lunedì 19 dicembre 2011

NON STARE AL GIOCO


Alcuni giorni fa, Francesco Ciampi in arte Ausonia ha raccontato del suo rifiuto a partecipare al nuovo Male di Vauro e amici. Ausonia spiega che non vuole trascorrere il suo quotidiano a dover ascoltare Gasparri, per dire, piuttosto che Bersani, e doverne rendicontare le dichiarazioni a colpi di strisce e vignette. E conclude scrivendo:

cari lettori: l'effetto calmante di qualche vignetta non vi salverà. è finito il tempo delle risate. tenetevi l'amarezza dentro. fatela crescere, semmai. ingrassatela a dismisura... fino a farla esplodere.
che poi, in questo dannato paese, forse, qualcosa di buono succede per davvero.


Dunque, alla sua maniera, se ho capito bene, Francesco ci sta rivelando anche (oltre alla sua insoddisfazione personale) i limiti della satira attuale che risiedono nel suo prendere di mira soprattutto la politica.
Per uscire, forse, dalla crisi globale che sta intaccando pesantemente il nostro benessere, la politica ha dovuto ancora una volta affidarsi a degli "esterni", a partire dal Presidente del Consiglio Monti. E questa volta la scelta è stata particolarmente grave: maggioranza e opposizione si sono unite in modo quasi unanime per votare un intero Consiglio dei Ministri straordinario.
La politica non ce l'ha fatta. Ha delegato ad altre professioni, ad altri professionisti. E rimane in crisi a tutti i livelli.
Eppure, hanno avuto tanto spazio, tantissimo spazio, per comunicare idee, programmi e risultati. Per esempio in televisione. E di loro, e delle loro dichiarazioni, e delle loro gesta, talvolta grottesche, talvolta turpi, si è parlato tanto. Anche nella produzione satirica.

Il nuovo Male conta sulla collaborazione di grandi vignettisti e artisti. Ma sembra mancare il bersaglio grosso: noi stessi e il nostro modo sempre più folle di vivere e devastatore del nostro pianeta. La satira nasce per fustigare i costumi della nostra società. E invece così rischia di essere intrattenimento e rimanere in superficie. Mi chiedo se sia più utile e più giusto prendere in giro la Brambilla o Gasparri e sottovalutare il ceto medio che acquista inutili Suv, o tutti coloro che non accettano di diminuire l'utilizzo complessivo di energia, con le conseguenze che, volendo, possiamo immaginare.

Beh, mica è colpa de Il Male, ovviamente. Però l'andazzo è questo.

19 commenti:

Travaso ha detto...

Premessa: il nuovo Male è obbiettivamente una pessima rivista in cui, a parte un paio di nomi (e uno di questi è makkox), si fa della pessima satira.

Detto questo Ausonia, e tu di rimando, dimostrate di non capire granché ciò che la satira è o dovrebbe essere.

A parte che l'intervento di Ausonia mi è sembrato quasi un modo di dimostrarsi puro e distaccato rispetto ad un certo genere che lui non ha mai apprezzato o comprenso più di tanto (come dimostra pure il suo libro meno riuscito, Seriouz Toys); ma queste sono impressioni mie, uno sul suo blog fa il cazzo che gli pare e, allo stesso modo, decide con chi collaborare. Del resto pure io, sapessi disegnare, non collaborerei col Male.

E' però il cuore del suo discorso che dimostra quanto la sua sia una percezione distorta della satira.

Per lui la vignetta satirica ha, in sostanza, il difetto di compiacere il lettore incazzato facendolo sentire meno solo e suscitando un presunto senso di appartenenza. Poi rincara la dose (di cazzate) tirando in ballo un ipotetico senso di rilassamento per autore e lettore. Magari è quello che lui riesce/riuscirebbe a fare con la satira, ma la satira è altro, altro che rilassamento o "effetto calmante".
La satira dovrebbe semmai stimolare il pensiero critico, mettere in luce in maniera più limpida contraddizioni e meschinità di certo potere. Dovrebbe essere uno degli stimoli a quella azione che lo stesso Ausonia sembra auspicare -in maniera non poco retorica ed enfatica- alla fine del suo post, non un placebo. Se per lui il fine della satira è la risata liberatoria e catartica non ha capito nulla e farebbe bene a farsi un bel ripasso a partire da Aristofane. La satira con le sghignazzate non c'entra nulla, non è neanche obbligatorio che faccia ridere, non è comicità tout court.

