Questo libro è arrivato in una busta al Cfapaz ormai diverse settimane fa. Conosciamo da tempo Stefano Alghisi, uno dei suoi autori, e lui ha pensato a noi per farci partecipi del suo ultimo lavoro. Presto il volume sarà finalmente disponibile per il prestito e la consultazione e siccome lo ritengo uno dei titoli più significativi dell'anno scorso, lo presento anche a voi.
"Viva Basaglia!" è il risultato di un lavoro di gruppo che ha coinvolto operatori e utenti in cura presso un centro psicosociale del bresciano, gestito dalla cooperativa La Nuvola. E il prodotto di questa interazione è un fumetto di 44 tavole in bianco e nero, che ci racconta una storia con tre protagonisti.
Il primo è Giacomo, un paziente con problemi mentali affetto da momentanei eccessi di violenza sulle cose. Sembra irrecuperabile e ogni tanto devono intervenire i carabinieri.
Poi c'è Franco, il Professore, che prende a cuore il caso di Giacomo e con pazienza cerca di interagire con lui e capire cosa lo tormenta.
Questa non è fiction ma narrazione legata alla realtà. Non è importante solo il risultato finale, favorevole per il paziente, ma il modo con cui ci si arriva. In questo caso il concetto di "spoiler" è privo di senso e proseguo quindi nel raccontarvi questa storia in cui Giacomo vive una realtà parallela, in cui si trova a combattere mostri immaginari.
Mostri che lo invitano anche a uccidere. Lui cerca di contrastarli, non vuole ascoltarli. Da qui la violenza, l'incomunicabilità con il resto del mondo e l'inevitabile cura a forza di sedativi.
Il Professore prima stabilisce un contatto con Giacomo e poi riesce a convincere a collaborare il terzo protagonista di questo libro: la comunità. Partendo dal presupposto che la follia possa non essere una malattia, ma un modo diverso di stare al mondo, Giacomo viene accettato per le sue ossessioni. Invece di essere ignorato o respinto, si comincia a riconoscere il suo impegno. Combattendo i suoi mostri immaginari protegge la comunità da loro. "Oggi è riuscito ad evitare una strage", dice il Professore ai carabinieri intervenuti, che rimangono inizialmente sbigottiti ma poi accettano anche loro di stare al gioco e gli chiedono di aiutarli in questa lotta immaginaria. Gli riconoscono un ruolo.
Così arriva la risalita verso una condizione accettabile e Giacomo ricomincia a frequentare quel centro da cui si era sentito estraneo, perché lo volevano curare senza volerlo capire. E' proprio lui a proporre di realizzare un fumetto collettivo. I suoi mostri si trovano infine rappresentati su carta. Escono da lui e li può condividere e controllare.
Se ho inteso correttamente, "Viva Basaglia!" non è un fumetto biografico, non racconta una storia vera, ma ci dice cose vere, possibili, riscontrate nell'esperienza quotidiana degli operatori e degli utenti coinvolti. Assieme a Stefano Alghisi, che è anche operatore, i due coautori lavorano nella struttura e sono rispettivamente un educatore e una psicologa. Hanno tutti voluto ispirarsi, a partire dal titolo, agli insegnamenti di Franco Basaglia, neurologo, psichiatra e studioso che ha rivoluzionato la psichiatria moderna e ispirato una legge che porta il suo nome, ancora oggi in vigore.
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| Foto di Raymond Depardon dal sito http://www.francobasaglia.org/ |
Il Professor Franco è in fondo proprio lui. Il gruppo di lavoro lo ha immaginato nel contesto odierno, dove i manicomi sono stati chiusi ma dove le situazioni di disagio ci sono sempre e comportano sacrifici importanti a livello assistenziale e/o famigliare.
Dunque il libro vuole contribuire a sollevare e mantenere il dibattito su questi temi, e lo fa coinvolgendo il fumetto e uno dei suoi autori più sensibili.
Certo, questo libro subisce il limite di non essere nel catalogo di un editore del settore (fumetto) e mi sembra non sia ancora stato notato. Sarebbe un peccato non cogliere questa occasione. Anche perché segna il ritorno alle chine e ai pennelli di Stefano Alghisi, che già negli anni novanta era già famoso per aver realizzato la biografia di Jim Morrison per Gammalibri. Pubblicò anche su Liberaria, una fanzine-micro editore nata/o tra i frequentatori del Cfapaz di una volta. Poi ha centellinato le sue apparizioni e negli ultimi anni è spuntato tra i marchi di Lamette e Nicola Pesce Editore. Qui Alghisi ha potuto contare sulla collaborazione di Umberto Agostinelli, ma il suo tratto è riconoscibile, con questo suo gusto per il tratto nero e pesante, che oggi ci ricorda il Charles Burns di Black Hole (e magari qualche riferimento negli esterni c'è). Ma Stefano Alghisi costruisce il suo stile in tempi non sospetti e per questa storia è efficace.
Insomma, un libro in fondo... "corto", un racconto breve, ma di grande respiro. Un contributo per comprendere quanto sia importante per una collettività condividere la cura, nel senso più ampio del termine, delle proprie persone.



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