giovedì 29 settembre 2011

L'ULTIMO SALUTO


Sono circa le nove. All'uscita del metrò trovo Giulio Cesare Cuccolini. Potevo pensarci prima... Mantova e Cremona sono sulla stessa linea ferroviaria. Giulio, come tutti, è sconcertato e sorpreso per l'improvviso lutto. Ci incamminiamo verso il Cimitero Monumentale. E la Milano del 2000 ci accoglie come meglio non potrebbe: un caotico cantiere cinge l'ingresso. Reticolati di metallo, spartitraffico di cemento, voragini misteriose, il solito traffico infernale. Il solito schifo.

Sulle strisce pedonali incontriamo Giancarlo Soldi, il cui gilet esotico viene notato da Giulio.
All'ingresso veniamo accolti molto meglio. Si nota subito quel tipo che non conosco di nome, presente sempre a tutte le manifestazioni dove ci sono personaggi bonelliani. Un monumento vivente al lettore ignoto. Mi sorride, perché conosce tutti, regalando un momento di simpatia.
Nel gruppetto dei primi arrivati ci sono già il mitico Renato Queirolo e la moglie Lella Castellini, della redazione. Partono i primi abbracci e i primi magoni. Arrivano alla spicciolata i primi autori. Lola Airaghi, i Cestaro... Nel frattempo un operaio del cantiere fa spostare tutti, richiamandoci a voce alta, perché sta facendo delle rilevazioni. Incontro e conosco per la prima volta Margherita Raviola e la figlia Francesca. Per un attimo, la grandezza di Magnus ruba la scena al nostro Sergio.

Poi entriamo e arriviamo nella cappella, circondata dalle corone di fiori. Preferisco rimanere in piedi. I posti sono poche decine. Arrivano tutti. I collaboratori della casa editrice, gli autori di tutte le età, amici e parenti, altri editori e altri autori, fanzinari e giornalisti, un po' di lettori. A ogni Alfredo Castelli, Claudio Villa, Roberto Diso e Fabio Civitelli che passa, si sente una stretta al cuore, pensando a tutto quello che hanno condiviso in vita. Ognuno fa le condoglianze agli altri. Abbiamo tutti perso qualcosa.

Arriva la bara e inizia la cerimonia. L'anziano celebrante ricorda la grandezza della persona, senza entrare molto nel merito del suo lavoro di editore. Nessuna citazione dai suoi personaggi, ma ricorda forse le cose fondamentali: l'aver proposto ai giovani letture di valore. La messa mi sembra scorrere velocemente, accompagnata anche da un elegante soprano. Nei fumetti bonelli farebbe la classica "brutta fine", ma qui siamo nella realtà e la sua voce emoziona.

La cerimonia di conclude e la bara viene portata nella vicina tomba di famiglia.
In questo momento riesco ad avere una percezione di quanti e quali siamo. C'è una geografia quasi completa del fumetto italiano. Alcune centinaia di persone che, dopo la tumulazione, si stringono attorno alla moglie e al figlio, letteralmente circondati, anche da persone che incontrano per la prima (e forse l'ultima) volta.
Entro nella cappella e trovo Sergio Bonelli in basso. Non so cosa mi aspettavo, ma lo saluto per l'ultima volta. Non so se è vero che risorgeremo, ma penso che il tuo ricordo rimarrà sempre vivo.

Ieri sera ho voluto leggere El Muerto, ripensando al significato di quel Tex, scritto dopo i quarantanni e disegnato da Galep. E ho anche raccontato ai piccinini la storia in cui compare per la prima volta Pat, tanto per comunicare un po' di sana bonellità paterna. Ridono parecchio quando Pat rompe un tavolo per sbaglio.

Leggendo alcuni dei messaggi in rete, mi rendo conto di quanto ci assomigliano noi lettori cresciuti sul fumetto popolare bonelliano. Ricordiamo il primo albo e possiamo parlare tra di noi delle varie serie citando a memoria mille situazioni.

E anche per voi che ho scritto questo breve ricordo della mattinata di oggi. In tanti avrebbero voluto esserci, ma non hanno potuto, per motivi di lavoro o di salute o altro.
Il funerale è stato dignitoso, senza sfarzo, senza retorica, con tanti amici. Un bel funerale.

Poi il dibattito lo faremo più avanti, ci mancherebbe.

Intanto la mia giornata prosegue in modo un po' strano. Sono appena tornato a Cremona e devo ritornare a Milano. Cambio vestito e vado a coordinare la presentazione di 7Note Musica e Arte Contemporanea alla Triennale di Milano, nello spazio libreria, alle 18,30. Era un appuntamento già preso da tempo e si trova a condividere lo spazio di una giornata che aveva un soggetto ben diverso.
Direi che non c'è altro.

Vamos!

mercoledì 28 settembre 2011

VIGILIA


Sarà il Cimitero Monumentale di Milano ad accogliere domani mattina Sergio Bonelli.
Saremo in tanti a salutarlo per l'ultima volta, per l'ultimo viaggio.

I messaggi di condoglianze inviati al sito della Bonelli hanno superato gli ottomila. Blog e forum non parlano d'altro. Il lutto è veramente collettivo, sia tra i suoi autori che tra i lettori. Devozione e gratitudine per le storie che ha scritto e quelle che ha pubblicato. Forse più di cinquemila titoli, mezzo milione di tavole ed un numero incalcolabile di copie stampate, lette, vissute e collezionate da decine di milioni di persone.

Ieri sera ho telefonato a Sergio Tarquino, uno dei suoi collaboratori storici, di qualche anno più anziano.
Mi rievocava aneddoti e situazioni, e pensavo a come Bonelli sapeva stare con gli altri. Una persona ricca che non si dava arie, sempre pronto ad offrire come fosse un suo piacevole dovere. Brillante, pur manifestando sempre più frequentemente il suo proverbiale pessimismo. Questi racconti coincidono indipendentemente dalle tante età delle persone con cui entrava in relazione.

