lunedì 31 gennaio 2011

SUPERAMENTO DEL LIMITE PM10

Siamo in rete. C'è il web. Tante notizie arrivano da Cremona e dall'Italia.
Quando apro la finestra della camera dell'appartamento che ci ospita ad Angouleme per cambiare l'aria, entra un freddo frizzante, ossigenato, che da la sensazione del pulito delle lenzuola appena stese.

Intanto, ancora una volta, a Cremona si superano i limiti del PM10. Ecco il comunicato diffuso dalla newsletter giornaliera. Ci sto pensando mentre stiamo tornando a casa.

Niente immagini per questo post.



SI MANTIENE SUPERATO IL LIMITE DI LEGGE PER IL PARAMETRO PM10. 
Il valore misurato nelle ultime 24 ore alla capannina di Via Fatebenefratelli è stato di 82 microgrammi/metro cubo.


METEO INQUINANTI. Ogni giorno, sul sito di Arpa Lombardia, si possono consultare le previsioni dell’andamento degli inquinanti per i tre giorni successivi:
http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/doc_AndamConcentrazioni.asp




SI RICORDA CHE FINO AL 15 APRILE 2011, in tutta la Zona A1 che comprende il
territorio del Comune di Cremona e i comuni confinanti, vige la limitazione della circolazione per i mezzi a benzina EURO 0 (detti anche pre-EURO 1) e gli autoveicoli diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Le limitazioni sono in vigore tutti i giorni, con esclusione del sabato, domenica e festività
infrasettimanali dalle ore 7.30 alle 19.30.


INOLTRE, FINO AL 15 APRILE 2011 è in vigore il blocco permanente dei motocicli e ciclomotori a due tempi EURO 0 senza alcun tipo di deroga, né oraria, né festiva.


SONO RAGGIUNGIBILI I PARCHEGGI DI INTERSCAMBIO attraverso alcune vie derogate. Per visionare la pianta dei percorsi consentiti per raggiungere i parcheggi, consultare la pagina:
http://www.comune.cremona.it/PostCE-display-ceid-91.phtml


AL FINE DI CONTRIBUIRE A RIDURRE L’INQUINAMENTO, si invita la cittadinanza a limitare l'uso dei mezzi privati (sia auto che moto), soprattutto se diesel, a favore dei mezzi pubblici e della bicicletta. Si invita inoltre ad utilizzare in modo condiviso l'automobile; mantenere una velocità costante (sotto i 40 km/h in città e 90 km/h in ambito extraurbano e autostradale); tenere una guida non aggressiva, limitando brusche accelerazioni e frenate; non riscaldare il motore da fermo e verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli, soprattutto per quelli non
catalizzati e diesel; limitare le temperature nelle abitazioni e negli uffici a 20° C e revisionare periodicamente gli impianti termici.


PER LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE, si sconsigliano prolungate esposizioni e attività all’aperto specie per anziani, bambini e soggetti in precarie condizioni di salute nelle giornate ad alto inquinamento. Inoltre, evitare di tenere i bambini ad un’altezza tra i 30-50 cm dal suolo (livello a cui si propagano le emissioni). Si ricorda che la sussistenza di malattie respiratorie e cardiache amplifica gli effetti sulla salute degli inquinanti.


PER ULTERIORI INFORMAZIONI sulla limitazione alla circolazione dei veicoli, sul Piano regionale anti-smog e sui contributi e incentivi a favore della mobilità sostenibile visitare il sito: http://www.comune.cremona.it in
alternativa, è possibile contattare lo Sportello InfoSmog: e-mail
info.ambiente@comune.cremona.it

DJ MICGIN 7


31 gennaio: giorno del viaggione di ritorno.
Saremo pieni di libri? Le nostre pubblicazioni avranno avuto una buona accoglienza ad Angouleme? Avremo vissuto esperienze degne? Chi lo sa... Sto scrivendo la notte tra il 22 e il 23... Il settimo post musicale programmato a mezzanotte e un minuto.
E scelta ovvia: Lucio Battisti con Viaggiare, come buon augurio, con un video piuttosto elementare ma simpatico.

E da buon DJ che mette in tavola un piatto dopo l'altro, ecco un pezzo completamente diverso, perfetto come sigla finale di questa ancora una volta entusiasmante esperienza, che ho vissuto assieme a Francy, Alex, MicNaz e Caroline, che ringrazio per tutto: compagnia, amicizia, competenze, sorprese, impegno, buona tavola, arte, narrazioni, discussioni, musica... vita.

Buon Viaggio Di Ritorno!

domenica 30 gennaio 2011

MANUELE FIOR MIGLIOR ALBUM AD ANGOULEME! SPIEGELMAN GRAND PRIX E MICHELUZZI PER IL PATRIMONIO


Un Manuele Fior molto emozionato ha appena ritirato il Fauve D'Or per il miglior album!
Il premio è stato consegnato dal Ministro della Cultura Frédéric Mitterand!!!!
Ovazione in sala! E abbracci sul palco con gli amici presenti.
E interviste e foto a raffica per Manuele!!!

Poi Art Spiegelman riceve il Grand Prix, con divertente telefonata in diretta.
E un edizione di Mosquito dedicata al nostro Attilio Micheluzzi ottiene il premio per il Patrimonio.

Reportage de la Charente e Festival.
E Matteo praticamente in diretta!

SPIRAGLI PER L'ASSOCIATION? INTANTO FOCUS SU DOMINIQUE GOBLET


Sabato pomeriggio ci sono stati segnali che hanno fatto pensare ad un possibile rientro dello sciopero dei dipendenti de L'Association (foto dal reportage di Bodoi) e quindi del funzionamento regolare dello stand ad Angouleme, situazione che sta dando un colpo mortale ad un editore che è stato un simbolo del rinnovamento e che oggi vive un momento pesante di crisi.
Menù avrebbe incontrato il pubblico e secondo la Charente Libre non riuscirebbe a capire il perché di questa protesta... (e per chi capisce il francese, c'è qui a occhio un commento salace)
Ma i francesi con cui ho potuto parlare (e gli italiani che dicono di saperne) raccontano di scelte editoriali sbagliate, ricavi sempre più stentati e l'ovvia incompatibilità tra il produrre libri difficili e l'assicurare uno stipendio mensile ai propri collaboratori.

Non sono certo in grado di giudicare la linea editoriale de L'Association rispetto alle dinamiche editoriali francesi. Posso però manifestare la mia ammirazione per uno dei progetti più interessanti che ho visto in questo festival: Chronographie di Dominique Goblet.


Qui sopra la copertina del librone edito proprio da L'Association che raccoglie un progetto veramente pazzesco dell'autrice, proveniente dalle esperienze di ricerca di Fremok. Per dieci anni, quasi tutte le settimane, Dominique Goblet e sua figlia Nikita, inizialmente di sette anni, si sono ritratte a vicenda. Dieci anni di disegni del viso dell'altra, madre e figlia, mentre si invecchia e si cresce, mentre si cambia di dentro e mentre cambia lo stile con cui si disegna e le competenze grafiche. La madre osserva la figlia, la mette in pagina, la colora, ne definisce il tratto, la vede crescere, diventare ragazza, avvicinarsi alla condizione di donna. La figlia scopre la madre mentre scopre il disegno. Un'esperienza incredibile, raccolta in un libro effettivamente unico.


Ecco un ritratto della figlia, eseguito nel 2006.


L'anno prima, nel 2005, Nikita ritrae così la madre.

