giovedì 31 marzo 2011

UN TRAILER PER SILVIO E RUBY


Mentre la politica impazzisce come una maionese e la tensione vede contrapporsi persino gli alleati e gli amici storici tra loro, circola in rete questo trailer su un immaginaria diretta Tv dell'udienza che si terrà il prossimo 6 aprile sul caso Ruby-Berlusconi Niente di eccezionale, ma simpatico.
Più di 23.000 click nelle prime 48 ore.

Riporto la scheda descrittiva del video. Qualche frase funziona anche meglio del video stesso.



SCHEDA: IL PROCESSO RUBY - BERLUSCONI

Scritto e diretto da Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi

Con
Giancarlo Fontana - Simona Piatti - Ivan Maria Spadacenta - Fiorenza Salvador - Andrea Altieri - Giuseppe G. Stasi

Assistente alla regia Lorenzo D'Angella
Montaggio Giancarlo Fontana
Producer Marco Lupo Angioni

L'evento televisivo del secolo sta per arrivare! Lo show che i network di tutto il mondo (dalla CNN ad AL JAZEERA) si stanno litigando da mesi, che ha fatto impallidire persino i creatori di Lost e che rischia di rivoluzionare completamente le leggi del broadcast!

Tremate!, e toghe rosse son tornate!
Dopo l'ultima, penosa, disfatta in aula, avevano giurato vendetta... e ora, dopo sette anni, utilizzeranno quanto in loro potere per ottenerla!
Mora e Fede sono stati interrogati, le intercettazioni tra Ruby e la sua premurosa madre sono state sbobinate, secondo per secondo. Tutto è agli atti e il processo può cominciare.

Una immane cordata giudiziaria capitanata dal pubblico ministero Ilda Bocassini ai danni del plurimputato Silvio Berlusconi. Una lotta avvincente, puntellata di deposizioni al vetriolo, testimoni a sorpresa, spregiudicati principi del foro e una sfilza di leggine su misura firmate Angelino Alfano da presentare all'ultimo momento in Cdm!
Quale sarà la sorte del premier? Verrà condannato o assolto? E che ne sarà del Paese, qualora il suo auriga brianzolo mollasse di colpo le redini?!

Sintonizzatevi in Eurovisione il 6 Aprile 2011 e lo scoprirete!

E ricordate: su Sky l'evento è disponibile anche in 3D!

mercoledì 30 marzo 2011

LA LETTERA AGLI AUTORI


Poco dopo il post di oggi, Claudio Stassi ha voluto esplicitare sul suo blog il processo in corso che sta portando Illustratori e Fumettisti a confronto. Nascerà un nuovo soggetto?
Penso che sia importante per gli autori italiani interessarsi a quanto sta accadendo, nell'interesse, si spera, degli autori stessi e del fumetto italiano.
Sono parecchie le questioni sul tappeto, dal diritto d'autore ai contratti, dai pagamenti alla necessità pratica di consulenza fiscale.
Autori, interessatevi!
Vi propongo buona parte della Lettera aperta di Claudio Stassi, firmata anche da Milazzo, Rui e Boschi, che potete leggere integralmente sul suo blog.


LETTERA AGLI AUTORI
Durante la Fiera del Libro per Ragazzi, alcuni autori tra questi Ivo Milazzo si sono riuniti in un incontro pubblico e hanno annunciato l'inizio di un nuovo percorso Associativo.
Faccio un piccolo passo indietro.
In questi mesi (dopo la "Tavola rotonda" di Lucca) si è lavorato alla creazione di una nuova Associazione che potesse riunire tutte le categorie del settore. In aiuto di questa iniziativa abbiamo trovato un accordo con l’Associazione Illustratori (AI), interessati e propositivi nel riunire in un’unica realtà le due categorie: Illustratori e Fumettisti.
L’Associazione Illustratori, per chi non lo sapesse, è una struttura che esiste dal 1980, e vanta l’iscrizione d’importanti Illustratori, Fumettisti e Autori del Cinema d’Animazione Italiano nonché un prestigioso ruolo istituzionale e professionale.
L’accordo, in estrema sintesi verte nel riformulare l’attuale statuto dell’Associazione AI e riscriverne uno con nuovi punti strutturali e nuovi obiettivi congiunti.
Considerando le annose riserve che attanagliano la categoria degli 'autori', bisogna evidenziare un fatto importante. L'Associazione Illustratori con il nuovo Statuto NON intende allargarsi e accorpare gli altri rappresentanti della categoria, ma CAMBIARE la propria struttura nel suo essere e divenire.
Infatti la nuova Associazione muterà principalmente denominazione. E' stato suggerito 'Autori di Immagini' così che l'acronimo identificativo di 30 anni di attività ( AI ) rimanga inalterato anche nell'immaginario collettivo. Nel sottotitolo del nome completo appariranno 'Illustrazione -Fumetto- Animazione- Visualizer'. Ovviamente con tutti i miglioramenti del caso.

Fare tesoro di una così vasta e costruttiva esperienza associativa ci potrà permettere di ottimizzare un percorso irto di difficoltà. Ma un forte punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni prive ancora di adeguata esperienza, potrà essere anche essere una fonte di energia per una categoria che da sempre è concentrata troppo sulle proprie individualità.

Claudio Stassi
Ivo Milazzo
Paolo Rui
Luca Boschi

AUTORI IN MOVIMENTO


Alla Fiera del Libro per Ragazzi, alcuni autori si sono incontrati.
In rete, in spazi appositi, ci sono discussioni che proseguono.
Via skype, telefono e mail ci si scrive e ci si parla.
Insomma, qualcosa continua a muoversi.
Autori della "vecchia guardia", autori professionisti, non professioni ed emergenti stanno pian piano condividendo l'idea di un soggetto collettivo che possa rappresentare chi racconta disegnando.
I percorsi avviati da Ivo Milazzo, ormai da molti anni, e quelli spontanei che hanno portato alla Tavola Rotonda di Lucca, lo scorso autunno, stiano confluendo con altri.
Certo i nodi da risolvere non sono pochi. Perplessità, diffidenze, critiche inevitabili e spesso giustificate, stanno mettendo alla prova il percorso. Come è giusto che sia.

Per chi volesse unirsi alla discussione, partecipare, saperne di più (VOI AUTORI IN PARTICOLARE!!), suggerisco di contattare in particolare i seguenti autori: Claudio Stassi, Luca Erbetta, Michele Petrucci e Ivo Milazzo. Hanno quasi tutti blog o profili su facebook. Chi non sapesse come fare, mi scriva una mail (la trovate nella colonna di sinistra).

