a Cremona Paola Barbato a presentare il suo ultimo romanzo Il filo rosso, supportata dal giornalista Fabio Canesi.
Paola porta con sé un pesante fardello che le fa anche da dote: essere sceneggiatrice di Dylan Dog e quindi essere autrice bonelliana.
Il lettore forte di stampo bonelliano segue i propri beniamini in ogni dove. Se nei redazionali consigliano un libro, loro lo vanno ad acquistare. Magari anche più di una copia. Rappresentano una presenza anche gratificante, ma pure ingombrante.
L'incontro di sabato + stato piacevole e non ha fatto eccezione. La prima parte è stata dedicata appunto a Dylan Dog. Non poteva che essere così. Ma così si è dedicato un tempo minimo non solo al romanzo, ma anche a tutte le questioni che possono stare dietro l'identità di scrittrice e la pratica della scrittura.
La Barbato l'ha fatto capire chiaramente, dopo una domanda che le ho fatto proprio sulla questione dei suoi lettori bonellofili e non.
La Barbato è una persona che non mi dispiace per le sfaccettature del suo carattere, ansioso ma diretto, capace di dolcezze ma anche di uscite ruvide.
Ha detto ad un certo punto una cosa importante: un fumetto ha bisogno di grande equilibrio e rigore. Basta uno scadimento nel disegno quanto nel testo, nell'andamento della storia, che improvvisamene tutto crolla in un istante. Il lettore in genere non perdona. A questa considerazione va però aggiunta una precisazione. La regola non è valida in assoluto ma è correlata alla sensibilità e competenza del lettore. Un fumetto può crollare nel ridicolo o patetico per un lettore e non per un altro. E qui si aprirebbero molti discorsi...

Tornando al Filo Rosso, alla fine, da buon lettore bonelliano, l'ho comprato, con tanto di dedica. Vediamo se mi prenderà.

Intanto, è la seconda volta che incontro la Paola. L'anno scorso l'ho presentata, assieme ad Angelo Stano e Michele Medda, durante Nuvole(tte) a Cremona.
Questa volta, una volta tanto nella veste di spettatore, ho potuto notare una particolarità. A fronte di una mimica e gestualità mobile, vivace, articolata, le gambe sono rimaste ferme. In particolare il piede destro, vestito di una scarpa nera senza tacco, con la punta tonda (forse si dice da ballerina? non me ne intendo, scusate!), non si è mosso di un millimetro per tutto l'incontro. Un piede peraltro dotato di personalità, come quello di tutte le donne. I piedi degli uomini sono buoni solo a camminare, scalciare, correre, svolgere tutte le attività fisiche di competenza. Quelli delle donne invece si atteggiano, recitano, vivono. Così, osservandola bene, Paola si dimostra tanto capace di autocontrollo razionale, quanto di vitale generosità espressiva.

E non dimentichiamoci, infine, che è anche una giovane mamma!

OPERAZIONE SALVA GIRINI

Campagna parmense. Domenica. Nuvoloso con pioggerellina.
Andiamo a vedere il fosso con i girini!
Ne troviamo tantissimi. Piccoli, neri e scodinzolanti.
Poi, nei pressi del fosso, una grande pozzanghera, in fase di lenta e inesorabile evaporazione.
Notiamo "dai tre ai cinque" girini.
Poverini.
Quando si asciugherà la pozzangherà moriranno.
Non avranno fatto in tempo a trasformarsi in rane (o rospi?).
Scatta l'operazione di salvataggio!
Vera prende secchio e reticella.
E tutti noi altri ad indicare i girini.
Ne salviamo più di trenta!
Li mettiamo in un fosso che di solito non rimane mai asciutto.
Missione compiuta.
Un piccolo gesto molto importante per i bambini.

giovedì 6 maggio 2010

NON SONO BOLOGNESE!


Una curiosità. Sul numero di Internazionale in edicola sino a stasera, il n. 844, Francesco Boille parla del catalogo che NPE a dedicato ad Andrea Bruno. Nella recensione, molto positiva, si accenna anche ad un intervento che ho scritto per il volume e si dà a me e al Cfapaz dei "appassionati bolognesi"...
Ma nuaalteer... stuum aaaa Cremuunaaaa!
;-)

Non è la prima volta che si pensa al Centro Fumetto come un qualcosa che ovviamente non può che stare a Bologna.
Però sta a Cremona. E' curioso ma è andata così.

mercoledì 5 maggio 2010

SCELTE

Questa composizione di vignette dipinte da Squaz è un'opera d'arte, esposta in queste settimane al Madre di Napoli. L'esposizione, molto interessante, curata da David Vecchiato, è inserita nel vastissimo programma del Comicon 2010.

