giovedì 30 giugno 2011

GIOVEDI' CREATIVI!


Stasera siamo come Cfapaz ai Giovedì d'Estate, che quest'anno si chiameranno "Cremona Shopping Festival" (messaggio chiarissimo, direi...). Elisa Mereu, Rodolfo Gagliardi, Simone Basile, Valeria Corradi, Matteo Pigoli e Matteo Cardillo. Il tema che interpreteranno oggi sarà... l'aria. Indovinate i prossimi... ;-)
Ci troveremo come al solito presso lo slargo che congiunge Corso Campi, Corso Garibaldi e Via Palestro, tra l'altro a due passi dal negozio Games Accademy che sarà aperto per la manifestazione.

Segnalo anche che le Politiche Giovanili hanno preparato iniziative espressive e musicali presso il quartire Zaist e cureranno un servizio navetta dal centro al quartiere.

Ma soprattutto, segnalo l'uscita e la presentazione proprio stasera della guida illustrata dedicata a Cremona dagli amici di Tapirulan, associazione molto brillante di cui vi ho già parlato più volte (cliccate in fondo al blog sul tag "tapirulan", oppure qui).
Segue il loro comunicato, in cui troverete citati molti nomi assai noti agli appassionati di fumetto e illustrazione... Dalla nostra Margherita Allegri a Lucio Villani, e Claudio Arisi, Giorgio Fratini... in un escalation che vede presenti pure Scarabattolo, Tony Wolf e... Sergio Tarquinio!!!


CREMONAILLUSTRATA

Vi avevamo anticipati di tenervi liberi il 30 giugno, giusto? Lo avete fatto? Se così è potrete venire all'inaugurazione della mostra Cremonaillustrata che aprirà proprio giovedì 30 giugno alle 19. In mostra ci saranno le illustrazioni dei 23 artisti che hanno collaborato alla realizzazione della nuova guida illustrata della città di Cremona. Tanti giovani artisti, ma anche qualche illustratore noto agli appassionati. Ecco gli autori in mostra:


Margherita Allegri, Andrea Andolina, Claudio Arisi, Giuseppe Braghiroli, Giuseppe Castellani, Fabio De Donno, Faber, Marta Farina, Giorgio Fratini, Sara Gavioli, Andrea Gualandri, Matteo Gubellini, Agostino Iacurci, Alberto Ipsilanti, Arianna Papini, Elena Prette, Guido Scarabottolo, Shout, Sergio Tarquinio, João Vaz de Carvalho, Lucio Villani, Daniela Volpari, Tony Wolf


La guida nasce a seguito del progetto “Think Town”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Educative, Giovanili e della Famiglia, per la realizzazione di progetti innovativi da parte di associazioni e gruppi giovanili. La presentazione e l’inaugurazione delle illustrazioni pubblicate sulla guida si terrà presso la sede dell'Associazione, in via Voghera, Cremona. Seguirà – per chi vuole – una biciclettata culturale per le vie della città, con la visita di alcune tappe scelte, durante le quali si leggeranno brani inerenti al percorso. Al termine del tour, tutti sono invitati al rinfresco che si terrà presso la sede dell'Associazione.


La guida è una storia che parte da zero, da quando Cremona non esisteva nemmeno e al suo posto si estendevano a perdita d'occhio pianure, foreste e acquitrini. Attraverso il tempo nacquero i primi insediamenti, i commerci, le chiese, i comuni, le signorie, in un grande affresco di guerre, carestie e rinnovate speranze. Ma non si pensi che la guida indossi un abito da sera. E' un monello che si vuole divertire e far divertire, contiene illustrazioni di artisti di primissimo piano, imperdibili, nonché situazioni grottesche, eventi improbabili, tuttavia veri, o che la storia ci ha suggerito tali. Alla ribalta dunque corride, triplogiochisti, pionieri della cornamusa, zanzare dalle sette vite, eroi nostrani e mucche sull'orlo di una crisi di nervi, così che il lettore possa sorridere fra un palazzo e una chiesa, all'ombra della storia condensata in misure e mattoni che nasconde dietro di sé sacrificio e sudore. Se volete le ricette cremones i, eccole, opportunamente rivisitate. Se volete luoghi, completi di botanica e avifauna, non avete che da sfogliare. Se volete sentire il mormorio del Po dovrete accontentarvi delle parole evocative che accompagnano il suo corso. Se infine avete una bicicletta, aggregatevi alla comitiva. 

Cremona risorge il 30 giugno.

martedì 28 giugno 2011

IL PUNTO


La classica estate cremonese calda e afosa si è ormai imposta sulla sempre più inquinata pianura padana. L'aria è sempre meno respirabile. Verrebbe voglia di andarsene. Ma è tutto qua. Casa, lavoro, famiglia, affetti e comunità sociale. Mi trovo bene con tante persone. Mi piace andare d'accordo, anche se non per questo rinuncio a puntualizzare e criticare. Mi è successo sabato in piscina, quando ho dovuto redarguire sia un gruppo di ragazzi che facevano gli scemi nella piscina dei bimbi (dove c'era il mio Marcolino, grrrr...) sia il bagnino, reo di una reazione decisamente (ehm!) sopra le righe. Anche alla riunione dei rappresentanti di classe di ieri, mi sono sentito di far presente una serie di osservazioni su un questionario di gradimento del servizio. Un'iniziativa ben curata e lodevole, ma che sembrava quasi tutelare più il questionario stesso che i suoi contenuti. Pure sul lavoro non rinuncio a dire la mia ai colleghi, cercando però di non esagerare...

