mercoledì 29 febbraio 2012

ARRIVA RETINA (E PURE UNA PALLONATA): STREPITOSA INTERVISTA ESCLUSIVA


In coincidenza con una pallonata presa a calcetto sull'occhio sinistro poche ore fa, mi trovo a scrivere un post su Retina, una nuova iniziativa editoriale che mette a disposizione in formato digitale opere di alcuni dei più validi autori degli ultimi decenni.

Ve la presento inventando un'intervista che utilizza le info che trovate sul sito già linkato sopra e che quindi non è né strepitosa né esclusiva (fatemi scherzare anche a me qualche volta). Però magari utile!

Ma che cos'è 'sta Retina (ahi ahi.. che male il mio occhio...)?

Retina è una piattaforma di distribuzione e promozione di fumetti in formato digitale, pensata per facilitare la circolazione di opere altrimenti invisibili.
Retina è un progetto di Davide Catania e Elena Orlandi


Come gestite la parte economica?
Su Retina gli autori vendono direttamente le loro opere in formato digitale. Il ricavato va interamente all'autore.

Chi siete?
Mmmhh... mi sembra di conoscervi...
Su che supporto si potranno leggere i vostri fumetti?
Tutte le opere scaricabili da Retina sono prive di DRM (Digital Rights Management), questo vuol dire che puoi leggerle su qualunque dispositivo supporti il formato pdf. Retina sostiene la campagna contro l'uso dei DRM. Vuoi approfondire l'argomento? leggi www.defectivebydesign.org

Immagino che adotterete le licenze Creative Commons, come aveva già fatto Alessio con Schizzo Presenta, in volume ormai quasi esaurito.
Retina incoraggia l'uso di licenze Creative Commons. Le licenze attribuite dall'autore alle sue opere vengono sempre indicate in maniera chiara sul sito e sul file.
Vuoi approfondire l'argomento? leggi www.creativecommons.it

Bene. Contatti?
davide(at)retinacomics.org
elena(at)retinacomics.org

Terminata questa chiacchierata, ecco le opere disponibili.
Il caro amico Maurizio Ribichini mette on line in due parti "Storie Fragili": la prima parte ripropone le storie apparse ormai parecchi anni fa sulla collana Schizzo Presenta (il link va lì); la seconda raccoglie altre storie pubblicate in altre situazioni.
Così come Alessio Spataro che propone "Non più estate", realizzato assieme a Floriana Grasso, e Dark Country per Self Comics.
Lise e Talami ripropongono l'ormai mitico "Morte ai cavalli di Bladder town!".
Setola porta Bar Miki, fumetto realizzato per il Festival di Lucerna.
E Ratigher mette a disposizione gratis "Sbadiglio nero", già apparso su Hobby Comics.
Infine Davide Catania offre anche lui (che pure è stato uno Schizzo Presenta della prima serie) i pdf di diversi racconti brevi. 
Da seguire assolutamente.


A tutti, in bocca al lupastro!

martedì 28 febbraio 2012

LE MAGIE DELLO SGUARDO DI MARA CERRI (sul blog di BilBolbul)


E' uscito oggi sul blog di BilBolbul un mio breve intervento su Mara Cerri, tra i protagonisti della manifestazione, assieme all'amica e illustratrice Magda Guidi. Insieme hanno realizzato un cortometraggio animato tratto dal picture book Via Curiel 8, pubblicato da Orecchio Acerbo. In mostra circa centoquaranta disegni. Una gioia per gli occhi.
Buona lettura.

lunedì 27 febbraio 2012

IL FUMETTO AL CONFINE CON LE ARTI


Il titolo del mio post forse forza un attimo il senso dell'edizione 2012 del festival organizzato da Hamelin a Bologna dal 2007.
E' dunque la sesta edizione.
Eppure sembra che ne siano passate dieci e anche più.
E mi sembra che la scorsa edizione sia avvenuta tre mesi fa. Ma questo è un problema mio, del tempo che trascorre sempre più velocemente e che mi spinge a riflettere se dovrò o meno fare certe scelte (per esempio, questo è il post n. 976).

BilBolbul si è radicato. Ma è talmente poderoso il lavoro di ricerca e rappresentazione offerto al pubblico in questi anni che ancora molto deve essere capito e metabolizzato.

Il fumetto è esploso.
Non è più una cosa sola.
Esiste un solo contenitore che riesce ancora a malapena a far star dentro tutto ed è Lucca Comics, che ha uno splendido palcoscenico urbano e ottime ed economiche trattorie.
Non c'è quasi altro, eccetto che la biblioteca del Centro Fumetto "Andrea Pazienza", che cerca di far star dentro tutto, con le sue attività. Ma è sempre più difficile. I pubblici si stanno divaricando. E non solo loro.
Si sono moltiplicati i circuiti di vendita, così come i luoghi di scambio e condivisione. E ci saranno autori e lettori che non sapranno mai che ci sono anche gli altri. Non li cercheranno mai.

Proprio poche ore fa ho sfogliato il sedicesimo Comic-Soon, nella sua vesta rinnovata. La pubblicazione è promozionale ed è un veicolo di pubblicità. E' fatta bene e ci sono anche rubriche e anticipazioni. In passato ho scritto questo intervento. C'è uno speciale fiere e non c'è una riga, a meno che mi sia sfuggita, su BilBolbul. Ok, non è una fiera, è una manifestazione. Ma non se ne parla.

Così come il mondo che trova cittadinanza in BilBolbul è quasi totalmente assente dalla rappresentazione passional-commerciale di Comic-Soon. Forse unica eccezione è la solita Scuola di Fumetto, altro luogo che cerca di essere inclusivo (ecumenico?).

Non c'è niente male in queste assenze reciproche. Non sono necessariamente mondi antagonisti (e non sono gli unici). Anche se qualcuno si guarda in cagnesco, hanno semplicemente preso strade diverse.
Da una parte si guarda alle professioni, ai prodotti di consumo, alle reti di scambio e distribuzione, ai rapporti tra le filiere produttive. E non è che si rifiuti l'autorialità.
Dall'altra si guarda alla ricerca, alla sperimentazione, alle opere d'autore, ai circuiti di condivisione, ai rapporti tra le arti. E non è che si rifiuti l'imprenditoria.