E' probabile che ci sarà un'altra tavola rotonda al Comicon di fine aprile.
E sicuramente l'argomento verrà almeno accennato nel corso del dibattito sul Diritto d'Autore che modererò il prossimo 16 aprile a Fullcomics.

ps l'immagine che apre il post, dalla fotogallery qua.

martedì 29 marzo 2011

CHE IL COBRA NON FOSSE UN SERPENTE, CI SONO ARRIVATO SOLO ORA...


Come mi piaceva Donatella Rettore, quando ero alle medie!
Splendido splendente, Dammi una lametta che... e il Kobra che non è un serpente!
Ma allora cos'era?
Non me lo ero mai chiesto! Giuro!
Finché, siccome in questi giorni sto ascoltando parecchia musica italiana per la nuova edizione di Futuro Anteriore, mi è capitato di riascoltare la canzone della sempre mitica Rettore e... ho capito!!!!
Come ero candido da ragazzo!

Vi riporto anche una parte dei meravigliosi commenti a corredo del video... Il primo è il migliore e il secondo lo condivido. Gli altri sono spettacolari!
;-)



DA YOU TUBE COMMENTI A KOBRA!
  • dopo trent'anni lady gaga rifà le stesse cose..
  • se queste canzoni fossero appartenute al mondo anglosassone (inglese) Donatella sarebbe diventata una superstar internazionale.
  • @Technovoyeur909 io glielo darei anche adesso :-D
  • Always reminded me of Italy's answer to Punk Hazel O'connor.
  • un pò di cobra ce l'avrei dato alla rettore
  • What are the lyrics in English I can't understand
  • @70srules tra l'altro senza stile. Grande Donatella: dissacrante, eroicomica, satirica, pungente, avanguardista e ambigua!
  • cazzo se era brutta la rettore
  • @angelabionda siamo tornati al medioevo: le cose buone solo per pochi non per la massa. riflettete gente, riflettete
  • @suboost79 it talks about dicks
  • @nicolafernicola qst donna era un piacere vederla...ora sembra di plastika....è sl l ombra di qll ke fu....ekko kosa fa la kirurgia plastika all esasperazione
  • it's not a song about a blowjob, it talks about machomen power.

lunedì 28 marzo 2011

IL NEMICO DELLE DONNE


Recentemente ho avuto la possibilità di recuperare il volume (Nuages - 2006) che raccoglie le illustrazioni di Gabiella Giandelli per Internazionale, settimanale d'attualità che compro spesso. Negli oltre dieci anni di collaborazione, è interessante notare l'evoluzione dello stile, l'impiego di tecniche diverse, senza mai perdere lo sguardo acuto con cui interpreta i temi della rivista.
Le illustrazioni commentano. E raccontano. Come quella che apre il post. Insieme ad altre simili, correda un intervento di Sara Boseley, penso tratto dal Guardian, sul tumore al seno (Internazionale n. 526, 13-19 febbraio 2004). La Giandelli ha disegnato una serie di illustrazioni che raffigurano donne intente in situazioni quotidiane. Qualcuna sembra ignara, qualcun'altra preoccupata. Tutte hanno questi cerchi rossi, in corrispondenza dei due seni.
Non posso capire fino in fondo, anche se ho assistito e partecipato al dolore di alcune persone che l'hanno avuto. Ma quei due cerchi rossi, con il loro calore, con il loro pulsare, a segnalare il Male che cova dentro, mi hanno molto impressionato.
Quei due cerchi rossi sono un elemento grafico, che si sovrappone alle figure reali. Ma nello stile della Giandelli, con quelle matite intorno, con i contorni dei cerchi che sfumano, come a concentrare all'interno e a diradare all'esterno il male che rappresentano, quei due oggetti diventano drammaticamente veri.

sabato 26 marzo 2011

GLI UMARELL DI ORTOLANI



Grazie a Andrea Ciccarelli, ho scoperto che in rete esiste una vera e propria passione per i vecchietti che si fermano a guardare i cantieri: gli "umarells". Non sono riuscito a ritrovare il post in cui ne parlava. Però rimandava al blog degli umarells, che trovi qui! Da allora non sono più riuscito a togliermi dalla testa questa cosa. Sì, li avevo sempre notati. Uno dei miei nonni aveva un po' questo atteggiamento. Cappello, cappotto, mani dietro la schiena e osservazione attenta di quanto può accadere (o non accadere...?) in strada. Ma scoprire che in rete c'è pieno di post, foto e altro....

Così arriviamo all'ultimo Rat-Man, il numero 83, prosegue la ristampa delle strisce "Quelli di Parma" e scopriamo così che nel 1995 l'omerico Leo Ortolani aveva già inquadrato brillantemente il fenomeno, come potete vedere nella vignetta che apre il post.

giovedì 24 marzo 2011

LO SCHIZZO TOUR PROSEGUE A CREMA


Un pomeriggio a dedicare e disegnare con Alessandro Fusari e Francesca Follini.
C'è anche una discussione su ComicUs e in questi giorni la news dovrebbe apparire sui vari siti e blog d'informazione.
L'augurio è che con questa iniziativa le pubblicazioni del Cfapaz e i loro autori acquisiscano maggiore visibilità. Le iniziative editoriali, da quelle delle case editrici più grandi alle autoproduzioni più nostrane, continuano infatti ad essere numerosissime. E non sono poche quelle che meritano l'acquisto o la lettura.
In questo contesto, anche il Cfapaz cerca uno spazio per le proprie proposte.

mercoledì 23 marzo 2011

TAVOLA DELLA PACE: 10 TESI SULL'INTERVENTO IN LIBIA


Credo nella non violenza e nella pace. Occorrerebbe anche una regolamentazione "giocosa", "strategica" delle conflittualità.
Il mondo è però molto diverso. Il caso Libia, considerando anche che probabilmente non disponiamo delle informazioni vere, ci sta mettendo un po' in crisi perché il dilemma posto all'opinione pubblica è stato: non intervenire e consentire al regime di massacrare, o intervenire e quindi massacrare?
In realtà gli interessi veri stanno venendo alla luce. Bisognerebbe non arrivare a queste situazioni.

Faccio mia il decalogo critico compilato da Flavio Lotti, Tavola della Pace, da sempre impegnato su questi temi e ringrazio Gigi per avermi inviato il testo e per la costanza con cui ci informa tutti.
Penso di essere d'accordo su tutto. Forse non sul punto 3... mi sa che non tutti i paesi coinvolti hanno agito in fretta...



Libia: così non si difendono i Diritti Umani!
10 tesi sull’intervento militare
Flavio Lotti, Coordinatore Nazionale della Tavola della Pace

1. Una cosa è la Risoluzione dell’Onu, un’altra è la sua applicazione. Una cosa è difendere i diritti umani. Un’altra è scatenare una guerra.