Stasera ho recuperato in giro un po' di post che non avevo ancora letto. Non so voi, ma seguire la ragnatela di blog e siti che ho in nota rappresenta per me un problema di gestione tempi sempre più complesso. Cose interessanti se ne scrivono. Ma non posso passare le ore a navigare. E così non riesco ad essere tempestivo come vorrei. Non solo: il vero problema è come (quando!) rielaborare e collegare le varie discussioni.


Sto leggendo finalmente l'ultimo libro di Ian McEwan. Non mi vergogno ad ammettere che ho aspettato i saldi Feltrinelli, spuntando un buon 20% su Solar. Sono socialmente molto lontano da questo autore inglese. E le sue raffinate descrizioni sono potenzialmente polverizzabili anche da una sola frase del più spettacolare John Lansdale (preso anche il suo ultimo Cielo di sabbia, sempre al 20 per cento). Ma arrivato al quarto libro (il meraviglioso Bambini nel tempo, poi Sabato, così così, fino al lacerante Espiazione...) mi rendo conto di come mi affascinano i suoi personaggi, con i loro monologhi interiori su come potrebbe essere. E invece quasi sempre non è. Sono personaggi, almeno quelli incontrati sino ad oggi, intelligenti, speciali, ma un po' fragili, a cui capitano situazioni drammatiche. La perdita di un figlio... O un malfattore che ti sequestra in casa... O una bugia che porta a tragiche conseguenze. Ma sono soprattutto le sfumature ad essere laceranti o divertenti, persino nel passaggio tra una frase e l'altra. L'autore è documentatissimo e forse tende ad elencare un po' troppo. Ma questo permette a chi traduce di segnalarsi per la propria notevolissima bravura...!
Comunque, Ian McEwan mi fa riflettere sul senso di quello che si fa.

Davide Toffolo parla agli studenti del Liceo Anguissola, durante
il Festival Le corde dell'anima - Cremona 3 giugno.

Ai primi di giugno ero molto triste per quello che stava accadendo a Fents. Il 9 giugno è stato Dario a telefonarmi, intorno alle 13,30. Ero a Milano per un incontro con un gruppo di bibliotecari e ho dovuto riprenderlo tenendomi tutto dentro. Al funerale ci siamo stretti in tantissimi a Grazia, Giovanna e a tutti i famigliari, ripromettendoci di ricordarlo. E lo faremo.
Ma intanto che il tempo scorre veloce e allegramente crudele, mi sento come se Andrea dovesse varcare uno dei vari ingressi del Centro Fumetto da un momento all'altro. Negli ultimi tempi veniva di meno, anche per la malattia. Ma abbiamo condiviso quasi due decenni. Non solo di Centro Fumetto, ma anche di Arci, Fantacalcio, calcetto... Per me c'è ancora. E ci sarà sempre.

Mentre su FB guardavo poco fa alcune foto che il buon Cortellazzi (con cui abbiamo appena realizzato la mostra sui 25 anni di Dylan Dog) ha postato e che riguardano cose che abbiamo fatto negli anni novanta (sempre su Dylan), mi rendo conto che in quelle lontane immagini in bianco e nero, altre due di quelle persone non ci sono più da tempo.
E' naturale, ovvio che sia così. Appunto Groucho/Sclavi commenterebbe "E' la vita...".
Però quando è la propria vita o quella di chi ti sta vicino...

Il senso di quello che si sta facendo.
E' questa la bussola che ci deve guidare.
O l'orizzonte che ci dobbiamo costruire.

Tanto per stare tra i nostri amati fumetti, ai primi di giugno, è tornato ancora una volta a Cremona Davide Toffolo, invitato dal Festival Le corde dell'anima. Doveva tenere un workshop, che è diventato un incontro aperto su come è diventato autore, partendo dalla condizione di lettore. Tra aneddoti e libri mostrati, Davide è entrato (come sempre) in sintonia con i ragazzi che lo ascoltavano attenti.
C'era un senso. E si percepiva. La costruzione del proprio futuro. Una cosa che interessa molto i ragazzi...

Certo che noi cerchiamo il senso solo nell'oggi.
Tanto per stare tra le cose cremonesi, c'è una mostra di livello nazionale al Museo Civico, sulla nostra Italia vista dalla satira periodica, sino al secondo dopoguerra.
Ho scelto per aprire questo post, una doppia pagina del periodico (bolognese se non sbaglio) La Rana. Il numero citato è uscito ai primi del novecento e, guarda un po', oggetto degli interessi internazionali e italici era la Libia...
Non so se si capisce dalla mia foto, ma questo autore di una volta, Satiricus, ha disegnato un'illustrazione-capolavoro. Oggi la satira disegnata è schizzata quanto basta. Sono pochissimi gli autori che curano il proprio stile secondo un senso artistico. La satira segue anche molto (troppo) il bla bla politico. Molte vignette perdono presto il loro... senso. Come non esiste più un foglio satirico che riesca ad avere un senso. Ve ne propongo un'altra da La Rana. Tenete conto che la rivista consisteva banalmente in un foglio di grande formato piegato in quattro facciate, talvolta otto, come mi ha sapientemente confidato Fausto De Crecchio, il collezionista che le possiede.


Possono aver senso quei noti blog o siti che ci propongono vagonate di ottimi Makkox.
Ma c'è da chiedersi quanto abbia senso la fruizione digitale di contenuti.
E' il futuro. Tutti ritengono.
Per molti è già il presente.