Ed è interessante notare che Bologna e la vicina Modena sono due delle principali capitali di questi due mondi, se non le capitali.

Il primo mondo si è appena riunito a Mantova, per il solito ritrovo al Palabam, giunto alla settima edizione (quasi coincidenza). Non ci sono andato. La famiglia esige giustamente le attenzioni a cui ha diritto e ho preferito giocarmi il bonus trasferta proprio per BilBolbul, anche se penso di poterci andare un solo giorno in quel secondo mondo.

BilBolbul mantiene anche con questa edizione una posizione centrale nel processo di sperimentazione e ricerca di nuove forme del linguaggio fumetto. Il menù è ricchissimo. Oltre alle mostre principali, con gli autori che hanno fatto scuola, è possibile partecipare ad una miriade di eventi diversissimi.

Così la manifestazione allestisce uno spazio di incontro e confronto fatto di singoli spazi di fruizione e partecipazione. Le arti si incontrano e confrontano. Ma non solo. Si confrontano le buone pratiche di progettazione e organizzazione e ci si relaziona per costruire un futuro.

Anche quest'anno ho scritto un breve intervento per il blog della manifestazione curato da lospaziobianco, che riguarderà Mara Cerri. Non appena on line, avviso.

Vi lascio con il trailer del Festival e un copia incolla dal comunicato stampa che riassume l'impianto ideale di questa edizione.

from BilBOlbul on Vimeo.

"Al tema del contemporaneo si collega anche il focus della VI edizione, dedicato al confine, proprio a partire da “i confini tra le arti” con cui si metterà in evidenza quel processo di contaminazione che è una delle forme specifiche del fumetto più innovativo di oggi, sempre più mescolato a grafica, illustrazione, disegno. 
Il tema del confine si affronterà attraverso una molteplicità di direzioni: la sezione “confini e conflitti” è dedicata al confine come spazio geografico e politico d’incontro e scontro tra culture e mondi diversi; la sezione “linea d’ombra” affronterà l’universo dell’adolescenza; “specchi di diversità” racconterà figure, reali o immaginarie, che con la loro storia incrinano l’ordine comune delle cose; “povera patria” svilupperà un’indagine sulle trasformazioni socio-antropologiche della nostra penisola. 

A testimoniare la particolare attenzione che si darà al confine tra le arti e alla tendenza contemporanea del fumetto a contaminarsi con altre forme espressive sono anche le oltre venti mostre ed eventi di BilBOlbul “attorno al festival” che quest’anno, e ancor più di prima, arricchiscono la proposta della manifestazione, muovendosi tra fumetto, illustrazione, grafica e fotografia."



FESTIVAL
MOSTRE
BBB RAGAZZI
INCONTRI
PROIEZIONI
CALENDARIO
LUOGHI
http://www.bilbolbul.net/2012/it/contatti.html 

sabato 25 febbraio 2012

COCA... COLLA CHE DEVE CHIUDERE IL SITO PER LA DIFFIDA DI COCA COLA


Ho ricevuto da qualcuno di loro l'invito a parlare di questa cosa che CocaCola, quella della bibita, ha diffidato questo sito a continuare ad usare la denominazione CocaColla, cioè come Coca Cola ma con una "l" in più... pena citazione in giudizio e processo.
Mi sembra una storia veramente strana, quasi al limite dello scherzo mediatico (sarà così?). Loro comunque hanno contattato un legale che ha spiegato come l'esito di un'eventuale causa non sia certo e le spese potrebbero essere rilevanti. Dunque han deciso di farsi da parte e rinunciare al nome. Ne creeranno un altro. Mica sono nati ieri.
Teniamo presente infatti che questa gente si occupa di arte e design...
Triplo mah...!
Non mi resta che dare spazio al loro comunicato stampa.


COMUNICATO STAMPA
Sospensione attività
CocaColla.it è un blog che dal 2010 si occupa di arte, design, advertising, lifestyle e trend della rete, dedicato a chi ama l’arte contemporanea in ogni sua espressione.
Il nostro blog in questi due anni ha avuto talmente successo che è diventato uno dei punti di riferi- mento per il design e per la street-art. Grazie al quotidiano impegno e alla costante dedizione del nostro team, CocaColla è entrato nelle chart italiane di settore, toccando gli 1,5 MILIONI di visita- tori unici nel primo anno di vita.
Contiamo più di 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter. I nostri articoli sono stati letti in 202 paesi sparsi per il mondo.
CocaColla è diventato talmente famoso che anche la Coca-Cola Company si è accorta di noi e un paio di settimane fa, per mano del loro ufficio legale, ci ha fatto recapitare due lettere di diffida, chie- dendoci di ritirare le pratiche avviate per la registrazione del marchio e la cessione nei loro confronti del “nome a dominio” www.cocacolla.it. Non sono da ritenersi esenti i nostri profili social.
Pena citazione a giudizio.
La motivazione è la seguente: ... che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che pos- sono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita.
In poche parole ci chiedono di chiudere, cedere il dominio e di sospendere la pratica di registrazio- ne del marchio. Ed in soli 15 giorni.
L’idea di chiamare il blog CocaColla nasce da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pen- sammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base e della street-art, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità. Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che fa il verso proprio al soft drink più famoso al mondo.

Immaginavamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuto accadere, quindi non appena abbiamo ricevuto le lettere abbiamo contattato uno specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Analizzato il caso ci ha convinto che fosse meglio mollare tutto, perché andare avanti in un'azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche.
Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo mai potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale del genere.
Ormai con certezza, dobbiamo comunicarvi che il 5 Marzo 2012 chiuderemo il dominio www.cocacolla.it e tutti i profili social ad esso collegati. Inutile sottolineare la nostra amarezza, figlia dall'ennesima situazione nella quale Davide soccombe inevitabilmente contro Golia.
Con questo comunicato vogliamo attenzionare a tutti voi quanto è accaduto e comunicarvi che stiamo già lavorando ad una nuova identità.
Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra newsletter rimanendo aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog.
Di questa storia ve ne saremo grati. 

Il fu Drink Team.