2. La Carta dell’Onu autorizza missioni militari (art. 42), non qualsiasi missione militare.

3. L’iniziativa militare contro Gheddafi è stata assunta in fretta da un gruppo di paesi che hanno fatto addirittura a gara per stabilire chi bombardava per primo, che non ha nemmeno una strategia comune, che non ha un chiaro comando unificato ma solo una forma di coordinamento, con una coalizione internazionale che si incrina ai primi colpi e che deve già rispondere alla pesante accusa di essere andata oltre il mandato ricevuto. Si poteva iniziare in modo peggiore?

4. Da tempo si doveva intervenire in difesa dei diritti umani. Lo abbiamo chiesto ripetutamente mentre l’atteggiamento del governo italiano e della comunità internazionale e, diciamolo, di tanta parte dei responsabili della politica oscillava tra l’inerzia e le complicità con Gheddafi. Se si interveniva prima, non saremmo giunti a questo punto.

5. E ancora oggi, mentre si interviene in Libia non si dice e non si fa nulla per fermare la sanguinosa repressione delle manifestazioni in Baharein, nello Yemen e negli altri paesi del Golfo. L’Italia e l’Europa, prima di ogni altro paese e istituzione, devono mobilitare ogni risorsa disponibile a sostegno di chi si batte per la libertà e la democrazia.

6. Ricordiamo che la risoluzione dell’Onu 1973 indica due obiettivi principali: l’immediato cessate il fuoco e la fine delle violenze contro i civili. Qualunque iniziativa intrapresa in attuazione di questa risoluzione deve essere coerente con questi obiettivi. Ovvero deve spegnere l’incendio e non alimentarlo ulteriormente, deve proteggere i civili e non esporli a una nuova spirale della violenza. Gli stati che si sono assunti la responsabilità di intervenire militarmente non possono permettersi di perseguire obiettivi diversi e devono agire con mezzi e azioni coerenti sotto il “coordinamento politico” dell’Onu previsto dalla Risoluzione 1973.

7. Ad attuare quelle decisioni ci doveva essere un dispositivo politico, diplomatico, civile e militare sotto il completo controllo dell’Onu. Quel dispositivo non esiste perché le grandi potenze hanno sempre impedito all’Onu di attuare quanto previsto dall’art. 43 della sua Carta e di adempiere al suo mandato. La costruzione di un vero e proprio sistema di sicurezza comune globale non è più rinviabile.

8. Non è questione di pacifismo. La storia e il realismo politico ci insegnano che la guerra non è mai stata una soluzione. La guerra non è uno strumento utilizzabile per difendere i diritti umani. La guerra non è in grado di risolvere i problemi ma finisce per moltiplicarli e aggravarli.

9. L’Italia ha un solo grande interesse e una sola grande missione da compiere: fermare l’escalation della violenza, togliere rapidamente la parola alle armi e ridare la parola alla politica, promuovere il negoziato politico a tutti i livelli per trovare una soluzione pacifica e sostenibile. L’Italia deve diventare il crocevia dell’impegno europeo e internazionale per la pace e la sicurezza umana nel Mediterraneo. Per questo l’Italia non doveva e non deve bombardare. Per questo deve cambiare strada. Subito.

10. Ricordiamo nuovamente quello che sta scritto nella Costituzione italiana. Art. 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”

TOPOLINO SI PREPARA MENTRE JACK GIOCA CON LA SCATOLA


Nei giorni di BilBolbul, ho avuto l'opportunità di acquistare due recenti libretti a fumetti editi da Orecchio Acerbo: Jack e la scatola di Art Spiegelman, autore di Maus con cui ha vinto il Pulitzer, e Topolino si prepara di Jeff Smith, autore della saga di Bone.
C'è da stupirsi per la freschezza e brillantezza di questi due lavori, assolutamente godibili per i bambini.
Infatti possono sì essere letti da loro, quando sanno leggere. Ma possono anche essere letti dai genitori, come un qualunque altro libro illustrato rivolto alla fascia 3-6 anni.
Spiegelman e Jeff Smith hanno scritto, sceneggiato e disegnato due brevi racconti che dimostrano una consapevolezza piena del piccolo lettore e della sua vita.
Può sembrare banale ad un adulto, ma per un piccolino vestirsi da solo rappresenta una sfida importante, per i limiti fisici che possono rendere complesso infilarsi un pantalone o un maglioncino. Anche da questi piccoli gesti si può essere coscienti della propria crescita e riuscirci rappresenta un piccolo successo che può dare molta autostima.
Anche il gioco di scatole di Spiegelman, con le sparizioni e i rumori, diverte parecchio. Singolare che un autore in genere così serioso riesca a divertire proprio i bimbi,

Oreccio Acerbo è più vicino al fumetto di quanto si possa pensare. E questi due volumetti sono preziosi, economici e belli resistenti, a prova di bambino. Spero che ne escano altri! E spero che anche altri autori italiani di alto livello possano avere la possibilità o desiderare di cimentarsi anche in questo genere, un po' sottovalutato dall'editoria specializzata.

venerdì 18 marzo 2011

STORIA D'ITALIA IN UNA PAGINA


Strana festa. Strana giornata.
Mestieri, bimbi, cucina, una riunione al Cfapaz alla sera, un imprevedibile merluzzo fritto a mezzanotte.
Soprattutto tanta Rai News24 per seguire quanto sta accadendo in Giappone.
Un giretto in centro, a cui si riferisce la foto che ritrae il Torrazzo cremonese con la cravatta tricolore.
E poi un bel pezzo del discorso di Napolitano.
Ma guarda un po' questo Presidente, ex comunista della corrente migliorista...
La Festa dell'Unità d'Italia ha funzionato anche grazie a lui.

Ma l'Italia ha senso?
Ecco cosa ne pensa Andrea Pazienza in una delle sue più celebri tavole.
Vi propongo la tavola e ne trascrivo qua sotto le frasi finali!

Siate fieri di essere italiani, o italiani!
L'Italia è il paese vostro!!!


Addirittura mi avanza una vignetta

giovedì 17 marzo 2011

UNA STRANA FESTA


Ed eccoci qui, oggi, a celebrare un'anniversario strano.
E' una giornata in cui si prendono le parti soprattutto contro qualcuno.
Ma anche per qualcosa.
Non sono nazionofilo. Prima vengono le persone. Ma ieri sono stato rallegrato dai piccinini che sono tornati da scuola con delle bandierine tricolori.

E sono curioso. Il centocinquantesimo può essere l'occasione per sapere qualcosa in più sulla nostra storia, per capire cosa siamo e dove andiamo.

