martedì 30 novembre 2010

MONICELLI SPIETATO, LUCIDO E POPOLARE


La morte di Monicelli era ampiamente attesa, vista la prontezza con cui sono state pubblicate gallery di foto e approfondimenti... D'altronde l'età era avanzata, 95 anni. Ma anche la lucidità, da quel che ho letto/saputo in questi anni, era impressionante.
Il profilo su wikipedia è stato immediatamente aggiornato. Si riporta anche la motivazione per cui ha voluto vivere solo gli ultimi anni, senza la sua ultima compagna, l'illustratrice Chiara Rapaccini. Da lei una figlia a 74 anni. Si può capire il discorso dello stare soli. Ma che durezza... Dubito che potrei vivere senza avere vicino la persona amata.
Ha voluto rimanere il più vivo possibile. E quando è stato informato che la malattia sarebbe stata pesante ha deciso di farla finita. E questa scelta ci riporta al dibattito sulla possibilità o meno di staccare la spina. Lui ha potuto e voluto scegliere.

Ho visto parecchi suoi film. Ma quelli che ho rivisto negli ultimi anni, da persona ormai matura (anzianotto qualcuno mi scherza) mi hanno pesantemente impressionato. Tra "I soliti ignoti" e "Amici miei" ci sono le due nostre italie: quella della speranza e quella della disillusione, dell'arrangiarsi per ottenere e del gestirsi per mantenere. Sono due film diversamente allegri e diversamente amari, che non hanno eguali nel cinema di oggi, dove non c'è la capacità o la disponibilità per fare un discorso "completo" sulla nostra società. E di successo, in grado di arrivare a tutti.

Mi chiedo chi oggi sta creando o ha recentemente creato opere popolari che ci rappresentano in modo così spietato e lucido. Mi riferisco a tutti i linguaggi, fumetto, teatro, canzoni, telefilm. A chi viene in mente qualcosa che abbia un tale peso? O forse dobbiamo guardare ad "opere assemblate" come le trasmissioni televisive, come Vieni via con me? Ma queste non si riguardano/rileggono come un film o un fumetto.

Che ne pensate?

PS Massimo Bonfatti aveva disegnato per lui il film mancato Capelli Lunghi e lo ricorda oggi con un post.

lunedì 29 novembre 2010

WIKILEAKS COMICS


INCREDIBILE!

Nei rapporti inviati dagli ambasciatori americani ci sono anche dei riferimenti al mondo del fumetto italiano, ritenuto strategico per comprendere l'animo infantile, sognatore. spendaccione e irresponsabile del nostro popolo.
Ecco, tradotti al volo, alcuni dei passaggi più eclatanti che riguardano alcuni dei protagonisti assoluti del fumetto italiano e interessano persino l'autore di questo blog...!

- MARCO MARCELLO LUPOI DISEGNA IN SEGRETO FUMETTI AUTOPRODOTTI
Telegramma del 1 aprile 2009.
Colui che ha riportato in auge i supereroi americani, quindi assai considerato dagli USA, in realtà disegna in gran segreto fumetti autobiografici astratti, a matita in bianco e nero, che autoproduce e distribuisce ai suo amici più cari con copertine in bicromia serigrafica.

- SERGIO BONELLI E' STUFO DEI FUMETTI IN BIANCO E NERO
Telegramma del 28 febbraio 2005
In uno sfogo durante una riunione di redazione, l'editore più popolare e tradizionale del fumetto italiano dichiara la sua insofferenza interiore per il fumetto in bianco e nero e presenta un prototipo si serie a colori di Zagor, con l'utilizzo di acquarello e pantoni e lettering in corsivo.
Quando arriverà la proposta di Repubblica fingerà di opporsi e accantonerà momentaneamente il progetto zagoriano.
L'informativa rivela anche che l'editore è un accanito giocatore di playstation e Wii!

- IGORT LEGGE NARUTO
Telegramma del 4 maggio 2010
Notizia bomba, rimasta segretissima per il terremoto che potrebbe provocare nel mondo del graphic novel!
Un confidente ha sorpreso Igort, l'autore di "Cinque è un numero perfetto", già animatore e protagonista di riviste come Alter Alter, Fuego, Black, già scopritore o valorizzatore di talenti come Gipi, Manuele Fior e Piero Macola... ebbene, questo confidente ha notato Gipi che leggeva un albo di Naruto su un treno per Milano proveniente da Kiev. Lo sguardo estasiato di Igort mette in allarme il confidente che telefona subito all'ambasciatore USA a Roma, che riferisce alla sede centrale. L'autore sarà monitorato perché la Legge dell'Equilibrio Universale prevede la simultanea esistenza del fumetto seriale basato su personaggi e del Graphic Novel. 

- LUCCA COMICS & GAMES NON SOPPORTA I COSPLAYER E I GIOCHI DI RUOLO
E VUOLE COPIARE BILBOLBUL
Telegramma del 3 settembre 2008
Costretti a basare una parte importante della manifestazione sul fenomeno dei cosplayer e sull'attivià ludica, gli organizzatori lucchesi e quelli del Comune si scrivono delle mail riservatissime in cui desidererebbero copiare il Festival bolognese.

- BILBOLBUL VUOLE ORGANIZZARE UNA CONVENTION IN STILE SAN DIEGO
Telegramma del 4 settembre 2008
Negli stessi giorni in cui si lamentano i lucchesi, fanno lo stesso gli organizzatori di Bilbolbul che, in gran segreto, contattano Todd Mc Farlane e Akira Toriyama per organizzare una mega convention commerciale in stile San Diego. Per evitare l'avverarsi di questa ipotesi, che turberebbe la Legge dell'Equilibrio Universale. gli USA faranno pressione sugli enti locali bolognesi per far concedere al Festival tutti i finanziamenti attesi.

- MICGIN VUOLE LASCIARE IL FUMETTO
Telegramma del 3 novembre 2010
Dopo le fatiche lucchesi, un confidente comunica all'ambasciata americana che Michele Ginevra, noto anche come MicGin, vuole abbandonare definitivamente il fumetto e diventare assaggiatore per la guida Michelin. I servizi segreti contattano subito il suo medico per fargli prescrivere una dieta. Provocati apposta alcuni lievi malori per costringerlo ad abbandonare i turpi propositi, per non turbare la Legge dell'Equilibrio Universale.

Altre sconcertanti rivelazioni nei prossimi giorni...


PS: Ovviamente si scherza! Qui alcune vignette che riguardano veramente l'iniziativa di Wikileaks, che, per il momento, non sta rivelando niente di particolarmente eccezionale. Insomma, più o meno si sapeva. Piuttosto, difficilmente tutti quegli ambasciatori potranno rimanere nelle proprie sedi come se niente fosse. Immagino quelli di Mosca e Tripoli...

domenica 28 novembre 2010

UNA LUNATICA A CREMONA


Ieri pomeriggio, sabato, ospite della rassegna "Il... filo dei bambini" promossa dal Comune di Cremona, si è esibita Anna Fascendini con lo spettacolo "Lunatica". Il teatro Filo stracolmo di persone che hanno riconosciuto all'attrice sorrisi e applausi. Uno spettacolo semplice, basato su filastrocche e classici come le bolle di sapone e gli aereoplanini di carta, con utilizzo di materiali di recupero. Il tema conduttore era un dialogo animato e poetico con la luna e quindi con i bambini, che sono stati coinvolti più volte.
Scenografia semplicissima: una scala, una spirale illuminata che faceva finta di fare la luna, una valigia e un ventilatore. E poi il buio e le candele. E due costumi semplici e un cappello da avviatore.
Non c'era una storia vera e propria, un racconto, ma una serie di situazioni, giochi, pretesti.
Alla fine le ho fatto i complimenti. Mai visto uno spettacolo così semplice e così intelligente.
A casa Viola ha realizzato il disegno che segue. Purtroppo i colori che si vedono qui sono un po' alterati dal cellulare. Ma mi ha fatto piacere vedere come la bambina abbia riprodotto con precisione la scena: l'attrice, la luna, il palco, le scalette e soprattutto i bambini che interagivano a breve distanza.
Che bel pomeriggio, proprio nel giorno del compleanno dell'attrice di Pippi Calzeleunghe, di cui scrivevo ieri!

sabato 27 novembre 2010

BUON COMPLEANNO PIPPI


L'Ansa ci fa sapere che l'istituzione Google celebra oggi il sessantacinquesimo compleanno di Inger Nilsson, l'attrice che da bambina ha perfettamente interpretato Pippi Calzelunghe (Pippi Longstocking - Pippilotta Langstrump) , la bambina anticonformista e creativa di Astrid Lindgren (ma fino a poco fa il logo non si vede ancora).
I racconti di Pippi sono nati negli anni quaranta e hanno destato inizialmente un certo scandalo, dato che l'educazione dell'infanzia era a quei tempi decisamente repressiva.
Si ricorda spesso, anche ultimamente, come il novecento abbia visto l'emancipazione della donna.
Ma in realtà, il secolo scorso ha conosciuto anche un progressivo riconoscimento di diversi soggetti deboli, tra cui anche i bambini.
Molto rimane da fare. Ma la centralità dell'infanzia è oggi trasversale a tutte le forze politiche e non è più in discussione. Semmai, si discute, anche ferocemente, sul livello di investimento educativo e pedagogico da dedicare.