PRESS RELEASE
Activity suspension
CocaColla.it is a blog born in 2010 that focuses on art, design, advertising, lifestyle and trends of internet, dedicated to lovers of contemporary art in all its forms.
Our blog in these two years has been so successful that it became a point of reference for design and street art. Thanks to the constant daily effort and dedication of our team, Cocacolla entered the italian charts of the industry, touching 1.5 MILLION unique visitors in the first year of life. We count more than 7000 likers on Facebook and over 1000 followers on Twitter. Our articles have been read in 202 countries around the world.
CocaColla has become so famous that even The Coca-Cola Company noticed us and a couple of weeks ago we received from their legal department two letters of formal warning asking us to withdraw the registration of brand CocaColla, give up the domain name “www.cocacolla.it”, and close our related social profiles.
Penalty citation for trial.
The reason is the following: <<...that the registration and use by its domain name www.cocacolla.it determines a serious risk of confusion for consumers who may be led to believe that the sign and COCACOLLA domain name www.cocacolla.it are intended to distinguish goods / services delivered, organized or sponsored by our customers or that the use of the sign COCACOLLA it’s part and has been authorized by our client on the basis of agreements or other contractual links or corporate, which is not true. The use of the sign COCACOLLA and the domain name www.cocacolla.it is also counterfeit of the famous brands made by Coca-Cola, our client>>.
In short, they ask us to close, sell the domain and to suspend the practice of registration of the mark. And this in only 15 days.
The idea of calling the blog with the name “CocaColla” came from one of our earliest brainstorming; we thought to put together the glue, the basic fundamental artistic pratice and street-art, with Coca-Cola, a symbol of pop culture, of industrialization and advertising. For us, this name was everything we wanted to communicate: all our passions, all the topics that would soon become the subjects of our daily work of research and content production. A name easy to remember which hit off the world's most popular soft drink.
We imagined that sooner or later something would happen, so as soon as we received the letters, we contacted a legal specialist in intellectual property. As he analyzed the case he convinced us that it was better to quit everything because a lawsuit would be bloodshed, especially for our wallets.

Ours is indeed a publishing project, and we could never afford a legal battle against a multinational company like that.
Now for certain, we must inform you that on 5 March 2012 we will close www.cocacolla.it and all social profiles related to it. Needless to say, with bitterness, daughter of another situation in which David and Goliath inevitably succumbs.
With this release we wanted you to know what’s happened and tell you that we are already working on a new identity.
To avoid losing what’s made in these two years with CocaColla we ask you to support us by being the first news on your blogs, your pages on your channel and on Twitter using the hashtag #supportcocacolla. You can subscribe our newsletter to be updated on future developments remain on our blog.
On this story we'll be grateful. 

The Ex Drink Team

venerdì 24 febbraio 2012

BIMBA COL PUGNO CHIUSO. PRESENTAZIONE OGGI AL CORTO CIRCUITO E MANCA POCO ALL'OBIETTIVO!


La campagna di raccolta fondi per produrre un documentario dedicato a Giovanna Marturano non ha centrato l'obiettivo dei diecimila euro entro la data stabilita. Ma è stato possibile rilanciare e darsi un nuovo termine che è il vicino 1 marzo.
Ma le ultime settimane hanno visto un aumento significativo delle quote di adesione, arrivate a 837. Ne mancano quindi 163 da 10€ ciascuna.
Se volete contribuire, andate sul sito di Produzioni dal basso e fate la vostra parte!
Per saperne di più, c'è una presentazione oggi al Corto Circuito di Roma, a cura di Corto Comix e c'è il blog di TodoModo.

Ecco qua altre info.


  • Corto Comix Edizioni e TodoModo presentano:

    "BIMBA COL PUGNO CHIUSO"
    PROGETTO PER UN DOCUMENTARIO
    su Giovanna Marturano
    di Claudio Di Mambro, Luca Mandrile, Umberto Migliaccio
    in collaborazione con Maurizio Ribichini

    Presentazione del progetto in collaborazione con Produzioni dal Basso e proiezione del promo

    A Seguire proiezione
    MA L'AMOR MIO NON MUORE

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    Sempre ben oliata e lucidata, così la nostra memoria non s' inceppa mai

    Continua l'opera di tessitura delle trame di un immaginario comune. Tentando di contribuire alla costruzione e arricchimento della memoria collettiva dando spazio a chi, come noi, ci crede e ne fa arte.

    Il film, e il documentario in particolare, sono le forme espressive regine del nostro tempo.
    Non dissimili dal fumetto, narrativamente dirette, tanto che immediatamente mettono in relazione l'esperienza in essere con quelle vissute, sedimentando velocemente.
    Fanno atttecchire e germogliare pensieri ed emozioni. Se fosse per noi non faremmo altro...fumetti vino e film.

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    GIOVANNA MARTURANO. Antifascista classe 1912, clandestina durante la dittatura e partigiana delle Brigate Garibaldi durante la Resistenza, ora una (piccola?) donna alla soglia dei 100 con la gioia di vivere di una bambina.
    Nelle sue parole risuona la storia del ‘900 italiano, quella di una donna e di una famiglia comune, come la definisce lei, ma che comune non è. Dalla guerra al nazi-fascismo alla lotta per i diritti e la giustizia sociale.

    MA L'AMOR MIO NON MUORE
    un documentario di Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio
    prodotto da Tekfestival <http://www.tekfestival.it/> e Todomodo
    Attraverso le storie di vita di alcuni partigiani e partigiane che parteciparono alla Resistenza nella zona del Cuneese, si racconta quell’esperienza di ribellione e di lotta vissuta da una generazione cresciuta interamente durante il ventennio della dittatura fascista. Chi sono e come vivono oggi i protagonisti di allora, come leggono gli avvenimenti di quegli anni anche alla luce dei continui tentativi revisionistici e più in generale di fronte al crescente rischio dell’oblio?

