venerdì 31 dicembre 2010

IL MEGLIO DEL MIO 2010

LE FOTO PIU' BELLE

Mariella Pazienza e Giorgio Napolitano

Sarebbe stato bello esserci.
Mi viene da pensare ad una specie di "risarcimento" trent'anni dopo. Doveva essere l'incontro tra Andrea Pazienza e Sandro Pertini, mancato per l'irreperibilità momentanea (o un'esclusione beffarda da parte degli amici?) di Andrea. A Roma, lo scorso 7 dicembre, si sono invece incontrati Mariella Pazienza e Giorgio Napolitano.

Sergio Staino e Giorgio Napolitano

Questa foto è forse anche migliore della precedente, politicamente parlando.
L'innovatore e contestatore Staino si confronta con il "migliorista" Napolitano. Anche qui sono passati trent'anni

IL MIGLIORE SITO SUL FUMETTO



La testata del blog Conversazioni sul fumetto
Non so se Andrea Queirolo abbia mai letto o conosciuto i nostri Schizzo (seconda serie, idee etc.). Ma trovo nel suo blog una bella continuità con i discorsi che proponevamo allora.
Mai banale. Sempre ordinato e puntuale. Un piacere per la mente.


IL MIGLIOR LIBRO

Edizione italiana del libro di Manuele Fior

Il libro che sembra avere convinto tutti.
La punta di un iceberg che segnala la crescita narrativa dei nostri narratori a fumetti, lenta, ma spero... inarrestabile. Oltre alla tecnica, oltre all'amore, oltre ai ricordi, ci sono anche l'Italia, le case con le ringhiere, i viali dei paesi, il rifarsi una vita altrove per scoprire che non si lascia mai veramente il luogo dove si è cresciuti.


LA MIGLIORE RILETTURA


Un'opera che ti appassiona, indigna, emoziona. Alcuni passaggi mi hanno anche turbato. Peccato averla letta la prima volta solo con l'uscita dei ridicoli opuscoli allegati a Corto Maltese.
Stimolati all'acquisto di presunti capolavori quotidiani, V for Vendetta è un classico sempre stupendo, geniale e anche piuttosto anticipatore. Alan Moore l'ha scritto attorno ai trent'anni. In una delle prefazioni ne scrive rammaricandosi di non avere azzeccato alcune previsioni contenute nel libro, come il conflitto nucleare. Mi sono chiesto se non ci prendesse in giro... Giustamente si è dissociato dal film, che è un'altra cosa, pur mantenendo buona parte della trama. Il disegno di Lloyd è sgradevole come impatto, anche per la colorazione. Ma si rivela efficace nella lettura. Il tratto statico dell'autore consente di dare rilievo assoluto alla maschera e alle pose.


IL MIGLIOR QUOTIDIANO


So che mi esporrò alla presa in giro di alcuni amici, per questo mio outing verso La Stampa. E ammetto che mi sono messo a leggerla perché a Cremona in omaggio con un quotidiano locale, Cronaca. Sta di fatto che questo giornale soddisfa le mie esigenze di lettore, cioè capire cosa succede. Non penso di condividere molto del sistema di valori che sta dietro questo giornale. Però è fatto seriamente, e posso leggere tra le righe. Invece Il Fatto e L'Unità sono giornali parziali. Anche nel senso che non mi bastano per essere aggiornato. Repubblica stanca. Il Corriere è criptico. Il Giornale e Libero sono ridotti a killer mediatici senza scrupoli. I giornali di partito raccontano le favole. Non mi sembra ci sia molto altro. E solo perché non riesco a staccarmi dalla carta stampata...
E poi ci sono Jena e Massimo Gramellini!


LA PIU' BELLA PARTITA DI CALCIO


Non sono interista. Anche se simpatizzo.
Che partita! Tutta di testa, di convinzione, contro la squadra più forte del mondo.
L'Inter è passata in svantaggio e nonostante questo ha schiantato il Barcellona con il gioco.
Più veloce, più pericolosa, più spettacolare. E il Barca rispondeva!
Poi lo psicodramma finale con Balotelli, quando poteva essere un tranquillo 4 a 1.
Che serata!

LA MIGLIORE MANGIATA


Trattoria da Coso! Presso Chiesina Uzzanese, tra Lucca e Pistoia. Ne parlo qui.
Una bella mangiata è possibile solo in presenza di due condizioni: un menù eccellente e abbondante, e una bella compagnia.
La trattoria ha servito una serie di piatti devastanti per la loro bontà.
E come compagnia... almeno venti persone del Cfapaz, di tutte le età e generazioni.
E grazie di cuore a Domenico "Micio" e Simone Basile!


LA MIGLIORE BOTTIGLIA


Non sono un intenditore e neanche un gran bevitore.
Ma cerco la qualità a portata delle mie tasche. Se il vino estivo migliore era questo rosato (che però non potrà mai battere il rosato da tavola di San Severo) e se il vino in assoluto migliore, bevuto nel 2010, è stato un barbera senza etichetta che non saprei (per ora) come recuperare, senza dubbio l'oscar può andare serenamente a questo Montepulciano d'Abruzzo.
In realtà l'annata è il 2007. Al primo approccio l'ho trovato un po' aspro. Ma poi, mano a mano che stava nella brocca e prendeva aria, è aumentato di corpo e consistenza, sposandosi alla grande con le carni preparate per il Natale. Non possiedo i termini tecnici. Diciamo che l'ho trovato morbido come sensazione e completo come gusto. Non ha dato nessun problema di mal di testa ne problemi di stomaco nella digestione, come purtroppo può capitare con tanti vini dozzinali.
Sono soddisfatto perché ci ho messo una buona mezz'ora a sceglierlo tra gli scaffali di Pineto questa estate. Ho visto che ci sono annate piuttosto rinomate e costose. Qui c'è l'azienda e qui un parere positivo ma anche critico.