Mi sento un po' "diviso" nel passare in continuazione tra il cartaceo e il digitale. Ho molte più risorse di prima a disposizione. Non c'è dubbio. Ma faccio più fatica a gestirle.

In casa, ma anche sul lavoro (e questo è inquietante) si accumulano prodotti e manufatti cartacei in misura sempre più ingestibile. Trent'anni di letture, attività, acquisti, scambi, regali, recuperi... Decine di migliaia di documenti che si sono stratificati separatamente (quando si è fortunati), catalogati (quando si è stati bravi). Ma anche mischiati, confusi, come fosse passato un folletto dispettoso.
E' chiaramente anche colpa mia, visto che sono abituato a conservare fatture, scontrini, articoli di giornale, cartoline, spillette, depliant (anzi flyer, come si dice oggi), agende e agendine, pass delle fiere, estratti conto, libri di testo scolastici e universitari, pagelle...
E inquietante che anche Elena accumula carta, rimanendone però più distaccata. La tiene via per motivi pratici, perché può essere utile, non perché sono pezzi di passato.
E così anche i bambini tendono a tenere i loro disegni, figurine, libretti. Un po' come fanno i loro genitori.
Tutto questo è troppo. La casa scoppia.
E anche sul lavoro tendo ad essere troppo conservativo.

Eppure, per contrasto... Pensavo fosse poco. Magari meno di quello che passano altri (della serie consoliamoci guardando il prossimo....). Ma la verità è evidente. Troppo tempo passato davanti al video. Ok la comunicazione, la catalogazione, la stesura di testi, le mail, l'aggiornamento etc. Va bene tutto. Ma il tempo speso è troppo. Qual'è il senso di questa dialettica che mi vede conservare la carta e rapportarmi con dei monitor?

Cioè, proprio come sto facendo ora!

Il senso, invece, sono le persone. Quello che trasmetti alle persone.
Ieri ho documentato su questo blog la serata di Pizzighettone, assai riuscita. L'amico Fusari ha postato a sua volta un paio di immagini e un breve video, che contribuiscono a sedimentare ancora meglio questa bella esperienza. L'ennesima performance pubblica del Cfapaz, che ci consente ancora una volta di essere visibili sul territorio, far esprimere i nostri autori e valorizzare il talento. Quel talento che doni agli occhi di chi ti guarda.
Io non disegno. Il mio talento (competenza) sta nell'organizzare, stimolare, preparare, costruire i contesti, le reti, le relazioni, redigere i bilanci (non parlo di soldi). E quando c'è la partecipazione, la condivisione, la restituzione allora placo i miei dubbi (ne ho sempre prima di ogni attività) e mi ritrovo gratificato.
Ha avuto senso, mi dico. E si può proseguire.

Sempre più spesso mi sento un po' costretto a proseguire...
Però, mentre si prosegue doverosamente e diligentemente, è giunto finalmente il momento di fare il .

lunedì 27 giugno 2011

NIGHT EXPRESS - UNA BELLA SERATA


Ancora una bella serata per il Cfapaz!
Ancora Pizzighettone, il suggestivo paesino in riva all'Adda, parzialmente circondato da mura militari di altri tempi. Ancora Night Express, la manifestazione organizzata dal Comune locale e da altri gruppi, Pro Loco in testa.
Siccome Night Express si è unito quest'anno al festival Visibilia, è stato lanciato il tema del paesaggio, che abbiamo prontamente raccolto.
Ho così proposto di realizzare una grande striscia che rappresentasse uno scorcio rappresentativo del paese, che poi ciascun autore ha arricchito mettendoci personaggi vari e assortiti.


La nostra Roby ha fatto un sopralluogo il giorno prima è ha tratteggiato a matita il profilo delle mura, partendo dal fiume e concludendole con il torrione. I sette cartelloni 70X100 sono così diventati una striscia di 3 metri e mezzo, su cui ciascuno degli autori presenti ha virtuosamente disegnato.


Per esempio Elisa Mereu, allieva del corso del giovedì sera.


Oppure Alberto "Bert" Barcellari, presenza ormai storica dentro il Cf (Servizio Civile, Attraversarte, biblioteca e tanto altro).


Ed ecco, l'uno accanto all'altra, la bravissima Roby Sacchi e l'ormai classico Alessandro Fusari, "l'ingegnere prestato al fumetto" (come amabilmente lo prendiamo in giro pensando a tanti altri "prestati" del mondo del fumetto ... ^__^).


Ed ecco Rodolfo Gagliardi, altro allievo del giovedì sera (teaching by Francy!), che potremmo definire un "pittore prestato al fumetto"...!


Sicuramente non c'era il pubblico oceanico dell'anno scorso. Ma di gente ne è venuta e mi piace mostrare anche l'interesse con cui hanno seguito la nostra performance.


Vediamo ora cosa è stato realizzato.
Le mie foto sono però quello che sono... Fusari ne ha fatte di migliori. Se le mette on line, ve lo faccio sapere!


A sinistra Alberto Barcellari. A destra Fusari.


Ecco che la striscia prende forma. Accovacciata c'è la Roby. Pur con una luce inadeguata, si riesce a cogliere il disegno complessivo delle mura. Non poteva mancare Dylan Dog...!


Niente male l'effetto carboncino, no? Anche questo by Fusari, che ha avuto proprio una bella idea!


E ora la parte più a destra della striscia. Con le tonalità delicate di Rodolfo.


E le presenze discrete di alcuni eroi del fumetto by Elisa's fantasy.