Persino un romanzo come 1984 è una distopia satirica, eppure non ho mai sentito nessuno dire di essersi fatto un bel po' di risate leggendo le disavventure di Winston Smith. La satira è anzitutto un esercizio di critica nei confronti del potere di qualsiasi matrice, e tale critica può essere condotta nei modi più disparati attraverso una trasfigurazione/deformazione della realtà che ne metta in evidenza contraddizioni, storture e aporie.

Se poi lui crede che per fare satira debba stare necessariamente "sul pezzo", dietro a ogni dichirazione del politico di turno per farci su una battuta, liberissimo di farlo. Forse è semplicemente il modo più diffuso di far satira qui da noi, ma non è certamente nè l'unico modo nè il più intelligente.

Comunque Ausonia può fare quello che gli pare (e ci mancherebbe pure), però invece di elevarsi come lui crede, scrivendo simili corbellerie, non fa che dimostrare quanto elementare e limitata sia la sua conoscenza di ciò che intende criticare.

(fine prima parte)

Travaso ha detto...

(seconda parte)

Allo stesso modo pure tu, Michele, scrivi una sciocchezza parlando di limiti della satira, rea di concentrarsi troppo sulla critica alla politica. La satira ha dei temi principali e ricorrenti che sono i cardini attorno ai quali ruota e si sviluppa il discorso critico: politica, sesso, religione e morte. Parlare di limite della satira in relazione ad uno dei suoi principali oggetti di critica è una contraddizione in termini. Nessuno nega che la satira in Italia sia stata sin troppo polarizzata negli ultimi anni, ma la colpa non è del mezzo né di suoi presunti limiti, la colpa è di autori poco capaci che quel mezzo hanno saputo utilizzarlo poco e male senza sfruttarne pienamente le potenzialità.
La satira prende di mira la politica perchè, alla fine dei giochi, scopo della satira è la critica al potere. Di questi tempi sfido chiunque a dire che il potere nella sua incarnazione più evidente e distorta non sia in mano a politici (e banchieri, e autorità religiose).

E' per questo che dici un'altra sciocchezza scrivendo che il "bersaglio grosso" siamo noi e il nostro modo di vivere. Noi abbiamo le nostre colpe (e la satira fa bene a metterle in evidenza), ma da qui a essere il bersaglio grosso ce ne passa. Anche perchè, ed è triste dirlo, il potere è sempre meno nelle nostre mani.

Travaso ha detto...

Blogger non so perchè mi ha incasinato un po' i commenti che ora sono in ordine inverso. Magari puoi sistemare tu Michele.

Chiedo scusa per la confusione.

Travaso ha detto...

E' inutile, continua a cancellarmi la prima parte del discorso ogni volta che provo a ripostarla.

Ritento più tardi magari.

MicGin ha detto...

ora metto ordine

MicGin ha detto...

travaso, ho prima approvato i commenti che erano finiti nello spam (non so perché, penso forse la lunghezza o magari la presenza di termini che blogger non permette).
poi ho cancellato quelli ridondanti.
prima di replicare, dimmi se c'è tutto quello che volevi dire o se è andato perso qualche parte del tuo pensiero. nel caso, riposta.

Travaso ha detto...

C'è, tutto. Il commento che inizia con PARTE 1B può essere eliminato.

Scusa ancora per la confusione e grazie di aver messo in ordine, Michele. Anche io sospettavo ci fossero problemi con la lunghezza dei commenti. E' che l'argomento mi sta a cuore e ci tenevo ad essere sufficientemente esaustivo.

Ciao

MicGin ha detto...

ok.

se rileggi meglio il mio post, ti accorgerai facilmente che hai frainteso parecchio quanto ho scritto.
Non ho fatto un discorso in generale sulla satira, ma ho parlato della satira di oggi sulla politica di oggi.
La scelta di Ausonia, opinabie senza dubbio, sta in questo contesto contemporaneo.

Hai invece ragione a ricordare come la satira possa e debba occuparsi di politica. E il come è importante. E non necessariamente deve fare ridere.

Detto ciò, la comunicazione si costruisce insieme. E se oltre a fraintendere quello che scrivo, dai del pirla a destra e manca, e pure non ti firmi... che due balle...! Mi chiedo sempre da più tempo quanto abbia senso continuare ad esprimersi in rete.

Un'ultima cosa: abbiamo sempre meno potere.
E' vero. Ma lo esercitiamo sempre peggio. Non informandoci su chi votiamo. Non informandoci abbastanza su cosa succede e perché.
I politici non sono alieni provenienti da uno spazio ignoto. Siamo ancora noi. Noi che li votiamo e noi che lo diventiamo, ormai spesso per cooptazione (legge elettorale attuale liste bloccate).
D'accordo, le responsabilità sono personali... Ma in questi processi di massa, si è accettato di tutto e di più. E oggi si paga il conto in modo molto salato.