Non ho a disposizione il libro, ma quando l'ho sfogliato mi sembra di aver notato che madre e figlia utilizzavano in ogni "sessione" la medesima tecnica.
Un'opera così speciale riesce a contenere due elementi essenziali del fumetto: il tempo e la sequenza.
Certamente un lavoro d'avanguardia interessantissimo. In rete ho trovato questo post in inglese che contiene diverse riflessioni, con commenti assortiti al seguito. Qui si può invece sfogliare un po' di materiale dell'autrice.
Della Goblet era già uscito anche questo meraviglioso libro, che ho acquistato due anni fa. Chi mi fa la cortesia di pubblicarlo in italiano...? ;-)


Ma non è finita. Al CBDI c'è una personale dedicata all'autrice. Disegni meravigliosi e impegnativi, con cui ricostruire il percorso di una vera artista. Ci si abbandona ai colori e alle suggestioni, finché a sorpresa l'esposizione si conclude (o si apre) con questo.


E' un disegno gigante, largo forse un metro e mezzo e alto uno. Berlusconi, Gheddafi e dietro di loro, tra di loro, insieme a loro, una donna, in divisa, ma discinta. Non so perché la Goblet abbia voluto intervenire sull'attualità e non so a quale contesto l'opera fosse destinata. Certo, fa riflettere molto.

DJ MICGIN 6


Anche questo Festival si sta concludendo e la nostalgia avanza al galoppo.
De André piace a tutti in famiglia, grandi e piccinini. E questa versione di Geordie e stupenda per tanti motivi. Dopo quello che vi ho proposto le scorse notti (visto che gusti variegati?), ci vogliono cuore e melodia.

sabato 29 gennaio 2011

I DITTATORI HANNO PAURA DI INTERNET?


Geniale campagna pubblicitaria, che ho conosciuto sfogliando il n. 300 dell'Echo Des Savanes. Ma non è nuova. Cercando in rete le immagini, si capisce che da un po' che queste immagini girano. Vengono da questo sito, che è presente sul web anche in altre lingue.

Fosse vero che si spaventano così tanto.
Certo, alcuni ci tengono più di altri.

Dopo l'apertura con Ahmadinejad, ecco Chavez.


L'incredibile nord coreano Kim Jong Il.


Robert Mugabe... dallo Zimbabwe.


Gheddafi, amicissimo dell'Italia...


Raul Castro, pro tempore alla guida di un paese con cui c'è sempre meno sintonia.

DJ MICGIN 5


Come mi piacevano i Cure.
Che avevo anche più capelli.
E quante volte mi sono ascoltato l'LP Disintegration, un disco tra i migliori che si possono ascoltare viaggiando di notte. Però, purtroppo, gravissima mancanza, mai ascoltati dal vivo.
Su youtube c'è questo video, non male come definizione, montaggio e sonoro.
A proposito di sonoro: cliccate su 240p se per caso rimanesse muto.

Aspetta che ci piazzo anche questa, bella tirata e ritmata!

venerdì 28 gennaio 2011

L'ASSOCIATION CHE LASCIA A CASA I DIPENDENTI...


Lo stand de L'Association occupato! Non si vende nulla per una vertenza che riguarda alcuni dipendenti lasciati a casa per le difficoltà economiche dell'editore. Un bel paradosso...
La news su  Charente Libre.
Come l'altra polemica che oppone l'organizzazione del Festival alla Citè, il Centro Fumetto Nazionale, a proposito della mostra di Barù. Tutto ciò ricorda qualcosa...

DJ MICGIN 4


Citavo Donald Fagen ieri sera (ma in realtà sto scrivendo sabato notte questo quarto post programmato). Nel corso della puntata di "Parla con me" del 18 gennaio scorso, Elio e le Storie Tese hanno preso proprio un pezzo di Fagen, del sommo Fagen, e ci hanno messo su un testo parodistico dedicato a Ruby, la giovanissima ragazza del Presidente del Consiglio. A parte la Questione, di cui presumo si parlerà anche in questi giorni (esisterà ancora l'Italia o la Repubblica il 28 gennaio 2011?!), volevo sottolineare la maestria dell'esecuzione musicale. Elio e i suoi compari musicanti sono interpreti straordinari!!!

giovedì 27 gennaio 2011

SECONDISSIME DA ANGOULEME!


Bene!
Oggi il Grande Ballo francese è iniziato.
La migliore macchina culturale e organizzativa che il mondo del fumetto conosca si è messa in moto.
Ieri pomeriggio c'è sembrato di scorgere diverse situazioni un po' in ritardo. Ma oggi sarà tutto a posto: mostre, stand, pass, incontri, seminari, spettacoli, performance, strutture museali, book shop e tanto altro ancora da scoprire, sia sui fronti istituzionali che su quelle alternativi e off.

La foto che apre il post, ritrae l'ormai nota statua dedicata a Corto Maltese situata sul ponte-passerella sulla Charente che collega il Centro Nazionale al Museo del Fumetto. Un pizzico di Italia che qui è presente con varie modalità.
Noi del Cfapaz, e Passenger, siamo pronti con albi e autori, volantini e interprete! Siamo nella zona alternativa. Grifo Edizioni è nello spazio dei piccoli editori, assieme al partner Moquito. Poi c'è Tunué nell'area dei diritti internazionali.

Ma soprattutto c'è Igort nella giuria del festival. Baru la presiede. La giuria è composta anche dall'autore Jean Solé, i giornalisti Jean-Claude Loiseau  Jean-Laurent Truc, da Grégory Roux della FNAC e dal bibliotecario Philippe Dachouffe. Si tratta della rappresentazione simbolica di un sistema avanzato, che vede protagonisti l'autorialità, francese e internazionale, il giornalismo generalista e di settore, lo sponsor privato che è anche capace di contribuire alla progettazione degli eventi, e il mondo della cultura e della promozione della lettura.
Questo sistema magari non consentirà comunque di ottenere verdetti unanimi o al riparo da polemiche, ma almeno gli intelligenti francesi riusciranno anche questa volta a valorizza libri che poi venderanno e autori che poi lavoreranno sempre di più, il tutto a vantaggio di tutti.

Il tutto a vantaggio di tutti.
Mica come in Italia...

DJ MICGIN 3


Terzo post musicale programmato.
Ho ehm... scoperto questo musicista, Steely Dan, sabato notte, dopo una play list di Donald Fagen.
Musica rilassante, ascoltata mentre stavo scrivendo un contributo sui 150 anni dell'Unità d'Italia nei fumetti più recenti.
Ora comunque dovremmo essere sani e salvi ad Angouleme.
Buon ascolto.

mercoledì 26 gennaio 2011

PRIMISSIME DA ANGOULEME


Stand allestito.
Siamo tornati a visitare il Museo del Fumetto, dove è allestita anche la mostra sulla parodia.
Vi "omaggio" di questa splendida tavola di Harvey Kurtzman, di cui ho già dimenticato il titolo.
Domani un post più ricco.
Intanto posso scrivere che il viaggio è andato molto bene, grazie anche agli splendidi compagni di viaggio Francy, Fusix, MIcnaz e Caroline.
Per forza... per un tratto c'era anche Tex...

DJ MICGIN 2


Stasera vi metto invece un pezzo meraviglioso, perfetto per la notte o per la guida notturna. Gato Barbieri in Straight into the sunrise.

martedì 25 gennaio 2011

DJ MICGIN 1


Direi che a 14 anni avevo tutto il diritto di farmi piacere un pezzo del genere... E' la mitica e tamarrissima Spacer di Sheila B. Devotion. E che balletto devastante... Però che ritmo!

lunedì 24 gennaio 2011

ANGOULEME, ECCOCI!