Pippi ci ha fatto scoprire (ha contribuito a farci scoprire) che il bambino è dotato di una sua soggettività e di valori morali propri. Un deciso passo avanti rispetto a Pinocchio, il cui percorso è costituito da un adeguamento ai valori morali degli adulti. Pippi fa alcune cose che a Pinocchio sarebbero costate punizioni esemplari. E conquista un grande ascendente sui suoi coetanei. Nel mondo di Pippi, il perfetto mondo scandinavo, gli adulti sono lenti, prevedibili, talvolta poco morali. Pippi risponde con coraggio, forza (ha una forza sovrumana), è già ricca e non deve dipendere dagli adulti. Quindi può scegliere cosa fare e quando farlo.
Ma questo personaggio ha uno spessore ancora più importante: la mamma è in cielo e il papà è in giro per i sette mari. C'è un fondo di tristezza nelle avventure di Pippi, che si percepisce bene sia nel libro che in alcuni dei primi episodi, in particolare quello della festa di compleanno.

Pippi ci fa scoprire il bello della vita, senza nasconderci i problemi. Un'educazione non sempre adeguata, l'esistenza del male e persino la morte.

Certo che vedere oggi gli episodi usciti cinquantanni fa o rileggere il libro è un po' diverso. Certe conquiste pedagogiche sono già consolidate. Basti vedere l'ottimo livello delle scuole materne italiane e quello ancora buono delle elementari, nonostante i recenti tagli.
Rimane la simpatia del personaggio, il suo essere fuori dagli schemi.
E poi c'è un altro aspetto collaterale, ma secondo me fondamentale: il ritmo posato degli episodi del telefilm. Non sono chiassosi, iper cinetici, forzatamente e inutilmente veloci come la maggior parte dei cartoni odierni. Un po' come in Heidi, il bambino può percepire i suoni della natura, il vento, lo scorrere dell'acqua, il silenzio e riflettere, interiorizzando i valori dei racconti.

L'attrice ha dichiarato che vede in Madonna la Pippi contemporanea. Se lo dice lei, lo spunto avrà sicuramente un fondamento. Ma secondo me è impossibile prevedere come un personaggio possa evolversi dopo la conclusione del suo ciclo narrativo.
Non ha senso immaginare Pippi adulta, o Zanardi quarantenne, o Long Jhon Silver anziano. O meglio, si può benissimo fare (ed è stato fatto) ma diventano altri personaggi, con altri scopi e significati.
Ogni personaggio creato per l'infanzia (o ridestinato ad essa) acquisisce un senso per le specifiche regole su cui si fonda e per i significati profondi che riesce ad evocare.
Cercare un seguito, un evoluzione delle loro immaginarie esistenze penso sia più un'esigenza del singolo di rapportarsi con la propria infanzia (adolescenza e giovinezza) e in qualche modo fare i conti con le traettorie della propria di esistenza.

Comunque vada, la Pippi letteraria degli anni quaranta e quella televisiva degli anni sessanta hanno ancora oggi molto da dirci. Grazie a tutti gli autori e interpreti di questo straordinario romanzo dedicato all'infanzia.

venerdì 26 novembre 2010

SWITCH OFF


Niente.
Stava venendo un post troppo lungo. E inutile e retorico (che dopo il Cotta mi sgrida).
Mi limito all'essenziale.

Vieni via con me. E' uno spettacolo. E sono anche abbastanza convinto che questa trasmissione serva anche per traghettare gli spettatori al digitale terrestre. La tentazione di non partecipare allo switch off di oggi (in Lombardia) era forte. Poi ci hanno regalato ben tre macchinette infernali. E la prospettiva di guardare qualcosa di più decente ci ha convinto. E il programma di Fazio e Saviano è servito.
Ma...
Però...

E dunque... Hanno preso l'unica decisione sensata.

ps: questa foto la possono capire solo alcuni, se passano di qua...

IL PROMEMORIA DI FUMETTOPOLI


Ho ricevuto il comunicato di Fumettopoli che, come sempre, è scritto, presumo, in modo veramente originale dal mitico Paolo Puccini. Ve lo giro volentieri, tale e quale, grafica compresa (tranne il numero di cellulare).
Buona lettura e buon divertimento, se avrete la possibilità di visitare la fiera.
Se potessi, mi piacerebbe visitare una mostra mercato del fumetto in incognito, senza dover parlare con nessuno, sfogliando le pubblicazioni sulle bancarelle, senza premure, senza urgenze.

Ecco il comunicato!

Ante PS: Il dipinto che apre il post è di Mark Rothko. Ci sono arrivato utiizzando la chiave di ricerca "pro memoria"


ECCO QUI L'ULTIMO PROMEMORIA PER LA FUMETTOPOLI DI QUESTO WEEKEND...

LEGGETELA TUTTA PER FAVORE, SCRIVO MAIUSCOLO NON XKè URLO MA XKè SONO PRESBITE... LOL

ORARIO 10-20 SIA SABATO CHE DOMENICA
ATA HOTEL EXECUTIVE MILANO STAZ. GARIBALDI
VIALE STURZO 45, INGRESSO DA VIA TOCQUEVILLE CHE è SUL RETRO

IL COSPLAY INIZIA DOMENICA ALLE 14, LE ISCRIZIONI TERMINANO ALLE 13...
ONDE EVITARE LE FILE CONSIGLIAMO AI COSPLAYERS DI FARE LA RICARICA POSTEPAY O DI COMPRARE IL BIGLIETTO CON LISTICKET !!!

DUE PREMI IN PIU PER QUESTO COSPLAY... IL COSPLAY DEDICATO AD UN PERSONAGGIO STAR COMICS ED IL COSPLAY DEDICATO A SAILOR MOON PER LA GP MANGA

ATTENZIONE CHI HA IL BIGLIETTO CON POSTEPAY O CON LISTICKET FACCIA RIFERIMENTO ALL'INGRESSO SULLA DESTRA, L'INGRESSO SULLA SINISTRA è PER CHI ACQUISTA IL BIGLIETTO IN CASSA ED APRE ALLE 10, MENTRE TUTTI I PREPAGATI ENTRANO ALLE 9:45

INGRESSO SCONTATO 8 EURO SE SI FA LA RICARICA CON POSTEPAY PRESSO UNA RICEVITORIA SUPERENALOTTO SISAL

CARTA NUMERO  4023 6004 6467 9374
PER FARE LA RICARICA NON VI OCCORRE AVERE LA CARTA POSTEPAY, PRESSO LA SISAL VI BASTA SOLO CHE DATE IL NUMERO DELLA CARTA E L'IMPORTO CHE DOVETE PAGARE, COMPRENSIVO DEI 2 EURO DI TASSA FISSA, ESEMPIO SE FATE 3 ACCESSI DITE CHE FATE UNA RICARICA DA 26 EURO COMPRESE LE SPESE (3X8=24 + 2) IN OGNI CASO VI DANNO IL CEDOLINO DI RISCONTRO DOVE VERIFICATE L'IMPORTO CHE DOVETE PAGARE...

CONSIGLIAMO RICARICHE MULTIPLE IN QUANTO LA TASSA DI RICARICA è FISSA DI 2 EURO, QUINDI UNITEVI IN PIù AMICI PER FARE UNA RICARICA CHE COMPRENDE PIù INGRESSI, ESEMPIO SE SIETE IN 5 PAGHERETE 5X8 + 2 = 42 EURO...

INGRESSO ALLA CASSA 10 EURO... CON LO SCOMPENSO DI FARE LA FILA...

BIGLIETTO ABBONAMENTO SABATO E DOMENICA 16 EURO SI PUO FARE SOLO CON LISTICKET PRESSO UNA RIVENDITA LOTTOMATICA

PRESSO LE RIVENDITE LOTTOMATICA SI POSSONO ACQUISTARE ANCHE I BIGLIETTI SINGOLARMENTE A 10 EURO, IL BIGLIETTO ANCHE SE APPARE X IL SABATO è UTILIZZABILE A SCELTA SIA SABATO O DOMENICA...

SE AVETE ACQUISTATO UN BIGLIETTO CON LISTICKET E NON POTETE VENIRE, CONSERVATELO CON CURA ED ENTRERETE ALLA PROSSIMA EDIZIONE...

---- LE PERSONE CHE HANNO CHIESTO DI ESSERE CANCELLATE LO SARANNO CON IL PROSSIMO INVIO DI FEBBRAIO... ---

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PS ricevi questa email in quanto sei iscritto (o ti hanno iscritto) alla nostra mailing list. I tuoi dati non sono in nostro possesso, abbiamo solo la tua email senza sapere nient'altro. Per essere cancellato da questa mailinglist rispondi a questa email scrivendo nella riga dell'oggeto la parola CANCELLAZIONE.
ATTENZIONE NON TI SERVE E NON DEVI SCRIVE ALTRO CHE LA SOLA PAROLA CANCELLAZIONE, il sistema è automatico se scrivi qualcos'altro non va a finire nell'elenco delle email da cancellare!!!

se invece devi comunicare con Fumettopoli o con la nostra associazione scrivi a ackassandra@gmail.com per cose urgenti o contatto diretto puoi chiamare il ....., non siamo un negozio quindi non interpelateci per richieste di fumetti... Se cerchi una Fumetteria la trovi nel sito www.fumetterie.it dove c'è l'elenco delle fumetterie Italiane.

giovedì 25 novembre 2010

SCUOLA E FUTURO


Sono piuttosto colpito nel vedere la determinazione con cui studenti e ricercatori stanno protestando, occupando facoltà e luoghi simbolici come la Torre di Pisa e le varie terrazze.
L'attuale governo sta cercando di varare una riforma dell'Università bivalente. Accanto a norme di buon senso o attese da anni, ce ne sono altre devastanti, soprattutto se mancherà la copertura necessaria per assumere i ricercatori.
Il problema dei ricercatori universitari non è nuovo. Già quando andavo ancora alla Statale, ogni ordinario aveva accanto assistenti e associati ben stagionati e ricercatori speranzosi e pagati pochissimo.
La situazione è peggiorata. Al telegiornale, una ricercatrice diceva "Piuttosto mi dicano che ho lavorato male."
Sembra che manchi un progetto di investimento strategico sulla scuola in generale.
Sono rappresentante di classe alle elementari e il quadro si conferma difficile. Le famiglie devono versare un contributo supplementare volontario per sostenere le spese del Circolo Didattico.
Le medie sono in grandissima difficoltà e alle superiori molti insegnanti sono in crisi perché non riescono a gestire le classi.
L'elite studentesca che sopravvive a tutto ciò ed entra nelle università, sperando di fare il salto di qualità, si trova alla fine con un pezzo di carta che non vale molto, eccezioni a parte.
La selezione, così, è fortissima. E anche squilibrata socialmente. A danno di tutti.

