Il momento più bello di questo Festival de la Bd di Angouleme, l'ho vissuto quando sono tornato a casa, ho trovato le luci basse e un completo silenzio. Erano circa le 21,00 e ho pensato che i bambini fossero già andati a letto. Invece sono usciti tutti dalla cucina e mi hanno fatto la sorpresa, la cena pronta e una tortina con sopra una fontana di luce! Che feste con Elena i due piccinini!
Poco prima avevamo scaricato il furgone al Centro Fumetto e c'eravamo salutati. Un arrivederci caloroso e forte tra di noi: con la Francy, Fusix, Micnaz e la Caroline. Siamo stati per una settimana il quintetto del Cfapaz, lo staff (foto sotto) che ancora una volta ha fatto conoscere in una manifestazione internazionale le nostre attività e i nostri autori, per non parlare della nostra città, Cremona! Quante volte ho spiegato in inglese dove si trova Cremona, vicino (si fa per dire) a Milano...! La città di Stradivari, il più grande liutaio mai esistito. E proprio al violino sarà dedicato un Museo di prossima apertura.
Francy e
Fusix hanno già pubblicato i loro resoconti: da notare gli schizzi pubblicati dalla prima, in evidente stato di grazia, e le considerazioni tutt'altro che banali del secondo.
La domenica si era chiusa con una quantità di folla imponente. Come dal primo giorno, un afflusso ordinato, costante, continuo e abbondante. Diegone ha fatto un'
osservazione su questo punto da tenere presente. Nel pomeriggio abbiamo assistito alla premiazione. Ho
già linkato due volte il post di Matteo Stefanelli. Mentre scrivo, ecco anche
Luca Boschi che mette insieme informazioni preziose e alcuni video interessanti su Manuele Fior, vincitore del premio riservato al miglior album del 2010. E poi c'è anche un approfondimento de
lospaziobianco sul libro di Manuele: "Cinquemila chilometri al secondo". Ma la cerimonia di premiazione, come tutto il Festival, non ha fatto altro che rimarcare la sempre più rilevante distanza tra Francia e Italia nel settore del fumetto, a cominciare dalla presenza del Ministro della Cultura. E qui linko
Ciccarelli. E' proprio un problema di mentalità. Qui da noi il fumetto continua ad essere considerato futile, dispregiativo. Non ho tenuto i ritagli, ma sul Corriere di una decina di giorni fa, tanto per cambiare, c'erano ben due articoli che utilizzavano il termine "fumetto" associato a vicende grevi o grottesche. E' chiaro che, volenti o nolenti, il termine "graphic novel" serve per indicare certamente dei fumetti, che però, per essere venduti a certi target, non devono essere chiamati fumetti... I francesi non hanno questo tipo di problema. All'interno dell'universo BD, termine spaziale-temporale, la striscia disegnata, non un oggetto limitato e non sempre essenziale come il balloon, ci sono tutte le categorie necessarie per leggere, discutere e vendere.
Ma torniamo ad Angouleme. Tra le tante cose della premiazione che mi hanno colpito, la carrellata di omaggi agli autori scomparsi nel 2010...
Una cosa ben fatta. Slide preparate con cura e affetto, e commento sonoro, sempre del gruppo rock di cui sopra (in basso a sinistra si intravede il chitarrista). Struggente.
Domenica, mi sono imbattuto in alcune piccole fotocopie, appese ai muri del cortile dell'Hotel de Ville, che indicavano una mostra all'interno dell'edificio, intitolata
Moyen Age e BD, cioè il Medio Evo e il fumetto, una mostra che sul nutritissimo programma non avevo notato. Ricordavo una saletta suggestiva in cui avevo ammirato anni fa una personale di Stefano Ricci e quindi sono entrato. Inizialmente una delusione: una specie di ufficetto con un'impalcatura e, soprattutto, riproduzioni e testi, in soli tre pannelli. Ma poi noto una freccia, che indica che la mostra prosegue. Mi trovo a percorrere una ripidissima scala a chiocciola. Finalmente arrivo in questa bella sala.

Guardando la volta ho pensato ai miei vari amici architetti! Mi sono sentito gratificato e soddisfatto. Fino a quando ho notato un altro foglietto che indicava un proseguimento della mostra. Altra scala a chiocciola, ripida, in pietra, che non sembrava finire mai... E comincio a vedere la luce del giorno... Sento il freddo. Qualche attimo e mi trovo su un ampio terrazzo, in cima al palazzo, con davanti una veduta spettacolare di buona parte della città e delle colline intorno. Non sono riuscito a pensare di fare una foto. Tra l'altro, guardando sui tetti dell'Hotel de Ville, ho scorto in un angolo lontano la statua in pietra di un gatto, da cui, presumo, è stata ricavata l'attuale mascotte del Festival, Le Fauve. La mostra è proseguita in altri suggestivi locali, sino alla discesa lungo un'altra conclusiva e ripida scala a chiocciola.