Il Comicon è stato un grande successo di pubblico.
Però la suddivisione in due location fieristiche, Castel sant'Elmo e Fiera d'Oltremare, sembrerebbe aver penalizzato il fumetto a favore delle varie forme d'intrattenimento digitale, gadget e cosplay. Rimando al testo-news del cfapaz e agli interventi personali ma non banali di Roberto per una valutazione della manifestazione, per concentrarmi su alcuni aspetti di fondo.

Come stanno dimostrando le numerose e quasi inaspettate adesioni al Comics Day, l'interesse che nonostante tutto ruota attorno al fumetto è di tutto rispetto, grazie anche al lavoro quotidiano di associazioni, scuole, fumetterie...
Ogni manifestazione incentrata su fumetto e dintorni raccoglie interesse di pubblico e stampa. E' un fenomeno di dimensioni crescenti che può consentirci di dire che il fumetto non si trova in un ghetto di vivaci appassionati, ma riesce ad interessare tanti spezzoni di società e alcune istituzioni.

Anche la produzione di fumetti è di alto livello, se la prendiamo nel suo totale di produzioni nazionali, autoproduzioni, traduzioni, trasposizioni, riedizioni...
E' un peccato ragionare senza disporre di dati, ma è conclamato che il 2009 sia stato un anno buono per la vendita di fumetto, al contrario del 2010 che registra una forte contrazione.
Le manifestazioni ne risentono.
Il modello del divertimento prevale sempre di più su quello del consumo culturale.
Andare ad un Comicon o ad un Lucca Comics & Games, per molti giovani, è come andare ad un evento rock: si paga il biglietto, si mangia e beve qualcosa e si sta insieme ai pari.

Gli altri acquirenti di fumetti devono scegliere cosa comprare tra le cento novità che ogni fiera presenta, con costi medi di 10/15 euro a pubblicazione. Per fortuna ci sono sconti, ma i conti con lo stipendio (quando c'è) sono inesorabili. Per non parlare dell'antiquariato, delle tavole originali, dove i clienti non mancano mai, certo, ma calano e quelli con il portafoglio sono raggiunti solo dai commercianti più abili ed esperti.

Ma sto divagando.
Il punto a cui volevo arrivare è questo: cos'è diventato il fumetto nel 2010? Di cosa stiamo parlando? Cos'è e come viene percepito? Cosa ci si aspetta?

Sono proprio manifestazioni come il Comicon e Lucca Comics, pur con le loro peculiarità, a dimostrarci, a farci vedere in modo evidente che il mondo del fumetto è in realtà un arcipelago di contenuti, esperienze aggregative, vissuti personali, contaminazioni artistiche, fruizioni diversificate, sempre più ampio, dispersivo eppure interessante.
Di fronte a questa realtà, che va dal cosplayer di Naruto all'opera esposta al Madre, chi si prende in carico l'onere e l'onore di organizzare una fiera ha davanti a sé fondamentalmente due scelte:
- proporre un grande contenitore in cui dare collocare tutto, aggiungendo contenuti a contenuti, sotto un brand unificatore;
- scegliere un ambito specifico e valorizzare le relative eccellenze.

E' interessante notare che il Comicon inizialmente aveva operato la seconda scelta, per poi cambiare qualche anno fa, aprendo al cosplay. E' chiaro che hanno avuto ragione, sotto un profilo imprenditoriale, e sono molto felice per loro, che hanno dimostrato che anche il sud sa lavorare bene. Ma è anche vero che l'aspetto più legato alla dimensione autoriale ed a quella celebrativa del "grande fumetto" ha subito un ridimensionamento.
Quest'anno al Comicon c'erano autori di assoluto prestigio, che però non sono stati motivo sufficiente per mantenere significativo il numero di accessi al castello.

Tutto il contrario per BilBolbul, dove l'applicazione di una linea artistica e culturale rigorosa è riuscita a sviluppare una centralità fondamentale a favore degli autori. E quando Andrea Bruno e Gipi, con Fofi, possono parlare ad una sala con almeno cinquecento persone, è chiaro che il festival ha dimostrato pienamente il suo senso.