Ancora una visione d'insieme.

Chiudo con tre foto curiose. Cioè che riflettono una mia curiosità, che ho già manifestato in passato, curando gli interni di copertina della seconda serie di Schizzo Presenta (grafica generale di Alessandro Baronciani) e inserendo le foto dei tavoli di lavoro degli autori. Sono affascinato da come gli autori "apparecchiano" i loro tavoli. O, in questo caso, i loro... pavimenti... Tre di loro si sono portati un armamentario speciale di colori, matite, pennarelli e altro. Vediamoli più da vicino...


Rodolfo Gagliardi.

Qui la memoria vacilla... Elisa o Alberto? O insieme?


Roby Sacchi!

Notare che Fusari è venuto solo munito di carboncino...!

E con questa foto, un saluto e arrivederci alle prossime performance, che avranno luogo nell'ambito dei Giovedì d'Estate a Cremona, a partire dal 30 giugno!

venerdì 24 giugno 2011

TEX E CARSON CHE SUDANO E SI INCAVOLANO


Una vera fortuna per il fumetto italiano che una personalità così eclettica, curiosa, studiosa e brillante come Gianfranco Manfredi abbia deciso tanti anni fa di proporsi come sceneggiatore.
Il Texone in edicola da qualche giorno, il n. 25 "Verso l'Oregon", conferma la qualità e l'intelligenza di Manfredi, che si documenta e riesce sempre a introdurre variazioni sul tema che non tradiscono il personaggio bonelliano. E notevoli i personaggi di contorno, sia lo pseudo serial killer inseguito dai Nostri, che il gruppo di donne che hanno trovato i loro futuri mariti per posta... Tutti ben costruiti, tra loro ben assemblati, pur con qualche licenza necessaria.
Complice Carlos Gomez, l'argentino disegnatore pilastro di Dago, che qui interpreta il mondo di Tex con passione certosina. E Gomez si prende delle libertà nel raffigurare Tex e Carson. Il primo è spesso e volentieri caricaturale, eccessivo proprio nelle espressioni, di solito molto controllate. Il secondo diventa invece un vero figo, sveglio, concreto, efficace. Suda persino! E penso che sia proprio la sceneggiatura ironica e devota di Manfredi ad aver consentito questa ennesima e riuscita rielaborazione di un personaggio che, credetemi, non stanca per nulla. Anzi!

Peste! Chi l'avrebbe mai detto dieci anni fa?

giovedì 23 giugno 2011

TIZZONI D'INFERNO....


L'ho letto subito, appena comprato, subito quando è uscito. E volevo parlarne.
Ma ne ho l'occasione solo ora, in un momento di pausa.
Per scrivere che mi è piaciuto, naturalmente. Ma non solo.
Sto parlando dell'ottavo John Doe, intitolato "Urlando al demonio", scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Massimo Dall'Oglio (il soggetto è cofirmato anche da Lorenzo Bartoli, cocreatore della serie).

Non solo l'albo rientra bene nel "filone commedia" che caratterizza questa seconda vita della serie, ma è anche ricco d'azione ed è disegnato come un manga. Disegnato davvero bene.
Massimo Dall'Oglio è già noto da anni per questo suo talento grafico (andate a leggervi questo suo brillante tutorial, su Kinart). Però il lavoro che ha fatto per John Doe è oltre la professionalità. Come riconoscono gli autori nei redazionali, il contributo stilistico portato è talmente elevato da incidere sulla percezione dei valori della serie. Che è piena di citazioni, si sa e ci si vanta per questo. Ma che così diventa anche "sistema" e "codice" per una rilettura moderna del formato bonelliano.

Certo, quelle pagine sottili. Quel bianco e nero che non tutti accettano. Quelle copertine raffinate (grande Davide!), ma depistanti rispetto al contenuto... Fanno pensare ad un prodotto con delle contraddizioni, forse un po' troppo povero, anche un po' superato, come lo sono tutti quelli del genere. Però... se proprio deve essere un lungo crepuscolo per un certo modo di fare fumetto, considerato in fase di esaurimento (sicuri sicuri?), è sicuramente un finale d'epoca piuttosto brillante.

Conta molto anche la sceneggiatura di Roberto Recchioni e la sua percezione del mondo.
Roberto ha scritto recentemente un post che mi ha molto colpito. Ancora una volta.
L'ha scritto dopo l'ennesimo grave inconveniente subito dalla sua salute.
La sua vita è in bilico, precaria. Da una parte una fragilità fisica che lo mette a rischio vita.
Dall'altra una personalità forte, che esprime una stranissima leadership che rifiuta di mettersi a servizio della collettività, pur essendone un riconosciuto riferimento (migliaia di contatti quotidiani per il suo blog e tantissime relazioni personali).
Così il suo (e di Bartoli) personaggio.
Che è addirittura Dio.
Un Dio capriccioso ed egoista.
Ma anche affascinante, con il suo maschilismo ai limiti del caricaturale.

La retorica spettacolarizzata di certi manga alla Go Nagai trova così in Rrobe un interprete sagace e malizioso.
E anche molto competente. Inquadrature, movimenti, montaggio... tutto ben gestito e coerente. Non ci sono forzature. Posso dubitare solo della vignetta in altro a pagina 63, quella in negativo, che magari non ho capito. Ma per il resto tutto funziona. La lettura è gradevole e avvincente. Il personaggio quello è e quello rimane. Ma con delle tonalità inedite e azzeccate.

Chiudo con una delle sequenze più spettacolari.