CONCLUSIONI


Quest'anno ho letto tanto.
Sono stato parecchio su internet.
Ho visto sempre meno Tv e quasi nulla di cinema.
Lavoro e famiglia prima di tutto.
Un anno di pessimismo crescente...
Rimanendo nel'ambito narrativo, ho intercettato alcuni momenti del telefilm Rai dedicato al Trio Lescano. Una vera e oltraggiosa schifezza, così come la maggior parte delle produzioni di questi anni. Attori sbagliati, trame idiote, scenografie stupidamente ricche, sceneggiature al cloroformio, una fotografia irreale. Ma soprattutto un'etica morale costretta tra l'ottusa autocensura e l'ipocrita trasgressività.
A conferma che in Italia abbiamo grossi problemi nella strutturazione del racconto.

Il Trio Lescano mi ha fatto venire in mente un compagno di classe delle medie che si era creato delle figurine di carta, disegnate a penna, che faceva cantare mentre i professori spiegavano. Non le avevo mai sentite, ma questa rappresentazione scolastica clandestina me le aveva fatte conoscere.
In rete c'è un signore che sta vivendo una fascinazione ben più profonda e si è dato come missione la messa on line di un archivio fotografico. Il sito però è momentaneamente fermo. Qui spiega il perché.

That's alla folks!
Buon anno a tutti!

giovedì 30 dicembre 2010

GIORNALISMO E FUMETTO: COPPIA IMPOSSIBILE? IPOTESI E PROPOSTE.


A proposito! Matteo Stefanelli ha pubblicato proprio in questi giorni un post sul giornalismo specializzato del nostro settore. La sua disamina è critica. Il bersaglio, perfettamente centrato, riguarda le finalità di questa attività, che si limitano ad una "promozione del consumo", attraverso recensioni, interviste e discussioni sulle uscite e sul pubblicato. Rimangono quasi sempre esclusi molti temi invece cruciali. Il giornalismo deve essere anche altro. E su questo punto viene citato un link che faccio mio anch'io.
Il fumetto italiano non viene veramente raccontato per quello che è. Matteo prova a chiedersi il perché di questo.

Forse tutto nasce dalla condizione originaria del lettore di fumetti. Condizione conseguente a come il fumetto viene proposto, diffuso e fruito. Sono dinamiche diverse rispetto a quelle di altri prodotti.

Non sono completamente sicuro di questa tesi. Provo a "ragionare a voce alta", partendo da qualche esempio.

Intervista a Sergio Bonelli dal blog TexWiller

Il lettore bonelliano è abituato ad un fumetto didascalico, acquistato in edicola, vissuto come emozione reiterata e seriale. Di solito i personaggi sono il risultato di riduzioni di altri generi. Il lettore è cresciuto d'età e l'editore gli ha fatto conoscere i nomi degli autori e gli ha fornito apparati informativi di complemento alle storie. Il circuito delle fiere e delle manifestazioni culturali ha fatto incontrare gli autori con il pubblico, gli eroi con i propri ammiratori. Ed ogni curiosità è stata soddisfatta. Il collezionismo si concentra sulle edizioni originali.

Intervista a Marco Marcello Lupoi. .

Il lettore marvelliano è abituato ad un fumetto sensazionalistico, retorico e dinamico. Per orientarsi nella jungla dei colpi di scena, sono stati costruiti apparati di spiegazione anche complessi, che fanno felici e impegnano gruppi di lettori in estenuanti "trivial pursuit". Oltre alle edicole, questo tipo di fumetti si è affermato nelle fumetterie, nelle fiere e ora nelle vendite on line. Nei primi due circuiti è stato possibile per gli appassionati conoscersi, ritrovarsi e condividere passione e soprattutto informazioni. Il collezionismo si accanisce sulle edizioni speciali e su alcuni prodotti-gadget.

Kappa Boys e GP  a Romics 2009.

Il lettore manga soddisfa esigenze affettive ed emotive e cerca un contesto alternativo a quello del mondo adulto. Data la lontananza geografica di autori ed editori, i fans hanno creato situazioni inedite e spettacolari: gruppi musicali, travestimenti (cosplay). Grande attenzione a tutto quanto riguarda la cultura giapponese. Interesse per i doppiatori, in mancanza degli autori. Il collezionismo è meno radicato a favore di prodotti di consumo che consentono di assolvere a due funzioni: il ricordo dell'esperienza vissuta e l'aggregazione performativa con i propri pari.

Foto di Joe Zattere da Comicsando (link nella foto)

I lettori dei fumetti d'autore esplosi a partire dagli anni settanta sono nati come lettori seriali durante la precedente infanzia. Hanno spesso ritrovato sulle riviste adulte gli autori letti da ragazzi (Magnus, Toppi, De Luca, Breccia...). Tra questi è avvenuta una divaricazione netta tra chi ha vissuto il fumetto come modernità alternativa (Frigidaire, Alter...) e chi ha prediletto il lato avventuroso (L'Eternauta, Corto Maltese...). Altri hanno amato la formula che ha legato il fumetto alla politica e all'attualità (Linus). Molti di questi hanno smesso di leggere fumetti.