    TODOMODO è un gruppo di filmmaker indipendenti che, dal 2000 a oggi, ha all’attivo diversi lavori documentari che, per quanto diversi tra loro, condividono la stessa attenzione per personaggi o vicende storico-sociali considerate marginali o che rischiano di scomparire dalla memoria collettiva. http://todomodofilms.wordpress.com/

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    Venerdì 24 Febbraio
    ore 18:30 puntuali che poi si parte per la Val Susa
    CSOA CORTOCIRCUITO
    Via Filippo Serafini 57
    WWW.CORTO.CIRCUITO.INFO <http://WWW.CORTO.CIRCUITO.INFO/>
    Sarà attivo lo spazio aperitivo e dalle 20:00 cena a cura dell'osteria del corto

giovedì 23 febbraio 2012

AUTORI A CONVEGNO


Qui, come su altri blog, siti e forum, se ne è parlato molto negli ultimi due anni e anch'io sono intervenuto in occasione di alcune iniziative pubbliche.
Il prodotto di un intenso e dignitosamente partecipato processo di discussione sarà finalmente portato all'attenzione pubblica in occasione del prossimo festival di BilBiolbul a Bologna.

Da seguire!


mercoledì 22 febbraio 2012

I NOSTRI EROI VISTI DA ARMIN...

Autocaricatura di Armin Barducci

Ferie arretrate da recuperare a spizzichi e bocconi e qualche momento di relax in più.
Ho guardato un po' di più FB e poco fa Armin Barducci ha postato una gallery di omaggi e caricature ad alcuni protagonisti celebri del fumetto. O meglio... ha messo su FB i suoi disegni, ma non li ha subito resi pubblici, rimanendo deluso perché non arrivavano commenti e condivisioni. Poi si è accorto della sua dimenticanza ed ecco arrivare le sue interpretazioni di Diabolik, Zagor, Hulk, John Doe e tanti altri. Per questo suo talento (è bravo in mille cose, dal fumetto alla grafica, dal teatro alla fotografia) e per la sua smemoratezza, questo ragazzone di montagna alto due metri e mezzo mi è sempre stato molto simpatico.
Condivido con voi alcune delle immagini che mi sono piaciute di più. Se volete vedere le altre, cercate su FB Armin il morto immaginario.


Diabolik. Molto caricaturale e senza maschera.


Dylan Dog deformed! Delizioso e compatibile.


Sarà anche una battuta scontata ma questo Ghost Rider è perfetto.


Lady Oscar... l'inarrivabile Lady Oscar... Coraggiosa e commovente, qui la si vede con pancetta che rivela di essere una bugiardona....


Manifesto programmatico per Naruto!


Non sense sadico-delizioso...


Geniale questo Remi Rock'n Roll!


Un Tex concentrato sul suo dovere, anche soffrendo.
Dategli da fare un Texone!!!


Delizioso anche questo concentratissimo Tin Tin, in posa anni cinquanta, tra Trottolino e Barks.

martedì 21 febbraio 2012

UN RICORDO DI ANTONELLA


Sono già passati due anni. Ne sono già passati ancora di più, tanti, da quando ci siamo conosciuti e abbiamo condiviso esperienze laboratoriali ed editoriali con affetto e simpatia. Lorenzo mi ha scritto che oggi i Topi Pittori la ricordano. E a mia volta lo dico a voi.

domenica 19 febbraio 2012

BLOCCO DEL TRAFFICO E DIMOSTRAZIONE IN BICI


Ieri abbiamo partecipato, famiglia al completo, alla manifestazione di protesta contro l'inquinamento a base di polveri PM10 che sta infestando Cremona ormai da tempo.
Lo sforamento dei limiti è costante e sempre più pericoloso.
La protesta pacifica e... ginnica (abbiamo percorso una decina di kilometri percorrendo la città per un'ora in lungo e in largo) è stata un piccolo successo.
Contati 225 partecipanti, uno per uno. Una bella colonna di persone presenti senza bandiere ma solo con la loro coscienza di cittadini.

Per dare un'idea della situazione, ecco il comunicato odierno sul blocco del traffico necessariamente deciso dal Comune.

Buona Coff... Domenica e a domani... coff coff...


INFOSMOG NEWSLETTER #02
************************************************
Domenica 19 febbraio 2012 

OGGI PRIMO BLOCCO TOTALE DEL TRAFFICO
A CAUSA DEL SUPERAMENTO per oltre 12 giorni consecutivi del limite PM10, in
applicazione del Protocollo dei sindaci, si applica per la prima volta
all’interno del Comune di Cremona il Blocco Totale della circolazione.
Nella pagina seguente tutte le specificità dell’ordinanza: 
http://www.comune.cremona.it/PostCE-display-ceid-4166.phtml

IL DIVIETO alla circolazione non si applica sulle vie che permettono ai
veicoli provenienti dall’esterno, rispetto al territorio comunale, di
raggiungere i parcheggi corona.

LE NOVITÀ PIÙ RILEVATI, rispetto alle precedenti domeniche ecologiche, sono
le seguenti: 
- fermo totale dei veicoli, compresi gli Euro 5;
- estensione del divieto di circolazione a tutto il territorio comunale;
- adozione di iniziative collaterali da parte di tutti i comuni della Zona
A1 di Cremona: Bonemerse, Castelverde, Gadesco Pieve Delmona, Gerre De’
Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti e Spinadesco. 

I SINDACI, INVITANO:
-) i cittadini ad utilizzare la bicicletta o dei mezzi pubblici per gli
spostamenti urbani;
-) i cittadini a limitare l'uso del riscaldamento negli edifici privati
sancendo il divieto di superamento della temperatura di 20 °C;
-) i cittadini, salvo i casi particolari, a ridurre la fascia oraria
giornaliera di riscaldamento degli edifici di almeno un'ora, rispetto alle
14 previste dalla normativa;
-) a limitare il riscaldamento nelle scuole pubbliche durante i periodi di
chiusura;
-) per quanto concerne gli edifici pubblici, alla limitazione nell'uso del
riscaldamento al fine di non superare la temperatura interna di 20 °C;
-) gli esercizi commerciali a non fare uso di dispositivi che, al fine di
favorire l'ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli
accessi verso i locali interni di edifici appartenenti alla categoria E5 di
cui all'art.3 del D.P.R. n. 412/1993 e conseguentemente a mantenere chiuse
le porte.