In questo quadro difficile, carico di frustrazioni, la riforma Gelmini ha suscitato questa protesta accesa, che lo stesso ministro aizza con dichiarazioni provocatorie ("baroni e studenti contro la riforma").
Nelle immagini disponibili si vedono alcuni studenti rispondere fisicamente alle manganellate della polizia. Che non è certo una cosa salutare. C'è da sperare che nessuno perda la testa.
Ma, appunto, mi colpisce la loro determinazione. E' una novità rispetto a tutti i movimenti di protesta di questi ultimi venticinque anni. Eh sì, occorre ricordare che i problemi della scuola non sono certo una novità. E l'impotenza trasversale della politica italiana, anche in questo campo, è veramente tragica.
O non c'è un disegno strategico o, se c'è, è pesantemente al ribasso.

Sta di fatto che alcuni studenti hanno voluto "assaltare" più o meno simbolicamente il Senato.
Anche questa mi sembra una novità. Un segnale di insofferenza molto pesante.
Sarà un caso, ma la sera prima avevano ridato in TV la versione cinematografica di V for Vendetta, che si conclude proprio con una rivolta in due atti: la riconquista pacifica della piazza da parte di una folla che indossa la maschera di V e la distruzione violenta del Parlamento inglese fascitizzato.

Tranquilli. Non penso che la televisione possa arrivare a tanto e mi sembra eccessivo che un film possa aver suggerito una forma di protesta così automaticamente.
Solo che la coincidenza temporale può stimolare, ancora una volta, una riflessione sul rapporto che intercorre tra governanti e governati. E su come un sistema possa autocorreggersi.
E questo dovrebbe avvenire senza violenza. Almeno, io la penso così.

ps Il film è un palese tradimento del fumetto, ma qualcosa si salva. Il fumetto di Moore e Lloyd rimane invece un capolavoro grafico-intellettuale e me lo andrò a rileggere ancora una volta molto volentieri.

mercoledì 24 novembre 2010

I BISCOTTI DI ISOLA DOVARESE


Sono contento che il post alla "Vieni via con me" sia piaciuto così tanto!
Allora per festeggiare, o per evitare che mi prendiate troppo sul serio, torniamo a parlare di biscotti.
Come vi dicevo, ho scoperto come sono nati i fumetti partendo dai biscotti svizzeri che illustrano il post dell'altro giorno. Sto preparando il nuovo intervento, che deve essere molto convincente.
Nell'attesa, mi sto gustando, e vi consiglio di fare altrettanto, gli straordinari biscotti di pastafrolla prodotti dalla pasticceria dei F.lli Castellucchio di Isola Dovarese, che vedete ritratti nella foto assieme alle loro specialità. Dovete sapere che, oltre ad essere buonissimi, morbidi ma consistenti, dolci e aromatici, pucciabili in ogni tipo di bevanda da colazione, dal the al caffé, dal latte ai frullati... oltre a tutto ciò, costano anche relativamente poco.
Alla Festa del Torrone, mentre quasi tutti imponevano prezzi ladreschi, loro vendevano mezzo kg di biscotti a 3,90€, se non sbaglio (forse meno).
Ah! Si chiamano Bissolanini!
Li sto mangiando molto molto volentieri.
E anche i piccinini con moglie!
^__^

ps l'altra loro specialità che conosco bene (grazie Bea&famiglia!!) sono gli Isolini, che potete vedere nel vassoietto centrale dorato, dietro a quello bianco. Slurp!!

martedì 23 novembre 2010

IVO MILAZZO E IL GIOVANE AUTORE LEGGONO L'ELENCO DI CIO' CHE DEVE E NON DEVE ESSERCI IN UN CONTRATTO


Avete visto ieri sera "Vieni via con me"?
Che sorpresona! C'erano Ivo Milazzo ed un giovane autore esordiente, Rino Corrie, che hanno letto due elenchi: il primo conteneva gli elementi che devono esserci in un contratto di diritto d'autore ed il secondo le cose che non devono assolutamente esserci.
Su youtube non c'è ancora il video e vi propongo la trascrizione fedele di quanto è stato detto.



IVO MILAZZO LEGGE L'ELENCO DELLE COSE CHE DEVONO ESSERCI IN UN CONTRATTO DI DIRITTO D'AUTORE PER LA PUBBLICAZIONE DI OPERE A FUMETTI

- La data di stipula
- Il nome dell'autore
- Il nome e la ragione sociale dell'editore
- Il titolo e la descrizione dell'opera
- Descrizione apporto creativo dell'autore
- Dichiarazione di responsabilità della paternità dell'opera
- Il tipo di pubblicazione prevista
- Periodicità e tiratura
- Tempi e modalità di consegna
- Attribuzione proprietà originali e materiale preparatorio
- Luogo/nazione di pubblicazione
- Compenso e modalità di erogazione per la pubblicazione
- Eventuali ristampe e compensi previsti
- Altri possibili sfruttamenti, quali traduzioni all'estero, pubblicazione su altri supporti etc.
- Compensi e modalità di erogazione per gli altri utilizzi
- In caso di più autori, modalità di collaborazione e percentuali di ripartizione compensi e diritti
- In caso di creazione di serie, modalità di intervento sugli apporti creativi degli altri autori
- In caso di collaborazione a serie create da altri, modalità di intervento sul proprio apporto creativo
- In ogni caso, modalità di intervento dell'editore sull'opera
- Durata del contratto e modalità di modifica e rinnovo


IL GIOVANE AUTORE ESORDIENTE RINO CORRIE, DOPO TANTE NEGATIVE ESPERIENZE, LEGGE L'ELENCO DELLE COSE CHE NON DEVONO ESSERCI IN UN CONTRATTO DI DIRITTO D'AUTORE PER LA PUBBLICAZIONE DI OPERE A FUMETTI O CHE NON DEVONO COMUNQUE ACCADERE

- La rinuncia alla paternità dell'opera
- La possibilità da parte dell'editore di modificare l'opera senza una preventiva intesa
- La cessione di tutti i diritti per sempre (a meno di super compensi a cui non si può dire no...)
- L'assenza di una data o della durata del contratto
- L'assenza di un compenso o di altro bene/valore morale approvato dall'autore.
- La cessione gratuita degli originali
- La menzione incerta o assente dei diritti ceduti
- La ripartizione ingiusta di compensi e diritti tra co-autori
- Il pagamento delle spese di edizione parziale o totale da parte dell'autore
- L'obbligo da parte dell'autore di acquistare parte della tiratura o le copie invendute (che invece possono essere diritti da esercitare e concordare)
- La possibilità di subire riduzioni del compenso vessatorie in caso di ritardo nelle consegne, o peggio di dover pagare multe
- La mancata comunicazione delle copie vendute
- La mancata comunicazione di iniziative di promozione dell'opera
- L'incarico di proseguire l'opera attribuito ad altri autori, senza previa e congrua intesa
- L'accettazione di modalità di lavoro e consegna pesanti o umilianti
- L'imposizione di riprodurre opere altrui, senza il consenso degli aventi diritto

Torna Fabio Fazio in studio che annuncia i successivi artisti.

(fine)


PS1: In realtà a "Vieni via con me" non è mai avvenuto questo doppio monologo e i testi sono miei (!). Il post rappresenta un affettuoso omaggio ad Ivo Milazzo, protagonista, spesso solitario, di tante battaglie. Oltre che una dedica sentita ai tanti autori ingenui o sfruttati che ho conosciuto in questi anni.
PS2: La foto di Ivo Milazzo è stata scattata nel 2005 a Cremona, presso il Centro Fumetto "Andrea Pazienza", durante il convegno che abbiamo organizzato proprio con Ivo sulla proposta di modifica della Legge sul Diritto d'Autore, durante il Piccolo Festival.
PS3: Gli elenchi di cui sopra sono puramente indicativi. Tenete d'occhio i blog di Marcello Toninelli, Michele Petrucci e Claudio Stassi per essere aggiornati sulle iniziative che alcuni autori italiani hanno intrapreso a favore della categoria. Tenete d'occhio AFNews per essere aggiornati in merito a problematiche legali, tecniche e sindacali in materia.

domenica 21 novembre 2010

DUE GIORNALISTE SCONVOLGONO LA MIA TOP TEN...