Intanto, ho voluto scherzare e con l'aiuto di Angela ho modificato l'immagine del mio profilo facebook, così:


Beh... Tex ha sicuramente contribuito ad unire l'Italia! Come tutti gli altri fumetti (e il nostro cinema, e la Tv).
C'è una riflessione che si sta sviluppando, rilanciata in occasione degli studi realizzati per il centenario del Corriere dei Piccoli e che si sta facendo strada in modo sempre più convincente: la nostra storia del fumetto è fortemente legata alla costruzione del nostro sistema scolastico, necessario per unificare il paese. E' per questo che da noi il fumetto è identificato come uno strumento formativo, una risorsa didattica. Da cui la necessità che sia educativo. E lo scandalo quando è visto come diseducativo. Problematiche che non  hanno riguardato allo stesso modo cinema e letteratura, che sono state invece colpite da censure specifiche.
Cmq ne parlerò su un prossimo numero di Zapruder.

Ora quel fumetto formativo sopravvive. Esistono invece ormai vari tipi di fumetto, sempre più distanti tra loro.

A proposito, saltando di palo in frasca! Avevo finito di leggere Il cimitero di Praga (qui i precedenti post) e non vi ho scritto come è andata a finire. Beh, è finita che ho grosso modo indovinato il finale. Quindi uno dei più brutti romanzi che abbia mai letto. Eppure... un lavoro storico interessantissimo, che mi ha stimolato a divorarne le pagine, nonostante trame e dinamiche per me poco avvincenti.
Ho saltato di palo in frasca, ma ritorno a tema, invitandovi a leggere almeno la parte del libro di Eco relativa alla spedizione dei Mille. Un racconto veramente notevole e di fatto molto critico sul processo di unificazione dell'Italia, frutto di falsificazioni, corruzioni e comunicazione.
Così, oltre alle sanguinarie guerre d'Indipendenza e mondiali, proprio questa spedizione ha avuto un ruolo simbolico. E c'è un filo che collega bene Garibaldi, Mussolini e Berlusconi come tre grandi interpreti e comunicatori del racconto collettivo, per quanto tra loro diversissimi rispetto ai valori della libertà e della democrazia.

L'Italia però, oggi 17 marzo 2011, c'è.

Ps: Locandina che apre il post da qua.

mercoledì 16 marzo 2011

SCEGLIERE. SCEGLIERE DI FERMARE IL NUCLEARE.


L'altro giorno scrivevo del bisogno di rielaborare la catastrofe avvenuta, e non ancora conclusa, in Giappone. Stasera scriverò della necessità di scegliere. Scegliere con la massima razionalità possibile. Se è vero che le probabilità di incidenti nucleari sono basse, se è vero che si costruiscono centrali sempre più sicure, è altrettanto vero che costano una quantità astronomica di denaro e che un eventuale incidente può provocare situazioni drammatiche, come sta accadendo ora alla centrale di Fukushima.

E poi, seriamente, razionalmente, al di fuori di ogni possibile ideologia o emotività:
COME SI RISOLVE IL PROBLEMA DELLE SCORIE PRODOTTE?
Chiedetelo a chi sostiene il nucleare.
Per non parlare di cosa può voler dire la costruzione di una centrale in Italia, con tutta la corruzione e criminalità che abbiamo, come mi puntualizzava giustamente Mario Benenati in qualche commento fa.

Intanto penso alle persone.
Con intenzioni, linguaggi e atteggiamenti diversi ci pensano anche i due più noti blogger del fumetto italianao, cioè Matteo Stefanelli e Roberto Recchioni. Poi c'è la Francy, che rappresenta un sentire comune.
Si parla degli italiani in Giappone, dei fumettisti potenzialmente scomparsi, di catastrofi avvenute, di riprese straordinarie.
Sono le cose che abbiamo pensato un po' tutti. E ci sono anche le persone che stanno sacrificando la loro salute, e forse la vita, nel tentativo di spegnere i reattori. Era successo a Chernobyl.
Quando ho visto, poco tempo fa, il documentario che ne parlava, ne sono rimasto sconvolto. Quante persone si sono spese e consumate per chiudere quel reattore, nel 1986. E poi ci sono le bugie, la disinformazione, la popolazione tenuta all'oscuro, il diffondersi delle radiazioni.
Sta accadendo in parte anche ora, per giunta contemporaneamente e per effetto del terremoto-tsunami.

Razionalmente, a conti fatti, a ragion veduta, ritengo che il nucleare sia troppo pericoloso.
Il 12 giugno c'è un referendum proprio su questo tema.
Parte del nostro destino può essere nelle nostre mani.
Sarà importante andare a votare e scegliere.






lunedì 14 marzo 2011

AUT MINC RIC - (una bella serata in radio)


Sono appena stato ospite per la seconda volta a Radio JTJ, web radio cremonese come sede, ma potenzialmente universale come diffusione! Lì c'è un mio compagno di scuola, Stefano Duchi, che ha radunato un gruppetto di giovani molto in gamba.
Siamo intervenuti all'interno di Aut Min Ric, un contenitore demenziale ma non stupido, dove si invitano i protagonisti della scena locale, un po' da tutti i settori, dalla musica allo sport.
A Cremona sapete che c'è anche il Cfapaz che, dopo tutti questi anni, non è famoso solo nell'Italia fumettistica, ma anche nel nostro territorio. Non è cosa da poco, visto che di solito si dice che "nessuno è profeta in patria". Questo interesse per la nostra attività è dovuto anche alla nostra costante presenza in più ambiti, grazie alla biblioteca aperta tutti i giorni (quasi!), ai corsi di fumetto (che ogni anno vanno sempre meglio) ed alle performance che realizziamo in pubblico, durante alcune manifestazioni.
Così, siamo tornati sotto le sgrinfie dei due conduttori Matteo Den Denti e Michael Gerevini, due martelli pneumatici di battute e non sense, capaci di non perdere (quasi mai... ehm...) il filo del discorso, riuscendo quindi anche a far rispondere i loro ospiti.


Con me, c'era Roby Sacchi, autrice talentuosa emergente (e sorridente, vedi foto sopra), fresca seconda classificata al concorso Flashfumetto, premiazione a BilBolbul, il cui tema erano i racconti di Stefano Benni (ancora complimenti, Roby!!!).
La volta scorsa c'era invece Francesca Follini. In entrambe le serate, si è parlato delle nostre attività e dei fumetti delle autrici. La trasmissione è veloce. Quindi non so cosa avrà compreso l'ascoltatore. Ma la sensazione di qualcosa di piacevole e interessante era netta. Quindi è chiaro che ci torneremo ancora!!!