Non c'é bisogno di imprese eroiche, sono sufficienti piccoli gesti: a patto
che tutti facciano la propria parte:
http://www.comune.cremona.it/PostCE-display-ceid-4175.phtml

sabato 18 febbraio 2012

LE INCISIONI DI FEDERICA GALLI (e anche alle radici del fumetto)


Sono fortunato.
Di fianco al Centro Fumetto, dove svolgo la maggior parte del mio lavoro, in Piazza Giovanni XXIII, c'è lo spazio di Santa Maria della Pietà, luogo di grandi mostre (dove l'anno scorso abbiamo fatto Dylan Dog, e quest'anno faremo...). Nella zona ci sono anche Cerri e il Foppone, ma queste sono altre storie...

Dicevo delle mostre.
Proprio ieri se ne è aperta una nuova, su un'artista che non conoscevo.
Lei si chiamava Federica Galli. Era un'artista dell'incisione e ha lasciato al Museo di Cremona circa 130 stampe che sono state esposte per l'occasione.
Non la conoscevo ma un po' per curiosità e un po' per comodità mi è sembrato naturale approfittare dell'inaugurazione per vederla. Ho portato anche la piccinina, fiducioso che l'esposizione potesse interessarla.

Le opere esposte sono stupende.
Dite la verità. Per un istante, l'illustrazione che apre il post non vi ha dato l'impressione di una fotografia in bianco e nero? Per un attimo alcune incisioni appaiono vere per il loro iper realismo. Ma poi, avvicinandosi, si possono notare veri e propri nugoli di tratteggi minuti, puntini, graffi che insieme formano queste interpretazioni della realtà. Anche il bianco della neve non è esattamente tale.

Ecco ancora altre opere e poi qualche considerazione.





Sul sito dedicato all'artista ci sono alcune gallerie di immagini, suddivise per tema. Soggetti preferiti sono la campagna, le cascine, gli alberi e città come Venezia e Milano (non ho visto persone in queste immagini).
Se pensiamo alla tecnica utilizzata, l'acquaforte, comprendiamo la complessità delle operazioni necessarie per arrivare alla stampa finale. Pazienza artigianale ed estro di artista (unite ad un grande rigore) sono i due talenti che questa artista deve avere posseduto e che anche oggi possiamo ammirare sino al 1 aprile.

Tecnica laboriosa, quindi. Che ha come finalità tracciare dei segni, dei tratti, in grado di ricostruire e riproporre un'immagine di realtà, anche se interpretata nel suo respiro dalla coscienza dell'artista.
Segni e tratti devono "sembrare" e "ricomporre" case, alberi, oggetti...
E' la stessa funzione che segni e tratti devono assolvere, hanno dovuto assolvere, nella maggior parte dei fumetti che conosciamo.

La tecnica di un'artista come la Galli sarebbe troppo complicata e costosa per produrre un fumetto, linguaggio che per decenni ha caratterizzato la letteratura popolare e per ragazzi.
Però gli obiettivi sono gli stessi: rappresentare la realtà attraverso un sistema di tratti.
Si può usare il pennino o la punta metallica, ma il punto di arrivo è il medesimo: costruire una "matrice" che possa consentire una riproduzione attraverso un procedimento di stampa.

Anni fa ho avuto la fortuna e il piacere di visitare la grande mostra dedicata a Hokusai a Palazzo Reale a Milano, dove ho trascorso tre ore di estasi di fronte ad opere straordinarie, realizzate nell'arco di decenni. Tra queste, le celebri cento vedute del Monte Fuji.



Qui sopra un paio di esempi. Le vedute sono state pubblicate in una sorta di quaderno che si apriva a fisarmonica per diventare un'unica lunga striscia. Ogni veduta era formata da due metà riquadrate e accostate tra loro. Due quadretti o meglio ancora due vignette, potremmo dire oggi.
Sono vedute, paesaggi. Ma il nostro sguardo da fumettofili incalliti pensa subito ai retini dei manga. L'arte delle mezze tinte a retino si è costruita nel tempo proprio grazie a questa tradizione sviluppata da giganti come Hokusai, che hanno prodotto il codice genetico stilistico di riferimento.

Diverse le forme e le tecniche stratificatesi da questa parte del mondo. Ma stesso obiettivo.
Sono esperienze diverse, vissute con animi diversi, ma fumettisti come Toppi, Battaglia e Micheluzzi hanno in fondo compiuto un percorso parallelo a quello di Federica Galli.

In particolare, mi verrebbe da accostare alcuni paesaggi della Galli a certe panoramiche di Micheluzzi per le analogie nella rappresentazione degli spazi bianchi.

Ma non voglio forzare oltre questi accostamenti e vi lascio al video di presentazione della mostra.
Che merita e che se andrete a visitare, sappiate che di fianco c'è anche il Centro Fumetto, che è giusto che sia così.


PS: La piccinina ha gradito e si è messa pure a scattare delle foto!

venerdì 17 febbraio 2012

ZAGOR... MIO CARO ZAGOR...


La pubblicità mi è arrivata persino per mail.
La ristampa di Zagor viene promossa seriamente.
Non sarà come per Tex, ma Repubblica, L'Espresso e la Sergio Bonelli Editore ci credono.
E probabilmente avranno ragione.
Perché?
E' tutto spiegato molto bene e in modo divertente e piacevolmente nostalgico da Mauro Uzzeo.

IL MIO (EHM) SOSTEGNO PER IL MANIFESTO CHE PROSEGUE


Dopo qualche giorno di assenza dal web, approfitto della pausa pranzo per recuperare con due post.
Oltre a questo su Il Manifesto, ne ho scritto un altro inevitabile e doveroso sulla ristampa di Zagor. Altri pensierini li riserverò per il week end.

Nei giorni scorsi vi raccontavo dei miei grotteschi e fallimentari tentativi di sostenere Il Manifesto, nonostante non mi riconosca più da tanto tempo in questo giornale. Alcune delle persone che conosco meglio sembrano disprezzarlo a tal punto da accettarne la chiusura senza problemi.
Più in generale, la campagna sta funzionando e un po' di lettori sono stati recuperati e hanno ripreso a pagare gli stipendi.

Anch'io sto migliorando. Proseguo quindi nel diario quotidiano, iniziato qui.

MARTEDI'
Comprato! Ma poi dimenticato in giro dopo averlo sfogliato. Tornato a casa non ho potuto leggerlo.