A me piace tenere un tono ironico. E anche autoironico.
Questo è un blog e non pretendo di postare nulla più che spunti di ragionamento, riflessioni personali, sfoghi, aneddoti vari. Quando posso, mi piace anche sostenere iniziative che mi sembrano interessanti, a cominciare ovviamente da quelle del Cfapaz.
Da un po' tengo d'occhio le statistiche del blog. E sono rimasto sorpreso dallo scoprire che negli ultimi sei mesi, il posi più letto fosse quello dedicato alla morte di Michael Jacksons. Non quindi quelli di argomento fumettistico, come sarebbe stato ovvio aspettarsi. In rete ci sono quantità abnormi di persone che cercano i loro idoli e tutto quanto li riguarda. Infatti qualche fans si è incavolato per quello che ho scritto. Un classico.
Al contrario, in genere, i post che dedico ai temi politici, sono decisamente meno letti e discussi. E questo è un segno di come la politica stia allontanando le persone.
A metà, come gradimento, stanno quelli sul fumetto, che attizzano però solo se polemici, anche vagamente.
Comunque i temi di costume attirano molto di più.
Lo testimonia la classifica dei post più letti che ha subito negli ultimi giorni alcune esagerate variazioni. Avevo dedicato un trittico di post alle tre donne immagine dell'informazione di La7, ironizzando sull'investimento estetico di questa TV. Tutte e tre sono professionalmente molto brave. Ma la Luisella viene inquadrata dal basso, la Ilaria di petto e la Lilli di viso. E' chiaro che queste scelte non sono casuali.
E infatti... infatti nell'ultimo mese, ben 132 persone sono arrivata sul mio blog con questa chiave di ricerca: "luisella costamagna gambe" e molte altre con chiavi simili.
Risultato, più di 800 click su quel post, che va a superare quello su Jackson.
Negli ultimi giorni molti altri si sono accorti di Ilaria D'Amico. Non so cosa sia successo, ma sono più di 200 i click su quel post nell'ultima settimana, di cui 130 solo nelle ultime ventiquattro ore... E adesso anche quel post ha fatto irruzione nella top ten...

Insomma, è chiaro che la strategia di La7 funziona. Almeno non sono veline. Almeno sono brave. Ma è l'ennesima dimostrazione che in Tv vediamo solo e semplicmente spettacolo. Informazione-spettacolo, cultura-spettacolo, musica-spettacolo. E questo alla lunga non va per niente bene.

ps post rieditato a causa di numrosi refuuusiii ;-)

Voglio allora provare a contrastare questa "deprecabile" tendenza in corso, che rivela anche l'atavica fame maschile che imperversa nel web, con un nuovo post sul fumetto.

Che partirà da quei biscotti ritratti nella foto di apertura!
Insomma, ho scoperto quando sono nati i fumetti....

sabato 20 novembre 2010

HO MODIFICATO LA FOTO DEL MIO PROFILO


Come stanno facendo in tanti su facebook.
Niente di serio. Ma mi è venuto in mente Peter Rei, uno dei protagonisti del corale Gundam.
Mai viste tutte le puntate e non so come finisce. Ma l'emozione di quei combattimenti, i Mobil Suit della Federazione, contro quelli germaneggianti di Zeon. La presenza di ragazze coraggiose. E il cattivo incarnato da un ragazzino biondo e ineffabile. E poi i rumori dei robot, delle navi, delle stazioni orbitanti.
Chissà se mai rivedrò tutto ciò.

Per questo ricordo, ho provvisoriamente sostituito la precedente foto che mi ha scattato Massimiliano Clemente mentre preparavo le crepes nella residenza collinare lucchese di Tunué.


Fino ad oggi ho usato 16 diverse immagini per il mio profilo.
Rivedendole, ci sono tutto: famiglia, calcio, magnare, fumetto e stare insieme.

Sto ripensando ad Angouléme. E' arrivata ieri la conferma per lo stand.
Una delle foto usate per il mio profilo rievoca una spedizione di almeno dodici anni fa.
Sono assieme a Daniele Cauzzi, Andrea Stefanoni e Gigi Rizzi.

Per vedere le altre, andate sul mio profilo di fb. Oreevuuuaaar!

venerdì 19 novembre 2010

CRUNK CRUNK GNAM GNAM: LA FESTA DEL TORRONE


Il torrone è un dolce buonissimo, disponibile in decine di versioni strepitose. Certo, per i denti e la salute... Ma basta non eccedere! Se volete conoscerne i segreti e assaggiarne le ricette, non potete mancare alla Festa del Torrone di Cremona!!

Come Cfapaz ci saremo per tutto il week end con i nostri autori (volete vedere disegnare dal vivo persone super come l'Anna Merli? Approfittatene!!!) e con la mascotte che abbiamo creato per il festival, Cremoncino, elaborato da un gruppetto composto dalla Margherita Allegri, Francesca Follini and me.
Vi rimando alle pagine del Cfapaz per approfondire tutte le info, comprese quelle sulla manifestazione in generale.
All'interno del programma, c'è anche un'iniziativa che non abbiamo organizzato noi, ma che è interessante per vari motivi, anche per alcuni spunti critici che potrebbe stimolare. Si tratta della presentazione di "Saule. La quinta stagione", fumetto dedicato alla violinista lituana Saule Kilaite, diventata famosa non solo per la sua bravura ma anche per la sua appariscente bellezza. Dunque un fenomeno mediatico, ora sostenuto anche da un fumetto cartonato a colori, sceneggiato da Antonio Serra e disegnato da Massimo Fantuzzi. Proprio Serra sarà a Cremona, alla Festa del Torrone, assieme alla violinista, domenica pomeriggio alle 15.00. Che ci crediate o no... sarò li soprattutto per il mitico Antonio!


Un po' di news varie.

L'amministrazione di Lucca entra in crisi. Indirettamente ci saranno conseguenze sulla manifestazione e sul Museo, se ci saranno cambiamenti. Chissà se faranno comunque il dibattito annunciato.

Dopo The Guardian, ecco l'Herald Tribune ad occuparsi di politica italiana. Ecco il titolo del sarcastico intervento: Italy’s Political Houdini May Not Escape This Time. Indovinate a chi si riferisce... Sob...

La mamma di Federico Aldovrandi non parteciperà ad una delle prossime puntate di Vieni via con me. E' cambiata la scaletta.

Arriva finalmente il registro dei tumori a Cremona. E i dati sono, com'era prevedibile, allarmanti.

That's all folks!

giovedì 18 novembre 2010

PRECARI O FLESSIBILI?


Conosco persone in ansia per il proprio lavoro. Alcuni sono amici o famigliari, altri ottimi conoscenti, comunque persone che stimo o addirittura colleghi. Fino al 31 dicembre hanno l'incarico. Poi non si sa. Forse. Si vedrà. E' un momento difficile. etc etc etc
Le persone che conosco sono anche in gamba. Conoscono il proprio mestiere. Hanno energia e voglia di fare. Spesso sono anche decisamente intelligenti. Spesso sono anche donne. Quindi anche alle prese con la prospettiva di una maternità, che sarebbe bello se potesse essere una scelta non sofferta, o addirittura tradursi in una rinuncia perché non si può.

Su questi temi, si è attivata una bella discussione nei commenti ad un recente post di Tito Faraci.
Alcuni navigatori fanno presente la differenza tra flessibilità e precarietà, laddove la prima condizione può effettivamente voler dire libertà/benessere e la seconda sfruttamento/malessere.

La vera flessibilità è per pochi.
La condizione di precarietà sta frustrando troppe persone, sia i quarantenni che possono ancora avere molto da dare, sia i ventenni che dovrebbero essere i motori del nostro futuro.

Per non precipitare, serviranno atti e scelte importanti, perché quando finiranno i risparmi dei nonni e dei genitori, allora sì che sarà dura.

ps l'immagine è di Alfio Catania.

mercoledì 17 novembre 2010

FINCHE' MORTE NON VI SEPARI


La rassegna stampa mattutina di Radio Radicale mi ha informato di questo articolo del Guardian, che si stupisce della circostanza che il nostro Presidente del Consiglio sia ancora in carica.
Con la consueta razionalità (un filetto snob) anglosassone, Tobias Jones ricostruisce la situazione e arriva alla conclusione che, visto il potere economico e mediatico del cavaliere, solo la... morte del suddetto può essere risolutiva. Oppure un processo di de-berlusconizzazione che forse appare ancora più incredibile del primo "rimedio".

Metto in relazione l'articolo con la rubrica odierna di Massimo Gramellini su La Stampa, che come al solito scrive cose di buon senso, ripartendo dalla seconda puntata di Vieni via con me.

A cui si collega anche questa vignetta di Makkox. Geniale. Tutto in sintonia.

martedì 16 novembre 2010

BLUNITRO + FRANCY = ROCK + FUMETTO. MEGA!


Ecco i Blunitro, un gruppo cremonese serio, che fa la sua musica ed è composto da musicisti che sono da un po' sulla scena. E quindi sanno. Non solo suonare e cantare.
Si sono trovati con la Francy, si sono piaciuti e il nuovo EP si avvale di un video realizzato proprio dall'autrice di Progetto Uranus.
Considerando tutto, direi veramente niente male.
Vi lascio al video e segnatevi la loro presenza al Fillmore di Cortemaggiore venerdì prossimo. Faranno da spalla (pare che adesso si dica Warm Up) dei Zen Circus e dei Bud Spencer Blues Explosion. E forse ci saremo anche con l'autrice e un banchetto by Cfapaz.

LISTE DI DESTRA E DI SINISTRA. VIENI VIA CON CHI...?