Leggo e ascolto commenti preoccupati sul dopo.
Mi piacerebbe che questa vigilia fosse serena. Presentiamoci domani pensando a quello che ci ha dato per 200/250 lire al mese (nel periodo più bello), facendoci crescere come lettori e come cittadini di questa strana Italia.
E proviamo per una volta ad essere fiduciosi sul futuro.
Comunque vada, avremo una Storia da raccontare.

martedì 27 settembre 2011

UN LUTTO COLLETTIVO


Come in un sogno, riemerge un fotogramma sfocato.
A tavola con Sergio Bonelli, dopo un'iniziativa.
Accanto ad un me ancora con i capelli c'è Andrea Pagani

Il quotidiano La Provincia mi ha chiesto un ricordo di Sergio Bonelli, uscito questa mattina e che ripropongo anche a voi con questo post. E' un modo per condividere un dolore e per ricordare una persona che è stata importante. Per me forse decisiva. Ho cercato di interpretare il senso di una vita dedicata al fumetto, nella quale le relazioni personali sono state veramente speciali, rivolgendomi non agli addetti ai lavori ma semplicemente a chi aveva anche solo sentito parlare dei suoi fumetti.
La notizia della sua morte è stata molto dolorosa. 
Non eravamo preparati. Era ancora molto attivo e presente. Non si era ancora ritirato e i 70 e passa anni li portava sempre molto bene. C'eravamo visti in primavera, in occasione della mostra dedicata ai 25 anni di Dylan Dog e mi salutò con un abbraccio molto forte. Ho ricordi intensi. Come tanti tanti tanti altri. Qua a Cremona e dintorni penso per esempio a Giancarlo, Gallo, Rudy o il giornalista Fabio.
Ci sarà tempo per rileggere la sua avventura, ricostruirne pregi e difetti. Ora è il momento di accettare che se ne è andato per sempre. Il lutto collettivo sta coinvolgendo tantissimi lettori. I messaggi sul sito sono migliaia. Attendiamo di sapere data e luogo dei funerali che, se saranno pubblici, vedranno una grande partecipazione.


ps: purtroppo, il giornale locale ha scambiato la foto di Sergio con quella del padre Gian Luigi. Errori di questo tipo abbondano in questi giorni. Bello invece il titolo della redazione: "Tex, l'eroe della stanza accanto".



TEX, L'EROE DELLA STANZA ACCANTO

C'era una volta un bambino che aveva per papà un inquieto romanziere e per mamma una scrupolosa editrice. Entrambi i genitori facevano fumetti. Il papà li scriveva e la mamma li pubblicava. Quando le sceneggiature erano pronte, venivano assegnate ad altri autori che le disegnavano. Una volta ricevute, la mamma le faceva stampare in forma di giornaletti che poi approdavano nelle edicole. Era un'attività artigianale, talvolta un po' anomima. Per i giovani lettori di allora esistevano solo i grandi eroi dei cineromanzi a fumetti. Ma per quel bambino i grandi eroi erano di casa. Bastava una consegna improrogabile e poteva capitare che il disegnatore si fermasse da loro, magari disegnando sino a tarda notte. Quei personaggi, il piccolo Sergio Bonelli, li vedeva nascere nella stanza di fianco alla sua. Poi, da ragazzino, cominciò ad aiutare in redazione come factotum: spedizioniere, magazziniere, grafico, insomma, tutte quelle commissioni che necessitavano di un ragazzo sveglio e veloce.

La passione e il rispetto che Sergio Bonelli ha sempre nutrito per il fumetto nascono proprio in questo contesto famigliare e imprenditoriale, dove si potevano trovare anche i tipici valori di una certa Milano che sapeva produrre senza rinunciare a relazioni umane rispettose del lavoro altrui. Ad un certo punto, il giovane Bonelli comincia ad affiancare la madre Tea nella conduzione della casa editrice ed a collaborare come autore. Il confronto con il padre Gian Luigi, creatore del già mitico Tex Willer, era inevitabile. “Potresti scrivere Paperino” gli diceva. E in effetti la verve di Sergio era diversa, ma non meno vincente, perché dalla sua penna nacquero personaggi come Zagor e Mister No. Per anni, Bonelli ha scritto e pubblicato fumetti, conquistandosi pian piano la posizione di leader del mercato italiano. A metà degli anni settanta, i suoi personaggi erano ormai i più diffusi, superati solo dal settimanale Topolino. Poi è arrivata una prima crisi della stampa popolare, con la televisione. Ma la casa editrice ha sempre cercato di rispondere investendo in nuovi progetti. Ha creato nuovi personaggi popolari come Dylan Dog e Nathan Never. Ha variato il proprio classico formato “bonelliano” (il giornalino formato Tex, per intenderci), lanciando nuove collane speciali. E' insomma rimasto il più importante editore italiano puntando sempre e comunque sul fumetto, invece di abbandonarlo o svenderlo. L'ultima collana a colori dedicata a Tex e prodotta con Repubblica – L'Espresso ha avuto un successo talmente straordinario da sbriciolare ogni record di tiratura e durata, nel settore dei “collaterali” da edicola.

Negli anni ottanta, abbiamo incontrato Sergio Bonelli, in occasione delle prime iniziative cremonesi proposte prima da Arcicomics e poi dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza”. Bonelli era stato addirittura Presidente onorario nazionale di Arcicomics e ce lo ricordava sempre divertito. La sua disponibilità non solo verso di noi, ma nei confronti di tutte le iniziative culturali promosse dagli appassionati, era proverbiale. Non solo ha prodotto alcune mostre indimenticabili, come “La ballata di Tex”, allestita a Cremona nel 1989, ma ha sostenuto tanti altri eventi che hanno contribuito a far conoscere e ammirare il fumetto italiano ed i suoi autori. L'ultimo di questi, la mostra dedicata ai venticinque anni di Dylan Dog, allestita proprio a Cremona in Santa Maria della Pietà.