Bene!
Domani si parte, se il diavolo non ci mette la coda (e perché dovrebbe?).
La caricatura della Francy si riferisce al viaggio di due anni fa e vede noi tre, con Alessandro Fusari, inseguire la mascotte gattesca creata da Trondheim per la manifestazione.
Il disegno fa anche da pin up per l'albo "Sbrego nel cielo di carta", collana Cartigli by Cfapaz, che racconta proprio di quel viaggio del 2009 e proprio di noi tre, intrepidi e impavidi viaggiatori transalpini.
Alessandro ha fatto un lavoro veramente divertente, di cui gli sarò grato in eterno (leggerete e capirete). E proprio realizzando quasi di getto quelle tavole, il nostro Fusix (soprannome by Francy) ha dato una svolta al suo stile. E già ci sono novità in cantiere...
Speriamo.
E spero anche di riuscire a postare qualcosa sulla manifestazione, come l'anno scorso.
Nel caso non ci riuscissi, dalla mezzanotte di domani notte, andranno comunque on line dei video musicali che ho predisposto nei giorni scorsi. Ehm... non aspettatevi una selezione molto coerente...

sabato 22 gennaio 2011

LA TELEFONATA IN QUESTURA - LA FINE DELLA POLITICA - FINI (MASSIMO) E SEVERGNINI


Intervento di Massimo Fini su Il Fatto Quotidiano di oggi (tra poco, ieri).

Rimango molto molto perplesso dalla reazione poco intraprendente, poco coraggiosa, poco efficace della politica e del paese Italia. E mi chiedo cosa Lui sarà disposto a fare, pur di mantenere una carica che a questo punto non può più ricoprire. Cioè non lo avrebbe potuto essere neanche prima, per cento motivi. Ma Lui è sempre stato capace di affascinare, comprare, imbrogliare, convincere, illudere. E poi promesse, accordi, do ut des, e voi siete peggio di me...
Se questa vicenda non avrà un esito onorevole, vorrà dire che la politica qui da noi è finita. La politica non può che nascere da una società che ha dei valori. Oggi sono sbriciolati persino quelli di facciata, con persone che sostengono l'insostenibile, urlandolo e aggredendo verbalmente.

Mah. Ecco la parte più importante dell'intervento di Fini (Massimo!). E in fondo il video in cui Beppe Severgnini interviene in Tv su questa vicenda.

... mi sembra che tutta questa focalizzazione sugli aspetti sessuali della vicenda distolga l’attenzione da un fatto ben più grave che non è avvenuto nelle privatissime e sacrali stanze della propria casa (che è la difesa del Cavaliere), ma è pubblico e certo, che lo stesso Berlusconi ha ammesso. Mi riferisco alle due telefonate fatte alla Questura di Milano per influenzare le decisioni della polizia sul destino di Ruby. Questo è un reato gravissimo, si chiama concussione e prevede una pena da 4 a 12 anni ed è la ragione per cui la competenza su tutta la vicenda non è della Procura di Monza ma di quella di Milano (il reato maggiore assorbe il minore). Recita l’articolo 317 c.p.: “Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o delle sue funzioni, costringe o influenza taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito…”.

Le telefonate del premier sono “in re ipsa” concussione, anche se la Questura non si fosse fatta influenzare dai “desiderata” di Berlusconi come poi invece ha fatto. Berlusconi inoltre ha ingannato la polizia quando ha indicato la Minetti come affidataria. Si è infatti trattato di un affido “pro forma”, allo scopo di sottrarre Ruby agli interrogatori e impedirle di rivelare particolari scottanti sui festini di Arcore. Tant’è che la Minetti non l’ha tenuta presso di sé nemmeno quella notte, ma l’ha sbolognata a una prostituta brasiliana, che era l’ultimo posto dove la ragazza doveva finire. E infatti Ruby poco dopo si è messa di nuovo nei guai. E se proprio vogliamo parlare di morale è qui che viene fuori tutta la spietatezza e il ributtante cinismo dell’uomo (altro che la generosità di cui va cianciando) perché dopo aver abusato del proprio ruolo per sottrarla a interrogatori per lui imbarazzanti si è completamente disinteressato del suo destino facendola finire da un casino a un altro. Anch’io, come tutti, non vedo l’ora che questo energumeno si tolga dai piedi, ma vorrei che fosse costretto a farlo perché ha commesso dei reati certi e gravi e non per delle dubbie infrazioni alla morale sessuale.



Massimo Fini da Il Fatto del 22 gennaio 2011




Video pubblicato su Il Post.

venerdì 21 gennaio 2011

IL RUOLO DI UN FESTIVAL: RUPPERT E MULOT (verso Angouleme 3)


Il ruolo di un vero festival è anche quello di proporre all'attenzione generale una nuova tendenza, nuovi artisti. In Italia Florent Ruppert e Jérome Mulot erano ancora inediti. In Francia, invece, sono tra i nuovi autori di punta de L'Association, che non è finita con Trondheim e David B, nonostante le note polemiche che hanno visto protagonista Jean-Christophe Menu. Certo si sta trasformando. Ma intanto, l'anno scorso ho potuto ancora una volta comprare buoni libri, tra cui il loro "Irene et les clochards".
Irene è la singolare protagonista di una storia che non lascia indifferenti. La ragazza è affascinata dai clochard e li vuole intervistare. Ma continua anche a sognare ad occhi aperti scene violente in cui trafigge chi incontra con una spada alla KillBill oppure si suicida.
C'è poi il segno, lineare, quasi sgradevole, soprattutto per i volti incompleti. Eppure qualcuno può negare che le espressioni siano lo stesso decisamente efficaci? E la messa in pagina è sempre tanto raffinata quanto di semplice lettura.
E' un libro di cui si è parlato. In rete, in francese, potete trovare un buon numero di recensioni.

I due autori realizzano tutto assieme. Il suono del loro nome mi fa venire in mente Munoz e Sampayo, altra grande coppia artistica.
I due francesi, però, sono maestri nell'utilizzare più il bianco che il nero... Come del resto sono completamente diversi i percorsi e le poetiche.
Sta di fatto che il Festival di BilBolbul ha scelto entrambi (cioè, tutti e quattro...), assieme a molti altri interessanti autori.
Quindi immagino che qualcuno li pubblicherà presto anche in Italia.

giovedì 20 gennaio 2011

DESDEMONA SU VERTICALISMI BY SAKKA


Scrivevo l'altro giorno dei problemi distributivi sofferti da L'Insonne, cioè Desdemona Metus (ex Desdy Metus), il personaggio creato da Giuseppe Di Bernardo. L'autore ha deciso di sospenderne la distribuzione e proseguire gli esperimenti pubblicati sul sito Verticalismi.
Tra quelli recentemente messi online, c'è "La sottile linea gialla", realizzato da Roberta Sacchi, Sakka, giovane autrice diplomata alla Scuola Internazionale dei Comics di Firenze e da anni collaboratrice a vario titolo delle attività del Cfapaz.
C'è anche la colonna sonora, molto azzeccata.
E ci sono anche altri fumetti dedicati a L'Insonne!

mercoledì 19 gennaio 2011

IL CICLO DEL LIBRO


A proposito del discorso di ieri sulla distribuzione, penso che il fumetto abbia assolutamente bisogno di guardare agli altri settori per capirsi e capire.
La crisi economica (cioè il taglieggiamento sistematico del nostro potere d'acquisto) ha investito anche le fumetterie, i punti vendita che hanno consentito ai piccoli editori e ad alcuni generi di avere un proprio mercato.
Parlando con alcuni gestori, viene fuori il rapporto difficile con i distributori, l'interesse crescente per i prodotti non-fumetti e la necessità di passare al conto deposito.
Loredana Lipperini ha pubblicato anche sul suo blog un articolo che parla invece del ciclo del libro e delle specificità del mercato librario. E alcuni vorrebbero ridurre il conto deposito. C'è un processo di resa che sta distruggendo una parte del mercato, anche per la sovrabbondanza dell'offerta. Comunque ben altro giro e ben altri problemi. E il dibattito vede partecipare scrittori, editori, giornalisti e librai.
Giustamente ogni ambito ha le sue peculiarità.
Sta di fatto che in quello del fumetto il dibattito pubblico è modesto e molti, pubblicamente, non parlano.

