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| Una fase cruciale dell'allestimento in Sala Rodi: lo schermo. |
Ce l'abbiamo fatta!
Il concerto di disegno che abbiamo dedicato a Dylan Dog sabato scorso è riuscito! E' stato un evento straordinario se pensiamo alle condizioni in cui è stato realizzato.
Colpa della suggestione di Angouléme, del loro Concerto Di Disegno! Perfetto, brillante, realizzato in teatro, con tutte le professionalità e le strutture necessarie. L'abbiamo guardato per tre anni con grande invidia... Poi l'ha visto quest'anno finalmente anche
Alessandro Fusari (che
avrebbe voluto vederlo anche tre anni fa...) che ha detto "proviamo a farlo...". E abbiamo così pensato di inserirlo in
Dylan Dog 25.
Una sfida impossibile, ma c'era l'occasione della mostra.
Altre due condizioni favorevoli: l'amicizia storica tra Alessandro ed Emiliano Guarneri, Warhinari Videomaker, che ha consentito di avere lo sponsor tecnico per le necessarie attrezzature video; e poi il patrimonio di risorse umane del Comune di Cremona, che ha messo a disposizione la Sala Rodi, attigua a quella della mostra, gli impianti del Centro Musica, lo schermo e personale vario a supporto.
Il punto debole della Sala Rodi è l'acustica. Ma poteva andare peggio.
Il punto di forza è la sua rettangolarità, l'eleganza della secolare struttura, il pavimento in cotto, il palco attrezzato.
Poi, ancora Alessandro! Che si mette a stendere la sceneggiatura e che scova senza problemi (tra i colleghi di lavoro) il gruppo musicale di accompagnamento! Un gruppo che si forma per l'occasione! Questa mostra su Dylan Dog ha visto numerose situazioni che si sono create "apposta per l'occasione".
A questo punto i nostri autori.
Facciamo vedere cosa sanno fare gli autori del Cfapaz!
Ne volevamo almeno sei. Ma ci sono state defezioni e imprevisti.
Ci siamo dovuti "accontentare" di quattro. E ci va benissimo, visto che i quattro sono lo stesso Alessandro, la raffinata Anna Merli, la tigre Francy Follini e l'efficace-sempre-pronta, sempre-più brava Roby Sacchi.
Con il coordinamento di Alex, gli autori cominciano a trovarsi, si provano i primi schizzi, sino agli storyboard. Intanto si definiscono le necessità tecniche e, giorno dopo giorno, si trova tutto quello che serve. Sempre intanto, Dylan Dog 25 inizia molto bene. Il contesto è incoraggiante, ma c'è poco tempo per provare.
Inseriamo un altro pezzetto di evento. Emiliano ha anche collaborato in passato con altri volontari e operatori per realizzare dei medio-metraggi dove alcuni utenti disabili di un istituto vicino a Cremona interpretano, indovinate chi... proprio Dylan Dog, Groucho, Bloch... Assieme a Francesco Ciocca e Gianluca Rossi, apposta per l'occasione, montano un documentario che riassume l'esperienza.
Un contributo ideale per aprire la
serata, che diventa bella densa.
In questa sequenza, alcuni dei momenti salienti. Il resoconto prosegue nelle dida.
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Mentre si tara il video, vengono sistemati strumenti e
amplificazione per il gruppo |
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| Backstage! La plancia di comando della regia. |
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| Ed ecco lo storyboard della serata! |
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Finiscono le prove. Buffet con polpette, pasta fredda,
frittatona e vino by Foppone. Da destra, si riconoscono
Francy, Anna e Roby. Alex in piedi. |
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| I componenti del gruppo musicale in abito sobrio e nero. |
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Locandina a pennarello by Francy! Serpeggia il timore
che venga poco pubblico... |
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Apriamo riproponendo il video dell'inaugurazione, by
Cortellazzi e Cella. Ma il sonoro gracchia... Ahi Ahi... |
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Ancora qualche sedia vuota, mentre la nostra Valentina
introduce il secondo video. |
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Ma ecco che la sala si riempie! Ci sarà un certo via-vai, e
all'ingresso conteremo più di cento persone. Intanto
interviene anche lo sceneggiatore Giancarlo Marzano. |
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Ecco come funziona! Gli autori sono ai lati dello schermo,
mentre davanti il gruppo suona. Due telecamere, una per
lato, riprendono i fogli degli autori. |
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Il ghiaccio è stato rotto e ogni tanto scattano gli applausi
proprio per gli autori. L'acustica e il caldo però rendono
più pesante la fruizione dello spettacolo. |
Mentre guardo lo spettacolo, penso soprattutto ai quattro autori, con cui si sono creati negli anni legami in qualche modo affettivi, pur vedendosi sempre di corsa, barcamenandoci nell'Italia fumettistica (e non solo). Li ho visti diventare autori. Li ho valutati nei vari concorsi. Ho potuto selezionarli anche per altre attività, con pieno merito. Le tre ragazze sono state tutte in Futuro Anteriore. In alcuni casi conosco anche le famiglie, i percorsi scolastici e importanti frammenti di vita.