Intervista a Marjane Satrapi pubblicata su La Stampa. Link in foto.

I lettori di graphic novel sono in genere nuovi lettori di fumetti, o lettori che tornano al fumetto avendo scoperto, con grande sorpresa, che ce ne sono di seri, che parlano di Iran, Afghanistan, '68, etc. Non sono interessati al collezionismo. Apprezzano le edizioni più recenti. Apprezzano la possibilità di assistere ad incontri con gli autori, considerati scrittori.


Dunque, abbiamo diversi tipi di fumetto, chiamati dai rispettivi target con termini altrettanto differenti (giornalini, comics, manca, fumetto d'autore, graphic novel...).
Il potenziale giornalista del fumetto, che nasce come lettore, con quei profili e vissuti di cui sopra, può essere protagonista di un giornalismo in grado di narrarli tutti? Ho la sensazione di no. Anche perché gli altri linguaggi e discipline (romanzo, cinema, fotografia) sono meglio sostenute da conoscenze disponibili a livello scolastico e universitario. In ambito fumettistico sono pochissime le facoltà e le accademie che prevedono corsi di storia o critica del fumetto. Dove impari a fare critica (e quindi un domani giornalismo) se non ci sono luoghi dove apprendere i "fondamentali"?
In fondo non siamo neanche d'accordo sulla data di nascita del fumetto e neppure sulla definizione del linguaggio. Cioè, forse non siamo del tutto d'accordo neanche sui "fondamentali".

Lo forme di spontaneismo riepilogate da Matteo riescono a coprire solo alcune aree di prodotti, sempre nell'ottica del fan che partecipa, con livelli più o meno elevati di qualità e profondità.
Tralasciando per questa volta chi aspira ad una professione nell'ambito editoriale, quando un lettore decide di passare "dall'altra parte" vuole dunque spiegare ad altri lettori, rivelare, condividere. L'oggetto del suo interesse sono dunque le proprie letture e l'universo di aspettative generate da esse.
Invece, quando ci si imbatte nei vari temi riguardanti i processi economici, le dinamiche sociologiche, gli aspetti legati alla comunicazione o ermeneutici, i temerari disposti a misurarsi con tutto ciò sono ben pochi (tra i pochi che lo fanno e che ci riescono con buoni risultati sono i tesisti. Che usano un metodo, dispongono di tempo e hanno valide motivazioni).
E di quei pochi, ancora meno hanno la preparazione necessaria. Poi c'è il problema delle fonti e dei dati sui cui lavorare. Per cui, se sai le cose è perché sei un addetto ai lavori dell'editoria e della distribuzione. E nessuno di questi è disposto a rivelare i propri "segreti" al redattore di una webzine.

Insomma, per fare giornalismo sul fumetto in modo completo, a 360 gradi, occorrerebbero conoscenze, competenze, risorse informative oggi disponibili in minima parte.

I pochi spazi esistenti non sono neanche sfruttati a dovere, a causa della mancanza di metodo o dell'ignoranza di certi che lo fanno a spanne, talvolta con sana ingenuità e talaltra con presuntuosa spocchia.

Sono stato più volte critico nei confronti di Fumo di China, pur collaborandoci con la rubrica Small Press Italia. La pubblicazione denota alcuni dei limiti evidenziati nel post di Matteo e qua. Ma alcuni contenuti sono di livello molto buono e rimane ancora un baluardo indispensabile che riesce a stare in edicola (e speriamo che le edicole rimangano ancora "agibili" a lungo).
Se rimanere in edicola si può, mi sembra però assai arduo entrarci... Allora, siccome Matteo vede dei segnali positivi e tenendo conto di tutto il contesto, anche in questo caso (presto si tornerà a parlare del Comics Day), ho l'impressione che una chance per fare un passo avanti verso un vero giornalismo a fumetti sia possibile solo unendo le forze.

In rete ci sono aggregazioni di blog e siti, come Nazione Indiana e Giornalettismo. Mi sembrano ben fatti, variegati, stimolanti. Non penso ci siano dietro tanti soldi.
Se facessimo massa critica, unendo competenze e ruoli per creare un sito-aggregatore informativo nuovo, che tenga conto delle migliori esperienze attualmente on line?
Insomma, uno strumento che consenta all'appassionato o al curioso di trovare veramente il maggior numero possibile di notizie.
Ma servirebbe anche acquisire una mentalità un po' più aperta, di servizio (poco plausibile pensare ad un'impresa che produca profitti, anche se forse...).
Ed è indispensabile attrezzarsi anche un po' meglio: purtroppo non mancano in rete esempi solari di notizie infondate (se non false), non supportate da riscontri veri e mirate banalmente più ad alimentare tensione che a fare vera informazione. Dinamiche più da blog o forum che da siti seri.

E qui torniamo ai temi della "partecipazione" e del "protagonismo".
Confidando nelle potenzialità morali e professionali disponibili.



Ps1: Mentre preparavo questo post, è uscito quest'altro, sempre su fumettologicamente, che riguarda le bibliografie e si riallaccia al tema generale delle competenze, critico-scientifiche in questo caso.

Ps2: l'illustrazione di apertura proviene da un sito che ha un'atmosfera veramente inquietante... brrr....!

