domenica 15 gennaio 2012

IL RITORNO DEL PICCOLO RANGER


E per concludere questo week end nostalgico bonelliano, cominciato con Zagor, ecco l'annuncio della ristampa del Piccolo Ranger, dal blog del suo nuovo editore Gianni Bono.
L'illustrazione di apertura del post propone una prova di copertina realizzata dal validissimo Massimo Rotundo.

Proprio sul copertinista si sono concentrati i commenti al post che vi ho linkato. La probabile età avanzata, di chi sta discutendo se Rotundo sia adatto al ruolo e sul mancato recupero delle copertine originali di Donatelli, rende il flame più educato e rispettoso di quanto in genere si è abituati. E l'editore potrebbe tenerne conto.
La questione ha un senso. Queste ristampe sono operazioni di recupero delicate, che si rivolgono principalmente a chi è cresciuto con questi personaggi, li ha magari persi di vista e non intende competere economicamente con gli altri collezionisti per recuperare gli albi smarriti o mai letti prima.
Le vecchie copertine sono quindi lampi emotivi. I ricordi scattano a proposito di quando quell'albo fu trovato, letto, magari scambiato.
E poi Quelle Copertine erano in buona parte di Franco Donatelli, tanto asciutto e veloce nel disegnare Zagor, tanto estroso e generoso nell'evocare toni molto più adulti di quelli contenuti negli albi.

Il Piccolo Ranger era un fumetto per ragazzini, scritto con ritmi lenti, con tante didascalie e flashback, oggi improponibili. Lo sceneggiatore è poco ricordato, ma è stato importante: Andrea Lavezzolo, creatore anche di Gim Toro. L'avventura nelle storie di Lavezzolo c'era eccome, ma impressionava senza turbare, appassionava senza eccedere nell'enfasi e negli effetti speciali. Poi ad un certo punto arriva Decio Canzio a sceneggiarle e il nostro ranger comincia a trasformarsi in un giovane adulto e diventa protagonista di un ciclo di avventure secondo me ancora oggi di alto livello.

Entrambi i periodi sono caratterizzati dalle copertine di Donatelli. Allora noi bambini non sapevamo ancora che il loro stile così particolare era in sintonia con altre celebri copertine egualmente "dipinte", come quelle di Satanik o dei Gialli. Per noi erano speciali, poco rassicuranti, in qualche modo adulte. Sembrava che raccontassero un'altra storia rispetto a quelle interne, visualizzate dalle morbidezze di Francesco Gamba.

Certo, Tex e Zagor rimanevano i nostri beniamini. Ma le nostre esigenze di lettori crescevano e la scoperta del Piccolo Ranger mi regalò un nuovo compagno di lettura, con quelle storie corali, i comprimari divertentissimi, i misteri da risolvere, quegli avversari così malvagi...

Il Piccolo Ranger è già stato ristampato in parte e come si deve dall'editoriale Mercury. Appunto, la tipica iniziativa per collezionisti: ristampa anastatica.
Altra cosa è l'edicola. E l'editore può aver pensato che magari può arrivare qualche nuovo lettore. Del resto Bonelli insegna e il lavoro di Villa sulla Collezione Storica di Repubblica è stato straordinario ed efficace.

Rotundo sembra non aver convinto tutti i lettori che hanno partecipato alla discussione sul blog di Gianni Bono, al punto di dichiarare la loro indisponibilità all'acquisto. Non so se tra i motivi della scelta ci sia anche il problema pratico di reperire tutte le vecchie copertine. Comunque pare che saranno in qualche modo riproposte all'interno.

E comunque stiamo parlando di Massimo Rotundo, uno dei migliori in Italia. Forse queste reinterpretazioni potrebbero convincere di più con un'impostazione ancora più meditata, dalla scelta delle posture alle colorazioni. E sarà rilevante anche la grafica complessiva e il modo di scrivere e impaginare i titoli.