Seconda puntata di Vieni via con me.
Secondo riuscitissimo esempio di trasmissione commerciale.
I valori, gli stili, le parole, i comportamenti che una parte degli spettatori italiani, abbastanza trasversale a destra e sinistra, ama sentire e vedere.
Ecco... mentre la partecipazione alla politica è in calo (ma non ad altre forme di volontariato ed impegno sociale) e soprattutto produce classi dirigenti sempre meno all'altezza delle responsabilità che ricoprono, la fruizione dei valori politici continua a piacere.
Così Bersani e Fini sfondano in televisione, costringendo Paolo Rossi, venuto dopo di loro, a specificare che sarebbe lui il comico, lui l'attore. Ma Bersani e Fini non sono né comici né attori. Sono politici moderni che hanno imparato da Berlusconi il marketing politico.

E questo è già il dopo-Berlusconi.

Gli autori del programma sono stati scaltri. Fazio spiega che ora si parlerà di politica e fa leggere un paio di liste (l'intuizione come al solito geniale di Umberto Eco, tradotta in spettacolo) ad una ragazza ed una maestra: si parla di ricerca del lavoro e di una bambina rom continuamente sotto sgombero. E poi dà la parola ai due politici: date voi le risposte.

E le risposte sono da manuale della retorica: Bersani parla di diritti, orgoglio, civiltà, eguali possibilità per tutti, giovani, precari, immigrati, donne. E Fini risponde con solidarietà, civiltà, Patria, giustizia e legalità.
Sono tutte belle parole, pronunciate da due abili oratori, che rivelano una visione del mondo non così antagonista, non così diversa come si potrebbe supporre. E le diversità sono soprattutto di matrice storica. Perché le vere domande sono altre: come pensano per esempio Destra e Sinistra di agire rispetto alla finanza ed al mercato, che stanno divorando tutte le nostre conquiste? E sull'energia? E la Mafia?

Mi chiedo se oggi i partiti sono veramente in grado.Di fare qualcosa, intendo.
Rimosso il costosissimo Berlusconi il prima possibile, bisognerebbe che tutti quelli rimasti si mettessero d'accordo per un nuovo patto rifondativo. Se l'Italia televisiva produce una roba che va dalla Lega ai Comunisti vari, tanto vale che tutti questi si parlino una volta per tutte e si mettano d'accordo sulle regole di base dello Stato.

Se esiste ancora uno Stato.

Si vede che mi sento un po' distante da tutto questo, ma mi dispiace?

Poi c'è stato anche il caso Welby.

lunedì 15 novembre 2010

SOB... ULTIMO GIORNO PER CHIARA


Sono un po' triste oggi... Non tanto perché non mi sono ancora ripreso da Lucca e la montagna di roba da fare e pensare mi scoraggia parecchio... Quanto perché oggi la nostra Chiara Onger finisce il suo anno di Servizio Civile. E venendo dalle remote lande del Lago d'Iseo, la rivedremo sì, ma ogni tanto.
Fino ad oggi, tutti i progetti di Servizio Civile, che ci hanno portato volontari, sono andati bene.
Questo è stato particolarmente positivo, anche perché passavamo dai soliti due posti ad uno solo. Serviva un super volontario, che facesse per due.
Ed è arrivata Chiara.

In gamba, simpatica, forte, coraggiosa, senza la puzza sotto il naso che hanno, permettemelo, talvolta le ragazze. Ma non per questo non rigorosa. Da Chiara mi aspettavo una serie di cose. E oltre quelle ne sono arrivate altre. Un perfetto esempio di Servizio Civile dove non c'è stato solo il supporto all'ente ma anche la possibilità per la persona di maturare, fare un'esperienza vera.
Oggi pomeriggio, penso se lo aspetti (e tanto non segue i blog), la festeggeremo alla buona, ma intensamente.

Intanto ecco qualche foto. In alto al Cfapaz durante una festina di un'altra nostra ex ottima volontaria.
Poi, qua sotto, un tris di fiere: Napoli Comicon, Treviso Comic Book Festival e Lucca Comics.
Soffermiamoci sull'ultima: è un breve video girato da Alessandro Fusari e visibile sul suo blog, assieme ad un mini resoconto di Lucca Comics. Il video è bello anche perché c'è la Francy che fa "animazione" e perché si sente la voce della Chiara.

Grazie di tutto.





video

TEX GITANEGGIANTE

Ieri sera abbiamo ascoltato gli Acquaragia Drom al Festival Segni d'Infanzia di Mantova.
Hanno eseguito anche una splendida cover di 24.000 baci.
Su you tube non ho trovato il video.
Ma ho trovato questo, in cui gli scatenati musicisti molisani fanno un po' di allegro casino assieme a Piero Pelù, e reinterpretano la classica Tex dei Litfiba.

Buona settimana!

venerdì 12 novembre 2010

PECCAVA DI BONOMIA (POST SULLA MEMORIA)


Questo anziano signore, ritratto nella foto, ha più di novanta anni ed è stato da giovane un partigiano.
Non quanto sia famoso. Ma per Cremona è un personaggio importante. E' stato anche sindacalista, parlamentare, assessore e ancora oggi è Presidente dell'Anpi locale.
Si chiama Enrico Fogliazza, detto il comandante Kiro. Ed è ancora oggi ascoltato con rispetto e attenzione, anche dai giovani che ha occasione di incontrare.
Ci sarebbero tanti temi da affrontare e approfondire, quali le anime fasciste, socialiste, agrarie, cattoliche, commerciali del nostro territorio, del suo vivace ma anche oscuro novecento.

Sarà per un'altra volta. Il motivo di questo post è che ieri c'è stata a Cremona la presentazione del libro Maledetto Sanmartino, scritto proprio da Kiro Fogliazza. Si parla di quanto accaduto nel secondo dopoguerra, nelle campagne cremonesi, dove si sono svolti conflitti sociali anche drammatici. L'espressione San Martino si riferisce ai traslochi, spesso obbligati, che si facevano da una cascina all'altra, per spostarsi dove c'era lavoro. Non sempre questi spostamenti erano volontari e gradevoli. Alcuni agricoltori non avevano problemi a interrompere il rapporto di lavoro anche con centinaia di contadini alla volta, secondo convenienza.

Conquistare certi diritti non è stato per niente facile.


Come vedete, il pubblico partecipante non era proprio di giovanissimi, anche se la sala della CGIL si è riempita bene.
Sono intervenute anche alcune persone che conosco molto bene, come il sociologo Renato Rozzi e il Professor Rodolfo Bona che, assieme a Giancarlo Corada e al Segretario CGIL Mimmo Palmieri, hanno scritto alcuni testi per la pubblicazione.


Ma c'era anche qualcun altro: Gianluca Foglia, in arte Fogliazza, fumettista e vignettista (scoperto dal Cfapaz dieci anni fa, tramite il concorso provinciale esordienti). Gianluca ha creato uno spettacolo dedicato alla Resistenza, intitolato Memoria Indifferente. E proprio partendo dal quel format, ha dedicato un appassionato monologo a Kiro, in apertura dell'incontro, accompagnato dal musicista Emanuele Cappa. Un bel monologo, personale e profondo, completato dallo splendido ritratto che vedete nella foto qua sopra e che è realizzato nella stessa forma di quelli di Memoria Indifferente.

E' stata sottolineata la curiosa coincidenza che vede il cognome del partigiano uguale al nome d'arte dell'autore. Pura coincidenza basata sulla circostanza che Gianluca fà Foglia di cognome e sembra quasi abbia voluto dotarsi di un nome de plume carico di acidità. In effetti molte sue vignette sono tutt'altro che tenere...


Ecco l'omaggio a Kiro, montato su un cavalletto. A fianco l'amico Rudy Bona, uno degli amici con cui abbiamo fondato il Cfapaz nel 1988. Poi, ben presto, Rudy ci ha lasciato e si è concentrato sulle passioni: l'insegnamento, l'arte e la politica.


E qui, in trio con Gianluca e Rudy in una foto dal basso che rappresenta un nuovo piccolo "tormentone" dopo quelle sugli "epigoni".

E così ci arrivo in fondo.

Se mi avete letto sin qua, potrete finalmente comprendere il perché del titolo. E non è un perché banale.

Dopo gli interventi dei relatori sopra elencati, quando ormai Deo, figlio di Kiro, stava per chiudere l'incontro, annunciando il rinfresco a base di roba nostrana, nella sala accanto, ecco che proprio Kiro chiede la parola.
In sala cala un silenzio attento e rispettoso. Il partigiano di un tempo parla di come si viveva e si lottava negli anni quaranta. Non riesco a seguire bene tutti i passaggi, perché mi mancano alcuni riferimenti, ma il senso complessivo è chiaro. Poi Kiro annuncia il desiderio di dire una certa cosa per la prima volta. Anche qui mi mancano dei riferimenti, ma il contesto è quello dei fatti di Val di Susa, dei giovani partigiani accorsi dalle province del nord per fare guerriglia, per danneggiare le vie di comunicazione attraverso cui i nazisti facevano affluire rifornimenti e truppe. E delle rappresaglie, che ad un certo punto hanno visto in quei luoghi affrontarsi anche cremonesi fascisti e antifascisti, con strascichi che durano ancora oggi.
Ad un certo punto vengono fatti prigionieri dei repubblichini, giovanissimi. Interviene un capo partigiano comunista che ne vuole imporre la decimazione. Kiro, comunista anche lui, si oppone. Ma viene allontanato. Vengono scelti dieci ragazzi da fucilare. Ma uno di loro si divincola. Scatta un parapiglia dove si spara da tutte le parti, con feriti. C'è anche il nome di un partigiano che poi diventerà personaggio importante, tra quei feriti. Mi sembra di aver capito che la strage non si consumò. Ma anche in seguito a questo episodio, la fama di Kiro tra i comunisti dell'epoca fu segnata da questo difetto: peccava di bonomia.