GASP! (AMAZON EVE)


Giornalettismo mi ha impressionato con questa notizia...
La ragazza sembra carina ma anche un po' freak. Ha trovato (o le hanno suggerito?) un modo per guadagnare ed essere pure simbolo.
Mi ricorda qualche fumetto, ma non riesco a focalizzare.
Per il momento, l'unico "gigante" che mi viene in mente è questo.


Beh, ma poi tra i film cult c'è questo classico, che però non ho mai visto (penso, per fortuna!).


E pure il remake.


E l'edizione francese


E la parodia


Altra parodia...

E posso chiudere in bellezza questa carrellata trash con la revisione in chiave cartoonesca che ha mondato brillantemente le schifezze di cui sopra!


Nuove aggiunte suggerite nei commenti!


Fairchild da Gen 13.


L'interpretazione manariana dei viaggi di Gulliver...


She-Hulk!

EVVIVA FUMETTOMANIA!


Probabilmente Fumettomania è l'unica erede rimasta delle fanzine anni ottanta (pur essendo nata nel 1990). Erano pubblicazioni pionieristiche che hanno contribuito a svelare molti "segreti" del mondo del fumetto e che hanno fatto da palestra per una generazione di editori, critici, redattori etc.
Fumettomania ha seguito alcune delle linee evolutive del fumetto italiano proponendo dossier, interviste, recensioni e presentando autori esordienti ed emergenti.
Tra gli animatori della pubblicazione, l'amico Mario Benenati (a cui sono molto affezionato) che, ancora una volta, ce l'ha messa tutta per presentare al pubblico un nuovo numero di Fumettomania.
Questa volta ci regala un numero consultabile e scaricabile gratuitamente sul web, che risolve tutti i problemi economici di produzione e distribuzione.
L'argomento principale: i 40 anni di fumetti marvel in Italia.
Direi un classico!
Ci fossero state le fanzine di una volta (Schizzo compreso) probabilmente sarebbe stato un argomento comune per tutte, un banco di prova per mostrare la propria erudizione filologica o vantare punti di vista alternativi.
Ma siamo nel 2010! E mi fa un certo effetto "sfogliare" la pagine di Fumettomania, classiche, ordinate, puntuali, costruite con passione e amore, come nelle migliori fanzine.

C'è anche un mio piccolo contributo: ho partecipato con due domande ad un intervista collettiva a Maria Grazia Perini, figura mitica dell'editoria italiana che collaborò con Max Bunker ed ebbe la direzione del Corriere dei Piccoli. Ovviamente anche le mie domande sono più che classiche.

Abbiamo un po' giocato a fare i giornalisti...

mercoledì 29 dicembre 2010

"COME E' ACCADUTO CHE ... MILLE SCALZACANI..."


.... vi pare che mille persone messe insieme alla rinfusa e armate alla bell'e meglio arrivano a Marsala e sbarcano senza neppure perdere un uomo? Perché le navi borboniche, ed è la seconda marina d'Europa dopo quella inglese, hanno tirato a casaccio senza colpire nessuno? E più tardi a Calatafimi, come è accaduto che gli stessi mille scalzacani, più qualche centinaio di picciotti spinti a calci nel sedere da alcuni possidenti che volevano farsi belli con gli occupanti, messi di fronte a uno degli eserciti meglio addestrati del mondo (e non so se voi sapete cosa sia una accademia militare borbonica), mille e qualcosa scalzacani - dico - hanno messo in fuga venticinquemila uomini, anche se se ne sono visti in giro solo qualche migliaio e gli altri erano ancora trattenuti nelle caserme? Sono corsi soldi, signor mio, soldi a palate ...

Talvolta l'artista si presta per consentire al potere di costruire una sua verità.
Il Cimitero di Praga fornisce versioni alternative sullo sbarco dei Mille nelle due Sicilie e sulla successiva trionfale conquista...

Una performance mediatica ante litteram di straordinario successo.

Ma cosa ci hanno insegnato a scuola?

Eppure, nel tempo, l'Italia un suo senso l'ha acquisito...

Le altre citazioni che vi ho proposto dal romanzo sono taggate con questo link.

martedì 28 dicembre 2010

"I GIUDEI AVEVANO PRESO L'ARABO..."


... Era scomparso in città un ragazzo arabo e dapprima non si era pensaro agli ebrei, perché si riteneva che i giudei uccidessero per i loro riti solo ragazzi cristiani. Ma poi nel fondo di un fossato erano stati trovati i resti di un cadaverino, che doveva essere stato tagliato in mille pezzi poi pestati in un mortaio. I modi del delitto erano così affini a quelli solitamente imputati agli ebrei che, avvicinandosi la Pasqua, avendo bisogno di sangue cristiano per impastare gli azzimi, non riuscendo a catturare figlio di cristiani, i giudei avessero preso l'arabo, l'avessero battezzato e poi l'avessero trucidato. ....

Proseguo in questo "diario minimo" della mia lettura del libro di Umberto Eco, Il Cimitero di Praga.
Il tema della persecuzione degli ebrei è ampiamente trattato. L'autore ci mostra i pregiudizi radicati nei loro confronti. Nonostante le tragedie avvenute settanta anni fa, la questione rimane di drammatica attualità.
Nel cercare l'illustrazione per il post, mi sono imbattuto in siti e blog che utilizzano toni analoghi a quelli dell'immaginario ottocentesco protagonista del libro. E citano testi ebraici e cattolici del periodo a supporto.