E sembra stiano per succedere cose...


ps non ho trovato l'autore del quadro o dell'illustrazione.

martedì 18 gennaio 2011

NIENTE DISTRIBUZIONE PER DESDEMONA


Il personaggio creato da Giuseppe Di Bernardo non riesce a trovare la sua strada.
Dopo Lucca Comics, dopo ben due mesi, il prodotto non è ancora arrivato alla fumetterie.
I distributori non fanno gli ordini.
Ed è così anche per altri... Lo posso testimoniare personalmente...
Giuseppe se ne lamenta sul suo blog.
E annuncia che per ora le avventure di Desdemona Metus proseguiranno solo sul sito sperimentale Verticalismi.
Non si può andare avanti così...

lunedì 17 gennaio 2011

INTERMEZZO D'ATTUALITA'. ATTUALITA'?


Ogni tanto ci sono discussioni che ritornano ciclicamente. La più celebre riguardò Tex: di destra o di sinistra?
Adesso tocca (anzi ritocca) a Corto Maltese. Lo spunto è stato fornito da un recente dibattito avvenuto a Casa Pound a Roma, il centro sociale di destra che ha voluto promuovere un dibattito intitolata Camerata Corto. La provocazione ha innescato una discreta polemica che si è spezzettata in varie prese di posizione, tra loro non dialoganti e non negoziabili, tipo Corto Maltese è anche patrimonio della destra, no non lo può essere, no è di tutti, no ognuno decide come vuole.
Certamente il tentativo di appropriarsi di un'icona popolare è inquietante. Certo non l'ha fatto solo la destra... Eppure, il fatto che si parli di fumetto in un luogo anche "politico", qualunque esso sia, sarebbe estremamente positivo.
Il problema è come se ne parla, su quali basi.
Non è possibile etichettare politicamente personaggi come Tex, Corto Maltese o Nausicaa... perché sono il prodotto di filosofie e sensibilità extra politiche, apolitiche, pre politiche.
Però la politica ne può parlare, eccome! E potrebbero essere dibattiti veramente stimolanti, qualunque sia l'orientamento politico di partenza, anzi a maggior ragione.
Che però devono partire dalle opere e dalle testimonianze disponibili, e dal pensiero espresso dell'autore.
E' chiaro che montare un caso "Camerata Corto" per poi avere come risposta la vignetta che apre il post, e che sta circolando ovunque, realizzata da Pratt in vita... rappresenta una metafora della scarsa conoscenza della materia da parte di certi che ne parlano.
E dimostra anche la scarsa preparazione politica di molte persone e... di molti politici...

Ps editata e resa più chiara la penultima frase.

PREPARARSI PER INTERNI


Ieri pomeriggio ho deciso di affrontare Interni di Ausonia, mi sono riletto il secondo volume, e ho iniziato il terzo. Ne scriverò (la foto anticipa già qualcosa) e intanto vi propongo il testo che avevo scritto per il catalogo, edito da Double Shot, dedicatogli in occasione dell'ultima Lucca Comics.
Questa versione è leggermente diversa da quella che ho pubblicato, modificandola in alcuni passaggi. Quindi, diciamo, l'ultimo stadio di un working progress testuale.
Vi rimando anche ad alcuni miei pensieri sulla sua decisione di cremare le tavole originali dell'intera opera.
Si vede chiaramente che è un autore che apprezzo molto...



MAESTRO


Francesco Ciampi, in arte Ausonia, può essere considerato un “ottemuf led ortseam”? La domanda (che è posta così per compiere un'affettuosa citazione che sarà esplicitata più avanti) non vuole essere leziosa. Neanche vuole aprire la strada ad un facile e amichevole riconoscimento. Tra l'altro, l'aggettivo “facile” non calza per nulla alle mille attività di questo autore. Il Ciampi è in giro da quasi vent'anni e ha praticato molteplici generi e orme editoriali, tranne, per esempio, il seriale bonelliano. Insomma, ha sgobbato e sudato senza risparmiarsi, prendendosi anche delle lunghe pause.
Si fa conoscere nel 1994, poco più che ventenne, grazie all'esperienza del progetto “Maivista”, che riunisce un gruppo di talentuosi ragazzi con il decisivo sostegno dell'Università degli Studi di Firenze e ai fondi della Legge 429/85. Un'ensamble notevole! Oltre a Ciampi, tra i curatori troviamo anche Alberto Pagliaro, Beaniamino Sidoti, Cosimo Lorenzo Pancini. Nei colophon è menzionata anche l'attuale illustratrice Lucia Mattioli. Il progetto si traduce innanzitutto in tre riviste che traducono alcuni temi conduttori in racconti, fumetti, illustrazioni e fotoromanzi. Tra i fumetti pubblicati ci sono anche quelli di Giuseppe Palumbo, Maurizio Ribichini e Davide Toffolo.
Sembra una palestra entusiasmante. Il formato A4 viene configurato in tre versioni: punto metallico sul lato lungo, sul lato breve e con apertura a calendario. Dai temi e dai formati si riparte per riconcepire daccapo, ogni volta, l'impostazione grafica delle opere e la rappresentazione dei contenuti. Le pagine iniziali e finali sono in bicromia, per dare ulteriori sfumature ai temi prescelti: l'ascesa verso la modernità, il confronto con il divino e l'amore ai tempi dell'Aids.
Ciampi risalta immediatamente per la qualità e l'originalità dei disegni, chiaramente ispirati a Simon Bisley, che allora andava per la maggiore grazie al personaggio di Lobo made in DC. Solo che mentre le inquadrature statiche dell'inglese si alternavano alle spettacolari scene di azione che ricordiamo ancora con gusto, il Nostro inquadra e ferma i suoi personaggi in un bianco e nero claustrofobico e cimiteriale eppure sensuale.
L'autore non si è ancora dato un'identità definitiva. Lo troviamo firmare le sue opere e le sue collaborazioni sia come Francesco Ciampi, sia come Ausonia. Inoltre partecipa al progetto come grafico e come fumettista. E che fumettista! Oltre alle storie brevi disegnate, ce ne sono anche due interamente composte con scatti fotografici, cioè fotoromanzi. Le fotovignette sono ulteriormente ritoccate dall'autore.
Mi concentro volentieri su questo periodo iniziale, perché vi possiamo trovare alcune delle radici dell'Ausonia contemporaneo. Non tanto e non solo alcuni temi di fondo, ma soprattutto l'ottica con cui l'autore si muove ancora oggi. Un approccio moderno, condiviso con molti altri autori contemporanei. Infatti, accanto al Fumettistra Tradizionale, che opera su sceneggiatura, al tavolo da disegno, padrone del suo segno e obbediente alle scadenze, il Nuovo Fumettista ha famigliarità con la grafica, le nuove tecnologie digitali, pratica più linguaggi, magari non vive di fumetto ma è comunque un professionista della comunicazione o dell'immagine, ed è in grado di sfornare opere importanti e vincere premi.
I nuovi fumettisti non si rifanno alle serialità precedenti. Certamente le conoscono e ammettono il debito formativo. Ma i loro progetti sono completamente diversi e anche un po' eretici: vogliono usare il fumetto non per aggiungere nuovi eroi che salvano il mondo, ma per raccontare il reale, la storia, la vita. O anche semplicemente sensazioni, colori, stati d'animo, poesie...
Non c'è ancora un mercato remunerativo per queste opere. Mi riferisco agli autori. Le altre figure professionali riescono invece a racimolare i ricavi attesi: editori, grafici, commercialisti, tipografie, organizzatori di manifestazioni... Solo qualche grande autore riesce ad essere premiato da diritti d'autore adeguati. Ma nonostante questa condizione non demordono. E Ausonia è uno di loro.
E' anche partito bene, professionalmente parlando: copertine e illustrazioni per Kaos, racconti brevi e lunghi per Selen, Blue e Heavy Metal. Quindi anche traduzioni estere, tra cui l'eldorado della Francia. Poi attorno a fine millennio inizia ad insegnare alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze e realizza alcune illustrazioni, piccoli dipinti li definirei, intitolati Post-umano con un numero progressivo. C'è un'infermiera, una mamma con bambino, altre figure, ancora inedite quando vengono pubblicate nel 2003 su A1, il catalogo della seconda edizione di Futuro Anteriore, una mostra collettiva annuale made in Comicon e Cfapaz, che prosegue tutt'ora.
Ecco che qualche cosa di nuovo si sta agitando nella testa di Francesco Ciampi.
Ma passerà ancora qualche anno prima di assistere alla seconda primavera dell'autore. Nel 2006 ecco la sua rilettura, a mio avviso vicina al linguaggio teatrale, di Pinocchio, pagando un debito che ogni buon grande toscano prima o poi deve saldare. L'anno successivo tocca a P-HPC, un capolavoro non ancora conclamato ma che è destinato ad avere delle conseguenze. E chissà se i progetti dei due seguiti potranno realizzarsi. Infine nel 2008 arriva il primo Interni, trilogia che si conclude proprio quest'anno. In mezzo anche altre opere, minori come tempi di fruizione e produzione, ma che hanno un loro rilievo nel manifestare la poetica provocatoria dell'autore.
Dunque, opere diversissime per le tecniche grafiche, lo stile del racconto, la veste editoriale, le modalità di produzione e diffusione.
Eppure opere che portano in modo riconoscibile il marchio dell'autore, visibile in alcuni temi e schemi ricorrenti, come l'uso frequente delle didascalie, la mutazione dei corpi, il passaggio ad altri stati, i volti annullati in maschere concettuali, il piacere della provocazione testuale, i personaggi che agiscono per contrasto con le situazioni ma che trovano una sintonia animista con gli sfondi. In Interni c'è anche una riflessione sulla creazione dell'opera. Quasi quasi verrebbe da pensare ad un Cages all'italiana, che si permette di fare i conti con la gabbia bonelliana in bianco e nero, che poi viene rotta clamorosamente inserendo la fotografia. Ed alla fine, l'autore-creatore organizza una vera cerimonia di cremazione delle tavole originali.

