Ecco perché Fabio Gadducci si trovava a Cremona quella sera d'estate là...!
Anche l'Archivio di Stato di Cremona è stato consultato per realizzare un libro che si annuncia di estremo interesse.
Ecco come NPE, l'editore, presenta la pubblicazione dal sito di Comic-Soon.
Dopo Camerata Topolino di Alessandro Barbera e Il principe nero di Hollywood. Walt Disney di Marc Eliot, un nuovo capitolo dei rapporti tra regimi e comics targati Disney si trova nel dettagliato e voluminoso saggio Eccetto Topolino. Lo scontro culturale tra il fascismo e il fumetto,
scritto a sei mani da Fabio Graducci, Leonardo Gori, Sergio Lama e da
pubblicato da Nicola Pesce. Il libro ricostruisce il rapporto ambiguo
tra il sistema culturale autarchico imposto dal fascismo e la
particolare eccezione riservata al marchio Disney.
La storia comincia nel 1938, quando, nell’ottica del programma
fascista di preservare il carattere nazionale della produzione
culturale, fu redatto da Martinetti il Manifesto della letteratura
giovanile, in cui rientrava la necessità di italianizzare anche i
fumetti, censurando i prodotti stranieri, in particolare quelli
americani. Ma quando Ezio Maria Gray, funzionario del Minculpop,
sottopose allo stesso Mussolini l’elenco dei fumetti da epurare, il Duce
restituì il foglio con la postilla autografa: “Eccetto Topolino”.
(prosegue qui)
Il libro lo devo ovviamente ancora leggere, ma qualcosa si può già dire.
Quello che sicuramente sarà un saggio poderoso, apparentemente solo per addetti ai lavori, viene "comunicato" in modo da suscitare curiosità. Perché Topolino è stato trattato diversamente da altri fumetti americani e comunque commercializzato, nonostante le censure dell'epoca? Politica e fumetto si intrecciano, lasciando intuire trattative forse non proprio edificanti. Insomma, un pizzico di sano gossip storico...
Mi piace molto anche la copertina. Se ho letto bene, l'ha realizzata graficamente Sebastiano Barcaroli, autore che nasce e cresce con fanzine e autoproduzioni, diffuse soprattutto nell'ambito vagamente underground romano. Non è un caso che chi sperimenta da giovane sia poi brillante da adulto.
Queste due brevi riflessioni ci possono aiutare a comprendere come un editore possa fare la differenza.
E chissà che questo saggio possa diventare importante e decisivo come "I Disney italiani". Anche allora l'editore fece la differenza. Era Granata Press. Degli autori di quel libro, ritroviamo qui Leonardo Gori.
Ma torniamo a questo volume.
C'è un blog fatto apposta che ne anticipa i contenuti.
E compare questa foto.
Per dire che abbiamo solo una vaga idea di cosa sia stato il passato fumettistico dell'Italia.
Questo libro potrebbe finalmente rivelarci e chiarirci un po' di cosette importanti e consertirci di ragionare con più cognizione di causa.


4 commenti:
Se le varie frecciatine lanciate qua e là in vari episodi dei Simpson, Futurama, Griffin e American Dad non mentono... le simpatie naziste di Disney sono un argomento di cui negli U.S.A. si è chiacchierato molto evidentemente.
Al di là del passato fummettistico italiano non credi che siano in taaantissimi a ignorare in generale il fumetto, antico o moderno, italiano o esterofilo che sia? Bel post comunque. Ciao da Nora di http://fridaymorningsun.blogspot.com/
Me ne sto occupando proprio adesso nelle lezioni di storia del fumetto che ho voluto fortemente.
Molto complesso mettere insieme il tutto e gli aspetti storici di diverse nazioni. In ogni caso questa ricerca è molto interessante.
Grazie per la segnalazione, mi è molto utile.
Disney... no comment...
Grazie Nora. Manca una storiografia seria del fumetto italiano, soprattutto relativa ai primi cinquant'anni del novecento.
Posta un commento