E sabato sera hanno disegnato Dylan Dog.
Ma non hanno solo disegnato Dylan Dog. Forse questo è il meno. In fondo è una storia apocrifa. Per giunta senza splatter, ma d'atmosfera, praticamente romantica, anche se con tanto nero...
L'aspetto importante è che sono stati i protagonisti di un evento complesso: un vero e proprio spettacolo.
Si sono preparati. Si sono presentati. Non hanno mancato all'appuntamento. Hanno gestito le emozioni e la loro prestazione artistica è stata maiuscola.
Soprattutto Alessandro, che ha ritagliato (non so come abbia fatto) ulteriori porzioni del suo (poco) tempo libero per coordinare l'evento, scrivere la sceneggiatura e discutere tutto con tutti, sempre con quell'educazione e gentilezza d'animo che lo caratterizza.
Ed è andata molto bene (pur con qualche dettaglio da rivedere).
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Scansione dal quotidiano La Provincia.
Direttamente dal Facebook di Giancarlo Marzano! |
L'ho scritto anche nei giorni scorsi. Questa mostra è anche il risultato di una lunga storia (da cui proviene anche Marco Cortellazzi che ha messo a disposizione gli originali e ha incoraggiato da tanto questa mostra), di un forte radicamento delle nostre attività, non certo spiegabile con il solo sostegno pubblico, che non basta certo per tutto quello che abbiamo fatto e ancora facciamo. Ci sono anche dei valori. La disponibilità a mettersi in gioco e a credere che certe idee possono realizzarsi. E quindi a metterci tempo ed energie che vanno oltre la professionalità.
Tutta la storia del Centro Fumetto si può riassumere nella volontà di impegnarsi per costruire, per fare progetti ritenuti impossibili o troppo complicati. Forse un modo per rompere certi schemi classici delle comunità provinciali. Certamente veniamo anche da esperienze locali innovative sul piano culturale.
Certo che non è facile... Compi un'impresa e invece di trarre come conseguenza un bel "allora si può fare", ti capita invece di raccogliere un beffardo "non ci riuscirai un'altra volta". E quando ci riesci ancora, non una ma altre dieci, magari ti dicono "beh, che ci vuole...?".
Chissà se riusciremo a ripetere questo concerto di disegno, allestito, è giusto ricordarlo, insieme ad una mostra di circa 130 cornici, un'inaugurazione, un convegno, una mini mostra mercato, due performance pubbliche, tre pubblicazioni, poster e cartoline, un sito dedicato, l'ospitalità per gli invitati.
E intanto abbiamo anche proseguito le attività del Centro, corsi, biblioteca e collaborazioni varie. E ci siamo tolti lo sfizio di
presentare anche la riedizione de L'Eternauta.
Ieri sera abbiamo cominciato a parlare di vacanze.
Abbiamo da sistemare la casa.
Per coincidenza, c'è da mettere in ordine anche il Centro Fumetto. Esco di casa, dal pasticcio conseguente alla cameretta nuova dei bimbi, all'imbiancatura di due stanze e ad un paio di guasti domestici... e arrivo al Centro, sconvolto da scatole di cornici, libri e riviste da ricollocare, fatture da sistemare, appunti ovunque, fotocopie, fumetti...
Fumetti...