Trovo allucinante che si possa etichettare un intero popolo o un'intera categoria di persone.
Tra l'altro, sabato saremo nel 2011.

lunedì 27 dicembre 2010

"IL TEDESCO PRODUCE IN MEDIA IL DOPPIO DELLE..."


Mi sto divertendo a leggere Il Cimitero di Praga, l'ultimo romanzo di Umberto Eco, il mio amico Umberto Eco...
Il romanzo ha un andamento indubbiamente pesante. Perché il protagonista, un po' smemorato, racconta in prima persona la sua vita, alternandosi con un alter ego. Tra i due, si inserisce pure la voce del narratore. Insomma...
Solo che ci sono una serie di situazioni gustose. Questo è un saggio storico travestito da romanzo. E come tale è molto interessante, e leggendo in rete sembra che stia facendo anche un po' arrabbiare.

Tra i vari bersagli del "romanzo", c'è il pregiudizio ebraico. Nel libro si possono apprezzare i meccanismi narratologici, sociali e politici che hanno permesso nel novecento di creare le premesse per l'olocausto nazista.

Vi propongo un divertente "antipasto", direttamente proveniente dalla penna del misantropo protagonista, che "apre" prendendosela con i tedeschi...

I tedeschi li ho conosciuti, e ho persino lavorato per loro: il più basso livello di umanità concepibile. Un tedesco produce in media il doppio delle feci di un francese. Iperattività della funzione intestinale a scapito di quella cerebrale, che dimostra la loro inferiorità fisiologica. Ai tempi della invasioni barbariche le orde germaniche costellavano il percorso di ammassi irragionevoli di materia fecale. D'altra parte, anche nei secoli scorsi, un viaggiatore francese capiva subito se aveva già varcato la frontiera alsaziana dall'anormale grandezza degli escrementi abbandonati lungo le strade. E bastasse; è tipica del tedesco la bromidrosi, ossia l'odore disgustoso del sudore, ed è provato che l'orina di un tedesco contiene il venti per cento di azoto mentre quella delle altre razze solo il quindici.

Nelle pagine successive, il protagonista si occupa dei francesi, degli italiani, dei preti, dei comunisti.
Ad un certo punto, sembra arrivare la frase definitiva: Peggiori di tutti, certamente i gesuiti.
Ma qualche riga dopo, ecco uno sferzante: Massoni e gesuiti. I gesuiti sono massoni vestiti da donna.
E tocca alle donne...

Ecco! La ricostruzione di alcuni episodi storici, con i relativi turpi retroscena, e queste meravigliose e carognose filippiche, inventate ma, come sappiamo, veramente nella testa di certe persone, sono la molla che mi sta spingendo a divorare le pagine di questo divertente libro.

venerdì 24 dicembre 2010

ANIME PRIGIONIERE E ANIME NATALIZIE


Però!
Avevo scritto giusto due giorni fa (pubblicato ieri) dell'importanza di vedere più spesso fumetti di autori importanti come Villa e Stano, prevalentemente, se non esclusivamente, impiegati come copertinisti.
Stamattina ho trovato in edicola "Anime prigioniere", che oltre ai testi di Paola Barbato offre anche i disegni di Angelo Stano. E che disegni! Mezza tinta pregevole, tratto sicuro, sequenze esemplari.
Poi a qualcuno potrebbe non andare bene un cagnolino fantasma... Ma sicuramente questo è uno degli episodi migliori dell'ultimo anno, che si lascia leggere anche grazie ai disegni.

Passo allora agli auguri!
Marghe Allegri manda in giro questa vignetta, gradevolmente geniale come al solito.
Appena più sotto una foto postata su facebook da Luca Erbetta, che mi hasimpaticamente taggato.
Oh... mi ha fatto ridere!

Buone feste a tutti (e come dice mio padre, meno uno!)


giovedì 23 dicembre 2010

L'ABATE BARRUEL E IL BRASATO AL BAROLO


Le circostanze mi hanno reso possibile avviare la lettura de Il Cimitero di Praga, di Umberto Eco.
Le prime 115 pagine sono già state divorate e posso dire alcune cosette.

Per un golosone come me, e per tutti i golosoni come me, sappiate che nel libro ci sono delle descrizioni culinarie spaventosamente arrapanti. Carni, salse, verdure, ricette, ingredienti mai sentiti ma dal suono convincente, elencati con quello stile antiquato che ti fa tracimare l'acquolina dalla bocca.

Il romanzo precedente, La misteriosa fiamma della Regina Luana, si concludeva con il protagonista che lentamente si annullava nella morte. Questo si apre con un complesso personaggio che è invece impegnato nel tentativo di ricostruire la propria identità.
Entrambi i libri sono certamente l'ennesimo sfoggio di erudizione. Ma se il primo mi è sembrato una sorta di testamento delle letture di formazione, questo punta in molte ambiziose direzioni.

Nella presentazione inserita nel risvolto di copertina, si spiega che tutti i personaggi citati sono realmente esistiti. Tranne il protagonista, le cui azioni sono però altrettanto realmente avvenute. Cercando qua e là l'illustrazione per il post, ho potuto constatare che questi signori sono esistiti veramente. Così, in vista dell'imminente celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell'unità italica, Umberto Eco ci ricorda il vasto tessuto di intrighi e contraddizioni che l'hanno preparata.

