Davide, figlio di Sergio Bonelli, non frequentava il mondo del fumetto.
Quando è entrato in casa editrice, ha cominciato occupandosi di marketing. Purtroppo, il prevedibile passaggio di testimone a capo dell'azienda di famiglia è avvenuto in seguito alla scomparsa del padre.
Il mese scorso, su tutti gli albi, è stato pubblicato un comunicato non firmato sulla morte di Bonelli. Pressoché tutte le rubriche d'apertura delle varie collane hanno visto intervenire i principali autori.
Ieri, sul nuovo Dylan Dog appena uscito, ecco un messaggio di Davide Bonelli ai lettori, che sicuramente apparirà anche su tutte le altre testate, intitolato "Grazie!".
Il testo pubblicato sembra promettere bene, perché non si discosta molto dallo stile informale, diretto ed educato che conosciamo tutti. E anche perché sembra molto meditato e studiato.
Ci sono i ringraziamenti per le migliaia di condoglianze ricevute.
C'è una certa umiltà tra le righe, unita ad una richiesta di collaborazione e complicità generale.
C'è l'esplicitazione dell'accettazione del ruolo.
C'è l'assicurazione che tutto proseguirà come prima. Anzi, con ancora maggiore impegno.
E poi la rivelazione di un aneddoto poco noto, quando Sergio Bonelli esordì come autore dei testi, non come Guido Nolitta, ma con lo pseudonimo di Annalisa Macchi. Oltre alla particolarità dell'episodio, il messaggio che Davide lancia è che lui è a conoscenza della storia e della tradizione. Ne è non solo erede, ma anche depositario.
Dunque, "Grazie!" è un testo che, nello stile consueto dell'editore, unisce cuore e cervello.
Certo, le sfide culturali, economiche e tecnologiche che attendono Bonelli sono complesse. E forse si è già in ritardo su molte partite.
Eppure, siamo nel 2011, e possiamo ancora comprare delle storie di 100 pagine a due euro e settanta, cioè circa 5230 delle vecchie lire. Quando ci fu la conversione in euro, gli albi bonelliani costavano attorno alle 3500 lire. Quindi, tra i pochissimi prodotti che non sono raddoppiati di costo con la scusa dell'euro. A queste condizioni, ancora oggi disponiamo di una produzione seriale complessivamente dignitosa.
PS La foto di apertura... non riesco più a trovare da dove viene. Pronto a rieditare appena possibile!

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