La sua casa editrice era ed è ancora oggi un appartamento dove si può essere accolti e ricevuti con sorprendente cordialità. Un appartamento pieno di fumetti e tavole originali, dove puoi incontrare l'editore, i suoi redattori e spesso leggendari autori, pronti a fare quattro chiacchiere e magari a bere un caffè nel piccolo cucinotto, che si trova proprio nella sede.
Così, grazie anche ad una memoria fuori dal comune, Bonelli sapeva gratificare i tanti appassionati e addetti ai lavori che incontrava. Ricordo che durante una visita in casa editrice, mi accolse con uno dei nostri numeri di Schizzo aperto e completamente sottolineato e appuntato. Noi facevamo una fanzine e l'editore Bonelli l'aveva letta dall'inizio alla fine e ci portava le sue osservazioni e le sue critiche, concedendoci lo stesso tempo che avrebbe magari poi dedicato ad un vero giornalista di un grande giornale.

Ecco, forse, uno dei suoi punti di forza: Sergio Bonelli era un lettore come noi, magari di gusti diversi, ma con la stessa passione. Alcuni generi di fumetto non li apprezzava ed è sempre stato attento ad evitare “contaminazioni” inopportune, mantenendo intatte le caratteristiche di base delle
sue serie. Eppure, poteva capitare che qualche segno “alternativo” lo colpisse favorevolmente, perché vedeva la qualità del segno, dietro lo stile apparentemente fuori dagli schemi. Bonelli amava il buon disegno e ha collezionato una galleria incredibile di tavole e illustrazioni originali, degne di un prestigioso museo, tutte appese nella sede-appartamento della casa editrice.

Sergio Tarquinio e Sergio Bonelli, in occasione della
personale di Tarquinio "Dal Po al Rio Bravo", allestita
nella vecchia sede del Cfapaz, in Via Speciano. 1989.
Qui a Cremona siamo in tanti a ricordarlo. Aveva amicizie anche al di fuori del mondo del fumetto, con cui magari coltivava la sua nota e grande passione per i viaggi. E poi Sergio Tarquinio, il nostro grande pittore, che per anni ha anche disegnato alcuni dei fumetti più belli della sua casa editrice. E poi quei ragazzi del Centro Fumetto, che erano cresciuti anche sui suoi Tex e Zagor, a cui dava del tu, come ci si conoscesse da sempre. In questo momento sono in tantissimi in tutta Italia a piangerlo e ricordarlo come una persona cara e importante. Si sapeve dei suoi acciacchi., ma la sua morte è arrivata inaspettata, suscitando in tutti grande commozione. E forse anche la sensazione (e anche un po' il timore?) che con questo lutto si chiuda una stagione fondamentale del fumetto italiano. Sui fumetti bonelliani si sono formati milioni di giovani lettori, molti dei quali hanno proseguito anche da adulti. Sergio Bonelli è stato il principale artefice di un processo che possiamo considerare, senza enfasi, come un bellissimo momento nazionale di educazione alla lettura. Grazie Sergio e grazie ai tuoi eroi e ai valori umani che ci hanno trasmesso.

lunedì 26 settembre 2011

Grazie di tutto

Sei stata per me una delle persone più importanti.
Ti ringrazio per tutto
caro Sergio

e che brutto anno che sta diventando

UN SABATO A TREVISO


Sabato! Toccata e fuga, praticamente pomeridiana, accompagnata da Gallo, piacevole conversatore da viaggio (chiacchierone, diceva lui), al festival di Treviso.
Ne è valsa la pena. Sia per aver rivisto tanti amici, sia per la qualità dignitosa della manifestazione che, con poche risorse e tanto impegno, cerca ogni anno di proporre una lettura aggiornata del fumetto italiano e internazionale.
Certo, si potrà dire che manca tantissimo. Ma c'è anche molto. E soprattutto c'è uno sguardo indipendente dalle visioni comunicate dalle case editrici. Per cui si ritrovano nelle mostre sia alcune novità, che cose già viste, ma riproposte con una chiave di lettura.

Le tavole imbandite, il cibo, l'alimentazione.


Gli allestimenti, delle mostre che sono riuscito a vedere, mi sono piaciuti.
Certo, poteva esserci molto di più. Ma le tavole esposte, gli autori "raccontati", sono stati disposti bene, con cura e rispetto. Perdonabile, per adesso, qualche errore biografico nelle dida. Meno perdonabile, ma capisco molto bene (ne sappiamo purtroppo molto anche noi del Cfapaz), la mancanza di un catalogo che riorganizzasse e rileggesse i tanti spunti delle mostre.
Anche perché vedendo tutto in tempi stretti, una pubblicazione di riepilogo aiuta un domani a ricordare nomi, date, immagini. Magari un pdf scaricabile anche post manifestazione?


Intanto state vedendo le foto scattate con il mio scarso ma valoroso cellulare.


Vado matto per queste cosette.
Proprio pochi giorni fa postavo questo.


C'era poi la mostra degli svedesi!
Alla Fondazione Benetton, nel sottotetto, clima formato "baita"!


Qui mi è sfuggito il criterio con cui sono stati selezionati questi autori. Comunque interessanti. Il fumetto scandinavo sta cercando di farsi conoscere. Si vedono le influenze contemporanee dell'underground e del mainstream internazionale. Mi piacerebbe studiarle di più.


Una stanza. Con un elemento centrale.


Le tavole nel sottotetto antico (?) e in legno!


Gianlucosberg Maconen osserva con attenzione le tavole.


Le tavole di Olle Berg.


Sono poi arrivato a sorpresa alla piccola esposizione a cura dello studio Bomboland di Lucca, che hanno presentato delle opere proprio in tema con la manifestazione. Si tratta di illustrazioni tridimensionali in cartoncino colorato. Molto belle.


Poi, dalle 19, tutti allo spazio XYZ con la personale di Marino Neri.


Tanta gente simpatica anche qui, come Luca Vanzella e MP5.


Ma soprattutto... i neri... di Marino Neri.
Un destino nel nome.
Le tavole erano/sono bellissime e si riferiscono al suo ultimo lavoro appena uscito per Canicola.
"La coda del lupo". Ad una prima occhiata, mi sembra che l'opera prosegua il discorso iniziato con "Il re dei fiumi", uscito per Kappa Edizioni e progetto vincitore del premio Komikazen, della cui giuria facevo parte.
Sono molto contento quando un autore promettente riesce a crescere così.