MERCOLEDI'
Alla prima edicola a cui mi rivolgo è già esaurito. Riesco a ricordarmi di andare ad una seconda edicola e lo compro. In allegato c'è Le Monde Diplomatique. Sfoglio entrambi i giornali. Risalta il pezzo sul "no" di Monti alle Olimpiadi. C'è una colonna dedicata ad Alemanno, soprannominato Aledanno. Su LMD noto delle illustrazioni di Enrico Baj, che non so come giudicare ma mi colpiscono.

GIOVEDI'
Acquistato! E' il terzo giorno di fila. Si parla di recessione ed equità, con un fondo di Galapagos (mi ero dimenticato di Galapagos). C'è un servizio interno che racconta delle truffe compiute da diversi parlamentari che sfruttano le leggi di sostegno all'editoria. Un articolo senza dubbio interessato ma che fa riflettere. I toni generali sono ironici, su Chiesa e Ici, lavoro, spese militari e addirittura Sanremo. Mi sembra di rivedere il giornale che avevo dimenticato. Ma al di là del taglio critico, sono tutte notizie che posso trovare anche altrove e commentate come piace a me. Sembra buono il pezzo di Piccinini su Sanremo ma non ho sentito le canzoni e non conosco tutti i cantanti...

VENERDI' (OGGI)
Preso. Posso leggerlo perché mi trovo a fine mattinata nella sala d'aspetto del dentista.
C'è un'intervista "registrata" in piedi a Niki Vendola, in visita alla redazione, dove però il leader di Sel si esprime con frasi un po' barocche e termini opinabili come "indistinzione". Però su diverse cose mi convince. Soprattutto sul "cosa". Rimane il piccolo problema del "come", però....
Oggi c'è anche un altro supplemento "Democrazia al lavoro". Sembra presentarsi come un foglio estremo e nostalgico, con tutto quel rosso e quel tipo con il berretto verde e visiera che spunta da un lato. C'è anche l'editoriale di Maurizio Landini, leader tosto della Fiom. Molti ne starebbero lontani. Ma a metà del giornale, c'è una lunga intervista al sociologo Luciano Gallino che merita ampiamente la lettura e l'acquisto del giornale.

Prime conclusioni.
La mia disaffezione passata per Il Manifesto dipende certamente anche da me e da come sono cambiato.
In fondo non sono un acquirente regolare di alcun giornale. Spazio tra quei cinque o sei. Il Manifesto era uscito da questo bouquet. Ma ci rientrerà. E' un giornale che rimane ampiamente perfettibile (ammesso che sia ancora possibile) e che contiene delle idee, interessanti a patto di avere un'idea di cosa sta succedendo nel mondo.

Il problema di questo giornale è come rimanere un luogo di dibattito intellettuale ed essere contemporaneamente un "prodotto", nel 2012 e senza pubblicità.
Il Fatto ci sta riuscendo, anche perché non è un luogo di dibattito intellettuale. Ci riuscirà Il Manifesto?

martedì 14 febbraio 2012

IL MIO (EHM) SOSTEGNO A IL MANIFESTO (MOLTO EHM EHM)


Nella mia condizione (tutto sommato molto felice) di genitore attempato, posso riscontrare un'emersione sempre più poderosa dei miei limiti e difetti. Smemoratezza, riflessi lenti, dislessia da tastiera, confusione di nomi e situazioni, disordine cartaceo diffuso... Euchessina, direbbe qualcuno! Ma prima o poi ritroverò lo smalto dei tempi migliori e il calcetto settimanale sta aiutando, anche se il più delle volte sono nella squadra che perde!

Cmq, tutto questo cappello per dire che il mio sostegno a Il Manifesto sta assumendo forme grottesche.
Sarebbe una cosa seria, visto che il giornale è già in liquidazione. Nonostante non mi riconosca in questa testata ormai da eoni, mi è sembrato giusto condividere l'appello per sostenerlo, impegnandomi a comprarlo tutti i giorni per un po'.

Ecco com'è andata da quando mi sono preso l'impegno.

GIOVEDI'
Comprato, ma dimenticato in giro. Non ricordo alcun articolo interessante.

VENERDI'
Comprato, sfogliato e ho letto almeno due pezzi validi, anche se non li ricordo già più. Forse uno sul cinema.

SABATO
Dimenticato di comprarlo... Ma mi ricordo in extremis verso le 19.00. L'edicola sta per chiudere e le copie sono finite.

DOMENICA
Lo volevo comprare! Esco a fare il pieno sul tardi. Spendo tutto per fare il pieno. E le edicole ormai han chiuso...

LUNEDI'
Ora basta! Lo devo comprare. Mi reco in edicola, sicuro e convinto.
"Il Manifesto"
"Mi dispiace", dice l'edicolante, "Oggi è lunedì e Il Manifesto non esce il lunedì".


Oggi ci riprovo.

lunedì 13 febbraio 2012

IL GRAFFIO DEL SEGNO, PAZIENZA, IL VIDEO


E' on line il video che riassume la mostra che il Museo di San Severo ha dedicato ad Andrea Pazienza nel 2009. Non è possibile condividere il codice da incorporare. Per cui dovete cliccare qui per vederlo.

L'iniziativa era questa:
"Andrea Pazienza. Il graffio del Segno", MAT Museo dell'Alto Tavoliere (5 aprile - 19 maggio 2009)
Mostra dedicata ad Andrea Pazienza, allestita presso il MAT - Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo (FG), curata da Elena Antonacci, Teo De Palma e Antonello Vigliaroli

Vi presi parte anch'io.
Recupero qualche scatto per fare un po' di sano amarcord.

Elena Antonacci, combattiva direttrice del Museo
Al suo fianco il Sindaco di allora

Guliana, la madre di Andrea. Donna straordinaria, come
lo sono spesso le donne del sud. Fece un discorso da
spellarsi le mani, che non piacque molto proprio al
sindaco di allora e che spiegava come si potesse
ricordare ancore meglio Andrea, aldilà degli eventi.

Oh! Qui sono con Enrico Fraccacreta! Personaggio!
Zanna!

Uno dei quadri fatti da ragazzo...

Da anni utilizzo questa meravigliosa illustrazione
come desktop del cellulare. Mai vista una sintesi migliore
dei mali e delle bellezze del sud.

