sabato 3 marzo 2012

TANTO E TANTI A BILBOLBUL


Ieri ho visitato la sesta edizione del Festival di BilBolbul.
Di corsa, tra mostre e caffé, facendo slalom tra i passanti, incontrando e abbracciando numerosi amici.
Alla mattina mi sono fermato per il convegno. Vivace convegno perché i contenuti c'erano e gli autori hanno molta voglia di dire la loro. Non so come sia andato il pomeriggio. Mi informerò.
Ma dicevo le mostre e gli eventi.
In particolare la doppia personale della stravalida Ghermandi e di Atak.
Invece di fare due mostre compilative, i curatori hanno selezionato dei singoli progetti e ne hanno esposto i materiali. Matite, schizzi, bozzetti, varianti, definitivi... Con scritte a matita sui pannelli che spiegavano e altri materiali vari. E poi quella sala... con i libri completamente bianchi e dentro le opere ispiratrici dei due... Zanardi, Terry e i pirati, Jacovitti, Little Nemo...
Insomma, mostre costruite conoscendo gli autori e sviluppando delle idee.

Lo scrivevo qualche giorno fa e Edo lo diceva in modo ancora più netto: il mondo del fumetto deve ancora metabolizzare la prima edizione di questo festival. E, d'accordo, gli ho replicato quale mondo... qui abbiamo mondi in separazione, che stanno prendendo strade diverse.
E i vari pubblici ne attestano il successo. Le miglialia (anche decine di migliaia) di persone sono di qua e di là. Forse va appunto chiarito che BilBolbul è fruito da una massa molto significativa di pubblico. Oltre al coinvolgimento capillare delle scuole e ovviamente di chi è già a Bologna, sono in tanti a venire da fuori.

Il fumetto rimane il linguaggio di riferimento per un confronto a tutto campo con le arti e il mondo delle immagini, attraverso l'attenzione verso gli autori.

Una formula che continua a funzionare.
Ora tocca a voi andarci.

3 commenti:

Zanzathedog ha detto...

Purtroppo non tutti gli abitanti di Bologna apprezzano quanto dovrebbero questa meravigliosa iniziativa.
Ieri sono andato in Piazza Nettuno a vedere la mostra di Ronfi installata e mi sono accorto che una buona parte era stata rovinata con indelebili dai manifestanti "no tav" con frasi che manifestavano una certa ignoranza culturale (nonché menefreghismo verso il festival e, in un certo senso, l'arte).
E, da bolognese, ne soffro tantissimo.

Sakka ha detto...

Io invece essendoci andata il 1 Marzo non ho trovato nessuna mostra già aperta (le inauguravano la sera...) ho visto la conferenza con Atak oltre alla presentazione del catalogo del concorso dell'anno scorso. Maledizione!

MicGin ha detto...

Zanzathedog, incredibile sta cosa che ha visto utilizzare i ronfi... c'èn una foto sul blog di luca boschi. una forma di protesta proprio sciocca.

roberta... ho visto le storie esposte al concorso e ho visto la tua. brava brava brava!!!

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