Nel cortile del municipio c'era anche un'altra mostra, contenuta in un padiglione allestito da Soleil per uno dei best seller del momento, Lanfeust de Troy e i vari spin off, albi cartonati da milioni di copie.
Allestimento carino, anche se talvolta un po' pacchianotto. Ma spettacolare la statua che accoglieva i visitatori, in arrivo a centinaia per volta!
E non sono fumetti da snobbare. Sono ben disegnati e ben costruiti. Lo spazio dedicato a questa produzione pare abbia anche contribuito a riavvicinare un poco Soleil, che in questi anni si è ritenuta snobbata, al Festival.
Sabato abbiamo assistito ad un incontro convocata dal sindacato degli autori a proposito dei nuovi diritti conseguenti alla diffusione dei dispositivi digitali. I francesi sono già avanti. Oltre a discutere di questi temi, molto concreti e strategici, assieme e pubblicamente, hanno anche i termini appropriati per descrivere le cose. Infatti i fumetti digitali sono di due tipi: quelli già esistenti su carta e trasferiti sui supporti e in rete, e quelli realizzati apposta, secondo concezioni nuove. I primi si chiamano fumetti omotetici. (Ehm... e i secondi...?) Qui in Italia gli autori devono darsi una bella svegliata. Ci sono in gioco percentuali, possesso dei diritti all'origine, oltre che le dinamiche commerciali completamente nuove.
Due dettagli importanti: la riunione si è svolta al Museo del Fumetto, un po' come è accaduto alla
Tavola Rotonda di Lucca dello scorso autunno. All'incontro ha partecipato ed è intervenuto un'operatrice di
Ave!Comics, una delle ditte che vendono i fumetti digitalizzati.
Intanto, allo stand è stato un susseguirsi di visitatori, autori ed operatori. E' stato più volte apprezzata l'esistenza anche in Italia di un centro specializzato come il nostro, con biblioteca, corsi, pubblicazioni e attività varie. Abbiamo anche potuto parlare con rappresentanti di festival vari e qualche idea è stata messa in tavola. Si vedrà poi se sarà realizzabile.
Buona partecipazione degli italiani.
Mi ha fatto piacere vedere
Paolo Parisi, uno dei tanti autori che abbiamo contribuito a valorizzare, autografare il suo splendido Coltrane da Serbacane.
Non poteva mancare anche una foto riservata a
Manuele Fior, ancora ignaro del premio, allo stand di Atrabile.
Vogliamo poi parlare un po' di Francesca Follini?
Giovedì e venerdì si è visto invece meno pubblico del previsto. E' stato così possibile avere più tempo per visitare le mostre e parlare con gli altri operatori.
Temi costanti: le distanze tra Francia e Italia, e i nostri problemi di distribuzione. In Francia i libri circolano e sono disponibili. In Italia la situazione è molto complessa e gli editori più piccoli tendono ad essere marginalizzati.
Però mi fermo qui, perché non vorrei dare l'idea di una lagna continua.
In Italia continuano ad esserci margini interessanti. Le potenzialità non mancano. Alla fine è una questione di scelte e progettualità.
Rimangono altri temi che vorrei approfondire in appositi post: la mostra dedicata a Baru, gli sviluppi del caso Association, il concerto di disegno, un giochetto fotografico che ho fatto con un po' di amici e colleghi, la Maison degli autori, il discorso dei carnet di viaggio, un progettino personale che l'amico Matteo mi ha caldamente incoraggiato a realizzare e... il mio incontro artistico con Dominique Goblet...
Avendo iniziato questo post dalla fine, non posso che concluderlo parlandovi delle aspettative che avevo alla vigilia della partenza. Lunedì scorso ero stanco e un po' preoccupato: una settimana via dalla famiglia e dalla gestione del Centro, la speranza che i nostri autori fossero bene accolti, un po' di timore per un viaggio in furgone di ben 2.200 kilometri (A&R), con la responsabilità di portare delle persone (un grazie enorme ad Alessandro per avermi dato una mano alla guida). Sapevo però anche cosa avrei trovato: qualità, estetica, spettacolo, relazioni, supporti, opportunità, aria pulita... cibi buoni e dolci spettacolari.... ;-) Per non parlare della raffinata cortesia della famiglia da cui ormai andiamo da anni.
Alla fine è andata bene anche questa volta. E siamo riusciti pure a autofinanziarci un pochetto, incassando di più che a Mantova Comics & c., con fumetti in italiano...
Insomma, anche questa volta Angouleme, come altre città, mi è rimasta nel cuore.
Approfittando del furbogatto di Trondheim, un merci collettivo a tutti coloro che mi hanno consentito di vivere un'esperienza così importante.
Au revoir...