Anzi, chiudo con un forte "in bocca al lupo", carissimo tizzone d'inferno...!

mercoledì 22 giugno 2011

VIA CURIEL 8 DIVENTERA' UN CARTONE ANIMATO!


Penso si possa dire.
Via Curiel 8, il capolavoro di Mara Cerri, una delle migliori illustratrici italiane, diventerà un cartone animato!
Me l'ha detto la stessa autrice, che ho visto al Comicon, e che ci sta lavorando con la stessa passione che vediamo da anni nelle sue illustrazioni.
Mi è venuto in mente nei giorni scorsi, mentre preparavo un incontro con un gruppo di bibliotecari.
Perché penso che Via Curiel 8 non sia solo un picture book, ma anche un fumetto, o graphic novel per chi  gradisce vocaboli meno compromessi.
Per questo l'ho infilato persino nella top ten 2009 de lospaziobianco.


Sono molto legato anche ad un altro libro, penso poco conosciuto, "Fili", scritto da Beatrice Masini e che ha allietato per tante sere le letture dei miei piccinini. Un'illustrazione, fatta con lo stesso stile, piacque così tanto ad alcune amiche che la utilizzarono per una rassegna di iniziative ed incontri dedicati alla differenza di genere, che si è svolta a Cremona per diversi anni.

Mara partecipò ad un workshop organizzato da Igort e Mano undici anni fa, nell'ambito di Territori, una sorta di festival  (andate nell'archivio di AfNews: è la quarta news che della pagina riassuntiva che si apre qua) che preparò e consolidò il terreno per la nascente Coconino, anch'essa nata nel 2000.

La storia che Mara realizzò fu pubblicata su Schizzo 11 Immagini.
Forse l'unico, o uno dei pochissimi fumetti mai realizzati.

Mara ha scelto l'illustrazione. E i risultati si sono visti.
Poi ci siamo visti anche a San Daniele del Friuli, per una bella mostra di stampo pacifista, in cui erano selezionati anche altri autori già noti, o che lo sarebbero diventati: Zograf, Camuncoli, Toffolo, Elena Accenti e Cristian Neri, i primi che mi vengono in mente.
Mi viene in mente anche quel prosciutto crudo...

Ma sto divagando!

Che persona bella e particolare che è Mara.
Ha un viso ampio e due occhi verdi impressionanti, che sembrano guardanti dentro. Ha pure avuto i capelli arancione. Poi è anche piuttosto alta. E sorride stando al gioco.
Così mi sembra di vedere convivere in lei una bambina, dedita al disegno con la meticolosità e la coscienziosità di una brava scolaretta, e l'adulta che vede, intuisce e soprattutto sa esprimere graficamente i significati della vita.

Mara Cerri. Accanto a lei, alla sua destra, Leila Marzocchi.
Foto scattata a Bilbolbul 2009, in Sala Borsa.

Vedere le sue illustrazioni e vedere lei rassicura in merito all'assoluta coerenza tra autore e opera.
Chissà quanti colori possiede!


Se ho capito bene, si è sobbarcarta un lavoro pazzesco.
Se non ricordo male non sta utilizzando software per risparmiare tempo, ma sta facendo tutto a mano.
(Stanno? Forse mi ha detto che sta collaborando qualcun'altro? Scusatemi ma questo è solo un blog)


Cmq penso che Via Curiel 8 si presti molto ad un'animazione.

Se l'avete già letto, ricorderete che nel passaggio tra una pagina e l'altra ci sono trasformazioni, dissolvenze, passaggi, mutazioni. E poi c'è almeno un geniale movimento di macchina.
La struttura quindi c'è.

In bocca al lupo Mara! Non vedo (vediamo) l'ora di vederlo!


(Gli accostamenti tra le pagine che avete visto in queste foto, vengono da qua.)

SEMBRAVANO I RADIO HEAD...


Ma sono gli Other LIves.
For12.
Un pezzo inutile.
Uno spreco di effetti speciali.
Eppure è suggestivo, bello, l'ideale per la notte...
Per risvegliarsi o andare a dormire sul serio.

martedì 21 giugno 2011

L'ACQUA DEVE RESTARE PUBBLICA

Dal sito http://www.terranauta.it/foto_del_giorno/
Il giorno della foto è l'11 giugno 2010
Ne sono convinto.
E' giusto che tante attività siano frutto dell'iniziativa privata, che si organizza al meglio. Tipografie, bar, trattorie, case editrici, mattonelle...
Ma altre attività devono essere gestite dal pubblico, a garanzia di tutti. Sono attività importanti perché rispondono a bisogni e diritti delle persone. Può esserci un concorso, come nel caso della sanità e della scuola, pur con tutte le perplessità...
Ma come può conciliarsi l'interesse al profitto di un privato, con tutta la selva di amministratori delegati e consulenti strapagati con le spese che devono essere affrontate per portare l'acqua nelle case e controllarla?
Già c'è lo scandalo delle fonti privatizzate. Una miniera d'oro per le tante Levissima & C. che fanno viaggiare tir di plastica per tutta l'Italia, facendoci pagare profumatamente acqua simile a quella degli acquedotti, con profitti stratosferici.

Però il pubblico spreca. I partiti rubano. Gli impianti provocano dispersione etc...
Bene. Le ultime elezioni dimostrano che si può votare e cambiare. Dalla Milano della Moratti-Berlusconi alla Napoli della Jervolino-Bassolino, si può cambiare. Troppo comodo dare la colpa alla politica, quando in fondo la politica siamo noi...
Poi bisognerebbe vigilare, attraverso la partecipazione ai comitati.