Certo... il BilBolbul ha bisogno di sostegni pubblici e privati per stare in piedi.
Il Comicon è invece parzialmente indipendente, grazie ai biglietti.
Lucca Comics è talmente posizionata bene che il Comune si aspetta dalla manifestazione addirittura un guadagno in prospettiva.

Con queste valutazioni non voglio mettere un modello davanti ad un altro.
Servono tutti.
Come è indispensabile la semestrale mostra scambio di Reggio Emilia, è altrettanto auspicabile la ripresa di una Fullcomics rivolta alle medio piccole realtà del fumetto.
Il festival Streep di Milano e il Crack di Roma sono altre forme interessanti di dialogo e scambio culturale.
Ma non snobbo neanche la lunga catena di mercatini del fumetto e del disco, organizzati un po' dappertutto.

Serve tutto.
Ma serve soprattutto che ciascuno sappia dare un senso al proprio progetto.
Il senso compiuto di una manifestazione orienta il settore, influisce sugli autori, educa i lettori e promuove il linguaggio. Questo Comicon, riuscito in parte, è chiaramente di transizione. Sono proprio curioso di vedere come evolverà.

Conclusioni: personali.
Mi dispiace molto non avere l'opportunità di organizzare qualcosa di significativo a Cremona a livello di manifestazione. Qui non parliamo la stessa lingua e la quotidianità del Centro è complessa, e il tempo non basta mai. E in effetti dovremmo essere noi i primi a ricordarci e ricordare sempre e comunque quanto il Cfapaz abbia costruito, lavorato, fatto crescere e conoscere, promosso e stimolato. Ormai sono ventidue anni. Ventisette, se consideriamo anche il ciclo di Arcicomics.

Quello che è certo è la mia crescente difficoltà personale a "dover" partecipare alla fiere del fumetto come espositore. In questo momento penso alla prossima Lucca Comics come tappa finale di questo lungo percorso, iniziato proprio sugli spalti del palazzetto di Lucca nel 1986, con i numeri 0 e 1 di Schizzo, assieme a Giancarlo, alla sua duecavalli azzurra, in ostello, alimentati a panini. E se vi dico quante copie avevamo venduto in quell'edizione non ci credete...

lunedì 3 maggio 2010

A META' TRA QUI E LA'

Sono anche un lettore devoto.
Per cui una foto assieme a Carlos Trillo fa sempre piacere! Grazie alla carina Cinzia Zagato che mi ha fotografato e messo su FB. E accanto a me c'è anche l'incommensurabile Gigi Rizzi, che possiede una memoria per le persone e le loro vicende biografiche che ha ormai del leggendario!
Ovviamente, come sempre tardivamente, posterò foto e qualche ragionamento su questo Comicon, mai come questa volta simbolo di un fumetto, ma anche di un momento personale, caratterizzato da fratture, inquietudini, occasioni, problemi e potenzialità.
Da domani ci si rituffa nel quotidiano del Centro Fumetto.
Ma anche questo Comicon mi rimarrà nel cuore...!

ps non ho avuto il coraggio di cercare i tanti altri super autori presenti, come Beto Hernandez. Niente foto, interviste, tentativi di complimenti, esposizione delle proprie cose... mah...

sabato 1 maggio 2010

NON SONO GIU' MA SONO SU




Ecco il pezzo di Comicon che non vedrò, quello più legato all'intrattenimento, collocato alla Fiera d'Oltremare. Sono su al Castello, con il Cfapaz, l'eterno Gigi, la mitica Francy, la super Chiara. Stasera abbiamo premiato Francesco Cattani con il Nuove Strade, ed è stato divertente con Tuono Pettinato, premiato 2009, che imitava Luana, ex aecquo 2009.
Ma mi sono un po' commosso per i premi ad Andrea Bruno e Davide Reviati.
E poi ho letto le prime matite del terzo Progetto Uranus.
Poi Canemucco, Lise & Talami con Ernst, Fandango, Elettra e Gianluca, Giovanni ed Eleonora, Eleonora e Francesco, Francesco e gli altri toscanacci... e via salutando, abbracciando e chiacchierando.
E mangiando, naturalmente... Grazie Mario e Angela per i dolcetti matrimoniali..
Ed è già sabato sera...

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