Il titolo del mio post forse forza un attimo il senso dell'edizione 2012 del festival organizzato da Hamelin a Bologna dal 2007.
E' dunque la sesta edizione.
Eppure sembra che ne siano passate dieci e anche più.
E mi sembra che la scorsa edizione sia avvenuta tre mesi fa. Ma questo è un problema mio, del tempo che trascorre sempre più velocemente e che mi spinge a riflettere se dovrò o meno fare certe scelte (per esempio, questo è il post n. 976).
BilBolbul si è radicato. Ma è talmente poderoso il lavoro di ricerca e rappresentazione offerto al pubblico in questi anni che ancora molto deve essere capito e metabolizzato.
Il fumetto è esploso.
Non è più una cosa sola.
Esiste un solo contenitore che riesce ancora a malapena a far star dentro tutto ed è Lucca Comics, che ha uno splendido palcoscenico urbano e ottime ed economiche trattorie.
Non c'è quasi altro, eccetto che la biblioteca del Centro Fumetto "Andrea Pazienza", che cerca di far star dentro tutto, con le sue attività. Ma è sempre più difficile. I pubblici si stanno divaricando. E non solo loro.
Si sono moltiplicati i circuiti di vendita, così come i luoghi di scambio e condivisione. E ci saranno autori e lettori che non sapranno mai che ci sono anche gli altri. Non li cercheranno mai.
Proprio poche ore fa ho sfogliato il sedicesimo Comic-Soon, nella sua vesta rinnovata. La pubblicazione è promozionale ed è un veicolo di pubblicità. E' fatta bene e ci sono anche rubriche e anticipazioni. In passato ho scritto questo intervento. C'è uno speciale fiere e non c'è una riga, a meno che mi sia sfuggita, su BilBolbul. Ok, non è una fiera, è una manifestazione. Ma non se ne parla.
Così come il mondo che trova cittadinanza in BilBolbul è quasi totalmente assente dalla rappresentazione passional-commerciale di Comic-Soon. Forse unica eccezione è la solita Scuola di Fumetto, altro luogo che cerca di essere inclusivo (ecumenico?).
Non c'è niente male in queste assenze reciproche. Non sono necessariamente mondi antagonisti (e non sono gli unici). Anche se qualcuno si guarda in cagnesco, hanno semplicemente preso strade diverse.
Da una parte si guarda alle professioni, ai prodotti di consumo, alle reti di scambio e distribuzione, ai rapporti tra le filiere produttive. E non è che si rifiuti l'autorialità.
Dall'altra si guarda alla ricerca, alla sperimentazione, alle opere d'autore, ai circuiti di condivisione, ai rapporti tra le arti. E non è che si rifiuti l'imprenditoria.
Ed è interessante notare che Bologna e la vicina Modena sono due delle principali capitali di questi due mondi, se non le capitali.
Il primo mondo si è appena riunito a Mantova, per il solito ritrovo al Palabam, giunto alla settima edizione (quasi coincidenza). Non ci sono andato. La famiglia esige giustamente le attenzioni a cui ha diritto e ho preferito giocarmi il bonus trasferta proprio per BilBolbul, anche se penso di poterci andare un solo giorno in quel secondo mondo.
BilBolbul mantiene anche con questa edizione una posizione centrale nel processo di sperimentazione e ricerca di nuove forme del linguaggio fumetto. Il menù è ricchissimo. Oltre alle mostre principali, con gli autori che hanno fatto scuola, è possibile partecipare ad una miriade di eventi diversissimi.
Così la manifestazione allestisce uno spazio di incontro e confronto fatto di singoli spazi di fruizione e partecipazione. Le arti si incontrano e confrontano. Ma non solo. Si confrontano le buone pratiche di progettazione e organizzazione e ci si relaziona per costruire un futuro.
Anche quest'anno ho scritto un breve intervento per il blog della manifestazione curato da lospaziobianco, che riguarderà Mara Cerri. Non appena on line, avviso.
Vi lascio con il trailer del Festival e un copia incolla dal comunicato stampa che riassume l'impianto ideale di questa edizione.
Il tema del confine si affronterà attraverso una molteplicità di direzioni: la sezione “confini e conflitti” è dedicata al confine come spazio geografico e politico d’incontro e scontro tra culture e mondi diversi; la sezione “linea d’ombra” affronterà l’universo dell’adolescenza; “specchi di diversità” racconterà figure, reali o immaginarie, che con la loro storia incrinano l’ordine comune delle cose; “povera patria” svilupperà un’indagine sulle trasformazioni socio-antropologiche della nostra penisola.
A testimoniare la particolare attenzione che si darà al confine tra le arti e alla tendenza contemporanea del fumetto a contaminarsi con altre forme espressive sono anche le oltre venti mostre ed eventi di BilBOlbul “attorno al festival” che quest’anno, e ancor più di prima, arricchiscono la proposta della manifestazione, muovendosi tra fumetto, illustrazione, grafica e fotografia."
FESTIVAL
MOSTRE
BBB RAGAZZI
INCONTRI
PROIEZIONI
CALENDARIO
LUOGHI
http://www.bilbolbul.net/2012/it/contatti.html

0 commenti:
Posta un commento