Seguo le cronache lucchesi da loschermo.it e proprio un comitato, che si è opposto per anni all'ennesimo scempio urbanistico, ha dimostrato di avere ragione ed è partita l'ennesima inchiesta della magistratura.
Insomma, se ci si impegna un po', i risultati arrivano!

In chiusura, Vauro e un logo azzeccato come tanti altri.


lunedì 20 giugno 2011

PERO', CHE STRIA!!


Gigi Simeoni. Un autore che sembra esistere apposta per smentire certi luoghi comuni sul fumetto bonelliano. Si propone da diversi anni come "autore unico" (l'espressione "autore completo", come è noto, mi trova in pieno disaccordo), con ottimi risultati in termini di gradimento. E si presume anche di vendite, vista la fiducia accordata dalla casa editrice. Non ha un personaggio fisso, ma scrive storie in forma di film-romanzo.
Dopo l'avvincente "Gli occhi e il buio", è arrivato "Stria", che si presenta con una copertina molto promettente... Tanto per dire dell'attesa, vi segnalo questo post. Anch'io lo attendevo con una certa emozione e l'ho praticamente divorato, provando alla fine sentimenti contrastanti.

Una grande sorpresa! La storia è principalmente ambientata sulle montagne bresciane, tra Marmentino e i Piani di Vaghezza, dove siamo stati più volte ospiti di amiche! E dove va regolarmente in vacanza lo stesso autore. Forte! Avrei potuto incontrarlo anch'io, tra una passeggiata nei boschi e un giretto nei paesi della zona. E chissà che non possa capitare in futuro.

In realtà non è che questa zona sia più misteriosa di altre. Lo è come tutte le altre. Come lo sono i luoghi della nostra infanzia, una volta pervasi di mitologia, archetipi e valori identitari.

Tutto questo è letteralmente sepolto dalla grigliata che ogni ferragosto di tiene proprio lì. Dovreste vederli! Una roba in stile "bravehart" con bracciole, salamelle, fuochi, tende, vino e bibite in quantità "barbare". Tra villlette, grigliate e fuoristrada, questi posti hanno sicuramente perso molto.
Ma qualcosa rimane. Come in tutti i boschi delle nostre montagne, che diventano bui, pieni di rumori strani, minacciosi di farti disperdere se solo provi ad abbandonare il sentiero.

Da ragazzo li ho percorsi con gli scout. Quindi ho un po' di confidenza e non ho paura. Perché l'ho già provata allora e ne siamo usciti. Ma ho ritrovato qualcosa di quella paura proprio nel fumetto di Simeoni. Molto bravo a sviluppare il racconto. Che alla fine non è poi così complesso. L'andamento è lineare e si arriva alla verità per gradi. Forse ad un certo punto il lettore ci può arrivare prima che venga spiegato. Non mi convince però la scelta del narratore iniziale, probabilmente inutile, anche se comprensibile nell'intenzione.

Anche il disegno non sempre mi convince. O meglio. E' perfetto per una lettura che deve lasciarsi trasportare dagli eventi. I personaggi recitano molto bene. La sceneggiatura è vivace, brillante. Ma è la rappresentazione degli oggetti comuni che trovo un po' povera, troppo "di sfuggita". L'autore se vuole, può. E lo dimostra quando invece disegna i boschi, o i montanari, o gli edifici di una volta.

Nel link che ho citato sopra, Simeoni spiega anche alcuni messaggi che ha voluto dichiarare. E qui il rischio di cadere nella retorica è stato più volte corso. Ma penso ne sia uscito bene, grazie a come ha gestito i personaggi, che alla fine rispondono di quanto hanno commesso.

Così, la strega, la "stria", di cui trovo anche questo ghiotto significato ^__^, rimane una sorta di babau sullo sfondo, un male in fondo indistinto, a cui è facile addossare le colpe più terribili. Che sorta di beffa (o maledizione?) per tutte quelle donne che sono state assurdamente torturate e bruciate vive secoli fa, solo perché portatrici di culture matriarcali e più antiche, che "importunavano" i poteri secolari e temporali di allora.

Tanto tempo fa, le avreste potute incontrare proprio in un bosco come questo. Vi avrebbero benevolmente suggerito un infuso, dato una pianta curatrice, consigliato un rimedio per guarire da un male... C'è stato così un tempo in cui queste persone hanno meritato di morire.


Se siete incuriositi da questi posti, ecco un sito che propone delle foto (come questa sopra) piuttosto suggestive, qui!

sabato 18 giugno 2011

CHE LE DONNE SI CONOSCANO E SI CONFRONTINO...


Ieri pomeriggio su Radio Capital, una furba signora raccontava della sua iniziativa imprenditoriale: promuovere sensual toys riunendo in case private gruppetti di donne curiose. Il dialogo con i conduttori della trasmissione era tutto fatto di doppi sensi non percepibili dai bambini. Si parlava di oggetti e di donne che si divertono...
Qui in rete un pezzo che penso riguardi la stessa cosa.
Ecco un passaggio che denota un buon approccio di marketing...

L'invito è aperto a chiunque voglia scoprire un universo nuovo che, lungi dall'essere volgare, attira sempre di più la curiosità del gentil sesso. «L'obiettivo è non banalizzare il piacere femminile – racconta la blogger – e far sì che le donne si conoscano e si confrontino, sentendosi libere di avvicinarsi a questi prodotti dedicati più al gioco che all'erotismo in sé, che sono ancora poco diffusi da noi, ma che all'estero hanno già un enorme successo».