Ulteriori bonus a favore di questa radio!
- Entri nella sala d'ingresso e c'è un armadio pieno di robot giapponesi di varie dimensioni, grande passione del mio amico Stefano che, infatti, ha anche in passato collaborato con il Cfapaz per i manga. Entri poi nella sala della trasmissione e tra gli scaffali di Cd, ecco una collezione quasi completa di Zagor!!!
- Ad un certo punto, fuori lo spumante, fuori le paste, compiva gli anni Chiara, presente come fotografa ufficiale del programma. Evvaaai!
- Infine, oltre a tanta bella gente, tutti i lunedì c'è anche la giovane modella Eleonora Busi, ragazza carina e indubbiamente spiritosa, visto il trattamento canzonatorio riservatole dai conduttori..., che legge l'oroscopo. La vedete nella foto qua sotto, dietro al regista Stefano.

Insomma, una bella serata.
Muchas gracias a todos!

domenica 13 marzo 2011

GIOCHI DI COPPIA 2


Divertiamoci un po' con la seconda puntata dei "Giochi di coppia"! (la prima qui)
Giochetto semplice. Ci si inquadra e ognuno cerca di imitare la facciata dell'altro/a. E poi si fa click!
Il gioco deve essere fatto con persone con cui c'è simpatia reciproca.
E i risultati... beh... ehm... insomma... siamo sempre tutti così seri...!

Prima foto, con il mitico, straordinario, inesauribile Alino!


Qui sopra, invece, un buio ma assai sveglio Luca Erbetta...


Qui tocca ad un personaggio molto attivo, che sta per pubblicare in Italia la versione definitiva de L'Eternauta: il prode Antonio Scuzzarella!


Ed ecco il fumettologico Matteo Stefanelli. Troppo serio! Intanto che gli si spiega il gioco e che ci si perde in analisi e contro analisi, lo scatto è scattato...!


Beh... Ci sarà un perché se tutte le ragazze del Cfapaz, ormai di più generazioni, conoscono benissimo Alberto Corradi... ;-) E dietro c'è uno che ride...


E chiudiamo in bellezza, anche se sullo sfondo permane Alberto Corradi, con uno smagliante e sorridente Stefano Visinoni.

Preparatevi... altri scatti fremono per la pubblicazione...

sabato 12 marzo 2011

RIELABORAZIONE


Il terremoto mi fa paura. Le poche scosse che ho vissuto in passato, senza conseguenze, mi sono bastate. Mi hanno chiarito che se capita, praticamente, c'è ben poco da fare. La cosa di cui ho terrore è rimanere imprigionato. Ancora di più, di avere un caro imprigionato accanto a me, senza che io possa fare nulla.

Poi c'è il rapporto con l'aspetto mediatico della tragedia. Anche questa volta, i media sono in bilico tra informazione doverosa e spettacolarizzazione irresponsabile, vedasi la news dello spostamento dell'asse terrestre.
Tutto questo richiama le opere di fantasia, Godzilla, tanti manga post-disastro, i film catastrofici, che a loro volta sono contemporaneamente esorcismo e spettacolo. Le storie un po' ci corrompono, un po' ci aiutano.

Per il tipo di vita che fanno, per le tragedie che hanno vissuto, tra cui due bombe atomiche, il popolo giapponese è eroico. Le immagini del disastro sono le stesse immagini di tanti altri disastri. Solo che questa volta c'è la diretta internet, c'è l'onda di fango che avanza, ci sono gli impiegati con la mascherina, ci sono gli edifici che reggono alla grande perché costruiti come si deve (mica come in Italia), ci sono le centrali nucleari...

Oltre a provare commozione per chi è là, per chi si è visto portare via un proprio caro in un attimo, ho anche paura delle conseguenze dei danni alle centrali. Nulla si può fare ora, se non rielaborare per preparare le scelte giuste per il futuro.

venerdì 11 marzo 2011

UNA MOSTRA SENZA CONFINI. GIULIO DE VITA!


Nella immaginaria, urbanisticamente parlando, città del fumetto in cui vivo ho degli amici a Pordenone.
Pordenone è una delle città più attive del fumetto italiano, grazie alla contemporanea presenza di autori e gruppi di appassionati, come VivaComix. Davide Toffolo e Paolo Cossi vengono da quelle rocciose lande dell'est, per esempio. E poi c'è Giulio De Vita, protagonista sino al 20 marzo di una personale a lui dedicata.
L'amico Salvatore Oliva, anche lui di Pordenone, mi ha spedito il catalogo di questa mostra.
Ve ne parlo, non solo per sdebitarmi del suo ennesimo affettuoso e prezioso cadeau, non solo per la conclamata bravura di De Vita che, tanti anni fa, è passato direttamente da Lazarus Ledd alla Francia, ma anche perché questo catalogo è molto speciale.
Praticamente è in cartone. Rilegatura a spirale e formato leggermente più piccolo dell'A4. Sul fronte della copertina, un'immagine adesiva con titolo, riferimenti ed un montaggio di vignette. All'interno solo 15 pagine, 30 facciate, con le tavole riprodotte in b/n. Scelte iconografiche azzeccate e testi chiari ed efficaci.
Insomma, il catalogo più breve mai visto nella storia del west, capace di dare un profilo esauriente ed elegante dell'autore.

Merito dei curatori Andrea Alberghini e Salvatore Oliva. E merito anche dell'editore Dreossi che sembra aver svolto un eccellente lavoro di allestimento e costruzione dell'evento, anche nella comunicazione. Infatti, il sito della mostra, che vi ho linkato sopra, è semplicemente perfetto. Non ho potuto e non potrò andare a Pordenone, ma ecco che ho un sito da sfogliare bene organizzato, completo, con gallery ben fatte, che mi raccontano com'è andata e come sta andando. Grazie a questa risorsa web, posso annoverarmi tra i visitatori, anche se fruire dal vivo di un evento come questo sarebbe stata ben altra cosa. Avrei infatti partecipato al rinfresco e magari ci sarebbe scappata anche una cenetta in uno di quei ristorantini friulani speciali speciali...

In questa foto, un momento dell'inaugurazione dal sito ufficiale (che così rilinko per i pigri) e sotto la cover del catalogo, presa da questo blog: si tratta di Comics Metropolis, su cui trovate anche questo post sull'inaugurazione. EDIT! Guardando meglio ho "scoperto" che questo blog firmato Biri è di Andrea Alberghini, curatore della mostra. Ecco perché era così informato... ;-)

Beh, cmq, sino al 20 marzo è aperta...


giovedì 10 marzo 2011

SCHIZZO IN TOUR!