In quella sala abbiamo ascoltato la testimonianza di una persona che c'era.
E' la sua parola. Kiro racconta di come gli sembrò assurdo uccidere dei ragazzi che potevano essere lì con la stessa casualità con cui un giorno pure lui aveva fatto la sua scelta. E aggiunge che se proprio bisognava andare a prendere qualcuno, bisognava avere il coraggio di prendere i Valletta e gli Agnelli, che quel regime avevano sostenuto.

Non mi stupisco. Trovo una certa continuità, lo stesso tipo di realistica vigliaccheria, in quei sinistri figuri forti con i deboli (la decimazione di giovani "fascisti") e deboli con i forti (l'accondiscendenza verso certi poteri economici).

Kiro, alzando la voce, ha detto "Lo dovevamo dire subito! Lo dovevamo dire subito! Ma sembrava di attaccare la Resistenza, non si poteva..."
Chissà se si fosse detto subito. Chissà se ne sarebbe scaturita un Italia diversa. Che certo di fonda anche sulla Resistenza, su quel riscatto ideale e generazionale pagato con il sangue. Ma che ha prodotto anche delle ingiustizie, delle prevaricazioni, delle vendette, delle ipocrisie. Chi proviene da famiglie politicamente miste sa perfettamente che la memoria non è condivisa. Sa che si è ammazzato un po' di qua e un po' di là. Un problema che riguarda anche molti altri periodi della nostra Storia che, non pochi, pensano che debba essere completamente riscritta.

Non sono in grado di giudicare razionalmente Kiro, perché non ho vissuto quello cha ha vissuto lui e posso dire di averlo conosciuto solo negli ultimi anni. Però, il suo contributo di oggi mi colpisce.
E lo faccio mio così: i crimini dei partigiani non compensano quelli dei fascisti. I crimini dei partigiani non possono essere minimizzati come banali eccessi giustificati dalla situazione particolare. I crimini del fascismo rimangono tali e non sono compensabili da nulla.
La memoria deve essere totale, completa, non deve guardare in faccia nessuno. Non deve esistere una ragione di stato, una convenienza politica che possa consentire di rimuovere quanto accaduto.

Voglio sapere tutto.

Tutto sullo squadrismo fascista. Tutto sul perché la grottesca marcia su Roma non fu fermata. Tutto sulla morte di Matteotti. Tutto sui lauti guadagni di industriali e agricoltori. Tutto sui compromessi della Chiesa. Tutto su come sono state conquistate le ultime colonie. Tutto sul favoreggiamento delle armate naziste. Tutto sulla persecuzione razziale degli ebrei, degli zingari, delle minoranze. Tutto sul tradimento consumato nei confronti dei soldati italiani. Tutto sul sacrificio dei giovani partigiani. Tutto sulla deportazione degli ebrei. Tutto sui bombardamenti degli alleati sulle città italiane. Tutto sugli eccidi nel triangolo rosso. Tutto sull'oro di Dongo. Tutto sulle foibe. Tutto sul referendum tra Monarchia e Repubblica.

E voglio sapere anche Tutto il Resto.

Penso che quando un ventenne ha il coraggio di opporsi a tutto questo, tutto, penso che questo ventenne sia veramente un eroe ed un esempio per tutti.
La memoria deve essere totale, completa, non deve guardare in faccia a nessuno.
Solo così possiamo sanare le ferite, capire e dare un senso alla nostra convivenza.
Solo così possiamo esercitare il nostro diritto alla libertà.

SIESTA DI FESTA CON TAPIRULAN!


Domani pomeriggio! Tutti a Cremona per l'appuntamento "in" dell'anno! Dalle 18.00, in Santa Maria della Pietà. Abbiamo dato un po' di aiuto anche noi del Cfapaz, come per le precedenti edizioni.
Il programma della giornata qua.

giovedì 11 novembre 2010

VIENI VIA CON ME: CALL CENTER E BALLETTO FINALE

Foto dalla bella Gallery del Sole24Ore
http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Italia/2010/prima-puntata-vieni-via-con-me/prima-puntata-vieni-via-con-me_fotogallery.php?id=15
Quegli spunti geniali di Benigni, il coraggio di Saviano (pur con qualche ingenuità), Daniele Silvestri, Vendola, Abbado..., mi avevano fatto trascurare due passaggi straordinari della trasmissione di Fazio e Saviano, che ha avuto un tale successo.... CHE NESSUN POLITICO L'HA ATTACCATA!



Per esempio la lettura della lista degli insulti agli operatori dei call center...
Prima o poi (o l'ho già fatto?) scriverò delle mie telefonate con queste persone.
Che... poveracci... ma se mi telefonano alle 20,00 mentre i bambini bambineggiano... grrrrr!

E poi il meraviglioso balletto finale che ha chiuso la trasmissione.
Stupendo!
Protagonista la Compagnia Aldes di Lammari... vicino a... Lucca!
Regia di Roberto Castello che, se non è un omonimo che fa lo stesso mestiere, ha collaborato in passato con le Politiche Giovanili del Comune di Cremona.



Cito una citazione dai commenti al video on line su youtube.

"quel balletto su una versione sempre più veloce della canzone di Paolo Conte che dà il titolo al programma, quel balletto inquietante e frenetico stile Blade Runner o l'epilogo di Strange Days, con i volti dei grandi italiani sui pannelli dello sfondo, e quei ballerini strepitosi ma vestiti trasandati e danzanti su macerie, ballerini che sanno muovere a ritmo perfino gli addominali e le guance. 
Beh, quel balletto è stato uno dei momenti più belli della tv degli ultimi anni." da il Sole24ore


Forse per solo questo spettacolo potrebbe essere meno gravoso pagare il canone...

mercoledì 10 novembre 2010

MAKKOX CHE NON LEGGE PRATT MA CHE E' BRAVO LO STESSO


Finalmente l'ho letto (grazie C.!!).

Anche se ne ho intuito lo sviluppo (quindi mi sono sorpreso meno del previsto) mi ha convinto anche questa terza storia di Don Mimì. Tutto ruota proprio attorno a lui, al suo cinismo simpatico, alla sua durezza fino ad un certo punto, alla sua bastardaggine che in fondo raddrizza i torti.
Poi lo stile. Praticamente unico. Dunque innovativo.

Certo che il progetto iniziale di Canemucco è saltato.
Doveva essere un periodico da edicola con fumetti e racconti, di tanti autori, oltre alla star Makkox.
Questo terzo numero si rifugia nelle fumetterie ed è un one session man. Un centinaio di pagine del Nostro. Gli altri autori non hanno contato niente? Il progetto di rivista è fallito?
Probabilmente serviva un traino convincente per portare un po' di lettori ad inseguire Canemucco. E un numero tuttomakkox può in effetti essere convincente.
Dal prossimo, ritornano anche gli altri autori. Speriamo con esiti migliori.

Tre spunti.

- Forse le trame dei racconti di Makkox stanno un attimo sotto alla brillantezza dei testi e dei disegni. E' straordinario come l'autore ci fa seguire le parole e contemporaneamente le tavole. Riesci a non perdere il filo anche quando il personaggio è fuori campo. E' un pifferaio sapiente, il Nostro. Le storie possono migliorare.

- Sul blog di Canemucco arriva il solito lettore a tentare paragoni strampalati: Pratt. Non dico altro.
Ma dice Makkox: con vergogna ammetto una cosa che farei più bella figura tener per me: non ho mai letto UNA sola storia di Hugo Pratt. Giusto come nota curiosa, nient’altro 
Sorvolo sulla replica. Non importa. Giustamente ognuno la pensa come vuole. Meglio prendere nota ancora una volta che non sempre i fumetti arrivano da altri fumetti... Anzi, forse, in fondo, quasi mai...


- Se collaborassi ad una rivista di informazione e critica, farei alcuni accertamenti. Ma siccome scrivo sul mio blog, soddisfo l'esigenza del parlarne qui ed ora. Non so se i distributori abbiano preso iniziative in accordo con l'editore. Ma se ciò non fosse accaduto, sarebbe assurdo. Un indice di assenza di professionalità ed una prova di conflitto di interessi (a favore di altri). Mi auguro quindi che qualcosa sia stato fatto per far avvicinare quei 4.500 lettori di Canemucco dalle edicole alle fumetterie. Non solo per far loro seguire Makkox & c. ma anche per presentare il prodotto fumetto a disposizione.

martedì 9 novembre 2010

SE FOSSI A PERUGIA.... NADIA BUDDE!


Concludo con Perugia questa ideale lamentazione di non vivere in città come Firenze, Roma e Perugia. Una lamentazione autoironica. Sono io che non posso spostarmi. E poi non è che a Cremona non accada nulla. Prestissimo dirò cosa ci sarà sabato 13 novembre...
Però è grave che non sia ancora riuscito a visitare la galleria Mio Mao, dei gentilissimi e squisitissimi Cristina e Fausto. Questa volta avrei anche potuto conoscere meglio questa Nadia Budde, per me una novità. Leggo le news in rete ed è proprio roba carina, presentata seriamente. Vi rimando alla galleria e allo spaziobianco. C'è anche questo servizio di Gianluca Testa, Exibart, dove si approfondiscono le ragioni della nascita di questo spazio.

SE FOSSI A ROMA... CHIACCHIO, PARISI, RIBICHINI...