Quanta strada ha fatto il caro Francesco.
Dietro un volto sereno, quasi fanciullesco, c'è l'irrequietezza di una persona che non si ferma, non si accontenta, rifiuta (ha rifiutato sino ad oggi) di ripetere formule rassicuranti. E che comunica anche con il linguaggio del suo corpo (il piercing, le unghie colorate, la testa rasata, il pizzetto allungato) che gli piace presentarsi in modo anticonvenzionale, sul serio ma anche un po' per gioco.

Era così anche quando ci consegnò la storia pubblicata con noi del Cfapaz nel 1995, sul terzo Schizzo Posse. Era intitolata “Asetta Erpmes”, cioè l'inversione di “sempre attesa”. Un giochetto di parole semplice,  apprezzabile in un poco più che ventenne. Protagonista era Anilacsem, tormentato da sensi di colpa per aver praticato un atto di eutanasia. Ed ora lo attende uno strano aldilà, dove non è chiaro se si è veramente vivi o morti. Un po' come i due fidanzatini di P-HPC, che sono morti per mantenere vivi i loro sogni. O che hanno fatto finta di credere che vivere potesse essere possibile morendo nel corpo.
In quella breve storia di undici tavole abbiamo visto qualcosa dell'autore che sarebbe diventato. Anche in quel periodo sapevamo essere attenti. In quello Schizzo Posse la copertina era riservata ad Andrea Bruno e assieme a Ciampi i lettori potevano trovare anche il primo Trondheim, Gianluca Costantini, Armando Rossi, Stefano Fabbri e molti altri.

Oggi abbiamo una mostra ed un catalogo che ci danno l'opportunità di condividere lo straordinario percorso, angosciante eppure lucido, di uno dei più innovativi autori italiani.

Michele Ginevra

domenica 16 gennaio 2011

L'UOMO E' MALATO


Facciamo finta di non sapere chi siano Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi. La foto che apre il post, e che si riferisce alla presentazione del calendario.... - come si chiama 'sto calendario dei pubi femminili?! - mi sembra piuttosto ributtante, per quanto gli atteggiamenti dei due signori possano essere autoironici.
Un po' tutte le foto che circolano in rete, tra cui questa di tono assolutamente horror: cliccate solo se avete uno stomaco forte... Deve essere stata una presentazione da Nuova Commedia all'Italiana.

In realtà Toscani colpisce ancora una volta nel segno, perché ciò che gli uomini sognano, su cui fantasticano, alla fine non è niente di più di quello che si vede nelle foto. E il popolo maschile dimostra di essere veramente malato.

Mi venivano in mente le donne che gestiscono il bar del distributore di metano, dove andiamo di solito (ne parlai qui). Siccome il rifornimento di metano richiede un tempo discretamente lungo, diventa conseguente prendersi un caffè o un aperitivo. Il bar è fornitissimo di brioches, biscotti, merendine, tramezzini, salatini, stuzzichini, pizzette, paninetti con salumi... Per cui in realtà molti ci passano delle buone mezz'ore se non delle ore.
Le donne del bar sono generose nel mostrarsi. Gonne corte, balconi prosperosi ed esposti e benevola cordialità con tutti gli avventori, tra cui spiccano cinquantenni e sessantenni cremonesi che rivolgono in dialetto i propri complimenti.
Il dialetto cremonese è attendista. Il cremonese non interviene mai per primo. Si mette in posa e attende. O l'uscita altrui o un tempo adeguato per farsi un'idea della situazione. E poi entra nel discorso o la avvia, con frasi fulminanti, talvolta grevi, quasi sempre divertenti. Sono incredibili e innumerevoli le frasi "metaforiche" rivolte alle bariste. E loro ovviamente sanno tenere testa. Non si scompongono e riescono a valutare bene quando tollerare e quando rintuzzare le allusioni dei clienti. Che vanno dalla "temperatura" alle eventualità di "girare dei film".

Invece, io queste donne me le immagino un po' diverse, che alla fine di una giornata pesante a servire bicchierate e capuccini, stanche e stufe, si tolgono le "divise di ordinanza", si mettono comode in vestaglia o in pigiama, si cucinano un buon risotto o mettono su la loro tisana, e trascorrono una serata tranquilla da sole, con le amiche o in famiglia, davanti alla TV. Per poi tornare regolarmente in trincea il giorno dopo.

L'uomo è malato.
Per fortuna ci sono le donne a badare a noi...

sabato 15 gennaio 2011

L'ODIO COME PASSIONE CIVILE


Ho quasi concluso la lettura de "Il cimitero di Praga"(post precedenti), di Umberto Eco. Confermo: è un non-romanzo, noioso come trama (trama ?!), però generosissimo di cose interessanti da leggere. Si può dire che è pedante e geniale insieme?

Vi propongo qualche altra citazione che mi ha colpito.

