L'esperienza recente del workshop tenuto a Sacile mi ha anche permesso di verificare di persona quella diceria secondo la quale i friulani bevono come delle spugne.
Di solito le "dicerie" sono sempre delle esagerazioni riferite a comportamenti in fondo più che normali.
Questa volta... no. Anche se l'espressione "bere come spugne" è fuorviante.
A Sacile ho visto bere dalla mattina alla sera vino, birra, vini bianchi e neri, grappe, grappe e ancora grappe. E chiariamo subito un punto importante: non ho visto nessuno barcollare o mostrare anche il più piccolo segno di cedimento sbronzico. Questi sacilesi bevono vino, birra e grappe come fossero acqua minerale.
Il fenomeno è spiegabile solo grazie a due fattori. Da una parte, senza dubbio, un'ottima salute generale. Persone sane, che vivono vicino alla montagna, non lontani dal mare, in mezzo a correnti di aria pura. Dall'altra l'evidente qualità dei vini, delle birre artigianali e delle grappe spesso fatte in casa.
Questa felice condizione enologico-alcolica ha portato anche ad elaborare una saggezza popolare di cui ho potuto approfittare grazie alla cortesia di un cantiniere di cui non ricordo il nome, ma che vuole lavorare ad un promettente progetto di prosecco a fermentazione naturale.
Costui mi ha detto tutta una serie di cose che ho cominciato a distillare (tanto per stare in tema) sui social network e che qui vi riassumo così (vado a memoria):
1: Il perlage praticamente sono le scoreggine dei lieviti
2: ... che finalmente lo stanno capendo tutti che bere quei vini barricati lì vuol dire solo bere legno...
3: Che bastonate stanno pigliando i francesi... con i franciacorta, i nostri prosecchi... eh... che bastonate
4: C'è un'orgia fatta bene... con un po' di coppie. Partecipa anche un carabiniere... un maresciallo. sapere come si riconosce? è l'unico che si chiava la moglie!
5: Quella sera eravamo tutti bevuti e non sapevamo come tornare. Allora c'era quell'auto dei carabinieri e ci siamo messi tutti in coda e abbiamo superato tutti i controlli!
6: Questo non possiamo chiamarlo Tocai. Ma è Tocai.
7: Non me ne frega più nulla alla mia età. Faccio questo lavoro per divertimento. Vendo quello che ho. Non mi interessa allargarmi (nota di MicGin: nei venti minuti in cui sono stato lì sono passate una decina di persone che hanno acquistato altrettante bocce e damigiane).
Insomma, questo tipo era un mito. E devo dire che il prosecco che ci ha servito (ero assieme a Paolo Cossi) era veramente buono e genuino.
Beati i friulani!!
Ps l'illustrazione risalirebbe al 1916 ed è di Achille Funi, se internet non mente.

7 commenti:
ahaha! Bel post!
friuli + paolo cossi = coma. se la prossima volta chiami anche me, coma in tre ;) abbrazzi, manuele
ps. il disegno di funi da panico
Ti posso dire una cosa? I blog o ci scrivi almeno 2 volte alla settimana, o è meglio chiuderli... non sai la delusione quando mi collego al tuo blog per sapere cos'hai scritto di nuovo e la risposta è "niente"... Coraggio! Manco avessi famiglia! :-)
grazie davide e manuele!
manuele, girando per il web continuo a scoprire illustratori e pittori straordinari, del primo novecento. Quanto che non sappiamo...
Marco... ti ho viziato troppo bene a quanto pare... sono tre anni che scrivo quasi tutti i giorni... poi capita anche una settimana che non si ha tempo di andare sul web... hai presente la vita reale? Cmq non preoccuparti, sto tornando ;-)
quando ho letto questo post, sarei voluto intervenire perché stavi ironizzando, secondo me, su un problema troppo serio per essere liquidato con il fatto che noi friulani reggiamo meglio l'alcol grazie all'ambiente sano in cui viviamo e alla qualità dell'alcol stesso che beviamo....
poi ho lasciato perdere, perché comunque il tono del tuo post era leggero e non volevo appesantirlo...
ora però ti segnalo questa notizia di cronaca, l'ennesima di tante altre simili, troppe...
ciao
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/01/01/news/capodanno-in-fvg-decine-di-minorenni-in-coma-etilico-1.3006886
ciao alessandro
il post era appunto ironico e soprattutto parte dal presupposto che si possa bere in modo responsabile, in compagnia, a tavola, per stare bene insieme. Il senso era anche quello di ringraziare per l'ospitalità. Per esempio ho portato a casa una bottiglia di Franconia, un rosso che non conoscevo, stappato alla vigilia di Natale e piaciuto moltissimo agli ospiti.
Tutt'altro discorso è l'abuso di alcolici che non è solo un problema della tua zona. L'abuso, non responsabile, di alcolici da parte di alcune fasce giovanili è un problema che interessa più ambiti, da quello sociale a quello della salute. Perché purtroppo oltre a bere tanto, in quelle situazioni si beve anche molto male. Lo sballarsi di alcool (pratica che ha anche un nome che ora non ricordo) è un problema diffuso ormai ovunque, non solo certo in Friuli o in Italia. E ha a che fare con il modo di stare insieme.
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