lunedì 7 novembre 2011

CARI AMICI se a scrivere queste righe fosse stato...


... Sergio Bonelli, avrebbe sicuramente cominciato così.

Su tutte le testate della casa editrice di Sergio Bonelli compare questo messaggio di commiato, non firmato (Graziano Frediani?), che esprime il dolore di tutti i collaboratori che hanno lavorato e convissuto assieme a lui.
Il testo è sobrio e misurato, ma tra le righe si capisce molto bene l'intensità con cui è scritto.
Segnalo questo passaggio:
... quattro princìpi-guida: il rispetto per il lettore, la qualità dei contenuti e della loro “confezione”, la chiarezza comunicativa, la puntualità nelle uscite in edicola. Ed è con questi obiettivi che oggi Davide Bonelli, il figlio di Sergio, dopo aver preso il timone dell’azienda familiare, intende continuare a lavorare, contando sul vostro affetto, sulla vostra complicità e – possiamo dirlo? – sulla vostra amicizia, come aveva sempre fatto (e come ci ha insegnato a fare) Sergio Bonelli.

Sui vari albi stanno intervenendo anche alcuni degli autori più rappresentativi.

Le parole di Mauro Boselli, pubblicate sull'ultimo Dampyr, il 140, ad un certo punto mi hanno fatto venire un magone:
Io che pensavo che "Caccia all'uomo" non fosse il vero Tex, ma adesso vorrei dirgli che l'ho riletta, quella storia. Ed è un capolavoro! Un capolavoro, punto e basta.
Chi ha presente quanto sia importante Boselli per Tex, oggi, e cosa abbia voluto dire all'epoca l'episodio citato, può capire molto bene cosa si intende.

Tiziano Sclavi su Dylan Dog 302:
Scriveva a mano con una calligrafia incomprensibile a tutti tranne che alla sua segretaria che ribatteva a macchina i dialoghi. Poi lui, come descrizione delle vignette per il disegnatore, faceva dei disegnini buffi. Leggeva e correggeva tutto quello che la Casa editrice pubblicava. Non potrà leggere questo pezzo, chissà se l'avrebbe approvato.
L'intervento del creatore di Dylan Dog, scritto da amico, è già agiografico e sarà tra quelli che più contribuiranno a scolpire nel tempo il ricordo della persona.

Questi è altri scritti concordano nel credere che con la morte di Bonelli-Nolitta si sia chiusa un'epoca. Eppure si dice anche che tutto andrà avanti come prima. Questa contraddizione sarà messa alla prova dalla rivoluzione digitale in corso (se proseguirà), dalla crisi economica (se peggiorerà), dai valori delle nuove generazioni (se si riconosceranno ancora negli eroi e antieroi bonelliani). Ma per il momento ci sono almeno due anni di storie più o meno pronte ad uscire in edicola e penso che Davide Bonelli, figlio e nipote di questi grandi personaggi, terrà conto degli abbracci e degli incoraggiamenti emotivamente forti che ha ricevuto durante i giorni del funerale. Per non parlare della nota solidità aziendale.

Storicizzare il ruolo della famiglia Bonelli nel secolo del fumetto sarà meno facile di quanto si possa pensare. Così come colpi di scena nella conduzione e nella linea della casa editrice potrebbero verificarsi anche prima di quanto si possa prevedere. Vedremo.
Ma intanto, ha ancora una volta ragione Mauro Boselli nella conclusione del pezzo sopra citato:
Grazie a te la nostra giovinezza è stata lunghissima, infinita. 
Adesso si è conclusa davvero. 
Adeus!

Ha ragione. E chissà se riuscirò a trarne le conseguenze, aldilà che rimarrò un fedele frequentatore delle edicole.

1 commenti:

alb. chk. ha detto...

sono andato a vedere a quali numeri corrispondeva 'caccia all'uomo'. l'avevo letta, ma nelle ristampe degli anni seguenti (troppo piccolo nel 1976 per pensare ad altro che jacovitti e i peanuts). a me invece la commozione ha preso la mattina (presto) del primo novembre quando, al termine della funzione nella Chiesa della Santissima Trinità e della Beata Maria Domenica Brun Barbantini, le suor(in)e hanno intonato, a fine funzione, 'when the Saints go marchin' in' (in italiano). tanto che ho dovuto subito comunicarlo via sms all'amico stefano. scusa l'uso privato di blog altrui ma volevo condividere l'emozione.

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