La parte curata dal Cfapaz, con la mostra biografica,
curata da me e dal Bruso

Ecco un embrione di moderno graphic novel,
già insuperabile in poche pagine.
Gli originali sono meravigliosi.

Il tema della caccia. Odio la caccia.
Ma non l'avevo mai vissuta così.

Fine. That's all folks...

COMUNICARE BENE!


A proposito di fumetterie!
C'è anche Comics Boulevard a Roma, che aveva in programma un'iniziativa con Fabio "Hot Stuff" Redaelli, pubblicato anche su Schizzo più di vent'anni fa.
L'iniziativa è stata rinviata al 18 febbraio. Lo spostamento è stato ben comunicato con il più che valido web-flyer che apre questo post.

domenica 12 febbraio 2012

DI PREPOTENZE EDITORIALI, RIBELLIONI AUTORIALI E BLOG DI FUMETTERIE


Mettiamo che partecipi alla creazione di un personaggio. Il tuo contributo autoriale può essere differente. Magari nei hai disegnato gli studi, progettando il costume per esempio. Oppure hai avuto l'idea di mettergli quel particolare cappello o hai trovato quell'espressione speciale, particolari che lo renderanno universalmente riconoscibile.
Magari sei andato tu a proporlo. Oppure ti è stato proposto di progettarlo da solo o insieme ad un gruppo di lavoro.
Può anche capitare che la tua progettazione non riguardi solo il personaggio, ma anche le ambientazioni, il contesto, i personaggi di contorno, se non addirittura lo stesso impianto narrativo, insomma una serie vera e propria.

Se alla fine di tutto questo lavoro il tuo/vostro/loro personaggio dovesse avere successo o addirittura segnare un'epoca, si avvererebbe un sogno bellissimo di fama e ricchezza.

Si avvererebbe... ma solo a certe condizioni:
- se il contratto lo consente
- se il contratto viene rispettato
- se sei l'editore...

Quando alle fiere incontro autori aspiranti alla pubblicazione, non pochi si preoccupano della tutela delle proprie opere, che però quasi sempre sono prive delle qualità necessarie e quindi sono destinate a rimanere per sempre nei cassetti o negli hard disk.

In realtà, le controversie interessano molto più frequentemente autori già affermati che seguono gli usi e le consuetudini. Così può capitare che il contratto si firmi dopo aver iniziato o consegnato, non prima. E se anche si firma prima, l'autore sente una sorta di dovere etico a dover prima dimostrare di essere in grado svolgere la prestazione. O magari si fida. Oppure non ha il carattere per farsi valere.

Lasciamo cmq da parte i contratti più scandalosi e assurdi, quelli palesemente truffaldini e ignobili. Il contratto "normale" è la mappa del confronto tra editore e autore. Oltre alla definizione dei rispettivi doveri e guadagni, il contratto ha un ruolo strategico. Per l'editore c'è in gioco anche il suo investimento. Nella fase di produzione è l'editore che ha tutto (e molto) da perdere. Il personaggio potrebbe non funzionare. Le ricadute potrebbero essere pesanti ed interessare tutta la struttura. Dunque, l'editore cerca di prevedere non solo un guadagno immediato ma una redditività di lungo periodo, che possibilmente, in caso di successo, possa sia coprire altre scelte sbagliate, sia garantire una disponibilità continua di risorse da reinvestire. Quando cavalchi la tigre è così.

Per l'autore è diverso. Anche lui investe qualcosa: tempo, talento, professionalità. Anche immagine e reputazione. Ci mette il nome. Oggi la menzione del nome è un diritto acquisito. Prima l'autore era addirittura anonimo e tutto veniva ricondotto al marchio editoriale e alle eventuali figure carismatiche presenti. Dunque, anche il lavoro dell'autore merita il suo riconoscimento. Quindi si prevede una remunerazione immediata, di entità tale da convincere l'autore. Anche i classici pochi, maledetti e subito.

Le cose si complicano quando è il momento di definire i diritti successivi, insomma, cosa accade se le cose dovessero andare bene, se dovessero esserci altre edizioni, ristampe, trasposizioni in altri linguaggi, merchandising...

Si comprende l'editore che ritiene di dover raccogliere i frutti del suo fiuto imprenditoriale, del lavoro creativo che ha saputo organizzare.

Si comprende l'autore che ha perfettamente presente come quelle caratteristiche che lui ha saputo rappresentare siano diventati i motivi per cui tutto il mondo riconosce e ama quel personaggio.

Se fosse andata male, ad ognuno il suo. Ma quando va alla grande, ognuno aspira alla quota di riconoscimenti e utili che ritiene legittimi.

A questo punto si torna al contratto. Se il contratto è chiaro, legale e rispettato, i patti sono quelli e non c'è niente da fare. Al massimo si possono stipulare ulteriori patti che compensino parzialmente i diritti non riconosciuti in cambio di una rinuncia definitiva ad ulteriori rivalse.
Se invece il contratto non è stato rispettato, allora si apre il contenzioso. Solo che l'editore ha oggettivamente il coltello dalla parte del manico perché possiede l'organizzazione dell'attività. E' uno dei due mediatori fondamentali tra l'opera e il pubblico.

Le due situazioni sono presentate in un recente post del blog della fumetteria Comix Factory, al quale vi rimando direttamente. Trovate la traduzione di un intervento dell'autore James Sturm che si associa ad una forma di boicottaggio planetario come forma di protesta verso il mancato riconoscimento concreto e reale del contributo fornito da Jack Kirby alla creazione dell'universo Marvel.
L'altra situazione riguarda Tony Moore, coautore assieme a Robert Kirkman della serie Walking Dead (che sapete essere una delle mie preferite). I patti erano chiari, ma Moore ritiene non siano stati rispettati. Intanto che gli avvocati operano, domani sera partirà la nuova serie di episodi su FoxTv.


A proposito di fumetterie.
Nella colonna di link in costante aggiornamento, sotto al voce "Ultime notizie", ho appunto aggiunto i blog di tre fumetterie. Non so se altri negozi dispongono di un eguale risorsa. Questi tre mi hanno comunque colpito per diversi motivi. Quello già citato di Comix Factory è piuttosto tecnico. Lo considero una moderna fanzine, con interviste, traduzioni e news. Dunque, Comix Factory offre ai suoi lettori una serie di "contenuti speciali" che integrano le info già disponibili relative ai prodotti venduti. D'altronde, Stefano Perullo è un appassionato e parla una "lingua" comune e comprensibile. Da seguire.