Non solo neri, ma anche tratto.


E qui vedete la performance live di Marino. Attorno ci sarà stato almeno un centinaio di persone, in gran parte autori.


Ecco un aspetto importante di questa manifestazione: la presenza degli autori, che ci vogliono essere, anche se non sono esposti in mostra. Treviso è un laboratorio di relazioni e idee.

Poi c'è stata anche la valida mostra mercato, dove allo stand Cfapaz si sono fatti valere la Francy Follini e il sempre più sorprendente Michele Nazarri e dove mi sembra che Bao abbia fatto sfracelli con Makkox. Però l'aspetto autoriale sta diventando sempre di più il tratto distintivo di questa manifestazione.

A mezzanotte eravamo già a casa.

Così, peccato solo aver dovuto saltare le classiche cene. Toni del Spin, perdonami....
Sob....

sabato 24 settembre 2011

IL RITORNO DEL CONCORSO ESORDIENTI!


Nei giorni scorsi, il Cfapaz ha annunciato il ritorno del concorso provinciale per autori esordienti. E' un concorso locale che negli anni si rivelò un bel trampolino di lancio per i nostri autori. Lo organizzavamo nell'ambito di Nuvole a Cremona. Fu anche un mezzo efficace per "stanare" autori prima ignoti. Anna Merli e Gianluca Foglia (poi Fogliazza), come altri vincitori del concorso, erano a noi completamente sconosciuti. E vinsero al primo tentativo. E oggi sono professionisti. Altri li abbiamo invece visti crescere, migliorare di edizione in edizione, sino ad arrivare in cima, come Marco Spadari, Francesca Follini, Claudio Arisi e Margherita Allegri. Altri non li abbiamo più incontrati. Come Simone Fazzi, Ylliah Goglio che lavorano in altri settori.
Ci sono stati anche autori che pur non vincendo hanno proseguito con ottimi risultati, come Alessandro Fusari e Marco Morandi.
Oltre alle conseguenze sulle carriere personali, il concorso ha contribuito a radicare il Cfapaz sul territorio e a confermare il suo ruolo di punto di riferimento espressivo.

In questa foto del quotidiano La Provincia, scattata durante la conferenza stampa, mi vedete a sinistra con accanto la Presidentessa del Cfapaz Valentina Mauri, Gigi Varoli di Avis, Flora e Sabrina Maiandi, rispettivamente sorella e moglie di Floriano Soldi (Flo).


Era da circa due anni che lavoravamo per rilanciare il concorso e un anno fa contattai la moglie per proporre di intestate il concorso a Floriano. Questo bravo giornalista locale aveva sostenuto il nostro concorso quando era Direttore di Mondo Padano, che per molti anni rappresentò una voce differente da quella del quotidiano La Provincia, anche per la diversa impostazione dovuta alla periodicità settimanale. Curavamo anche una rubrica di recensioni di fumetti, su cui hanno scritto parecchie penne del Cfapaz. Floriano ha sempre sostenuto i giovani, come giovani erano i redattori del suo settimanale (Sergio, Gigliola...). Poi il giornale venne rilanciato come inserto del quotidiano e Floriano diventò editorialista e titolare di una rubrica. Poi arrivò una malattia.


C'è anche un premio che assegnerà Arcicomics per ricordare il nostro Fents. Per cui ad un certo punto per me la conferenza stampa è diventata triste. Però dobbiamo essere felici di ricordare queste persone perché hanno fatto cose belle. Ci sono ancora, per noi.

venerdì 23 settembre 2011

TUTTI A TREVISO A MANGIARE!


Per un pelo rischiavo di perdermi una delle probabilmente più meglio migliori edizioni del festival di Treviso, dedicata appunto al tema dell'alimentazione.
Il Cfapaz ci sarà con un proprio stand, animato dai nostri super autori Francesca Follini e Michele Nazarri. Io ed altri passeremo tra sabato e domenica. Il programma è qua.

Parliamo anche un attimo della cartolina che apre il post. A parte il fascino per il bianco e nero, per le immagini "d'epoca" (quante epoche...), c'è che la foto ritrae una zona ancora oggi nevralgica per il suo ruolo mangereccio. C'è il mercato del pesce, che l'Osteria Muscoli, c'è la gastronomia Fermi che costa ma che è buonissima, c'è un ristorantino vicino dove non sono ancora andato ma che pare buonino, ci sono vari negozietti tipo salumerie stracolmi di roba buonissima, come baccalà, vini locali, polente etc....

Alpo, Nicola, Max, Federica... sto arrivando... ;-)

martedì 20 settembre 2011

BRAVO MANFREDI!


Se "Ho freddo" l'ho letto un po' troppo in ritardo, "Tecniche di resurrezione" l'ho almeno concluso entro l'anno di uscita. E anche questa volta ho trovato un romanzo stupendo da leggere, con personaggi azzeccati e una buona trama. Anche qui però (come in vari Magico Vento) il finale spegne un po' l'entusiasmo e le attese che mi ero fatto. Poi, ancora una volta (come in Piccolo Diavolo nero), cambia quasi bruscamente a metà il teatro degli eventi. E ho avvertito una certa forzatura nei collegamenti delle vicende di Londra e Parigi. Ma non sono problemi tali da impedirmi di sperare in un terzo libro delle avventure di Aline e Valcour, i giovani gemelli medici e investigatori ante litteram creati da Manfredi. I due personaggi mi piacciono molto: intelligenti ma problematici. In questi due libri troviamo cronaca storica, analisi sociale, argomenti scientifici, sprazzi di politica, paura e ironia. E c'è una galleria di cattivi e comprimari veramente inquietante. Manfredi è stato straordinario nelle descrizioni e nell'uso di uno stile finto ottocentesco, che ti fa sembrare di essere veramente in quei luoghi e a quei tempi.
Ognuno ha i suoi gusti. Ma queste pagine me le sono divorate. E ad un certo punto, come nel romanzo precedente, ho rallentato la lettura per non finirlo troppo presto. Gli americani avrebbero già preso i diritti per farne un film, o anche una serie televisiva. Ma siamo in Italia...