Insomma, se si vogliono trovare tra di loro, in casa, lasciandoci libera uscita, potrebbe non essere per giocare a carte...

venerdì 17 giugno 2011

IL BUON VECCHIO PAZ


Proprio uno di questi giorni, ventitre anni fa, nel 1988, moriva improvvisamente Andrea Pazienza.
In questi giorni rifletto spesso sul senso di tutto questo. E non mi riferisco solo al "buon vecchio Paz".

Cmq, il Paz è entrato nella mia vita e nella mia quotidiniatà.
La sua breve vita, intensissima, è continuamente argomento di studi, ricerche, scoperte, rivelazioni. Qualche volta ne ho scritto anch'io, giusto tre anni fa.

Più passano gli anni, più considero "Un estate" uno dei capolavori della letteratura (grafica?) di tutti i tempi.
Un segno stilizzato ma preciso ed evocativo. Un testo intenso, poetico. Ma anche una prosa ben costruita, con un pensiero logico, una consapevolezza della vita e delle cose che contano.

Certo meridione è la parte migliore d'Italia. E' una verità incontrovertibile. Grazie ad una natura straordinaria e a uomini altrettanto straordinari, che l'hanno saputa vivere e raccontare.
Certo meridione è la parte peggiore d'Italia. Non c'è niente da fare. La natura sarebbe sempre la stessa, pur con le sue asprezze. Ma ci sono anche uomini (?) miseri. Incapaci di raccontarla, ma solo di violarla, aggredendola alle spalle.

L'ultima volta che sono andato a San Severo, luogo che, come tanti altri, incarna il meglio e il peggio, c'era appunto un'iniziativa sul nostro Paz.
In occasione dell'incontro inaugurale, ci fu un intervento di Giuliana, la mamma di Andrea.


Forse ne ho già parlato anche su questo blog. Fu un intervento straordinario, per lucidità, dignità ed efficacia. Con rispetto ed educazione vera, Giuliana ringraziò per l'inizitiva ma puntualizzò anche come la memoria di suo figlio non fosse preservata, rinnovata e valorizzata nel quotidiano, come avrebbe meritato.
In particolare, fece l'esempio del giardinetto dedicato ad Andrea.


Forse non si capisce benissimo (d'altronde la foto è mia...) ma le basi dell'aiuola sono a forma di libro aperto. Una bella idea per un angolino piuttosto suggestivo. Ma lasciato a sé stesso. Con le macchine parcheggiate in divieto di sosta e le cartacce ovunque.
Un luogo simbolico di una retorica della celebrazione e di un abbandono del quotidiano.
Giuliana sferzò il paese e il suo Sindaco, con toni e parole dure eppure tenere, come solo una vera madre sa fare. Gli applausi furono scroscianti. Forse anche un po' liberatori. Mi piacerebbe pensare che il Sindaco, seduto di fianco a lei nella foto sopra, non sia stato rieletto proprio per quel discorso. Certo che fece una figuraccia veramente avvilente.

Acqua passata, in un certo senso.
Ma la riflessione che mi viene naturale riguarda questo sud, in cui mi piacerebbe ritornare. Proprio quando tutti mi dicono "beato te che stai al nord. qui non puoi neanche immaginare...".
Sì. Mi piacerebbe fare "l'immigrato" di ritorno (mio padre è nato a Bagheria) e riabbracciare il sud, con il suo calore, le sue asprezze.
C'è questa illustrazione, poco conosciuta, straordinaria, che uso come desktop del cellulare. Le bellezze e le contraddizioni di queste terre, raffigurate nell'ennesimo piccolo grande capolavoro di Andrea Pazienza.

giovedì 16 giugno 2011

ROUND ROBIN


Un editore ha deciso da un po' di aggiungersi a quelli che propongono fumetti di realtà. Si chiama Round Robin. Leggo su wiki il significato di questa espressione che sembra quindi caratterizzare l'editore sui valori di una comunicazione diffusa. Alcuni autori li conosco bene e hanno già dimostrato il loro talento, come Luca Scornaienchi, Anna Ciammitti e Alessandro Di Virgilio. Altri devo imparare anch'io a conoscerli e mi sembrano in gamba.
L'accostamento con le collane di Becco Giallo (che ha rinnovato il sito) è scontato. Le tematiche sono impegnate e impegnative, a cominciare dalla questione mafie.
Anche la struttura dei libri è molto somigliante: ogni lavoro a fumetti è poi corredato da un apparato informativo testuale. In alcuni casi ritroviamo anche gli stessi autori.
Ma d'altronde, ciò dimostra sia l'efficacia di un modello editoriale sia l'interesse dei lettori per opere di questo genere.
Invece, le copertine si differenziano. Becco Giallo ha da tempo scelto un'impostazione più grafica. Round Robin predilige illustrazioni a tutta pagina.
I paragoni si fermano qua, in superficie.
Per chi desidera approfondire, buona lettura!

ps aggiorno il post con la copertina di questo volume che mi intriga, pur nella sua semplicità grafica.

martedì 14 giugno 2011

IL VOTO DELLE PERSONE


Questo risultato ci voleva proprio!