L'identità nazionale è l'ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso d'identità di fonda sull'odio, sull'odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l'odio come passione civile. Il nemico è l'amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria morale. L'odio è la vera passione primordiale. E' l'amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura. (voce del narratore)

E' impossibile immaginare che un personaggio dell'antichità o dei tempi moderni, eroe o amoroso, sia rappresentato da un ebreo senza sentirci involontariamente colpiti da quanto vi è di ridicolo in una rappresentazione del genere. La cosa che più mi ripugna è il particolare accento che caratterizza il parlare degli ebrei. Le nostre orecchie sono particolarmente urtate da suoni acuti, sibilanti, stridenti di questo idioma. (voce del narratore che cita Wagner)

Notevole anche la ricostruzione del caso Dreyfus e il terrore con cui l'Abate Dalla Piccola racconta la sua prima esperienza erotica durante una messa nera...

La Libre Parole è spesso citata del libro di Eco. Si può partire da qui per approfondire la conoscenza di questa ehm... simpaticissima pubblicazione....

venerdì 14 gennaio 2011

L'INTERVISTA A MARCO SOLDI


Un classico delle fanzine e delle riviste specializzate: l'intervista!
Ho notato l'intervista a Marco Soldi pubblicata sul dicembre di Fumetto, il 76, edito dall'associazione ANAFI. Ne è autore Luigi Marcianò che praticamente fa raccontare a Soldi tutta la sua vita professionale.
Sono molti i punti interessanti, in gran parte già noti. La gavetta, la conoscenza di autori come Sicomoro, la collaborazione con Granata Press che lo spingerà ad un certo punto ad abbandonare Bonelli per il progetto de Il Nemico. A proposito, ricordate vero quale celebre Dylan Dog ha disegnato?
Marco Soldi oggi realizza soprattutto le copertine di Julia, tra le migliori del parco testate bonelliano.
Ed essendo così bravo, ha realizzato quella di Fumetto, citando Blake e Mortimer e raccontando a strisce di geroglifici i suoi principali personaggi, Ma è soprattutto il tremendo (e inedito) Nemico a campeggiare gigantesco....
Riporto anche un link dal sito di fanzine italiane che presenta la pubblicazione.

giovedì 13 gennaio 2011

DIABOLIK DAY A MARANELLO CON TANTO DI PRANZO DI GALA


Sgombriamo subito il campo da possibili illusioni...
Neanche questa volta potrò partecipare alle iniziative cultural-mangerecce del Diabolik Club!
Nel leggere il loro comunicato, come al solito, hanno cominciato a scendermi dagli angoli della bocca i tipici rivoli dell'acquolina che producono i golosi come me... Gnocco fritto, tigelle e chissà quali frizzanti lambruschi!
Il tutto a cura dei fratelli Altariva, a cui sono affezionatissimo, e agli altri amici del Club.
Che si occupa appunto di Diabolik, ancora oggi uno dei migliori personaggi italiani, prodotto da una delle migliori piccole aziende italiane.
Chi ci potrà andare, mi dedichi un brindisi, a cui risponderò da casa.
Alla salute!

Ps: su quella faccenda là, non preoccupatevi, interverrò anche da qua... ^__^


COMUNICATO STAMPA


Il Diabolik Club di Sassuolo e il negozio Fumetteria di Pozza di  Maranello sono lieti di annunciare la Quinta edizione del "Diabolik Day".

Quest'anno dedicata alla mostra di Diabolik "Storia di una Storia"  (dove attraverso un percorso di 13 pannelli giganti verrà raccontato come nascono le storie di Diabolik) saranno presenti alcuni dei disegnatori del famoso fumetto

DIABOLIK CLUB & FUMETTERIA

PRESENTANO LA QUINTA EDIZIONE DEL

DIABOLIK DAY

DIABOLIK - STORIA DI UNA STORIA

Sabato 15 Gennaio 2011 - Ore 11,00 - INGRESSO LIBERO
Presso: FUMETTERIA - Via Vignola 153 - 41053 Pozza di Maranello (MO)
Ospiti della Manifestazione:
Giorgio Montorio, Giuseppe Di Bernardo & Jacopo Brandi (Disegnatori di Diabolik)
E altri ospiti a Sorpresa…

E inoltre sarà presente“EVA KANT Per FOTO con il pubblico.
MOSTRA ESPOSITIVA DI DEDICATA A DIABOLIK: "STORIA DI UNA STORIA"

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Ore 10,00: Apertura del Negozio - Apertura Mostra Espositiva
Ore 11,00: Inaugurazione con presentazione del Presidente del Diabolik
Club - Domande del Pubblico - Incontro con gli Autori Ospiti
Ore 12,30: Chiusura del Negozio - Trasferimento presso il ristorante per

il Pranzo di Gala
Ore 13,00: Pranzo di Gala: Gnocco e Tigelle Day
Ore 15,30: Ritorno al negozio per nuovi autografi e dediche
Per ulteriori informazioni:
Diabolik Club - Tel. 0536/98.00.87 - Cell. 368/36.68.728 -
Info@diabolikclub.191.it
Fumetteria: 0536/94.66.26 - info@fumetteria.com
mailto:info@fumetteria.com

DIABOLIK CLUB
Via Fabio Filzi 53
41049 SASSUOLO (MO)
Tel. / Fax: 0536/98.00.87
Email: info@diabolikclub.191.it
Sito Internet: www.diabolikclub.it http://www.diabolikclub.it/
Se vuoi ricevere le NEWS DIABOLIKE iscriviti alla nostra Newsletters
inviando una email all'indirizzo info@diabolikclub.191.it
scrivendo semplicemente "Iscrivetemi alla Newsletters".

martedì 11 gennaio 2011

MAURO UZZEO 2 - "SEI GIOVANE HAI 30 ANNI"



Seconda e ultima parte dell'intervento di Mauro Uzzeo. Il primo è stato pubblicato ieri qua.

Il secondo punto è quello legato al fatto che molti di noi lavorano a più progetti contemporaneamente.

Vero, e ne sono un esempio chiarissimo. Tra cinema, televisione e fumetto non ho un secondo libero.
Perché?
Provo a ragionarci con te.
Per soldi?
Non credo.
Camperei anche solo col cinema. Camperei anche solo con la televisione. Camperei anche solo con i fumetti. Quindi perché rinunciare ad una vita più rilassante, nella quale rendere maggiormente partecipi e presenti le persone che ami?

Credo sia più legato a questioni di bisogno personale, ambizione ed ego.

Il bisogno personale è quello legato alle voci che senti dentro e che ti raccontano le storie. Che ti danno gli incipit o anche solo un'immagine fugace che ti porta a chiederti cosa voglia dire o perché sia arrivata in quel preciso momento. Il bisogno personale è legato a ciò che vedi intorno a te. E intorno è pieno di storie che vogliono essere raccontate e lo stimolo di una storia che nasce è qualcosa che ti riempie completamente.
Indescrivibile a chiunque non faccia questo lavoro, l'emozione di una storia che nasce e che inizia a prendere forma tassello dopo tassello è qualcosa di molto vicino alla descrizione che fa Renton dell’eroina in Trainspotting:

"Prendete l'orgasmo più bello che avete provato. Moltiplicatelo per mille. Neanche allora ci sarete vicino."


Ecco. Di questo gli scrittori non parlano mai, ma è una botta così forte che ti porta a pensare a nuove storie quando ancora non hai finito le precedenti. E di nuovo. E di nuovo.

L'ambizione gli è strettamente collegata perché una volta che queste storie le hai scritte vuoi che più gente possibile possa fruirne. Vuoi che arrivi ovunque e allora comprendi che alcune storie sono ottime per un media e altre invece sembrano nate per un altro!