Ho anche avuto la fortuna di conoscere e parlare con l'autore in varie occasioni. Potrebbe raccontarti cose interessanti per giorni. E oltre a raccogliere documentazione non sempre di facile accesso, è anche capace di scrivere ogni anno centinaia di pagine di fumetti e romanzi.

Si è anche messo a fare i book trailer dei suoi libri! Quello di "Ho freddo" ve l'avevo già linkato. Ecco "Tecniche di resurrezione".



L'introduzione del video è interessante. Però... dice fino ad un certo punto... Il Dottor Ending, la mummia, il ritorno di un amico... Andavano menzionati meglio... Certamente si capisce che il romanzo contiene una serie di cosette sconsigliate ai deboli di stomaco. Corpi trafugati, violati, sezionati e poi rianimati a forza di scosse... Brrrr....

A proposito di corpi... Ieri questo blog ha visto un insolito picco di visite. Vado a vedere e trovo diverse decine di persone che si sono gettate in rete per cercare Luisella Costamagna, protagonista recente di un divorzio televisivo da Luca Telese, a La7, anzi... di un vero e proprio benservito. Le chiavi di ricerca utilizzate sono un po' parodistiche per questa giornalista sicuramente di buon aspetto, ma anche professionalmente accettabile. Infatti, il suo nome e cognome è spesso associato a gambe, cosce (e pure coscie). Qualcuno l'ha cercata anche per le scarpe. Ma direi che ieri la rete sembrava piuttosto eccitata. Parecchie le chiavi di ricerca erotiche che hanno portato qui, che però non devono aver molto soddisfatto i navigatori. Mai parlato di "Alessandra Marino porno" (e chi è?). Ed è inutile che cerchiate qui calendari con donne nude... Insomma!!!

Qui ci vuole un "disegno ricostituente". E niente di meglio che un paio di gambe come si deve, ennesimo frutto dell'arte di Robert Crumb.


Ma avevo iniziato il post parlando di Gianfranco Manfredi...
Bene, tipo il 7 o 8 ottobre prossimi, arriva nelle edicole la nuova miniserie di Volto Nascosto, che però si chiamerà Shanghai Devil. Non me la perdo!

lunedì 19 settembre 2011

COMUNICATO CFAPAZ


Chi l'avrebbe detto che la solita geniale invenzione di Leo Ortolani, questa volta dedicata al Cfapaz per una vecchia tessera associativa, avrebbe potuto illustrare un recente comunicato del Centro Fumetto stesso, a tutela della sua credibilità e onorabilità?
L'idea di utilizzarlo è venuta a Luca Boschi, che ha raccolto il comunicato del Centro e l'ha postato sul suo blog. Oggi lo posto anch'io nelle prossime righe e naturalmente utilizzo lo stesso disegno.

Il comunicato si riferisce ad una situazione che ha ormai assunto i tratti della patologia e che non ha bisogno di ulteriori commenti.


LA QUALITA' E LA COERENZA DELLE ATTIVITA' DEL CFAPAZ

Siamo recentemente venuti a conoscenza di interventi di carattere calunniatorio e dispregiativo su alcune attività del Centro Fumetto e sulle persone che ne hanno avuto e ne hanno la responsabilità. Stupiscono in particolare la pretestuosità delle motivazioni e la totale infondatezza delle accuse. Le iniziative e le progettualità del Centro sono realizzate rispettando le leggi, i regolamenti vigenti e gli accordi presi con i propri partner.
Ogni attività, ogni servizio, ogni iniziativa sono realizzati in favore della promozione culturale, dell'aggregazione e promozione giovanile e sono caratterizzate da una forte impronta etica.
Il Centro Fumetto "Andrea Pazienza", istituito nel 1988, è una realtà che gode di grande notorietà e autorevolezza proprio per la qualità e la coerenza delle proprie attività. I suddetti interventi rivelano un insolito accanimento, dato che si aggiungono ad altri precedenti dello stesso tenore, sempre pronunciati dai medesimi soggetti, ormai da tempo notoriamente squalificati. Il Centro Fumetto "Andrea Pazienza" ha deciso di non concedere loro alcuna attenzione.


Centro Fumetto "Andrea Pazienza" - settembre 2011


domenica 18 settembre 2011

TI AMO POLPETTA


Stamattina sono contento perché piove, dopo giorni di caldo umido assurdi, e perché il menage famigliare è ravvivato dalla presenza di una amica di scuola della piccinina, nostra ospite da ieri. I piccinini hanno praticamente assunto il controllo dell'abitazione, con un certo rispetto devo dire, e si stanno divertendo come dei pazzi.
Allora posso postare la foto che vedete, scattata al mare.
"Ti amo polpetta", ha scritto un ignoto buongustaio...
Il pensiero corre subito alle mitiche polpette di Cerri, accompagnate dal bianco e consumate gioiosamente sui tavoli in legno. Oppure alle polpette del Foppone, ottime per introdurre il pasto. O anche a quelle della Gastronomia Mazzini, potenti, corpose, speciali...
La polpetta come sintesi di una cultura, avanguardia della felicità, irrinunciabile baluardo etico e sociale.
Ti amo anch'io, polpetta!

mmmhhh.... e se questa scritta si riferisse ad altro...?! mah....

sabato 17 settembre 2011

OGGI UN MINI COMICS DAY A MILANO, PERUGIA, CASTEL DEL RIO E VENEZIA


Oggi sabato 17 settembre sono state annunciate almeno quattro iniziative. Riporto qui dalla newsletter del Cfapaz.
Praticamente è come se si tenesse un piccolo Comics Day (o Giornata del Fumetto, se preferite). E in fondo è così tutto l'anno: sono centinaia gli eventi culturali, commerciali, espositivi, performativi, convegnistici.... che riguardano il fumetto. Potrei formulare post di questo genere quasi tutti i giorni.
Il fumetto è cambiato molto ed è ben vivo. A modo suo, naturalmente.
Scorrendo le iniziative odierne troviamo un po' di tutto: fumetto popolare e d'autore, graphic novel e autobiografia, arte e militanza, classico ed avanguardia.