Era nell'aria. Ma venerdì e sabato ero piuttosto scettico sul quorum.
Gli esperti davano valutazioni incoraggianti: l'elettorato di centro sinistra, la dichiarazione del Papa, le telefonate di Celentano, la dichiarazione di non voto di Berlusconi... Tutti elementi che tendevano a produrre partecipazione. Ma visto che i Sì sono stati la maggioranza assoluta dell'elettorato (!!!) è evidente che hanno votato anche persone che tradizionalmente scelgono Lega e Pdl. E poi c'è il blocco magmatico e paludoso del Terzo Polo, che sono cmq alcuni milioni.
Questo vuol dire che il Centro Destra non riesce a farsi seguire dai suoi elettori.


Ma neanche le formazioni del Centro Sinistra stanno molto meglio. Lo scrivevo alcuni giorni fa, dopo il risultato delle amministrative. Le persone (non mi piace dire "la gente") si sono stufate e hanno punito una politica inconcludente e spesso e volentieri collusa (o come minimo inattiva) con gli affari e la criminalità. Così i sindaci uscenti non solo sono caduti come birilli, assicurando una frequente e salutare alternanza. Ma anche le stesse primarie della sinistra hanno selezionato candidati outsider, a scapito di quelli scelti dall'apparato. A Bologna ce l'hanno fatta per un pelo, con un candidato che pare abbia collezionato una gaffe dopo l'altra.

I partiti del centro sinistra sono messi piuttosto male. Danno l'idea di essere comitati elettorali, sempre più autoreferenziali. Così, i loro dirigenti si convincono in un certo modo, su certe cose e vanno avanti cechi e indifferenti. Molte persone si sono stufate. Bene o male la scuola dell'obbligo ha formato generazioni di persone in grado di leggere libri, di fare ricerche (se vogliono), capaci di informarsi (se vogliono). E così, anche per l'impatto emotivo della tragedia di Fukushima, il tentativo di ritornare al nucleare (il costosissimo tentativo) è stato percepito sia come una minaccia che come un antipatico imbroglio.
Di riflesso, anche il tema dell'acqua ha cominciato ad essere considerato.

Notare che il Pd è favorevole alla privatizzazione. La sfumatura è che non è d'accordo nell'obbligare alla privatizzazione... Ho seguito, pur senza partecipare direttamente, il percorso del gruppo di lavoro che a Cremona ha portato avanti la battaglia contro la privatizzazione dell'acqua. Non è stato facile... E i nostri Gianpiero Carotti, Francesca Cavedo e altri, hanno operato isolati, ignorati. Sostenuti solo dall'Arci e da pochi altri soggetti collettivi.

La vicenda del nucleare ha dato una sferzata.
Le foto di questo post si riferiscono ad una manifestazione che si è tenuta all'indomani della tragedia di Fukushima. Prima un presidio sotto il ponte sul Po che congiunge le province di Cremona e Piacenza. Poi il presidio di fronte alla centrale nucleare di Caorso, che si trova a metà strada tra le due città, nel centro della pianura padana... La centrale è chiusa, ma è ancora oggi un deposito di scorie pericolosissimo.

Cmq, con questa manifestazione, qualche militante di partito ha cominciato a muoversi, spontaneamente, finalmente. Tra questi Marco Pezzoni, al centro della seconda foto. In realtà Pezzoni è almeno da due anni che combatte contro il ritorno del nucleare e in ogni occasione possibile ha sempre spiegato in modo molto dettagliato anche gli affari che ci stavano dietro. Altro che politica energetica... Il vero danno subito da Berlusconi è rappresentato da tutti gli immensi contratti destinati a saltare. E mi chiedo cosa si inventeranno per salvarli...

Marco Pezzoni ha ricoperto incarichi di partito importanti nel Pci, poi Pds-Ds. E' stato segretario provinciale e poi parlamentare per tre legislature. Poi largo ai più giovani e al Pd. E Pezzoni è rimasto per un po' defilato. Poi è tornato in campo sul nuclerare, sostanzialmente a titolo personale, portando avanti la battaglia insieme ai movimenti. E la sua esperienza è stata utile, perché piano piano è riuscito a far convergere i vari livelli di partecipazione, dimostrando anche cosa può fare una singola persona, senza avere dietro alcuna struttura.

Ieri sera c'è stata tensione tra la piazza festante per la vittoria dei Sì e la trasmissione di approfondimento condotta da Bianca Berlinguer. E il giornalista di Rai Tre è stato allontanato dal palco. La figlia del mitico segretario del Pci ha commesso un grande errore, come del resto quasi tutta l'informazione: si è rivolta solo ai partiti. In ogni trasmissione, un bel parterre di diessini, pdiellini, leghisti, futuristi, dipietristi etc. Ma sono stati i movimenti a lottare per questi referendum. Sono state le persone. Non i partiti (con alcune eccezioni). La Berlinguer, così come gli altri, avrebbero dovuto dare spazio e valorizzare i rappresentanti dei comitati. Persone senza tessera (o senza più), senza appartenenza di partito, che si sono messe assieme sulla base di valori etici e soprattutto convinti di avere argomenti solidi, tecnici, scientifici ed economici da spendere. Non c'è da stupirsi della reazione di ieri sera...

Questa è la vittoria di un Italia civile, in gran parte istruita, capace di ragionare con la propria testa. Una vittoria che salva anche l'altra Italia, un po' meno civile, un po' troppo appiattita sulle posizioni diffuse dai media.

Però c'è voluta una tragedia, dagli esiti ancora poco chiari. E per di più, tutto questo avviene all'interno di una partita politica tra gruppi di potere, che fanno finta di essere di destra o di sinistra. Non dobbiamo ignorarlo.

Ma intanto godiamoci questo momento!

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