Quanti anni sono passati da quelle presentazioni di Schizzo in alcune fumetterie anni novanta...

Ma sono tempi nuovi, autori nuovi, linfa nuova!
E quindi porteremo in giro i sette autori delle nostre ultime pubblicazioni, quelle che vedete nella locandina dello Schizzo Tour.

Partiamo da Comic House, a Sarzana, e approderemo in varie fumetterie del nord Italia, naturalmente con qualche tappa cremonese...
Le nostre affascinanti ladies Anna Merli e Francesca Follini inaugureranno il tour.
Seguiteci e aiutateci a promuovere l'iniziativa, importante per far conoscere il talento di questi autori veramente in gamba. Condividete con noi in tutta la rete!

AGGIORNAMENTO!
FOTO SU FACEBOOK!

mercoledì 9 marzo 2011

UNA PERSONA SENZA VERGOGNA. SCIACALLARE SU YARA.


No, non è Madonna che fa il verso ad Anna Magnani, in questa azzeccata pubblicità per Dolce & Gabbana. Questa foto viene da questo blog carino e l'ho trovata digitando su google immagini "Daniela Santanchè" associata ai parametri "foto" e "bianco e nero". Dovete vedere che sequenza incredibile di foto salta fuori. Questa mi è piaciuta. E così posso iniziare questo post senza mettere l'immagine di questa Onorevola che ne ha fatta un'altra delle sue. Con la consueta finezza e moralità, ha infatti sciacallato sulla vicenda di Yara. Cosa che come papà mi irrita molto.
Ne parla Affari Italiani. Vi riporto il botta e risposta con la Procura di Bergamo. E mi chiedo perché questa gentaglia debba stare in Parlamento. Domanda ingenua la mia... Lei come altri sono lì apposta, strapagati per fare quello che fanno.


LA POLEMICA DELLA SANTANCHE' E LA RISPOSTA DELLA PROCURA
La Procura della Repubblica di Bergamo non ci sta alle affermazioni di Daniela Santanchè, sottosegretario all'Attuazione del Programma, che ieri aveva affermato al Giornale che "Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi" perchè "se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva", e rompe il silenzio che ha caratterizzato questi tre mesi d'indagine sull'omicidio di Yara Gambirasio. 
"L'assurdità e il livore che connotano tale dichiarazione sono tali che la stessa non meriterebbe alcun commento da parte della Procura di Bergamo, tuttavia sento il dovere di intervenire per evidenziare come, contrariamente a quanto sostenuto dall'autorevole esponente del governo, con il coordinamento del sostituto delegato per le indagini, le forze dell'ordine, la protezione civile, le polizie locali e migliaia di volontari, con un'abnegazione veramente fuori dal comune, si sono prodigati per mesi nella ricerca di Yara Gambirasio e contemporaneamente nell'individuazione dei responsabili di eventuali reati, utilizzando tutti gli strumenti anche tecnologici conosciuti. Ovviamente la Procura di Bergamo ignora, in quanto utilizzate da altro ufficio di procura, quali siano state le 'risorse e le tecnologi spese per indagare 'sulle ragazze dell'Olgettina ma, qualora l'On.Santanchè, che evidentemente ne è a conoscenza, vorrà comunicarcelo, anche se oramai con ritardo, le assicuriamo che siamo pronti a fare altrettanto. Credo che l'on. Santanchè, di fronte a questo tragico evento, abbia perso una buona occasione per restare in silenzio, come ha fatto questo ufficio dal 26 novembre 2010".

martedì 8 marzo 2011

BUON 8 MARZO

Perdonatemi! Oggi niente mimose!
Per farvi gli auguri, rispolvero invece un Pazienza d'annata, pubblicato il 9 marzo 1987 su Tango, l'inserto satirico de L'Unità. La vignetta è autoironica e si riferisce all'inserto dell'inserto dedicato, appunto, all'8 marzo di quell'anno. Sarà anche un'ideina banale, ma la classe di Pazienza si vede anche da queste vignette. Infatti, oltre all'ironia del giornale appoggiato sulla schiena, si percepisce chiaramente (fisicamente) la fatica provata dalle due donne nel fare fronte ad una delle più classiche mansioni domestiche.
A proposito, a casa nostra, sono io che lavo i pavimenti!

Auguri di cuore a tutte le mie donne!

lunedì 7 marzo 2011

LA MIA TOP TEN PER SPAZIOBIANCO


Wow! E' stata presentata a BilBolbul e pubblicata on line, l'edizione 2010 della Top Ten de lospaziobianco.it! Ho partecipato anch'io, come gli anni scorsi!
Qui trovate la classifica completa, completa di spiegazioni e dei nomi dei giurati, tra cui molte persone che conosco e stimo per la competenza e il gusto che dimostrano anche in queste occasioni.
Prima di snocciolare la mia, voglio però mettere in evidenza quella formulata da Andrea Plazzi, tra coloro che sono riusciti a mettere insieme ai libri anche i periodici. Per esempio, io non ci sono riuscito. Ho trovato più naturale e interessante limitarmi ai volumi. Plazzi è stato tra quelli che meglio ha saputo interpretare lo spirito di questa iniziativa, spaziando a 360 gradi.

Comunque ha vinto strameritatamente Fior, con un libro che si vedeva subito che avrebbe rappresentato il segno più bello del rinnovamento in corso. Tra l'altro, la classifica finale, quella con i voti di tutti, attesta proprio la presenza di una area di autori italiani (Tota, Baronciani, Tuono Pettinato, Cattani...) che ormai sono realtà consolidate. Alcuni di loro non compaiono però nella mia classifica. Al momento di stilarla, non avevo ancora completato la lettura dei loro libri, pur avendoli sereni, in attesa, sugli scaffali e sui comodini di casa mia. Ne ho comunque ben cinque nella top ten finale. Più uno, scontato, nella menzione storica. Mi dispiace solo che per il regolamento del premio, sia rimasto fuori il libro di Giacomo Monti, che nei primi dieci ci sarebbe stato sicuramente.
Queste situazioni contingenti mi hanno però di inserire qualche titolo che in effetti è rimasto un po' in ombra. Noterete una cosa che non è da me... giudici veloci, testi brevi brevi... Se volete, parliamone. Buona lettura!

PS Bravissimo Reviati! Ha realizzato l'immagine-logo della Top Ten che potete ammirare anche in apertura di questo post.


TOP TEN BY MICGIN

1) 5mila chilometri al secondo – Manuele Fior
Un capolavoro. Una storia a colori di più amori, che ci parla anche del senso del vivere. Fondamentale.

2) Yeti – Alessandro Tota
Semplice, brillante, europeo.