Poi ci sono gli altri due blog, di due veri e propri "tipacci": Max Favatano e Francesco Settembre.
Entrambi portano avanti il punto di vista delle librerie specializzate, dimostrando anche una certa consapevolezza, oltre ad una buona vis polemica. Però, anche loro sono appassionati militanti. E quindi troviamo pure interviste in perfetto stile fanzine, che forniscono anticipazioni e informazioni che interessano gli appassionati.


Favatano non penso di conoscerlo, o almeno non ricordo di averlo incontrato di persona (o no?). Sta in Puglia, nel Salento leccese, terra che amo molto per motivi famigliari e vacanzieri. Non penso sia facile portare avanti un'attività commerciale in un territorio che dispone di minori opportunità e servizi, rispetto al più organizzato nord. Passione e lavoro comunque si uniscono e il loro racconto è verace e, appunto, polemico.


Uno dei temi prevalenti è il rapporto con i distributori e gli autori. Tema più volte affrontato anche da Francesco Settembre, titolare della fumetteria Antani e già responsabile dell'Associazione Fumetterie Italiane, organizzazione che tenta di rappresentare la categoria. Settembre lo conosco. E di lui ho un ricordo preciso. Durante una trasferta ad Angouleme, in macchina, in condizioni di fastidioso maltempo, lo incontro in un autogrill francese. O meglio, noi siamo già dentro. Si apre l'ingresso ed assieme a turbinii urlanti di vento, entrano due brutti ceffi. Il loro aspetto ricorda quello tipico dei briganti di altri tempi. Barbuti, capelli medusoidi, cinture alla vita da cui penzolano strani borsetti, giacconi e maglioni in paille che sembravano in realtà fatti in pelle di bisonte o orso. Anzi, erano due orsi, dallo sguardo duro che non perdona.
Andavano anche loro ad Angouleme per partecipare, se non sbaglio, alla sezione antiquaria. Insomma, questo è un personaggio non passa inosservato. Organizza anche fiere, manifestazioni ed eventi. Sarà polemico, ma ci crede.

Pensavo a loro tre, perché la vicenda editori vs autori ha delle analogie con quella distributori vs fumetterie o editori vs fumetterie. Le loro lamentele, soprattutto dei secondi due, riguardano proprio queste relazioni. Che dovrebbero essere organizzate nel reciproco interesse. Ma che sono regolate da rapporti di forza non sempre equilibrati.

Le ultime lamentele riguardano la tendenza degli editori a rivolgersi direttamente ai lettori, magari per scusarsi correttamente di alcuni sbagli, ma caricando di lavoro supplementare l'anello intermedio delle fumetterie, senza condividere in modo strategico la comunicazione.

Chi ha ragione? Ognuno può farsi la propria idea.
Per me è interessante notare come si affidi al web l'esposizione del problema.
Molto difficile che le cose si risolvano così.
Ormai non credo che il web possa contribuire a risolvere problemi.
Però può creare consapevolezza o formare un senso identità o appartenenza.
Può anche essere un'arma a doppio taglio per chi al contrario dovesse risultare poco convincente o peggio.
Non so quanto questi tre blog riescano a contribuire a creare la necessaria consapevolezza e a favorire un dialogo costruttivo ed efficace tra le parti. I temi sono cmq quelli e rimangono sul tappeto.

sabato 11 febbraio 2012

ULTIMO GIORNO PER GODERSI IL WEST DI SERGIO TARQUINIO IN MOSTRA


Sergio Tarquinio, pittore e artista, è stato anche un valido fumettista.
In più occasioni ha raccontato come il fumetto fosse stato il lavoro trovato per mantenersi, per sostenere e alimentare la sua vocazione d'artista. Tarquinio è poi diventato un pittore importante e a Cremona si trovano un po' dappertutto sue opere, anche realizzate all'interno di sedi pubbliche.

Scoprire che a Cremona esisteva un disegnatore di fumetti e per di più de La Storia del West fu un colpo emotivo. E qualche anno più tardi, assieme a Massimo Galletti e gli amici del Cfapaz gli dedicammo una personale nello spazio del neonato Centro Fumetto. Era il 1989 e la mostra si chiamava "Dal Po al Rio Bravo", un titolo molto azzeccato, che univa uno dei nostri ambienti caratteristici con l'avventura.

Presto Tarquinio avrebbe appeso le matite al chiodo. Ma gli appassionati lo hanno comunque inseguito e ricordato con articoli, mostre e premi di ogni tipo. Insomma, è stato uno dei mitici autori della mitica Storia del West, che interpretò con uno stile molto raffinato, decisamente più lontano dalle influenze americane che invece interessavano i Galeppini o i Letteri, per fare due nomi. Qualche anno fa ho scritto un saggio pubblicato su un volume dell'Anafi a lui dedicato, che magari vi ripropongo prossimamente.

Le peculiarità artistiche di Tarquino sono oggi fruibili in una mostra di originali organizzata da Little Nemo a Torino. Proprio oggi la mostra chiude. Se siete da quelle parti, neve permettendo, andateci. Acquerelli, tavole e schizzi sono acquistabili. E c'è anche la gallery sul sito.



venerdì 10 febbraio 2012

NEVE ANCHE OGGI


Come previsto e promesso ha nevicato anche stanotte.
Qua nella città del Torrazzo, delle tre T (e pure della quarta) i disagi sono minimi.
Ma la neve mi richiama letture più o meno passate.
Come Tex e Carson che affrontano branchi di lupi affamati.


O Zagor che indossa gli sci in una delle sue più stravaganti avventure.


Oppure i toni duri del fumetto nordamericano indipendente.

Freddo.
Gelo.
Bufere.
Uomini duri.
Resistenti.
Con il cuoio al posto della pelle.
Il cuore di un toro.
Il coraggio di....


No... ehm.. scusate...
Andiamo a farci un caffè caldo, nero e bollente che è meglio...

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