Prendete nota!
Andateci e fatemi sapere!

Le immagini sono linkate ai rispettivi siti, dove troverete ulteriori informazioni sugli autori e sugli eventi.



PARTIGIANI MEDIATICI


Da circa vent'anni è in corso una specie di guerra civile mediatica.
Per forza. E' "sceso in campo" il proprietario delle tre più grandi Tv private e facendo leva su di esse, grazie anche a qualità recitative straordinarie, ha conquistato l'Italia (forse per conto terzi...), permeandola di disvalori di ogni tipo.
Siccome è un imprenditore, non si è limitato a prendere. Ha anche dato. Pagato, per la precisione.
Ci sono così interi gruppi dirigenti che sono stati sdoganati e promossi al governo. In cambio, il sostegno acritico e inossidabile a qualunque provvedimento a favore del datore di lavoro.
L'opposizione, pavida, vigliacca e talvolta persino opportunista e talaltra addirittura venduta, non è riuscita a contrastare gli eventi. Anche i governi Prodi non sono riusciti a contrastare o controllare veramente i veri problemi che stiamo vivendo: il senso di una nazione, la partecipazione al governo internazionale, la perdita del potere d'acquisto, ambiente ed energia, scuola, giovani...

In questa situazione, era tutto sommato inevitabile che le resistenze principali, le più forti, le più efficaci, le più contrastate avvenissero proprio in televisione.
Benigni è più pericoloso di D'Alema, Santoro di Di Pietro, Travaglio di Bertinotti.
Infatti... comici e presentatori sono ancora sulla breccia. I politici decadono o hanno comunque i loro bei periodi di magra.
Tutto ciò mentre nella realtà avvengono drammi veri. Ma siccome è la Tv ha raccontarli...

E' così arriva Vieniviaconme, su Rai Tre.
Ineccepibile. Trasmissione super. Basata sull'espediente della lista (caro all'ultimo Umberto Eco) e sulla partecipazione di ospiti d'eccezione.
Decisamente servizio pubblico.
Eppure anche una sorta di ribellione mediatica, in chiave non solo antigovernativa.
C'è un Italia del lavoro, della cultura, dell'arte, della storia, dei valori che ancora una volta manda un messaggio chiaro e forte di disapprovazione della politica nazionale.
Sono tutti messi alla berlina. Certo, Berlusconi è al centro della scena. Ma con piena corresponsabilità di tanti altri...

La trasmissione di Fazio e Saviano ha quasi sempre mantenuto come sfondo le foto del crollo della Domus dei gladiatori pompeiani. Immagini che vengono a ricoprire più significati: un paese che non sa tutelare il proprio patrimonio artistico o l'inevitabile destino delle cose. Ma anche, in queste settimane, la manifestazione palese della fine di Berlusconi e della sua classe dirigente. Fini l'ha capito da tempo e si è mosso. Bossi rimane vigile. Di Pietro se la sta facendo addosso. Il Pd discute. Vendola si prepara. Casini ha già l'acquolina in bocca.

La trasmissione mi è proprio piaciuta, anche se difettucci qua e là ne sono saltati fuori.
Per esempio Benigni. Un po' troppo precipitoso nella parlata. A tratti mangiava le parole. Rimbalzava con foga da un argomento all'altro. Un monologo forte. Valido. Ma non certo uno dei migliori della sua carriera. Poi si sono riaccese le luci. Al suo fianco è arrivato Saviano. L'ha abbracciato e ha cominciato il suo Vero Monologo, questo sì uno dei migliori della sua carriera.

Faccio miei due passaggi e poi vi lascio al video.
Il primo quando dice "E' stata una sorpresa la vita, sarà una sorpresa anche la morte" che mi affascina e commuove.
Il secondo, geniale, quando si rivolge a Sandokan-Schiavone invitandolo ad uccidere Saviano con un libro... "Scrivi un libro pure te, Schiavone, ammazzalo con un libro!" a cui è seguita quasi subito questa frase in stile Sergio Leone "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l'uomo con la pistola è un uomo morto. Perché la biro dà l'eternità!"

Roberto Benigni, partigiano mediatico dei nostri tempi casalinghi, ha voluto affrontare in qualità di buffone di corte il nostro nemico più tremendo, quello che neanche i nostri strapagati politici sanno guardare negli occhi: la paura del più forte.

Un grandissimo Benigni, che ricorderò per quanto ha detto questa sera in quei dodici minuti.



Poi ho visto al termine del programma i titoli di coda.
E... sorpresa... c'è anche Endemol tra i collaboratori di questo programma.
Endemol, il grande fratello delle nostre più popolari narrazioni televisive, sta dietro anche a questa narrazione di valori, sdegno, rinascita civile.
No. Così non va proprio.
Basta essere telespettatori passivi.

Forse è il caso di cominciare a rialzarci dalle nostre poltrone.

lunedì 8 novembre 2010

SE FOSSI A FIRENZE... LOUSTAL A BABELE!

Uno dei miei autori preferiti di sempre!
Ecco un'iniziativa che lo riguarda e che avrà luogo presso Babele a Firenze.



Dessins d'Ailleurs - Visioni dal mondo
Acquerelli, carboncini, chine e pastelli di
Loustal
13 Novembre - 13 Dicembre 2010
VERNISSAGE: 13 novembre ore 17,30. Sarà  presente l'artista.
ORARIO D'APERTURA: martedì - domenica  10.00/19.30
A cura di Laura Accordi
Jacques de Loustal è un famoso disegnatore di fumetti, nonché un noto illustratore e pittore.
Da sempre votato al viaggio e all'esplorazione, ama dipingere dal vero i luoghi visitati.
Notevoli sono i suoi carnet de voyages disegnati a penna o ad acquerello.
E lo stile dei carnets viene ripreso nelle tavole realizzate per questa raccolta, che riproduce un percorso ideale attraverso il tempo e le stagioni.
Qui il piacere della pittura è narrato sullo sfondo di sereni paesaggi africani, di caraibici luoghi palustri od altri accattivanti angoli esotici dal Canada al Vietnam, dal Marocco alle Canarie, dove il tempo sembra aver rallentato il suo corso.
Visioni dal mondo che suscitano nel visitatore un senso di serenità  e di appartenenza alla natura ed al tempo, ma anche la voglia di partire per terre sconosciute.

TEX: AVEVA RAGIONE MIO COGNATO!


Ormai ce l'aspettavamo tutti. L'altro giorno, su Tex 601, Sergio Bonelli ha ufficializzato il prosieguo praticamente eterno della ristampa a colori di Tex con Repubblica-L'Espresso. Il comunicato è pubblicato anche sul sito dell'editore. Bonelli spiega che l'insistenza dei lettori l'ha convinto.
Sicuramente sono stati convincenti anche i dati di vendita e, presumo, la perfetta o sostanziale tenuta delle tradizionali ristampe in bianco e nero.
E' chiaro che raggiunti gli episodi contemporanei, si procederà a ristampare texoni, maxi tex e almanacchi.

Incredibile!
Chi l'avrebbe mai detto?
Semplice... mio cognato Aldo.
L'aveva detto quasi subito. Che bello se li ristampa tutti. Lo potrebbe fare. Scriviamogli. Voglio telefonargli! Ed io a replicare ma no, poi raggiungono gli albi attuali... sono tanti... troppi...
E invece...
A questo punto saranno 236 i volumi della ristampa, con evidenti conseguenze sulla gestione degli spazi casalinghi...
Ma il punto è un altro: conoscerò anche perfettamente tutti i meccanismi del personaggio e le vicende della serie, ma è chiaro che mio cognato è decisamente più target di me!

Peste!

domenica 7 novembre 2010

LA STRANA CAMPAGNA DELLA COOP SULL'ACQUA


Quanta strada ha fatto la tua acqua per arrivare qui?


La domanda campeggia in un pannellone collocato proprio a fianco delle bottiglie d'acqua minerale.
A corredo, una cartina che mostra le località di provenienza delle varie marche.
Sarebbe un'iniziativa sacrosanta. Perché per trasportare da un capo all'altro dell'Italia le varie bottiglie, si producono tonnellate di plastica, si consuma altrettanto petrolio, si fanno circolare assurdi camion che intasano le strade e inquinano ulteriormente con la degradazione dei pneumatici.

Cioè, sembra che noi italiani siamo veramente una massa di deficienti, considerando che l'acqua che esce dai nostri rubinetti sarebbe potabile, oltre che controllata con frequenza giornaliera.
Anche per questo, però, la campagna della Coop non convince molto. Perché anche se la bottiglia viene dalle alpi bresciane richiede comunque comportamenti inquinanti. Per non parlare di tutte le altre merci che un supermercato per forza di cose attinge dal mondo globale.

Ma poi c'è l'altro problema: è veramente sana l'acqua delle nostre falde?

Cremona è scossa da alcuni anni da una specie di scandalo... Ci sono masse di idrocarburi nel sottosuolo vicino al fiume, dove hanno sede alcune società canottieri e dove soprattutto risiede ancora oggi la raffineria Tamoil, in parte di proprietà libica. Ci hanno detto di stare tranquilli. La falda da cui si serve il nostro acquedotto è più in alto e non è contaminata.
Ma c'è il discorso dell'agricoltura. Centinaia di ettari coltivati con insetticidi e diserbanti. Sostanze che finiscono nel sottosuolo e che possono arrivare alla falda acquifera.
E poi c'è la rete. A casa nostra l'acqua esce buona. In altre zone della città, no.