3) Garibaldi - Tuono Pettinato
Arguto, a tratti geometrico, spesso spassoso, italiano.

4) Le ragazze nello studio di Munari - A. Baronciani
E' già stato detto tutto con il fumetto? Sono già stati usati tutti i modi possibili? Proprio in omaggio agli insegnamenti munariani, Baronciani ci spiega di no. Bello.

5) Interni 3 – Ausonia
Quando Francesco Ciampi ci si mette, non ce n'è per nessuno. Geniale terza riscrittura dello stesso libro.

6) Carlos Gardel - José Muñoz e Carlos Sampayo
Un'inevitabile incontro tra artisti.

7) Non morirò da preda – Alfred
Ho vissuto di più gli italiani. Questo non toglie che sia un capolavoro. Alfred ci riconduce alle radici della rabbia individuale, che esplode in un contesto sociale gretto e meschino.

8) Red Rocket 7 - Mike Allred
Un libro doveroso, confezionato come si deve, che traduce in italiano un'opera molto originale.

9) Rose 2 (Serie 24HIC) - Anna Merli
Perdonatemi se inserisco una pubblicazione che ho curato, ma qui c'è il talento di Anna Merli. E finché non esce End, ci dobbiamo accontentare.

10) Ah le femmine - Lepage, Nichel
Un libro normale che ne riunisce due, in cui possiamo leggere le vite di tre ragazze, dalla nascita all'età adulta. Forse è già tutto deciso dall'inizio. Ma il come è imprevedibile. E poi c'è il punto di vista femminile. Si parla dunque di maternità, educazione, mestruazioni, sessualità, istruzione e scelte di vita.

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MENZIONE STORICA

1) Il mondo dei Ronfi - Adriano Carnevali
Fumetti classici per bambini e per ragazzi.

2) Cerebus: Alta società - D. Sim
Atteso da anni, un'edizione veramente accurata. Cerebus è un'enciclopedia pratica di cosa si può fare con il fumetto.

3) La storia dei tre Adolf (cofanetto) - Osamu Tezuka
E' importante sia sempre disponibile.


ps ora sono in pausa veloce. appena potrò riediterò con un po' di link agli autori.

MA CHE BEL FESTIVAL! BRAVI HAMELIN!


E c'era pure il Carnevale!
Ce l'abbiamo fatta! Pur con vari ritardi, alla fine siamo andati a Bologna, famiglia al completo.
E abbiamo incontrato la famiglia degli Alini! Certo, in strada, davanti alla Stoppani, dove il trio Marcolino, Viola e Vladimir ha creato durante il workshop in programma.
Siamo stati a Bologna circa quattro ore. Ma abbiamo incontrato un numero incalcolabile di persone.
Ci ritornerò per vedere bene le mostre.

Intanto, l'impressione è quella di un Festival che ancora una volta ha fatto centro. Come anche un sereno e soddisfatto Munoz mi diceva davanti ad un caffé, per dire di una persona importante che se ha qualcosa da dire, la dice...
BilBolbul sembra quindi confermarsi un Festival capace di unire e di proporre, scegliere e valorizzare. Per dire i Mumin in Piazza Maggiore! Bravi Hamelin!

Intanto mi rendo conto che è materialmente impossibile raccontare tutto quello che sto vivendo tramite il blog. Dopo qualche mese di intenso fervore postaiolo, mi sa che dovrò selezionare meglio gli argomenti che vorrei trattare. Eppure ci sarebbe materiale per un bel po' di post...

domenica 6 marzo 2011

IL SENSO DI UNA COMUNITA'


Non so ancora se oggi domenica 6 marzo andrò a visitare il festival di BilBolbul. Proprio in questi giorni, si sono sovrapposti altri impegni di lavoro. E poi c'era il compleanno di mia figlia Viola, 7 anni, festeggiati con un uno-due infrasettimanale & festina di classe. Se non ci andrò oggi, sarà per uno dei prossimi giorni. Le mostre sono comunque importanti.

(E la famiglia viene prima) stavo pensando dentro di me. Un po' di cose sono cambiate. C'è una sensibilità diversa in molti genitori. Prima il lavoro pervasivo che veniva prima di tutto. Che forse dietro c'era e c'è anche una difficoltà congenita a rapportarsi con i figli. Oggi c'è chi rinuncia alla carriera o passa al part time per i figli, soprattutto tra le donne. Informazione affidabile, resa durante uno degli incontri del convegno nazionale sulle biblioteche tenutosi in questi giorni a Milano, per inquadrare i contesti sociali che stanno a monte della predisposizione o meno alla lettura.

E mia moglie ha fatto bene ad insistere per una vera festina di classe, senza limitarsi agli inviti alle amichette più strette. D'altronde siamo in prima e si è creata finalmente una vera occasione per conoscerci tra genitori, dopo questi primi mesi di consegne e ritiri dei nostri bimbi, all'insegna della velocità. Perché devi combinare il lavoro, la disponibilità di parenti o baby sitter, per non parlare dei parcheggi impossibili.

Abbiamo preso una saletta in una cascina di campagna, dove è stata possibile anche una visita guidata per conoscere vitellini, coniglietti e cavalli. E' venuta metà classe, più un po' di baby parentela varia e assortita. I bambini si sono accesi con un semplice soffio di stella filante e hanno immediatamente messo a soqquadro tutto quello che hanno trovato, con allegria e anche un certo stile. Con i genitori è stato così possibile aprirsi subito e cominciare a conoscerci un po' meglio.

Subito un dato tanto banale quanto vero. Eravamo un perfetto spaccato d'Italia. Come disponibilità economiche, origini regionali, tendenze politiche (però tutti"dagli a 'ste politica!), appartenenze religiose, composizioni famigliari (dal figlio unico alla famiglia numerosissima, dai genitori giovani a quelli ehm.... un po' stagionati). Ma soprattutto sono emerse le tante relazioni che già ci univano e che ancora non conoscevamo. In realtà, già a cominicare dalla fase preparatoria. Come la torta presa dalla panetteria della moglie del collega di lavoro. Poi, durante la festa, saltano fuori le frequentazioni di amici e luoghi comuni, parenti, oratori, squadre dilettanti. Tra le sorprese, una mamma sorella di una mia compagna di liceo, sposata con una pertica d'uomo che gioca in C2 a basket con un mio cugino. E poi, una conoscenza, anche solo di nome, piuttosto diffusa, del Centro Fumetto che mi ha gratificato e che in questi ultimi anni ho potuto anche direttamente riscontrare dall'affluenza ad alcune nostre iniziative, da classica famiglia, come i corsi di fumetto.