Ma ci sono gli altri bersagli grossi: una satira erudita dell'antisemitismo e la ricostruzione storico-psicologica delle falsità costruite per giustificare la persecuzione degli ebrei.

Non ne esce molto bene la Chiesa di quei tempi. Corrotta all'inverosimile. Spietatamente temporale. Cinica e politica come non mai.

E poi il caos di sette, massonerie, carbonerie, servizi segreti, nazioni concorrenti....

Insomma, ancora una volta un bel librone. Francamente pesante come certi Martin Mystére... ma avvincente se si riesce a non perdere il filo. E che pare suggerirci qualche riflessione in chiave contemporanea...

Vediamo se ci saranno ulteriori circostanze per concluderlo.

A proposito della copertina, segnalo questo post di Roberto Recchioni. In effetti, alla luce di quello che sto leggendo, la copertina non mi piace per niente.

ITALIA, PAESE DI ILLUSTRATORI (3)


Non so se siamo tutti d'accordo su Claudio Villa e Angelo Stano.
Da anni realizzano le immagini di riferimento per Tex e Dylan Dog. Un compito che svolgono più come illustratori che come fumettisti.

Le copertine che Villa sta realizzando per la ristampa a colori di Repubblica sono straordinarie.
E hanno anche una loro linea. All'inizio venivano rielaborati alcuni passaggi delle storie, una sorta di omaggio al Tex più classico. Poi, mano a mano che la ristampa si è avvicinata ai decenni più recenti, Villa ha cominciato a visualizzare istanti coerenti con le storie, ma frutto di punti di vista alternativi.

Le copertine di Stano sono fondamentali per comunicare lo spessore del personaggio.  Non sempre sono azzeccate. Talvolta è la posa. Altre la colorazione. Ho l'impressione che Stano senta/soffra molto più di Villa gli argomenti delle storie. Certamente il livello rimane alto.

Anche in questo caso l'Italia esprime due popolarissimi e apprezzati illustratori. Che potrebbero contribuire a realizzare narrazioni ancora più significative.


UNA VERA NUOVA SERIE IN BONELLI


Lospaziobianco.it si sta dimostrando un sito all'altezza delle aspettative.
Ha appena pubblicato un vero scoop.
Sergio Bonelli Editore ha in cantiere una nuova serie. Questa volta, dopo anni, non "mini".
Si tratta di Dragonero, già uscito in formato "romanzo" qualche anno fa.
Autori sono Luca Enoch, Stefano Vietti e Giuseppe Matteoni.
Il pezzo è a firma di Ettore Gabrielli e Salvatore Cervasio.
Bravi!

mercoledì 22 dicembre 2010

ITALIA, PAESE DI ILLUSTRATORI (2)


Un altro autore spaventosamente bravo come illustratore è Marco Turini.
Marco si è fatto conoscere come autore erotico, sulla scia di Manara, ma con qualcosa di speciale, più carnale, corporale che narrativo.
E' proprio uno specialista nel disegnare i corpi, anche quando sono rivestiti completamente di metallo.
Sembrerebbe facile quando si tratta di donne sexy. Ma questa pin up per un calendario ha un suo specifico artistico... innegabile.

Eppure, se ci penso, non riesco ad associare questo stra-talento grafico ad alcun fumetto fondamentale da ricordare. Ma devo ammettere che non ho seguito tutto quello che ha fatto. E quindi sono pronto a recuperare ciò che mi sarò segnalato.

ITALIA, PAESE DI ILLUSTRATORI (1)



Valter Buio sembra rappresentare un possibile colpo di coda del seriale popolare italiano. Il personaggio creato da Alessandro Bilotta possiede un certo fascino e qualche spunto interessante, a partire dall'ambientazione italiana.
Ma una redazione decisamente carente e un parco disegnatori purtroppo modesto, rendono questa serie una sorta di "vorrei-ma-non-posso". Eppure ci sono lettori entusiasti. E a loro modo hanno sicuramente ragione, perché questo fumetto è una variante interna al genere horror-esistenzialista, ha un po' di ironia, e c'è anche una certa abilità nel tratteggiare psicologicamente alcuni personaggi. E poi tutto ciò che concerne la morte ha un proprio fascino.

Ma questo preambolo, dovuto per stima verso gli autori, ha poco a che fare con il tema vero del post: le copertine di Paolo Martinello.
Paolo è uno dei tanti talenti passati dalle pagine di Schizzo, che abbiamo seguito io e Andrea Fenti. L'autore è andato avanti, pubblica in Francia e sta realizzando per questa serie delle copertine decisamente ottime.

Sul suo blog, potete seguire la genesi della copertina del numero 9, intitolato "Elena Fioravanti", un titolo azzeccato. Andate a guardare quanto lavoro c'è stato per arrivare all'immagine finale.


Paolo Martinello è un ottimo illustratore. E sta collaborando da grandissimo professionista. E mi sa che si tratta più di un puntiglio individuale che del risultato di un lavoro di squadra. E non parlo dello sceneggiatore.
Le copertine di Paolo riescono a regalare suggestioni che poi non sempre troviamo all'interno dell'albo.