- G.I.U.D.A. A SANTERIA (MILANO)

Giuda. Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts
Mostra delle tavole originali del 2° numero dedicato ai Preraffaelliti e dialogo sul tradimento delle immagini
con Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis

Santeria – via Ettore Paladini, 8 – Milano

Dal 17 settembre al 1 ottobre
Inaugurazione e incontro sabato17 settembre, 18.30

Giuda (acronimo di Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts) è una rivista che si nutre ugualmente di nostalgia, cartografia e immagini disegnate. La mappa non è il territorio: e il disegno non è il rappresentato. Come si incrociano il disegno e la rappresentazione geografica? Giuda indaga il tradimento delle immagini, l’ambiguo rapporto tra segno e percezione.


- MOSTRA DI ZOGRAF E GORDANA BASTA (PERUGIA)


La mostra
17 settembre-22 ottobre 2011
vernissage in presenza degli artisti e session di dediche
sabato 17 settembre, a partire dalle ore 18.00

orari
da martedì a sabato, dalle 15 alle 19
altri orari su appuntamento

Galleria Miomao
Via Podiani, 19 – Perugia
info@miomao.net


- MAGNUS DAY (CASTEL DEL RIO)

Nella giornata di SABATO 17 e DOMENICA 18 SETTEMBRE 2011 si svolgerà nel capoluogo presso la Sala Coop di Viale della Resistenza, Magnus DAY, con una mostra mercato del fumetto, la presenza di numerosi disegnatori, presentazione di opere e cena d'artista.

Ecco il programma

SABATO 17 SETTEMBRE

INTITOLAZIONE PIAZZA DEL CENTRO SPORTIVO
ROBERTO RAVIOLA “MAGNUS”

ESIBIZIONE ARTISTICA IN ESTEMPORANEA
A PARTIRE DAL PRIMO POMERIGGIO “GLI AMICI DI MAGNUS”
REALIZZERANNO ALCUNE OPERE IN DIRETTA NELLA PIAZZA
DEL PAESE.

SARANNO PRESENTI GIOVANNI ROMANINI, LUCIO FILIPPUCCI, SERGIO TISSELLI, GIOVANNI DEGLI ESPOSTI VENTURI, MASSIMO BONFATTI, ROBERTO CARRUBI E ALTRI ARTISTI DA CONFERMARE.

INTERMEZZO PRESSO L’ALBERGO “IL GALLO”
Piazza Della Repubblica n° 28
“CENA D’ARTISTA”
(Menù fisso € 25,00)
Prenotazioni 0542/95331-95729

“NOTTE ALIDOSIANA”
IN PIAZZA: ULTIMAZIONE DELLE OPERE.


- CLAUDIO CALIA: "IL GIOCO DEI FUMETTI - IL MIO MIGLIORE AMICO"

In vista della manifestazione "Venezia è un bene comune" di Sabato 17 settembre i siti Global Project e Sherwood hanno pubblicato per la prima volta in edizione integrale online la storia "Il gioco dei
fumetti - Il mio migliore amico", di Claudio Calia originariamente realizzata per ANTIFA!nzine n. 1 (Corto Comix, 2011).



NB Domenica 18 settembre ce ne sono altrettante.

venerdì 16 settembre 2011

SOLO PER I SOLDI


Quello che mi dà fastidio è che Lui sta per essere spodestato non per merito dell'opposizione, non per il voto degli elettori, non per le proteste dell'opinione pubblica, non per i reati che si presume abbia commesso, non per l'immoralità che ha dimostrato, ma perché sta facendo smenare milioni di euro e perché non è in Libia a fare il "liberatore" assieme a Cameron e Sarkozy. Il "dopo" non sarà molto bello, temo...

giovedì 15 settembre 2011

DYLAN DOG E PAPER RESISTANCE


In questi giorni circolano due miei brevi interventi su temi fumettistici molto distantissimi.
Su lospaziobianco viene riproposto l'articolo che avevo dedicato a Paper Resistance in occasione dell'ultimo festival di BilBolbul, e già pubblicato sul blog della manifestazione.
Su Comic-Soon è uscito invece un articolo per il 3centesimo di Dylan Dog. La pubblicazione consiste in un free press promozionale edito da Tespi e diretto da Andrea Mazzotta (il Glifo, avete presente?). Viene distribuito in occasione delle fiere del fumetto ed è anche disponibile in pdf on line. Mi trovate a pagina 21.

Paper Resistance è un artista grafico militante, che parte dal fumetto come veicolo di messaggi impegnati per arrivare alla performance artistica. Gli siamo tutti debitori, perché è tra quelli che esplorano per talento e vocazione le frontiere del possibile, espandendole.

Dylan Dog è un giocattolo editoriale e narrativo da cui il suo autore si è allontanato dopo pochi anni. Le storie di oggi non hanno più i significati e il senso di ieri. Ammesso che "ieri" ci fossero dei significati. Eppure gliene abbiamo attribuiti tanti. Al contrario di "senso" ce n'era parecchio. Lo dimostrano le generazioni di lettori che si sono formate proprio su quelle storie.
Il numero 300 di Dylan l'ho giusto letto un paio di giorni fa. Ruju e Stano hanno fatto uno splendido lavoro da professionisti, quali sono. Ci sono alcune sequenze da manuale, come la tavola in cui Craven Road è ritratta nelle varie epoche. Colorazione suntuosa. Ma il gioco di citazioni, rimandi e piccole fughe in avanti che Ruju ci propone, ci dice anche dei limiti concettuali del personaggio. Che pure è stato un grande personaggio. Forse l'ultimo vero grande personaggio del fumetto italiano. Un bellissimo lungo addio al fumetto popolare seriale. Grazie alla passione dei lettori, Dylan Dog è rimasto in edicola con le dieci e più testate di oggi. E quindi il personaggio è stato "costretto" a gestirsi. Luci e ombre in questi anni. E gli autori attuali hanno deciso di non vivere di nostalgia, ma cercano di far incontrare Dylan con i nuovi incubi quotidiani di oggi. Appunto, luci e ombre. Ma a quanto pare il giocattolo editoriale va ancora molto bene.
Nel pezzo su Comic-Soon sono stato meno "problematico". Ho preferito mantenere un taglio più divulgativo, sottolineando anche il ruolo di testimonial ricoperto dal personaggio in mille occasioni.

mercoledì 14 settembre 2011

QUESTO E' UN LAVORO PER OBELIX (E PER ME...)


