lunedì 23 gennaio 2012

ANDARE PER MOSTRE 2: DYLAN AL WOW! (e sui Dylan 25)


A Milano ho visitato appena in tempo, prima della chiusura, la mostra che lo Spazio Wow ha dedicato ai 25 anni di Dylan Dog, l'ultimo grande personaggio popolare del fumetto italiano.
Mi sono rilassato per un'oretta passando in rassegna i numerosi oggetti esposti.


Infatti, erano piuttosto poche le tavole originali in visione, per quanto significative: ammirare gli originali di Stano (provenienti dalla collezione dello specialista Bazzana) è sempre un piacere.
Numerosi invece gli oggetti e le pubblicazioni a disposizione del pubblico con alcune panoramiche ampie


Nei 25 anni di vita del personaggio è stato prodotto un po' di tutto. Molto merchandising si è rivelato di uso inutile per la qualità scadente dei materiali o per il design mediocre. Alcune cose rimangono però curiose, come i video giochi di Simulmondo.


Assai ricca la sezione dedicata alle pubblicazioni estere. Invece piuttosto contenuta quella dedicata alla critica e saggistica.


Immancabile la scrivania con il galeone, però un po' troppo affollata. Si vede che Groucho non è passato a mettere in ordine.


Ecco... Non ho capito la logica con cui è stato esposto il manifesto di Zombie e non tanti altri egualmente importanti come riferimento per la serie. Ma mi ha fatto piacere vederlo e sono rimasto in contemplazione per diversi minuti, di fronte ad uno dei film che ha cambiato l'horror moderno.


Una mostra di emozioni. Qui sopra vedete una visitatrice che accetta di mettersi in posa di fronte al campanello che urla. Urla poco, a dire il vero, ma urla e diverte.


Un'altra emozione forte nella piccola sezione di omaggi con uno splendido disegno di Carlo Ambrosini dedicato, presumo, a Sergio Bonelli. La mia foto è pessima ma si intuisce l'arte di Ambrosini.

Insomma, una mostra per gli appassionati piena di spunti e completamente diversa dalle altre tre di cui sono informato, che ho visitato volentieri.

La mostra che abbiamo allestito a Cremona in maggio contava numerosi originali e si è concentrata in particolare sul periodo iniziale della serie e sulla sua creazione. Anche noi abbiamo esposto gadget (tra l'altro quasi tutti diversi da quelli dello Spazio Wow), ma abbiamo soprattutto attinto dai materiali editoriali provenienti dalla nostra biblioteca e dall'archivio di articoli. Una versione ridotta e rivista della mostra è poi approdata a Pegognaga.

A Rapallo, Carlo Chendi e Rapallonia hanno tributato una mostra omaggio speciale a Sclavi per l'annuale Mostra Internazionale dei Cartoonist di ottobre.

E poi Salerno Comicon, con il doveroso focus sulla scuola salernitana, condito dalla sezione cremonese dedicata alle origini del personaggio.

La casa editrice non ha realizzato una propria mostra celebrativa e itinerante, ma ha lasciato spazio al protagonismo di enti, appassionati, associazioni, manifestazioni, collaborando e sostenendo in varie forme. Questa scelta ha impedito l'allestimento di una grande mostra definitiva e esaustiva ma ha permesso differenti e complementari rappresentazioni del mondo creato da Sclavi e sviluppato dagli altri autori. Per gli appassionati più osservanti è stata un'annata ricca e piacevole. Per tutti gli altri, si sono moltiplicate le occasioni per ammirare la qualità artistica che questo personaggio bene o male ha sempre garantito.

Certo, per un istante verrebbe da pensare a cosa avremmo potuto fare se ci fossimo messi tutti assieme, Milano, Napoli, Cremona, Rapallo e chissà quali altri soggetti. Ma una cosa del genere è praticamente impossibile, perché ogni organizzatore deve fare i conti con spazi, risorse e tanti altri aspetti complessi da affrontare e che conosciamo bene.
E questa situazione è perfettamente rappresentativa della fantasia, delle energie, della qualità e dei limiti del nostro "nuvoloso" settore.

2 commenti:

GiovanniMarchese ha detto...

Mitico il Safarà! Hamlin era uno dei miei personaggi preferiti di Dylan! (Tempo fa avevo pure proposto un soggetto con Hamlin, che hanno gentilmente rifiutato, vabbè, questa è tutta un'altra storia).

MicGin ha detto...

infatti è proprio una mostra che ti sollecita ricordi

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