Mi chiedo perché qua da noi, nonostante i pesanti limiti della nostra editoria, sia sempre possibile realizzare delle splendide copertine. Evidentemente possediamo una cultura dell'illustrazione molto radicata e anche un po' istintiva. 
Invece, sul livello narrativo e sequenziale abbiamo dei grossi problemi.


martedì 21 dicembre 2010

IL MITICO ENZO BEARZOT


Ricordo perfettamente la delusione suscitata dalle partite giocate nella primavera dell'82, quando la Nazionale stentava a mostrare un gioco.
La prudenza di Bearzot non convinceva.
Antognoni tirava sempre alto.
Paolo Rossi sarebbe rientrato a fine campionato, in condizioni discutibili.
Beccalossi neanche a parlarne e Graziani era un po' limitato.
I famosi tre pareggi nel girone iniziale. Tutti i giornali contro. A distanza di tanti anni, ancora il sospetto di un pareggio combinato...
Poi il successo imprevisto con l'Argentina.
Poi si sveglia Paolo Rossi ed eliminiamo 3 a 2 il Brasile.
A quel punto si scopre che l'Italia ha un gioco.
Con i suoi difensori insuperabili, terzini che si trasformano in ali, il gigantesco Scirea che gioca anche da regista, l'imprendibile Bruno Conti, Rossi che segna a raffica!
E le diaboliche mosse di Bearzot, che in finale esclude Antognoni, inserisce Bergomi e mette dentro Oriali, mossa che scompagina il gioco della Germania, spezzando il gioco avversario e ripartendo di contropiede.
Insomma, Bearzot ci dimostrò che aveva un progetto, un gioco, che i campioni di allora seppero interpretare.

E poi c'era anche Sandro Pertini!


Tra le immagini di quel mondiale, c'è la leggendaria partita a carte sull'aereo del ritorno a scopa.
Causio e Bearzot contro Zoff e Pertini.
Più italiani di così...!!!

I NUOVI FUMETTI DELLA GLEBA!


Il linguaggio della follia può nascondere delle verità.
Una mail di Facebook (ne ricevo troppe e ne guardo pochissime, ma questa...) mi dice che "CI SONO I NUOVI FUMETTI DELLA GLEBA". Uscivano anche in cartaceo un po' di anni fa. Demenziali, stupidi, geniali. Un piccolo mito nella recente storia dell'autoproduzione italiana, by Dr. Pira, successivamente nel gruppo dei Super Amici.
Ecco qua. Con il dominio scritto in maiuscolo. Leggetevi l'editoriale intitolato "Internet è tutto vero", con i suoi caratteri microscopici e la sfilza di considerazioni stra-sagge...

Nel diario delle ultime e delle prossime ore dovrei annotare anche altre cose.
Tra queste, una riunione importante che spero abbia un esito positivo, riflessioni con amici e famigliari su una situazione grottesca, un'amica da aiutare in una probabile causa, lo splendido ambiente del Cfapaz, la piccinina che si appresta ad affrontare le classiche adenoidi, la triste verità del giovane manifestante preso a colpi di casco da una persona mascherata.
A proposito di quest'ultima. Era un poliziotto "infiltrato"? No. Dall'Ansa (ma in rete c'è di tutto) ecco la verità, che mi convince ancora di più della necessità di manifestare senza cedere alla tentazione del conflitto fisico e senza perdere quella indispensabile originalità, senza la quale è impossibile far valere le proprie idee.

domenica 19 dicembre 2010

VIVERE E SOGNARE


Cominciamo dalla fine.

Alle21,30 ero già a nanna, alla fine di una giornata intensa, ma piacevole o significativa per vari motivi.
Poco prima avevo visto Franca Valeri da Fazio.
Credevo se ne fosse già andata. Mi è venuto un mezzo colpo. Forse è stata colpa di una trasmissione su Rai Tre di qualche mese fa, dove si ricostruiva la splendida carriera televisiva e teatrale di questa donna straordinaria. Intelligente, acuta, piena di grande dignità, un'icona del riscatto che la donna italiana ha vissuto nel novecento.
E me la trovo ospite a Che Tempo che Fa. Superato il sussulto iniziale, mi siedo e ascolto. E mi viene una stretta al cuore. La Valeri ha il parkinson. Per questo è ancora più commovente la lucidità con cui risponde, la fierezza con cui sorride. Io ed Elena siamo rimasti molto colpiti. Ancora una volta una grande lezione di vita.

Ero arrivato in ritardo a cena, perché prima c'era stata un'iniziativa presso la sede di Tapirulan.
French mi aveva telefonato dicendomi che ci sarebbe stato un aperitivo per augurarci buone feste.
Non avevo guardato il loro sito, così è stata una sorpresa scoprire che c'era anche un incontro con uno scrittore.


Che si chiamava Alberto Grossi ed era di Parma. Presentato molto bene da Alberto Calorosi, questo Grossi ha rappresentato una bella sorpresa. Ma prima dovreste immaginarvi la situazione... La sede di Via Voghera è uno spazio molto piccolo, diciamo un quindici metri quadri. In quei quindici metri quadri c'erano: una personale di disegni originali di Guido Scarabottolo, un grosso divano da due per autore e presentatore, sedie per gli ospiti, scaffalature con i libri, tavolino rinfresco. E mano a mano che la presentazione procedeva, continuavano ad arrivare persone. E tutti quelli che entravano riuscivano in qualche modo a sedersi....! Alla fine eravamo almeno in venticinque, violando decisamente le leggi della fisica. Forse sarà stato merito anche del meraviglioso prosecco servito alla fine, veramente eccellente.
Comunque, lo scrittore mi ha convinto. L'antologia "Il cane lupo alla pompa di benzina" è composta da una serie martellante di racconti brevi. Quelli letti mi hanno dato l'idea di un filo conduttore un po' nostalgico rispetto a come si stava una volta, e un po' critico verso il come si vive oggi. Divertente anche un siparietto avvenuto con una signora del pubblico che ha "accusato" lo scrittore di tendere troppo a voler stupire il lettore. Ho pensato ad un'incomprensione generazionale. Perché invece io mi sono trovato molto in sintonia con il Grossi.