Seguo loschermo.it perché ci sono le notizie sulla Lucca fumettistica. Si tratta di una valida testata web, che segue bene le vicende della città e del territorio. C'è anche una rubrica di Gianluca Testa. Tra le tante notizie locali, ce ne sono spesso e volentieri di molto curiose...
Come per esempio questa! Leggete... leggete... C'è in corso un'invasione di cinghiali a cui non si riesce a far fronte! Ma insomma, ve lo devo dire io come risolvere il problema? Diamine... mangiamoli 'sti cinghiali in esubero!!!! Chiamatemi e vi dò una mano per smaltirli. Porto anche un po' amici!
Gnam gnam....

martedì 13 settembre 2011

ALL'AIA I RISARCIMENTI PER I CRIMINI NAZISTI


Compro Il Manifesto tipo sei volte l'anno, molti articoli non riesco ad apprezzarli e le notizie che cerco sono sparse altrove. Ma oggi ho visto in edicola la Storia Popolare dell'Impero Americano, e così, quasi per riconoscenza, ho comprato anche il quotidiano comunista.
Alternandolo a pranzo con La Stampa di oggi, sono arrivato all'ultima pagina, che riproduco nella foto che apre il post.

L'impaginazione mi colpisce, il titolo con la tipica esclamazione tedesca sovrasta il ritratto fotografico di una donna, che sembra scattato in Afghanistan.
Nel sottotitolo si spiega che presso la Corte Internazionale dell'AIA è iniziato un procedimento per definire, in sostanza, se la Germania deve o meno considerarsi responsabile per il risarcimento dei crimini nazisti compiuti durante la seconda guerra mondiale.
Si tratta di una lunga intervista (di Guido Ambrosino) all'avvocato Joachim Lau, che segue proprio alcune delle parti lese nei procedimenti in corso ormai da decenni, in particolare quello relativo alla strage di Distomo.
L'intervista è piena di cose interessanti e per gli abbonati web è on line qua. Altrimenti, vale proprio la pena di acquistare il giornale direttamente in edicola.

L'avvocato Lau cerca di spiegare con la maggiore chiarezza possibile perché la Germania debba risarcire le vittime e ricorda una circostanza che la dice lunga sul cinismo dell'essere umano. Già all'indomani della guerra, si era posto il problema dei risarcimenti. Ma essendo divise le due Germanie, quella Federale si impegnò (con il Trattato di Londra del 1953) a regolare questi debiti DOPO che sarebbe avvenuta la loro riunificazione.
Nel 1990 le due Germanie si riuniscono sul serio. E così, oltre a tutte le altre conseguenze, riprendono anche le cause di risarcimento, circa duecento solo in Italia. Ma la Germania trova vari escamotage per opporsi o rimandare l'esecuzione delle sentenze adottate dai vari tribunali nazionali, utilizzando naturalmente anche strumenti di pressione politico-economica.

Non sono in grado di giudicare il senso o meno di un risarcimento di questo genere. Non tanto perché non sia giusto, quanto per la necessaria oggettivazione economica di una vita umana. Però, l'avvocato Lau fornisce un argomento efficace. Se l'AIA riconoscesse alle vittime che ricorrono presso i propri Stati, il potere di emettere sentenze che diventano esecutive, con piena certezza, nei confronti degli Stati responsabili, questi procedimenti (e le loro conseguenze economiche) potrebbero rappresentare un forte deterrente per le tante stragi che avvengono OGGI e che rimangono spesso completamente impunite.

Comunque, rimando ancora alla lettura dell'articolo-intervista perché solleva tante questioni interessanti.

Torniamo alla foto.
La didascalia spiega che l'immagine ritrae Maria Padiska, che aveva perso la madre proprio nella strage di Distomo. Lo scatto è successivo alla strage di sei mesi. Autore, Dimitri Kessel per Life.

I volti della sofferenza causata dalla guerra sono senza tempo e senza nazionalità.

lunedì 12 settembre 2011

MARKETING VIRALE VERY FASHION DA SPIAGGIA


"Hai visto l'auto di Diabolik?"
No!
Io pensavo alla Jaguar.
Poi, mentre andavo al Bora Bora, eccola!
Una Fiat 1100 piuttosto ben tenuta, tappezzata di vignette di Tex, Dylan Dog e Diabolik, lasciata apposta parcheggiata vicino alla spiaggia, con l'insegna del negozio Fashion Outlet della zona.
Un... veicolo... per la comunicazione commerciale veramente efficace!

Non so se abbiano fatto un lavoro certosino o velocizzato da adeguati plottaggi.
Comunque, molto carina!


Interni tenuti abbastanza bene.


Cofano ineccepibile e targa di altri tempi.


Dettaglio fanale...
PESTE!


sabato 10 settembre 2011

ESTATE POPOLARE 5


I motivi per cui mi sono messo a postare le locandine delle feste popolari di questa torrida estate italiana sono più di uno.
Mi piace l'atmosfera di queste feste, la cucina casalinga, l'impegno dei volontari, la presenza delle famiglie, le panche in legno, il fresco buio, gli stand incredibili che si possono trovare, la musica che in genere non si sente alla radio e non si vede in Tv.
Mi piacerebbe partecipare a tutte!