Tra lattughe e torte, bibite e spumanti, giochi e stelle filanti, ho provato la benefica sensazione di appartenere ad una comunità. Certo, eravamo lì per i nostri figli. Ci frequenteremo per cinque anni e poi chissà. Ma intanto eravamo tutti lì assieme, a presidiare e organizzare un telaio di relazioni proprio per i nostri figli.
Siamo in una piccola città, piuttosto tranquilla (anche se piuttosto inquinata) e le relazioni sono importanti, non solo per garantire la necessaria convivenza ma anche per costruire delle opportunità. Poi si vedrà e dentro di noi (dentro di me sicuramente) alberga la speranza che i nostri figli possano costruire la loro esistenza in altrove migliori del nostro.

Un  buon presente lo stiamo assicurando, nonostante tutto.
Ma il futuro?
Mentre aprivo le schermate dei vari siti, blog e social network che frequento, mi sono arrivati un paio di imput. Il primo riguarda la prossima campagna presidenziale statunitense. Si tratta di un articolo de IlPost a cui sono arrivato via twitter.


Saranno i miei quarantacinque anni, ma non sono più di tanto affascinato da questo Presidente di colore che sembra, secondo il resoconto de IlPost, non avere attualmente veri rivali nella corsa alla rielezione. Ma ne percepisco il fascino mediatico. Barack Obama dovrebbe corrispondere quasi perfettamente alla mia sensibilità progressista, democratica e laica. Ma se si guarda un poco in profondità nel suo operato concreto, si nota un intreccio quasi perverso di riforme e gestione cinica del potere.
Comunque la si pensi, le decisioni che "questa persona" prende, o non prende..., possono andare ad incidere concretamente persino sul nostro quotidiano nazionale e territoriale. Vedasi le politiche industriali ed energetiche che stanno avendo conseguenze di sistema anche qui in Italia. Il trasferimento in corso della FIAT di Marchionne non è solo dovuto ad una cinica convenienza aziendale, ma anche a politiche concrete di incentivazione by USA.

Così, in una politica dove la comunicazione traveste il prodotto decisionale, non facendone mai percepire la reale sostanza, l'arrivo di Nichi Vendola sembra aver rappresentato l'occasione che in tanti aspettavamo.


Vendola, protagonista di un'intervista on line presso l'altro link, ha rappresentato il secondo imput di questa mattina (anche questo via twitter). Con Vendola non sento, ovviamente, la stessa distanza con il giocattolo mediatico madeinusa. Anzi, lo stimo molto. Anche per la militanza comune nella FGCI degli anni ottanta. Però, una volta letta l'intervista, che mi è molto piaciuta, sono rimasto colpito dai primi dieci commenti dei navigatori. Accanto a manifestazioni di entusiasmo puro, compaiono critiche che, motivate o meno, denotano alcuni limiti dei discorsi di Vendola. La Puglia è il suo grande laboratorio politico e sento persone che vivono in quella Regione parlarne con entusiasmo. Ma ancora una volta, uno scandalo della sanità riesce a sfiorarlo. Vendola può essere puro e onesto. Ma cosa si muove attorno a lui?

Salto allora un po' di passaggi e arrivo alla domanda vera: quanto conta ancora veramente la politica? Quanto può essere veramente determinante un politico italiano oggi?

Da qui partirebbero discorsi a pioggia. Alcuni li ho anche scritti in questo post, per poi cancellarli... Perché in fondo conta poco per chi parteggio. Conta invece che ci sia ancora una partecipazione, una sensibilità politica, la capacità di contribuire in modo coscienzioso alla costruzione della nostra classe dirigente.
Una comunità ha bisogno di chi la rappresenti. E il meccanismo democratico è preferibile a quello tipico del potere, dove chi ce l'ha decide. In questo momento, la sensazione netta è che l'incapacità della politica sia andata a vantaggio di chi detiene il potere economico e può ritenere conveniente per sé, e non per la comunità, determinate decisioni.

Non so ancora se oggi riuscirò ad andare a BilBolbul. Ma tra le iniziative che mi piacerebbe guardare c'è la collettiva dedicata al progetto Canicola Bambini, da cui l'illustrazione che apre il post.

giovedì 3 marzo 2011

PSYCHEDELIK PINK PANTHER


Bello!
Forse i cartoni della Pantera Rosa sono un poco ripetitivi. Le trovate insistite e ripetute, i personaggi sono sostanzialmente quelli. Però è un classico. E con i piccinini è saltato fuori questo, che, forse per il tema, si stacca decisamente dalla media. In su! Trovo divertente anche che sia sottotitolato in spagnolo.

mercoledì 2 marzo 2011

BILBOLBUL, NEI DINTORNI DEL FUMETTO e un paio di segnalazioni


Il più importante Festival del fumetto italiano vivrà da domani i suoi giorni clou.
Non so ancora quando potrò andarci. I primi di marzo ho sempre degli impegni famigliari con i piccinini ;-) e c'è anche un'altra manifestazione sulle biblioteche. Ma almeno un giorno a Bologna lo farò. La qualità e la quantità degli eventi rendono obbligatoria (moralmente e intellettualmente) la visione del Festival, che a mio avviso rappresenta anche uno spartiacque molto preciso e rigoroso.
Conversazioni sul fumetto lo presenta in modo efficace.
Qui c'è il sito. E qui il blog di approfondimento, su cui c'è un mio intervento su Paper Resistance. Segnalo anche il sito collaterale dedicato ad un progetto sul carcere.

E poi segnalo due blog.
Il primo è attivo da mesi. Ma l'ho saputo dal blog di Roberto Recchioni.
E' il blog di Daniele Brolli, che pubblica una serie di post su cui tornerò.


E poi Laura Scarpa, che ha aperto un blog mangereccio, su cui, nei commenti ad un post, appare anche la mia... ehm... ricetta... ehm... delle crepes. Yum yum....

martedì 1 marzo 2011

RESISTENZA GRAFICA



AGGIORNAMENTO: L'INTERVENTO DI CUI PARLO E' USCITO QUA.
(o direttamente qui)

Ho da pochi minuti consegnato il mio piccolo contributo dedicato all'artista Paper Resistance in mostra a Bilbolbul 2011, e che sarà prossimamente pubblicato sul blog di approfondimento della manifestazione curato da lospaziobianco.
Per me è stata un'esperienza appassionante ricostruirne l'evoluzione grafico-visiva, trovare i pezzi che mi mancavano e riallacciarli a quelli che avevo conosciuto su Inguine. Per non parlare del cofanetto con le manette (stampate, tranquilli!) con cui apro l'intervento.

Intanto alcune foto e opere tratte dal suo sito.
Quello nuovo, promosso dal disegno che apre il post, sarà on line nei giorni della manifestazione qui.




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