Quindi è ovvio che il singolo agisca di conseguenza. Meglio spendere cento volte di più e prendere un'acqua che esce dalla vetta di una montagna, piuttosto che quella che viene da sotto di noi. Proprio perché sappiamo bene come stanno le cose...

Tanto nel mondo del fumetto quanto nella società, la somma dei comportamenti egoistici dei singoli può avere conseguenze devastanti. Il rapporto non è chiaro, le ricerche in merito non ci sono, oppure non sono di dominio pubblico o facile accesso. E a Cremona, ogni giorno, potete leggere uno o più necrologi di persone morte di tumore. Ci sarà un legame con l'inquinamento del nostro territorio?

Intanto che qualche partito, qualche ente, qualche istituzione facciano qualcosa di concreto per risolvere i problemi di fondo, per esempio gli inquinanti usati in agricoltura, ecco come si regola la popolazione: ci si lava con l'acqua della rete, lo stesso si fa per bollire gli alimenti, e invece si usa la minerale a tavola. Alcuni usano i depuratori ed eliminano le bottiglie.

In questo contesto, le procedure di privatizzazione parziale o totale dell'acqua continuano a non ispirarmi alcuna fiducia.

SALONE DELLO STUDENTE IN VISITA AL CFAPAZ


Quest'anno il Salone dello Studente ha cambiato formula. Anche a causa dei tagli di bilancio, la manifestazione dedicata all'orientamento degli studenti si è ridefinita. E si è anche spostata. In Santa Maria della Pietà, praticamente di fianco al Cfapaz. Prima eravamo in Fiera con una notevole esposizione! Questa volta siamo stati in sede! Quindi meno visti, ma decisamente più visitati. Le circa quindici classi e cinquanta insegnanti che sono venuti a trovarci hanno partecipato al nostro "laboratorio lampo" e conosciuto attività e servizi.
Vedremo le ricadute nel medio e lungo periodo, ma sono molto soddisfatto di questa opportunità.
Assieme a me, vari volontari e la Marghe Allegri, che tra l'altro prosegue la sua collaborazione con il Messaggero dei ragazzi. Pensate un po'... il contatto non è avvenuto in una Lucca Comics o Cartoomics... ma proprio nell'edizione 2009 del Salone dello Studente di Cremona.

venerdì 5 novembre 2010

LUCCA ORGANIZZA UN DIBATTITO APERTO SUL FUMETTO!


La notizia non  ancora "ufficiale" ma è anticipata da Gianluca Testa in un commento ad un recentissimo post di Roberto Recchioni, come sempre capace di "stare sul pezzo".
Ecco la frase chiave:
"l'assessore alla cultura di lucca, dopo feroci e a volte insensate polemiche stracittadine, ha deciso di organizzare in città un dibattito aperto per parlare di come migliorare i comics."

Se questo incontro non si ridurrà ad uno scontro all'ultimo sangue tra diverse fazioni... chissà... forse potrebbe sortire la via attesa: verso un maggiore equilibrio tra manifestazione-grandi-numeri e manifestazione-culturale-commerciale-bene-organizzata. Un equilibrio che dovrebbe avere come cardine strutture permanenti adeguate.

Certo non dipende solo dalla città di Lucca. Occorrerebbe l'impegno anche di altri enti pubblici.
Intanto scoppia un ulteriore polemica locale su come certi lucchesi hanno accolto e spennato i visitatori. Fonte loschermo. Leggete anche i commenti postati dagli stessi residenti.
Io mi limito a pronunciare una sola parola: appartamenti. E non scrivo altro...

DALLA TAVOLA ROTONDA AD UN MODELLO DI CONTRATTO


On line l'intera Tavola Rotonda promossa da Claudio Stassi e Luca Boschi presso il Museo del Fumetto, durante i giorni di Lucca Comics and Games. La ripresa è integrale. Quindi non è il massimo della fruizione, per le pause, l'audio e i classici difetti del parlato. Per esempio ho qualche difficoltà a riascoltarmi. Capita a tanti di avere difficoltà nel riascoltare la propria voce...

Comunque è iniziato un processo reale.
La discussione in rete è servita, pur con le sue inevitabili distorsioni e follie. Il clamore dell'iniziativa è stato tale da coinvolgere un pubblico nutrito di professionisti e appassionati. E in tanti si sono informati per sapere com'è andata.
Certamente, la discussione è stata anche a tratti dispersiva e non ha molto favorito un reale dibattito tra i presenti. Per forza, ognuno degli interventi programmati (io sono al minuto 56) stimolava ulteriori approfondimenti, impossibili in quel contesto, o appunto dispersivi quando realizzati.

Solo che gli autori hanno voglia di proseguire la discussione. E gli editori presenti erano tutt'altro che ostili ad una migliore regolamentazione dei rapporti di diritto d'autore.
Inoltre è ripreso il dibattito in rete con spunti concreti.

Luca Erbetta ha per esempio fatto leggere un testo a Marcello Toninelli. L'autore l'ha anche postato sul forum di Kinart e ne ha chiesto la diffusione. Eccone un ampio stralcio:

Mi chiamo Luca Erbetta e sono un disegnatore di fumetti nonché delegato per l’Italia dello SNAC/GABD, il Sindacato Francese dei Fumettisti.
Io ed altri autori, tra cui Pasquale Ruju, Lucio Parrillo, Claudia Checcaglini, Alex Massacci e Ketty Formaggio, stiamo lavorando per cercare di ricostruire un’Associazione che possa essere di aiuto e di rappresentanza per tutti i disegnatori, scrittori e coloristi che lavorano nel mercato italiano.
Lo scopo dell’Associazione dovrebbe essere quello di intraprendere azioni concrete per migliorare le condizioni lavorative nel nostro settore.
La prima cosa che vorremmo fare, è quella di creare, possibilmente in accordo con gli editori, un CONTRATTO BASE, un modello che ci auguriamo gli editori decidano di adottare.
Questo contratto, non pretenderebbe in alcun modo di fissare cifre di pagamento o tempi di consegna, che possono variare da editore a editore, ma vorrebbe chiarire tutta una serie di diritti e di doveri che autori ed editori si impegnino a sottoscrivere.
Diritti e doveri che sono la norma in altri paesi o in altri settori.
Perché vogliamo evitare che possano continuare situazioni nelle quali si firmano contratti capestro o che vi sia addirittura un’assenza di contratto. Pratiche, queste, malevoli se non illegali.
Siamo ben consci della difficoltà del nostro progetto, ma crediamo che sia arrivato il momento di definire la nostra professione con regole chiare e certe.


In rete ci sono inoltre questi recenti post sul tema:
- Claudio Stassi
- Michele Petrucci
- Leonardo Valenti

(Riedito domenica e aggiungo l'uno-due di Andrea Mazzotta)
- e uno
- e due

Segnalo anche questa provocazione di Roberto Recchioni, che ritorna su un tema già sollevato nei giorni scorsi: l'esistenza o meno di un giornalismo di settore.

Si sta dunque creando quella consapevolezza auspicata da tanti e in particolare dagli organizzatori dell'incontro. E due sono i risultati concreti che si potrebbero raggiungere:
- La nascita di un'associazione di categoria (personalmente avrei addirittura organizzato un'assemblea di soli autori).
- La definizione di un contratto tipo.

E' vero che l'attuale Legge sul Diritto d'Autore presenta alcune lacune, in particolare per quanto riguarda i rapporti specifici tra sceneggiatori e disegnatori nell'ambito del fumetto seriale (vedi la battaglia condotta da anni da Ivo Milazzo). Però non per questo il fumetto non è tutelato.
Buona parte degli aspetti problematici possono essere risolti dalla formulazione e condivisione di un contratto tipo, che definisca l'oggetto e la durata delle reciproche prestazioni.

Reciproche perché un contratto si fonda su uno scambio di prestazioni tra diversi soggetti. Non è solo questione di retribuzione, ma di comportamenti che l'editore dichiarerà di osservare a favore dell'autore e viceversa.
In materia c'è grande ignoranza. Ho potuto vedere contratti che non riportavano neanche la data o che contenevano clausole evidentemente vessatorie per gli autori. Ho seguito alcune situazioni veramente surreali.
Non sono vicende nuove. Andate a vedere i numeri di Professione Fumettista pubblicati dall'Associazione Fumettisti negli anni novanta e oggi riproposti nell'apposito blog aperto da Marcello Toninelli. Andate a vedere come alcuni autori hanno legalmente perso il controllo sui personaggi da loro creati...

E' chiaro ed evidente che un'associazione di categoria a cui rivolgersi serve (e il sindacato in questo caso non si è rivelato purtroppo un interlocutore accettato dagli autori). Ed è altrettanto chiaro che è necessario un modello condiviso di contratto, in modo che autore ed editore si sappiano regolare.

In modo che il settore si possa ampliare. La condivisione delle regole di una collaborazione non è una banale pratica burocratica, ma rappresenta il progetto di un percorso. Gli editori più grandi hanno già codificato questi aspetti, più o meno efficacemente. Semmai rimane la questione dei compensi, che alcuni mantengono scandalosamente bassi... Ma io penso anche ai più piccoli, a quelli nuovi che ci provano. E penso che un buon fumetto, realizzato da bravi autori, pubblicato da un editore serio, con un contratto come si deve, potrebbe fare la fortuna di tutti gli interessati.

Un passo doveroso per cominciare ad avvicinarci al livello degli altri settori.
Un primo passo. Perché poi ci sono ulteriori questioni fiscali e professionali, per le quali, ribadisco, un'associazione di categoria sarebbe indispensabile.

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