Penso proprio che l'acquisterò.

Ma prima, un po' di amarcord proprio con la seguente gallery dedicata a Donatelli.
Sono tutte immagini provenienti da siti di collezionisti e rivenditori e si tratta di alcune delle copertine o degli episodi che mi hanno colpito. In alcuni casi potrete vedere i disegni originali.










11 commenti:

drinkwater ha detto...

"Come già abbiamo fatto con Blek, affidando la realizzazione delle nuove copertine alla genialità di Corrado Mastantuono, anche per Il Piccolo Ranger ci siamo rivolti a un artista altrettanto talentuoso, Massimo Rotundo."

Massimo Rotundo.

MicGin ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MicGin ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MicGin ha detto...

ok. il discorso vale anche con rotundo. però ho fatto diversi errori di lettura in questo periodo e sarà opportuno verificare gli occhiali....
Thanks!
Il prossimo post lo passo prima a te per le correzioni ;-)

drinkwater ha detto...

Con piacere. Pagando :-D

MicGin ha detto...

pagamento in natura! un bel salame alla prima occasione.
detto ciò, mi metto in castigo e vado a lavare i piatti!

Marco Pellitteri ha detto...

Scusa Michele, ma io che sono ignorante, a vedere il disegnino di Rotundo e le illustrazioni di Donatelli, be', francamente... devo dire altro?

MicGin ha detto...

ah ah... tu ignorante...
il collaterale dedicato a Tex ha visto copertine nuove di zecca di Villa. Straordinarie. Hanno rappresentato una rilettura parallela delle storie.
Poi con la ristampa degli speciali è stata rivista la grafica con gli sfondi colorati nuovi di zecca.
Anche le copertine di Blek sono state riviste da Mastantuono.
La scelta di rifarle non è sbagliata. Il problema è il come.
Le due che si sono viste sono forse un po' troppo didascaliche o enfatizzate nel modo sbagliato. E' un classico del Piccolo Ranger impennare con il cavallo? direi di no. spero che riescano a lavorare ancora meglio sul processo creativo delle copertine. Rotundo ne ha sicuramente le capacità. La redazione deve stimolarlo ancora di più.

MicGin ha detto...

a proposito! "Oltre il confine" è stato il primo episodio che ho letto. E in copertina non c'era il PIccolo Ranger, bensì il mago Silvan in uno dei suoi più riusciti travestimenti... ;-)

matteo ha detto...

Il piccolo ranger lo trovavo orrendo, ma le copertine di Donatelli erano fantastiche; tra l'altro, con decine di anni di anticipo su tutti, aveva il coraggio di non metterci il protagonista, oppure di disegnarlo completamente diverso da com'era all'interno dell'albo.
Poi purtroppo è arrivato Gamba, e le copertine sono diventate decisamente peggiori dell'albo (che nel frattempo era migliorato a livello di storie).

Ahimè, Rotundo in questo caso mi pare oltremodo legnoso, alla Gamba appunto.

MicGin ha detto...

Lavezzolo li ha scritti tutti (o quasi?) sino poco dopo il 100. E' un modo di raccontare che non si usa più, già particolare allora negli anni settanta, quando l'ho scoperto. Era molto scritto, con numerose didascalie, romanzato. Io lo considero comunque un grande sceneggiatore.
Poi è arrivato Canzio che ha scritto almeno una cinquantina di numeri. Albi moderni, dove il PIccolo Ranger non è più così piccolo e rivela numerosi difetti, che lo rendono però più reale. Avventure spettacolari, dove si trovavano spunti fantascientifici, gialli, horror, con trovate di ogni tipo. Anche in quel periodo Donatelli prosegue come copertinista. Poi cambiano gli staff di autori e pian piano la serie si spegne.
Insomma, una serie che aveva il suo senso anche se il titolo di Piccolo Ranger era imbarazzante anche per chi già cominciava ad avere 9, 10 anni.

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