La satira può essere una bella risorsa, può far pensare. Ma gli autori che la praticano devono riuscire a trovare i bersagli giusti. Altrimenti, al massimo... intrattiene. Appunto...

Travaso ha detto...

Mi ha cancellato anche il commento di risposta...se non riesci a recuperarlo provo a riscriverlo poi.

Travaso ha detto...

Michele, se noti bene non ho dato del pirla a nessuno. Ammetto che il tono del mio ragionamento non è stato dei più moderati ma non ho insultato personalmente né te né Ausonia (di cui, magari non s'è capito, apprezzo molto alcuni libri)
Ho detto che, secondo me, avete scritto delle sciocchezze e, nel caso di Ausonia, un paio di cazzate vere e proprie. Non ho detto che siete sciocchi voi,e non ho intenzione di farlo.

Magari ho frainteso, però mi era sembrato che si volesse parlare di satira in senso ampio. Mi sono limitato semplicemente a scrivere un paio di note di natura teorica sulla satira e a puntualizzare alcune piccole cose.

Ah, la scelta di Ausonia per me non è opinabile eh, anzi è legittima e lodevole per molti versi (perchè ripeto, il Male è una pessima rivista che fa pessima satira), è quanto ha scritto a corredo di questa scelta che mi è sembrato retorico, poco argomentato e per certi versi frutto di una visione limitata della satira. Magari mi sbaglio anche nel suo caso, ma mi sembrava che il suo fosse un discorso più generale che riferito alla singola situazione italiana (aggiungo, in altre occasioni ha detto di non amare molto la satira).
Nel tuo caso hai parlato di limiti della satira attuale. Secondo me è un'affermazione sbagliata perchè la satira in sè limiti non ne ha, sono alcuni autori che non riescono a sfruttarne le potenzialità.
Credo che sarebbe molto meglio, piuttosto che parlare genericamente di satira attuale, fare i nomi di chi la satira non la sa fare come si deve. Forattini ha sempre fatto schifo, Vauro ahimè ormai è bollito e anche Scòzzari sembra un po' troppo datato e meno ficcante di un tempo.

Comunque, mettendo da parte il Male, in Italia di satira ben fatta a saper cercare ce n'è. Spesso è portata avanti da gente giovane e realmente arrabbiata, che pur tra mille difficoltà riesce a sfornare bella roba.

Sull'assenza di firma: non ho un account blogger e non intendo aprirne uno (così come non ho facebook et similia), mi son firmato con un nick che ha un suo senso nell'ambito del discorso. Se ti dico nome e cognome non direi che cambia molto la sostanza delle mie argomentazioni.

Se però preferisci ti dico volentieri che mi chiamo Luca Montanaro, che sono di Bari, che leggo, tra le altre cose, fumetti e che spesso capito sui blog di autori e addetti ai lavori.

Ciao :)

ausonia ha detto...

travaso, cosa sia la satira è chiaro. quale dovrebbe essere il suo ruolo naturale, pure (grazie comunque dello sforzo nel tentare di ri-spiegarcelo).

ti sfugge, invece, cosa sia la satira oggi in italia e quale sia il suo ruolo... in un paese in cui i politici sono re e allo stesso tempo giullari di corte. creature squallide che si disvelano da sole. continuamente.
l'italia è un dramma che solo gli italiani non riescono a comprendere.
travaso, hai ancora bisogno che qualcuno ti spieghi l'ovvio? ottimo. continua a comprare il male.

michele (sulla mia scelta che di punto in bianco è diventata "opinabile"): dire di no è un'altra delle tante cose che gli italiani non sanno fare. dire di no sembra sempre un modo per dimostrarsi puri e distaccati (citando travaso), come se fosse una colpa.
è buffo. in questo paese la scala dei valori è sempre più rovesciata. è la neolingua. evidentemente ha attecchitto anche negli estimatori di orwell.
negli ultimi anni ho detto tanti no. tantissimi. non ne parlo spesso, ma lo considero il mio medagliere personale e ne vado abbastanza orgoglioso. ma poi, qui, in questa povera terra dove per un tozzo di pane e un briciolo di visibilità si venderebbe anche il miglior amico... i no non sono MAI opinabili. e i sì, quasi sempre.