A questo ci si aggiunge l'ego. Perché pretendi che questa gente sappia che quella storia l'hai scritta proprio tu e nessun altro. Perché ognuno di noi sente di darsi quando si racconta e, quindi c'è la vanità di voler ricevere un complimento e il rischio, esponendosi, di ricevere una tonnellata di critiche.

E questo, in Italia, è lo scoglio più grande.
Perché, più che in altri stati, la figura dell'autore è oscurata. E' vista come una minaccia.
Nel cinema, la frase che mi sono sentito ripetere più spesso è: "E quanto vuoi correre? Sei giovane, hai 30 anni, hai tutto il tempo!"

Sei
giovane
hai
30
anni

E' tra le righe di questo impietoso ossimoro che si nasconde e riflette l'impostazione di uno stato "vecchio", che tutela le caste e non ha alcuna intenzione di promuovere i "giovani".
Categoria di cui, attualmente, fai parte fino ai quarant'anni suonati.
Per cui ti ritrovi (in alcuni casi più volentieri che in altri) ad accettare qualsiasi proposta ti arrivi perché potrebbe essere quella giusta. Lo spot da girare in due giorni a cui dici di si ma solo di sabato e domenica perché gli altri giorni sei impegnato altrove, il fumetto scritto di notte quando, finalmente, non ti chiama nessuno e puoi concentrarti, le pose per un videoclip in pausa pranzo. Questi, che sembrano esempi deliranti, sono la norma per un sacco di persone che conosco.
Tutte "giovani". Tutte, stranamente, con una gran voglia di correre.
Tutte spaventate dal rischio che, quanto faticosamente costruito, gli possa venir tolto prima di venirgli riconosciuto.

Scusa se mi sono dilungato e se ho approfittato del tuo spazio, è colpa di tutte queste maledette parole che non vogliono finirla di scorrere ;-)

Fine

Nota: le illustrazioni a corredo del post sono di Ferdinand Hodler "La gioventù ammirata dalle donne",  e di Osamu Tezuka e "Shin Takarajima" "

lunedì 10 gennaio 2011

MAURO UZZEO 1 - "DAVANTI AL PROBLEMA"


Grazie al post che ho scritto sui primi tre numeri del nuovo John Doe, è scaturita una breve conversazione nello spazio dei commenti e via facebook, in particolare con lo sceneggiatore Mauro Uzzeo, che mi ha inviato un bel testo su alcuni aspetti e criticità della sua attività di autore.
Mi ha scritto in modo aperto, generoso, mettendosi a nudo e lasciandomi la possibilità di pubblicazione.
Oggi pubblico la prima parte. Domani la seconda.
Grazie, Mauro.

Grazie per questa bella segnalazione Michele, e per l'analisi che fai - partendo da questi tre albi - per mettere in luce alcuni degli aspetti dell'attuale fumettomondo.

Dico la mia prendendomi un sacco di spazio (e sperando di non annoiarti) partendo da:

"difficoltà a raccontare l'Italia e una notevole autocensura congenita."

E' vero. E' verissimo. Ma non è facile. Parlo solo per quella che è la mia esperienza quindi non pretendo di diffondere il "pensiero della mia generazione".

Campavo già da anni scrivendo quando un mio amico carissimo mi chiese: "Ma scusa, perché scrivi tutta 'sta roba fantasy, di fantascienza, horror, quando quello che mi racconti di quel che vedi intorno a te è cento volte più interessante?"

Fu la prima volta che mi trovai davanti al PROBLEMA.
Perché il problema non era con l'Italia o con una supposta autocensura, quelle sono rogne che, semmai, arrivano dopo.
Il problema era proprio con me, perché raccontarsi non è facile. Il genere (dio lo benedica sempre) ti permette di affrontare tematiche che puoi utilizzare come metafora di una attuale situazione, personale o universale che sia, e la metafora è sempre una tutela.
E' una tutela tua per te stesso.
Per non scoprirti, per non rivelarti, per non darti più del necessario.
Perché darsi - e la misura in cui darsi - ha più a che fare con la sfera personale dell'autore che con un supposto stile narrativo.

C'ho messo un po' a comprendere come affrontarmi e ancora non ne sono venuto a capo, ma la voglia di raccontare quello che vedo è sempre più forte. Mi sta aiutando molto il blog (che ho avviato per questo motivo e per confrontarmi con la prosa con cui ho ancora grossi problemi!) e il ripetermi costantemente di parlare di quello che conosco.
Lavoro da più di un anno ad una graphic novel con la scrittrice Pulsatilla che, attraverso la storia di un padre bipolare ed una figlia con uno strano concetto di appartenenza, mette in luce aspetti della sanità e della società italiana rispetto a un certo tipo di malattia, che chi non si trova a vivere sulla sua pelle non conosce.
Ed è la cosa più complessa a cui abbia mai lavorato, perché in questi casi, colpevole anche l'esperienza personale, si rischia di dire al lettore cosa pensare, di dargli una chiave di lettura univoca, il che, come diceva De Andrè rispetto al suo capolavoro "Storia di un impiegato":

« Quando è uscito "Storia di un impiegato" avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. L'idea del disco era affascinante. Dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece è venuto fuori un disco politico. E ho fatto l'unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi. »

non è mai una cosa buona.
Bisognerebbe raccontarsi senza descriversi, utilizzando i propri occhi ma le parole di tutti, affinché quello che parte dal tuo ombelico possa essere sentito anche da altri.

Per John Doe il ragionamento è stato lo stesso. Nel rapporto con suo padre sono ovviamente partito dalla mia esperienza personale, ho provato ad identificarne le emozioni ma poi ho cercato una voce diversa e ho usato, quella del padre al posto di quella del figlio. Non era una cosa voluta, è accaduto mentre scrivevo e mentre, come dicevo prima, mi affrontavo. Come una seduta di psicanalisi in cui, in quel momento, metti a fuoco il problema guardandolo da una prospettiva diversa.

L'ho fatto e non ti nascondo né di essere stato male né di aver tirato un sospiro di sollievo alla fine della sequenza.
E solo una volta conclusa l'ho guardata con soddisfazione.
Perché mi raccontavo pur raccontando John.
E tu hai scritto che ne sei rimasto toccato pur non avendo avuto quel tipo di esperienza così come molti mi hanno scritto che sembrava stessi parlando di loro.
E' andata.
Leggendola stampata ho capito molto. In tutto l'albo ho inserito troppa roba, e un tono che spesso rischia di appesantire la lettura ma era un passaggio obbligato e, per quanto mi riguarda, legato alla prima volta che affronto in solitaria le fatidiche 94 tavole. Già nel mio secondo episodio il registro è completamente diverso anche se il mio scopo resta lo stesso.
E lentamente arriverò a raccontare la realtà che mi circonda con la giusta consapevolezza. Come se stessi prendendo il tempo che mi serve per capire come sedurre la donna che guardo da anni.

(Fine prima parte - continua domani)

Nota: i dipinti pubblicati a corredo del post sono "Wivenhoe Park" di John Constable e "Padre e figlio" di Fausto Pirandello.

domenica 9 gennaio 2011

ORIZZONTALE E VERTICALE

Orizzontale e verticale.
Massimo 3 foto in bianco e nero. Tema libero.
Qualche indicazione sull'invio e la quota di iscrizione.
Tutto qui.
E hai partecipato al concorso di fotografia indetto annualmente da Tapirulan.
On line si può sfogliare il catalogo 2, che può essere richiesto all'Associazione.