Siamo andati alla presentazione io e Valentina Mauri, reduci dall'Assemblea del Cfapaz, lei con in braccio la sua bella creatura, il Catalendario.
Bilancio preventivo e attività 2011. La dicussione è andata bene anche se alla fine, dopo quasi tre ore di riunione, si è un po' sorvolato sugli ultimi argomenti.
Mi piacerebbe scrivere più spesso del clima umano che si crea sempre al Cfapaz. Vedere dialogare, e addirittura scherzare, assieme assessori, volontari, autori, consiglieri comunali etc. è uno spettacolo. Ed è anche la dimostrazione che certe volte gli strumenti partecipativi e istituzionali possono funzionare bene.
Ddopo tanti anni di attività, il Centro è considerato una risorsa importante da tutti. Per questo motivo, ci sono le condizioni per affrontare i problemi che già stiamo vivendo. Il bilancio del Centro si compone di finanziamenti pubblici e autofinanziamento. Su entrambi i versanti ci sono criticità. Il Governo ha tagliato agli enti locali cifre incredibili. Al Comune di Cremona la mannaia porta via più di due milioni di euro. E sull'altro versante, stipendi che non crescono, persone che perdono il lavoro... anche pagare le quote di un corso o comprare un fumetto diventa sempre più difficile.
Eppure l'ottimismo non viene meno e anche nel 2011 riusciremo ad organizzare una serie di cosette interessanti e soprattutto utili. Faremo la nostra parte come sempre.


Ero uscito un po' presto per preparare le ultime cose per l'Assemblea.
Il pranzo a casa si era comunque svolto in modo sì caotico, ma anche divertente. Pensavo che i bimbi avrebbero mangiato il prosciutto e invece si sono scatenati su una coppa biologica, talmente buona, che si avvicinava al crudo! E poi tutte le altre cosette preparate con ingredienti bio o provenienti dal commercio equo solidale. Che costa di più, ma appaga meglio e ti fa sprecare meno.

Il sabato mattina giro sempre per i mercatini e i negozi bio.
L'azienda agricola di Stefano Maggio procura, per esempio, verze super, sedani molto saporiti e finocchi aromatici. E poi è sempre frutta e verdura di stagione.
Il negozio Magiostra della Chiara è pieno di diavolerie di ogni tipo. Non solo alimentari ma anche saponi, profumi, essenze etc. Certo, proprio i negozi di questo tipo hanno prezzi alti, perché la materia prima è selezionata e costa di più produrla, ma ci siamo resi conto che ne vale la pena. Su affettati, latte, pane, uova, pasta non c'è confronto.


Ieri mattina mi ero alzato presto per andare dal barbiere ed essere servito subito, in modo da fare tutte le cose previste per la giornata. A cinque alle otto ero lì davanti alla bottega, con il mio pacco di giornali e fumetti. Cinque minuti prima dell'apertura. Ebbene, la bottega era già aperta e due anziani erano già sotto i ferri, impegnando i due barbieri disponibili. Non solo. Mentre chiedevo la bici, un terzo cliente mi superava sul filo di lana...
Mi siedo sconfitto e comincio a sfogliare La Stampa, Cronaca, il Tex a colori di Repubblica, l'Almanacco del Mistero. E rileggo le cronache degli scontri, gli intrighi del Parlamento, le difficoltà della vita quotidiana. Chiudo velocemente i giornali e passo ai fumetti.
Mi tocca un barbiere diverso dal solito. Lui mi lascia leggere Tex, iniziando a conversare solo verso la fine. E mi chiede dei fumetti, del lavoro che faccio e salta fuori che il Centro Fumetto lo conosce bene e conosce anche alcune persone che lo frequentano.
I barbieri sanno tutto!


In realtà (realtà?!) questa lunga giornata era cominciata con un sogno.
Per questo prendo in prestito un immagine dal fumetto esistenziale di Sandman.
Ma quello che ho sognato è impossibile da descrivere. Ci provo lo stesso per condividerlo con voi.
Ho sognato di trovarmi un un'altra città, famigliare ma dal nome ignoto, in una zona dove vivevano persone che conosco veramente. Solo che le loro case erano speciali. Erano antiche, con vetri colorati. E all'interno arredi stranissimi, bellissimi, con spazi in alcuni casi immensi, con oggetti enormi e stranissimi. Ricordo una specie di gigantesca bolla ambrata, all'interno della quale c'era qualcosa tipo telescopio o giroscopio.
Alcune di queste case, in mattoni rossastri o scuri, avevano all'esterno delle vasche d'acqua, piuttosto complesse, ma molto belle.
Poi saltava fuori che dovevo prendere il treno e ripartire per non so dove. E la stazione era molto vicina a tutto questo.
Ecco, ci fosse un'applicazione in grado di stampare immagini del genere...

Non dico sia stata una giornata particolarmente eccezionale.
Eppure sarà una giornata che ricorderò molto più di altre.

Vale la pena vivere!

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