MicGin ha detto...

beh, intanto poter scrivere "ciao Luca" per me è preferibile, soprattutto se etichetti come "sciocchezze" alcune delle cose che ho scritto. Nel riassumere ho forzato ("dai del pirla"). Non hai dato del pirla, però tra chi dice sciocchezze e chi dice sciocchezze + cazzate... insomma...
cmq ci siamo quasi chiariti.

quasi...
il mio discorso riguarda il contesto contemporaneo. la satira oggi può sicuramente occuparsi di politica. ma il problema sono i politici di oggi, che nel momento in cui diventano oggetto di satira, con le loro miserie note, costituiscono un bersaglio inutile.
Si confonde il fare politica, il seguire la politica, con il seguire le agenzie ansa che riportano le dichiarazioni dei politici stessi, enfatizzate oltre misura dai mezzi di comunicazioni. Sono le armi di distrazioni di massa ben note da anni. E spesso la satira ci casca. Ben diverso è documentare con puntualità errori e scandali. E infatti, i giornalisti che l'han fatto o lo fanno vengono perseguitati in vari modi.

Gli autori di satira hanno grosse chance, se hanno l'arte e la fantasia necessarie.

La scelta di Ausonia è tecnicamente opinabile, perché l'autore è libero di fare ciò che vuole. Così come chiunque può essere libero di criticare (come hai fatto tu) o elogiare (come ho fatto io) il loro atteggiamento.

Ausonia, non mettiamoci però a spaccare il capello in quattro. ora però devo scappare. a dopo!

ausonia ha detto...

travaso: con me puoi usare i toni che vuoi, non sono uno che ci va giù leggero e quindi accetto (e apprezzo) qualsiasi tipo di critica o insulto (se è sintomo di vitalità intellettuale, mi fai quasi felice). quindi i tuoi toni a me sono pure piaciuti.

però in questo tuo ultimo commento spieghi meglio delle cose e allora ti dico che nel mio post mi riferivo a il male e soprattutto ai vignettisti satirici italiani.
su guzzanti e celestini ho opinioni un bel po' diverse rispetto a quelle che ho su gli autori del male.

MicGin ha detto...

rieccomi, tanto per fare un po' di accademia... ho capito cosa intendi, francesco. il tuo no è insindacabile. sono scelte tue. non devi risponderne a nessuno.
il tuo è no è però opinabile: altri farebbero e hanno fatto scelte diverse e siamo qui a commentare ^__^

detto ciò, stasera... pizzoccheri!
anche se la ricetta non sarà completamente conforme... ;-)

Travaso ha detto...

Ausonia, mi sa che ci siam capiti meglio ora. Comunque oh, tanto per ribadire, io del male ho comprato un numero e ne ho sfogliati un altro paio in edicola e son d'accordo con te è veramente ma veramente penoso.

E, col rischio di sembrare uno che sta preparando vino e tarallucci, ti ripeto pure che io alcuni tuoi lavori li ho apprezzati non poco. Non m'è piaciuto il tuo intervento, proprio così a pelle, da qui i toni. Figurati quindi se voglio insultare te personalmente.
E' che sono abituato così...se una cosa per me è una cazzata lo dico senza troppi giri di parole.

E per me hai fatto bene a rifiutare, son stato il primo a dirlo qui, non ha senso portare anche solo un po' di qualità ad un progetto del genere. Anzi mi meraviglio che ci sia gente come Makkox e come Akab sul male.
A dirla tutta sarei pure curioso di vedere come lo affronteresti tu il genere, ma insomma ognuno fa quel che gli pare.

Comunque io son dell'idea che anche in Italia delle isole felici per la satira disegnata ci siano. Meriterebbero più visibilità loro, altro che Vauro e Vincino. Citare Makkox ormai è quasi scontato, io aggiungerei pure Flaviano Armentaro e un altro paio di nomi.

Cambiando ambito poi son d'accordissimo su Guzzanti, è il migliore che abbiamo in Italia. Celestini invece non lo conosco, anzi se mi suggerisci qualcosa di suo son contento.

Travaso ha detto...

E qui blogger continua a mangiarmi i commenti non appena superano le cinque righe...uff.

MicGin ha detto...

e tu falli più brevi... un po' di sintesi, eccheddiamine!!!!
vado a riperscartelo! dopo però mi stacco: devo cucinare i pizzoccheri!

ausonia ha detto...

michele: e allora indaga sugli opinabili "sì".
che dire di no al male resta la cosa più ovvia e normale di questo mondo.
tutti a bearsi dei loro convenientissimi "sì"...

ps: e te lo dico... sono invidioso dei tuoi pizzoccheri.

travaso (a proposito di ascanio celestini e il pensiero unico dei "sì"):
http://www.youtube.com/watch?v=bT9aHUPWXMs

Travaso ha detto...

Grazie della segnalazione, Ausonia. Do subito un'occhiata.

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