Questo concorso mi appassiona sempre. Esattamente un anno fa, ho pubblicato un post dedicato ad una delle foto del concorso passato che mi aveva evocato dei ricordi personali. Il catalogo 2 è veramente molto raffinato, per grafica, impaginazione e accuratezza della stampa.
Le foto selezionate sono affascinanti e francamente non saprei quale definire la migliore.
Mi piacciono in particolare lo foto dedicate a luoghi abbandonati, come edifici, interni di stanze. Sembrano raccontare delle storie. Ne provo il fascino.
Tutti molto bravi i concorrenti.
Ne segnalo uno in particolare. Si chiama Edoardo Eggel ed ha partecipato con lo scatto riprodotto qua sotto.


La foto è molto bella perché è riunisce in un istante il movimento libero di una ragazza/donna senza volto e lo sguardo nostalgico/languido di un uomo. L'autore l'ha intitolata "Avessi vent'anni di meno, bella biondina...". Nei commenti si chiarisce che la ragazza sta ballando il tango e l'autore confessa di essere stato fortunato in questa occasione. Complimenti comunque!

Non avevo ancora avuto l'occasione di parlare invece dell'inaugurazione della mostra Siesta, la collettiva dei partecipanti al calendario Tapirulan, condita con due mostre di Guido Scarabottolo.
E' stato un successo anche questa volta. Anche perché è stata riempita Santa Maria della Pietà, una sede piuttosto ampia, dove il Cfapaz ha organizzato più volte eventi (La Ballata di Tex, Monelli di fine secolo, Dylan Dog Amore Morte e altro...)


Gli organizzatori hanno sempre delle ottime idee. Quest'anno hanno prodotto dei cuscini! Visto il tema...


Il colpo d'occhio della navata centrale.


Assieme a Valentina Mauri, abbiamo coadiuvato French, il Presidente di Tapirulan, nella presentazione.



French è un noto gaffeur! In ogni presentazione ci pianta sempre dentro qualche numero spettacolare. Nel 2009, Silver gli dedicò persino una vignetta live...!


Questa volta, per ovviare a possibili inconvenienti, Alberto Calorosi ha provveduto a ricordare e scrivere sulla lavagna di carta le cose da non dimenticare. Sarà stato per l'esperienza maturata da French, sarà stato per la lavagna (del Cfapaz, modestamente), sta di fatto che French è stato praticamente perfetto e l'inaugurazione è andata alla grande!

La mostra è molto bella ed allestita con fantasia  ingegno.
C'è tempo sino al 16 gennaio per vederla.

Ecco le info!

Siesta: mostra collettiva illustratori - sezione speciale di Guido Scarabottolo

Sabato, 13 Novembre 2010 - Domenica, 16 Gennaio 2011
dal martedì al venerdì dalle 14 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19
Cremona, Piazza Giovanni XXIII



sabato 8 gennaio 2011

PICCOLI SPAZZACAMINI


In edicola è appena uscito un Dampyr da ricordare. Testi di Boselli e disegni di Alessio Fortunato. Eccellente in ogni dettaglio, vede anche ritornare un paio di donne affamate di amore... tra cui la sdoppiata Lisa, vittima di una specie di maledizione.
In questa storia si parla di spazzacamini. Si ricorda come circa centocinquanta anni fa, si usava utilizzare i bambini per pulire le canne fumarie delle abitazioni. Morivano come mosche.
In Dampyr il dramma di quei bimbi trova nelle oscure pratiche vampiresche una orrorifica rappresentazione.


L'albo di Dampyr mi permette però anche di ricordare un libro a mio avviso molto importante, che tratta proprio del tema degli spazzacamini bambini.
Il libro utilizza i tre linguaggi della scrittura, dell'illustrazione e del fumetto attraverso un azzeccato montaggio. Edito da ZooLibri nel 2004, è stato anche al centro di una mostra presso la biblioteca di Spinea. Recuperatelo, se potete. Ne vale la pena. La storia è stata scritta da Lisa Tetzner ed è stata illustrata da Hannes Binder, un artista straordinario.

venerdì 7 gennaio 2011

ANCHE BONO BLOGGER! DA ZARCONE ALLA TERZA GUIDA


Un anno fa qualcuno (ma non ricordo chi - non è un allusione) mi diceva che i blog stavano calando di moda a favore dei social network. A me sembra invece che tutte queste risorse siano in crescita perché aumentano le persone che ne fanno uso. La mia esperienza recente lo confermerebbe.
Il blog ha alcuni vantaggi, tra cui la possibilità di postare testi della lunghezza desiderata, comunicare per esteso, godere di quella libertà e leggerezza che un sito vero e proprio non sempre consente. I social network favoriscono la comunicazione veloce, la conoscenza reciproca ed un certo innegabile voyeurismo.
Inoltre, quello che metti sul blog, cataclismi permettendo, rimane ed è successivamente reperibile.

Per chi ha piacere a comunicare, oltre ai propri pensieri, anche le proprie conoscenze, un blog può essere proprio lo strumento ideale.
Tra i fumettofili/fumettologi ci sono delle figure assai note che sono dei veri e propri pozzi senza fondo di informazioni, aneddoti, dati...
Già l'ingresso di Luca Boschi è stato assai fecondo, così come quello dell'assai più giovane ma decisamente preparato Matteo Stefanelli. Ed ecco che ora si unisce alla schiera un altro "pozzo senza fondo", cioè Gianni Bono.

Conosciamo Bono come editore, critico, studioso, ex Direttore di una delle varie manifestazioni del Museo del Fumetto di Lucca, e curatore della infinita Guida del Fumetto Italiano, che conta già due enciclopediche, eppure superate, edizioni.

E ieri ha deciso di scendere in campo anche lui. I post del 6 gennaio dovrebbero essere un preciso manifesto di intenti: il racconto della sua vita di appassionato ed eterno cercatore diventa un'originale punto di vista per sapere un po' di tutto. Quindi vi linko due post: il primo sarà senza dubbio per lungo tempo il più cliccato, perché inizia un discorso sul misteriosissimo disegnatore del primo numero di Diabolik: il "tedesco" o Zarcone. Bono pubblica addirittura per la prima volta, se ho capito bene, due identikit di questo personaggio. E poi c'è un post che inizia a buttare giù un discorso sulla terza edizione della Guida...
Insomma, da seguire...!

A proposito!
Ha recentemente aperto anche un altro blog che merita di essere seguito! Ne è autore Loris Cantarelli, noto collaboratore di Fumo di China e riguarda l'illustrazione.

giovedì 6 gennaio 2011

LA BEFANA CHE PORTA TANTE INIZIATIVE...


Davide Catania, conosciuto con il Premio Pazienza d San Severo di tanti anni fa, portatoci da Luca Bonanno e autore dello Schizzo Presenta più impossibile e provocatorio della nostra collana.


Ha proseguito a sperimentare e collabora con Canicola.
In mostra qua. Da lunedì. Visto l'orario, mi sa che c'è l'aperitivo.
Chi mi sa dire se si mangia bene lì?


Stefano Misesti, l'autore dello Schizzo Presenta più divertente della nostra collana.
Scoperto da alcuni frequentatori del Cfapaz, Bigio-e-Uppe, che a partire da lui fondarono le leggendarie Edizioni Mezzoterraneo. Diviso tra due mondi, uniti in un felice matrimonio (in tutti i sensi) Stefano è sempre più bravo.
A Como da sabato 15.


E domenica 16, a Roma, al Circolo degli Artisti, un'altra iniziativa dove c'è lo zampino di Luca Scornaienchi.
Si tratta di un omaggio a Rino Gaetano, che vedrà la partecipazione di autori super come Andrea Scoppetta e Giancarlo Caracuzzo. E lo stesso Luca, che con Andrea ha scritto Sereno su gran parte del paese, per Becco Giallo.

Mi diverto a pubblicare queste news, perché dimostrano la vitalità culturale del fumetto italiano e le potenzialità dei suoi autori. La sfida (una delle) è conquistare un pubblico sempre più interessato.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...