Ma c'è un altra ragione. Tutte queste feste provano l'importanza che ancora hanno le relazioni personali e reali rispetto a quelle virtuali della rete che si stanno affermando. Basta un manifesto, anche dalla grafica orrenda, sbattuto all'incrocio tra due strade, abusivamente appeso dove non si dovrebbe, ma dove tutti lo possono vedere, ed ecco che la promozione è fatta. Lo sapranno tutta la comunità e tutti i passanti, che se lo diranno soprattutto a voce e organizzeranno vere e proprie spedizioni di gruppo. Il manifesto appeso per strada non è solo comunicazione, ma un atto simbolico, come il rintocco delle campane.
Le manifestazioni più "serie" o che hanno anche altre finalità, avranno anche il sito, facebook etc. Quelle più schiette e popolari si presentano con tipologie di manifesti del tipo: fondo fosforescente e scritte cubitali, disegnone centrale con informazioni intorno, scritte a caratteri cubitali, in alcuni casi addirittura compilati a mano!

Queste sono le feste per tutti, grandi e piccini, ricchi e poveri, che si vengono a conoscere con il passaparola. Basta che lo sappia uno e la notizia si propaga al volo. E tortelli, salsicce e mille altre bontà vengono prese d'assalto.

La carrellata di oggi offre alcune varianti...
Sapete che nel Salento c'è il tarantismo. Le manifestazioni si sono propagate. Tra queste, ecco la Notte Bianca di Ugento, che si è tenuta lo scorso 14 agosto. Notare la foto sensuale della donna, in abito bianco.


Beh, questa è una pesante digressione, rispetto al modello delle feste popolari...
Scusatemi, ma non potevo non farvi partecipi della festa Miss & Mister Fondoschiena della Mosquito Beach, se non altro per i manifesti appesi veramente dappertutto!!!!


Ma ecco che rientriamo in carreggiata con una bellissima festa, sostenuta anche, per una volta, da un manifesto ben fatto. Si tratta della Festa della Municeddha, che vuol dire chiocciola. Il piatto principale di questa festa sono appunto delle chioccioline al sugo offerte in quantità veramente considerevoli. A Cannole, sempre nel Salento, dal 10 al 13 agosto. Notare la svendita a fianco!


Ed ecco che il mitico Bruso mi ha inviato qualcosa di più sostanzioso! La Sagra della Salsiccia alla brace, tenutasi a Carassai, nelle marche presumo, dal 12 al 20 agosto!


Il Bruso mi ha mandato anche questa meravigliosa immagine della Grande Sagra del Ciasuscolo, che presumo sia una specie di salame, che si è tenuta a Moresco dal 3 al 4 settembre.
Notate la scritta in basso a destra.... "Se leggete questo probabilmente non avete bisogno di occhiali".
Anche frasi del genere sono un classico di queste manifestazioni, che danno del tu, provocatoriamente e con ironia, ai potenziali visitatori!

venerdì 9 settembre 2011

IL NOSTRO PICCOLO CINEMA SALVATO DA UN ALIENO


Il titolo di questo post riproduce quello del lusinghiero intervento di Natalia Aspesi su Repubblica di oggi. Qui lo speciale sul sito.
"L'ultimo terrestre" di Gianni Pacinotti, Giacomo Monti e Fandango è stato accolto bene prima dalla stampa e poi dal pubblico della Mostra del Cinema.
Ora manca solo il pubblico delle sale...
Prosegue l'in bocca al lupo... ma almeno il film ha già dimostrato di avere una dignità artistica.

EDIT: Laura, sul suo nuovo blog, qua!

mercoledì 7 settembre 2011

IN BOCCA AL LUPO GIAN ALFONSO PACINOTTI


Come si sarà capito dai post programmati e pubblicati nei giorni scorsi, sono stato in vacanza (finalmente!). Sono tornato domenica sera abbronzato e felice per la famiglia, il sole e il mare. Tra l'altro, ho anche praticato un po' di digiuno digitale. Non c'era connessione disponibile e mi sono collegato solo per tre quarti d'ora il 1 settembre. Devo dire che l'assenza dalla rete è stata salutare, anche per dare il giusto peso alle cose. Il mio rapporto con il web non sarà più lo stesso... (come si dice quando si annuncia una nuova epica saga della Marvel...).

Intanto... domani 8 settembre... alla Mostra del Cinema di Venezia... 

17:15 SALA GRANDE
VENEZIA 68
L’ULTIMO TERRESTRE di Gian Alfonso Pacinotti (Italia, 100’, v.o. italiano s/t inglese) con Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio

Se ne è parlato anche su questo blog, del film, del trailer, di Gipi e di Giacomo Monti.
Ora non resta che aspettare la prima...
Ieri, Cristina Comencini è stata badilata dal pubblico...
Non è detto che il film ne risenta, la Comencini è già un nome importante.
Il nostro Gianni Pacinotti è invece ancora un quasi esordiente...
Allora, in bocca al lupo, per la tua prima prova, Gianni!
Per te, per i tuoi attori e collaboratori e per il fumetto italiano.
Infatti, se dovesse andare bene, potrebbero aprirsi prospettive interessanti per i nostri autori e per le loro opere.

Sperùm...

venerdì 2 settembre 2011

INGUARIBILE FUMETTOFILO...


Ieri ho celebrato anche su questo blog il decimo anniversario di matrimonio.
Il 2 settembre partimmo per il Canada, e quando arrivammo a Quebec City, scoprimmo ben presto una fumetteria. Solo che proprio quel giorno era chiusa.
La trovai aperta al ritorno, dove trovammo il tempo di andarci, causa forza maggiore, come vi racconterò tra qualche giorno...
Penso che la fornitissima fumetteria fosse la Libairie Premiere Issue. Fornitissima, ovviamente secondo i miei standard! Tanto fumetto indipendente e ogni ben di dio della Drawn&Quarterly, il miglior editore del mondo.
Le foto vengono da questo benemerito blog.
Non mi risulta che nessuno si sia mai messo a fare un censimento di fumetterie in questo modo.
Gente seria questi nordamericani...


ps: gravissimo! E' la prima volta che ho come tag la D&Q. Dovroò rimediare!

giovedì 1 settembre 2011

W GLI SPOSI


1 SETTEMBRE 2001
Elena e Michele si sposano a Cremona!

In alto i calici e che faccia il suo ingresso la torta!

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