Una visita veloce venerdì in giornata. Tante cose viste ma meno della metà di quelle possibili.
Peccato, ma non potevo proprio fare di più. Comunque, ho potuto prendere contatti, parlare, discutere, conoscere, progettare. Ne è valsa la pena.
In apertura, due tavole della Francesca Ghermandi, esposte presso la Cineteca, assieme alle tavole dei Ronfi!
Poi il convegno dedicato allo stato del racconto per immagini, cioè alle problematiche del diritto d'autore e contrattuali che riguardano principalmente fumettisti e illustratori
Nella foto vedete da sinista Raffaella Pellegrino, Luca Boschi, Ivo Milazzo e Paolo Rui. Ho seguito anche l'intervento di Gianfranco Manfredi che rappresenta in particolare gli sceneggiatori.
Ho l'impressione che questo convegno sia stato un ulteriore passo avanti verso una maggiore consapevolezza e tutela della categoria. E vanno ringraziati soprattutto gli illustratori, dato che i fumettisti, in larga parte, secondo me non hanno ancora capito la posta in gioco. Tra i presenti c'era comunque Mauro Marcheselli, in rappresentanza della Sergio Bonelli Editore, e mi sarebbe piaciuto sentire anche il suo punto di vista, dato che questo processo non è certo fatto contro gli editori ma per gli autori e quindi per tutto il mondo del fumetto, dato che la qualità del prodotto, l'innovazione del prodotto, passa anche per una migliore organizzazione delle varie categorie.
Certo che però... mettere questo convegno dentro BilBolbul, forse gli ha dato risalto, ma come visitatore del festival l'ho trovato anche un po' un mezzo impiccio, dato che non è stato facile organizzarsi e non ho potuto seguirlo interamente.
Ancora i Ronfi! E in Piazza Maggiore!
Giù il cappello...
Stupendo pannello di apertura della personale dedicata alla Ghermandi, con mille schizzi uno più vivo e strepitoso dell'altro.
Una mostra intelligente. Che ha puntato non sulla classica retrospettiva ma sulla progettualità dell'autrice.
Libri, fumetti, loghi, pubblicità... L'approccio è sempre progettuale, con numerosi schizzi, varianti, studi...
Per esempio il logo fi BilBolbul, che è proprio della Ghermandi.
C'è un intero pannello con tutti gli studi alternativi, uno più bello dell'altro.
Le pareti sfruttate anche come spazio per le didascalie e per inserire (com'era stato fatto per Bacilieri) ricordi dell'infanzia, presupposti visionari e valoriali per la poetica maturata successivamente. Come il film del 1953, il piccolo fuggitivo, che l'autrice indica tra gli ispiratori di Pastil.
Altri schizzi in successione, fino alla versione definitiva.
Ecco un'altra cosa che mi fa impazzire.... le scalette delle opere di maggior respiro.
Questo è il menabò-timone-scaletta delle Cronache dalla palude, in Italia per Coconino.
E' un documento interessante. Che può far comprendere come lavora l'autore, con le decisioni e i ripensamenti. Vi avevo già mostrato in passato un documento analogo, dallo studio di Davide Reviati per il libro allora ancora in corso di realizzazione Morti di sonno.
Ed ecco un'altra idea geniale.
In questa stanza si congiungono e si intrecciano i percorsi di Atak e Francesca Ghermandi.
Con i libri che hanno maggiormente influito su di loro.
Raccolti sotto quelle lampade, sotto quelle copertine in cartone bianco...
C'è qualcuno di voi, che non ha visto la mostra, che vuole provare a indovinare che opere ci sono sotto...?
Edit: ne parla anche Matteo qua!
E in chiusura solo due immagini di Atak, artista di cui colgo il valore ma che incontra meno il mio gradimento. Qui si impegna su pezzi di cartone ondulato.
Una mostra anche questa di grande valore perché basata sullo stesso principio della progettualità.
Queste due personali allestite presso il Museo Archeologico sono senza dubbio tra le proposte migliori mai viste in questo festival.
Prossimamente altre foto e magari altri link di colleghi blogger che hanno visto e raccontato ciò che on ho visto io.













1 commento:
Pazienza, Jacovitti, L'Uomo Ragno e Jack Kirby
Posta un commento